31.1.06
Dal grande libri delle definizioni di Lester Bangs da Detroit
Il KRAKEN è l'apogeo della pigrizia senza scuse.
Il KRAKEN è mandare affanculo il rock.
Il KRAKEN è mandare affanculo il KRAKEN.
Il KRAKEN è trattare di merda a vostra collezione i duemila e più dischi.
Il KRAKEN è superato.
Il KRAKEN è solo una parola apprezzata dai mass media.
Il KRAKEN è qualsiasi cosa facciate che dovrebbe avere delle conseguenze ma non ne ha, oppure voi le ignorate.
Il KRAKEN è qualcosa che vale la pena di distruggere in gran fretta.
Si spera che questa definizione accelleri il processo.
Il KRAKEN è mandare affanculo il rock.
Il KRAKEN è mandare affanculo il KRAKEN.
Il KRAKEN è trattare di merda a vostra collezione i duemila e più dischi.
Il KRAKEN è superato.
Il KRAKEN è solo una parola apprezzata dai mass media.
Il KRAKEN è qualsiasi cosa facciate che dovrebbe avere delle conseguenze ma non ne ha, oppure voi le ignorate.
Il KRAKEN è qualcosa che vale la pena di distruggere in gran fretta.
Si spera che questa definizione accelleri il processo.
29.1.06
Perbacco che feedback fratello
L'eresia Cartapesta è una forma di credenza religiosa nata in quel grande e pernicioso bacino di utenza che è il Cristianesimo attorno ai primi anni del III secolo dopo Cristo. L'eresia si sviluppa in tutta la sua prodigiosa opalescenza in seguito all'evangelizzazione da parte di San Pancrazio Tremebondo, protettore dei neurolesionati, delle tribù che abitavano le paludi Stokastistock, nei pressi di Karenkograd, nell'attuale distretto della Russia Bianca a pochi centimetri dal confine con la Transavanguardia. Forse a causa di questa perniciosa vicinanza o semplicemente per la fatiscenza delle loro abitazioni le tribù istruite dal Gran Santo fraintesero le sue Parole e credettero ben presto che Dio avesse fatto discendere Suo Figlio sulla Terra non sottoforma di dio incarnato ma bensì in forma di simulacro. L'eresia affermava in sostanza che Cristo era un fantoccio, una marionetta con un'anima di ferro piegevole, o ancora una sofisticata macchina cibernetica, un'automa, un golem, se non un semplice guappo di cartone, una sorta di insensibile sagoma plastificata; di conseguenza tutti i suoi miracoli erano reputati niente di più che costosi effetti speciali possibili solo grazie ai potenti finaziamenti del Produttore, che effettivamente credevano fosse Dio, ma che aveva un ruolo non di Padre generatore ma a metà tra il politico invischiato, l'emineza grigia e il grande e spericolato produttore della Hollywood degli anni d'oro. L'Eresia Cartapesta ebbe il suo apice attorno al 12 aprile del 1302, ma già il mese dopo si contavano solo una decina di iscritti. La Chiesa, anni dopo, con un esercito di 12.000 uomini armati di spade e crocifissi sterminò un vecchio giardiniere ed il suo cane zoppo, unici rappresentati sulla Terra dell'Eresia. Da quel giorno nessuno ha più creduto possibile che Dio fosse solo un malandrino, ma carismatico, uomo di potere.
Kraken leggeva di codeste cose quando era seduto, nel giornaliero rito dell'espulsione. Finita la digressione storica e terminata l'espulsione della sua corruzione quotidiana, si alzò, si pulì e andò in salotto, dove aveva lasciato a metà un joint di erba tecno-svedese e la postina legata al termosifone.
Finito il joint passò a seviziare la postina.
-Ti piace consegnare la Posta, eh lurida puttana?
Ed iniziò a tagliuzzarla con il filo di una cartolina che gli aveva spedito nottetempo una sua ex dal museo del Louvre di Palmoli.
Rivoli cremisi scintillavano magmatici e dorati nelle pupille dilatate di Kraken.
Ad un certo punto:
drin drin drin drin
Era la risuoneria risonante del ritelefonino che così richiamava l'attenzione del rikraken.
-Scusa Troia.
Andò in cameretta ed estrasse da sotto un mucchio di riviste porno il cellulare, certo che fosse il ben noto Bagascio, pirata incestuoso e fuori dal contesto.
Un numero sconosciuto invece. Già immaginava Bagascio senza benzina chiamare da una cabina telefonica di Bali.
-Bagascio che cazzo c'è?
-No,non sono Bagascio. Sono il tuo stronzo. Perchè mi ha espulso? Ora sono in un posto orribile, è freddo ed umido qui. Ovunque muffe e strani orrori squittenti. Cadaveri. Stavo così bene nel calore del tuo intestino. Mi hai cresciuto per giorni nel tuo tenero e caldo ventre per poi lasciarmi scivolare via. Senza nemmeno degnarmi di uno sguardo mi hai centrifugato in un gorgo soffocante ed ora mi dimentichi qui in questa tomba sporca ed indegna. Madre perchè mi hai abbandonato?
-Forse hai sbaglaito numero amico...
-Riconosco la tua voce Madre, lo sentita parecchie volte dalla mia culla tiepida ed accogliente. Riabbracciami ti prego, riportami nel tuo fasciante ventre. Io ho paura qui strani demoni rossi come fiamme mi pungolano con chiavi inglesi e parlano imitando la tua voce. Aiutami, sento che non ce la farò a sopravvivere ancora... un enorme triplice bocca divorante macina e lì sulla sponda masse di corpi inerti senza testa. Vedo la città bruciare ed i tetti crollare. La gente urla per la strada mentre ha le braccia scarnificate e divorate da spiriti invisibili. I bambini sbottano sangue misto a scarafaggi e formano un ruscello di putridume che corrode e divora solo ciò che si muove come se fosse un essere dotato di intelletto. Un uccello di fuoco svolazza, no no è una falena che sbriciola le sua ali in polveri sottili di assenzio e piombo che ostrusicono i polmoni dei pochi che si sono decisi ad armarsi. Aserviti sopravvisuti eunuchi succhiano i peni sottili di un'entità globoidale dagli occhi profondi della balena che si è insediata dove prima c'era la piazza principale. Piccoli servi di questo ente strappano gli organi genitali dei cadaveri e ne fanno collane per le loro femmine sempre gravide. E' la fine Madre, sei ancora in tempo per salvarmi. Salvami,salvami...maledetta salvami..troia puttana salvami salvami mi hai fatto e creato per poi farmi crepare con le budella al vento lurida mignotta? Egoista puttana salvami da questo casino di merda! Puttana Dio ti maledica in eterno schifosa cagna in calore! Che tu possa cagare tutto il tuo sangue nel giro di poche ore da adesso schifosa traditrice...Giuda e Mignot-
Kraken spense il cellulare visibilmente infastidito.
-Tutto Ok? Continuiamo? - gli sorrise la postina ammanettata.
-Nessun problema sorella- e vai giù di cartoline e bestemmie.
Nonstante la maledizione Kraken non cacò sangue quella sera. La postina però, tornando a casa, si dissolse in una pozza di sangue e pus e mazzi di chaive proprio sullo zerbino di casa sua.
Kraken,che l'aveva seguita, ghignò.
-Tutto alla perfezione...- gli sentirono dire.
Kraken leggeva di codeste cose quando era seduto, nel giornaliero rito dell'espulsione. Finita la digressione storica e terminata l'espulsione della sua corruzione quotidiana, si alzò, si pulì e andò in salotto, dove aveva lasciato a metà un joint di erba tecno-svedese e la postina legata al termosifone.
Finito il joint passò a seviziare la postina.
-Ti piace consegnare la Posta, eh lurida puttana?
Ed iniziò a tagliuzzarla con il filo di una cartolina che gli aveva spedito nottetempo una sua ex dal museo del Louvre di Palmoli.
Rivoli cremisi scintillavano magmatici e dorati nelle pupille dilatate di Kraken.
Ad un certo punto:
drin drin drin drin
Era la risuoneria risonante del ritelefonino che così richiamava l'attenzione del rikraken.
-Scusa Troia.
Andò in cameretta ed estrasse da sotto un mucchio di riviste porno il cellulare, certo che fosse il ben noto Bagascio, pirata incestuoso e fuori dal contesto.
Un numero sconosciuto invece. Già immaginava Bagascio senza benzina chiamare da una cabina telefonica di Bali.
-Bagascio che cazzo c'è?
-No,non sono Bagascio. Sono il tuo stronzo. Perchè mi ha espulso? Ora sono in un posto orribile, è freddo ed umido qui. Ovunque muffe e strani orrori squittenti. Cadaveri. Stavo così bene nel calore del tuo intestino. Mi hai cresciuto per giorni nel tuo tenero e caldo ventre per poi lasciarmi scivolare via. Senza nemmeno degnarmi di uno sguardo mi hai centrifugato in un gorgo soffocante ed ora mi dimentichi qui in questa tomba sporca ed indegna. Madre perchè mi hai abbandonato?
-Forse hai sbaglaito numero amico...
-Riconosco la tua voce Madre, lo sentita parecchie volte dalla mia culla tiepida ed accogliente. Riabbracciami ti prego, riportami nel tuo fasciante ventre. Io ho paura qui strani demoni rossi come fiamme mi pungolano con chiavi inglesi e parlano imitando la tua voce. Aiutami, sento che non ce la farò a sopravvivere ancora... un enorme triplice bocca divorante macina e lì sulla sponda masse di corpi inerti senza testa. Vedo la città bruciare ed i tetti crollare. La gente urla per la strada mentre ha le braccia scarnificate e divorate da spiriti invisibili. I bambini sbottano sangue misto a scarafaggi e formano un ruscello di putridume che corrode e divora solo ciò che si muove come se fosse un essere dotato di intelletto. Un uccello di fuoco svolazza, no no è una falena che sbriciola le sua ali in polveri sottili di assenzio e piombo che ostrusicono i polmoni dei pochi che si sono decisi ad armarsi. Aserviti sopravvisuti eunuchi succhiano i peni sottili di un'entità globoidale dagli occhi profondi della balena che si è insediata dove prima c'era la piazza principale. Piccoli servi di questo ente strappano gli organi genitali dei cadaveri e ne fanno collane per le loro femmine sempre gravide. E' la fine Madre, sei ancora in tempo per salvarmi. Salvami,salvami...maledetta salvami..troia puttana salvami salvami mi hai fatto e creato per poi farmi crepare con le budella al vento lurida mignotta? Egoista puttana salvami da questo casino di merda! Puttana Dio ti maledica in eterno schifosa cagna in calore! Che tu possa cagare tutto il tuo sangue nel giro di poche ore da adesso schifosa traditrice...Giuda e Mignot-
Kraken spense il cellulare visibilmente infastidito.
-Tutto Ok? Continuiamo? - gli sorrise la postina ammanettata.
-Nessun problema sorella- e vai giù di cartoline e bestemmie.
Nonstante la maledizione Kraken non cacò sangue quella sera. La postina però, tornando a casa, si dissolse in una pozza di sangue e pus e mazzi di chaive proprio sullo zerbino di casa sua.
Kraken,che l'aveva seguita, ghignò.
-Tutto alla perfezione...- gli sentirono dire.
28.1.06
le rive del mare sono vuote senza il kraken
kraken apre il frigo, la scimmia chimica lo costringe a cercare, frugare gli scompartimenti lividi di muffe viscide e lumache con gli enormi occhi sporgenti in cerca di qualcosa da inglobare, inserire, per zittire l'orco delle caverne plutoniane che giace nel suo stomaco, rigurgitante e preda di una lieve sbronza che lo spinge a frugarsi i gangli promiscui e fumosi dell' ano in cerca di corrotti resti di materiale ex-cibo, perchè anche lui, l'orco plutoniano, è preda della scimmia foriera della fame chimica. Ma a pensarci bene la stessa scimmia agisce spinta dal morso di una fitta schiera di pidocchi idrofobi, che gli iniettanto un anticagulante miscelato ad una strano virus che provoca una febbre epilettica e un desiderio incontenibieldi attaccarsi alla schiena di sconosciuti e spingerli alla ricerca pazzoide di qualcosa da mettere sotto i denti. Ma i pidocchi stessi sono mossi, manovrati anzi, da una divinità minore, ancestrale totem e spauracchio selvaggio, ministro, nello sconfinato pantheon delle divinità dei pidocchi, addetto al raccimolìo di pasti caldi. E il Ministro a sua volta è costretto dal grande Dio dei pidoccchi, che agli occhi divini del ministro non è che il suo padre cosmogonico, a stimolare nei pidocchi questa formidabile e diabolica ricerca, tensione, spinta per ottundere la loro cieca ed insaziabile sete di sangue di "scimmia della fame chimica". La gran divinità costringe a tali azioni il Ministro tramite continue minacce al pupillo, il delfino che un giorno erediterà il ruolo di divo, e alla moglie di questi che si trovano segregati in una sorta di cantina allagata popolata da spiriti malvagi e anfibi che ad ondate regolari azzannnano e succhiano i garretti dei prigionieri, solo l'intervento del Grande Dio li ferma e li spinge a rifugiarsi in apposite fosse da cui è difficile, ma non impossibile, uscire. A ben guardare poi lo stesso grande Dio agisce come preda di un istinto...ha fatto costruire la segreta allagata e ha fatto sequestare i parenti del suo fedele Ministro in preda ad un fumigante ed impalpabile trance indotta da certe voci che sente discendere dall'immane e profondissima volta celeste. Certe stelle gli parlano e gli inducono strani ordini come ad esempio uccidere la sua diletta figlia (colpa che ha fatto ricadere sul Meta-Sovrano del Meta-Regno dei Meta-Aracnidi), restaurare il More Uxorium, ostruire le fogne con pietre, succhiare l'oceano con una cannuccia, pisciare in cerchio, bollire vivi tutti gli abitanti delle città che iniziano con la A, mostrarsi nudo in pubblico, collezionare conchiglie e discutere con esse di scienze e medicina.
27.1.06
stava kraken tutto tremolo ed ardente
Kraken esce dal locale completamente ubriaco. Dimentica la dignità e si mette a pisciare lungo una strada scelta con attenzione perchè molto frequentata a quell'ora. Tratta tutte le donne che incontra come prostitute e tutti gli uomini come poveri froci. Tratta tutte le auto che sfrecciano per la strada come pettirossi minuscoli e fragilissimi. Tra capo e collo una 126 truccata, di un certo Starnazza Adelmo, capo di un gruppo Rom di Ur (Mesopotamia), lo investe di sana pianta e tutto intero.
Kraken ebbe la sensazione di morire.
Di conseguenza ebbe la sensazione anche di traspassare e di finire all'inferno. Ma solo per un attimo. La sua memoria si limitòa registrare una cerchia anonima di persone che stavano attorno ad un tavolino e si stava in un grottume pienodi muffa ed odore di escrementi di ratti. Tutti quelli che erano attorno al tavolino erano dei filosofi o dei poeti. A turno uno diceva una cosa; poi quello stesso cacava al centro della tavola. Scendeva e iniziava a frugare nelle feci. Subito tutti lo seguivano nella ricerca scatologica. Poi uno si fermava, con gesti calcolati e rituali tirava fuori dall'involucro organico una persona, un omuncolo. L'omuncolo era ripulito e posto su una sorta di piccolo scranno, la grandezza era quella di un pacchetto di sigarette. Dallo stesso che l'aveva trovato tramestando nella merda all'omuncolo veniva chiesto qualcosa, kraken però non capì la domanda. L'omuncolo parlava e tutti ascoltavano riverenti.
Kraken potè avvicinarsi un attimo per vedere in faccia quel minuscolo antropoide. A giudicare dalla capacità cranica, ultimamente l'hobby di Krak era la frenologia, era un minorato. Notò che tra le gambe s'appassiva un pene infertile e senza seme.
Kraken si riebbe. Starnazza lo portò nel campodi zingari. Lì Kraken crebbe felice per altri dodici anni. Ma da quel giorno abbandonò l'hobby della frenologia e, con l'aiuto dei suoi fratelli di sangue Pullio e Posceno (russo-pakistani con madre fenicio-tailandese e nonno nano e sumero), iniziò la sua carriera nella malavita zingaro-sumero.
Kraken ebbe la sensazione di morire.
Di conseguenza ebbe la sensazione anche di traspassare e di finire all'inferno. Ma solo per un attimo. La sua memoria si limitòa registrare una cerchia anonima di persone che stavano attorno ad un tavolino e si stava in un grottume pienodi muffa ed odore di escrementi di ratti. Tutti quelli che erano attorno al tavolino erano dei filosofi o dei poeti. A turno uno diceva una cosa; poi quello stesso cacava al centro della tavola. Scendeva e iniziava a frugare nelle feci. Subito tutti lo seguivano nella ricerca scatologica. Poi uno si fermava, con gesti calcolati e rituali tirava fuori dall'involucro organico una persona, un omuncolo. L'omuncolo era ripulito e posto su una sorta di piccolo scranno, la grandezza era quella di un pacchetto di sigarette. Dallo stesso che l'aveva trovato tramestando nella merda all'omuncolo veniva chiesto qualcosa, kraken però non capì la domanda. L'omuncolo parlava e tutti ascoltavano riverenti.
Kraken potè avvicinarsi un attimo per vedere in faccia quel minuscolo antropoide. A giudicare dalla capacità cranica, ultimamente l'hobby di Krak era la frenologia, era un minorato. Notò che tra le gambe s'appassiva un pene infertile e senza seme.
Kraken si riebbe. Starnazza lo portò nel campodi zingari. Lì Kraken crebbe felice per altri dodici anni. Ma da quel giorno abbandonò l'hobby della frenologia e, con l'aiuto dei suoi fratelli di sangue Pullio e Posceno (russo-pakistani con madre fenicio-tailandese e nonno nano e sumero), iniziò la sua carriera nella malavita zingaro-sumero.
25.1.06
tempi e luoghi (ma non quelli giusti)
In un localino di Termoli, aggrappati ad un tavolino come naufraghi, stanno Woody Allen e Kraken, visibilmente rotti dall'alcol. Senza preavviso entrano dieci fanciulli thailandesi, tutti regolarmente abusati dal loro rispettivo turista europeo. Allen si irrigidisce come se gli avessero piazzato una pannocchia su nel suo traforo riecheggiante e francese. Kraken se ne frega. I dieci pargoli offrono sia all'uno che all'altro colla "da fiuto". Allen farfuglia, in un finto italiano che non sa pronunciare, qualcosa a proposito del cinema di Vittorio De Sica; Kraken, ovviamente, accetta.
Il buon vecchio Krak non sa che l'atto di accettare la sostanza da fiuto dal manipolo tailandesoide catapulterà l'intero sistema metrico deciamle (e tutto quello che gli sta attacco sopra) indietro nel tempo fino all'anno 1521; età luminosa in cui il Papa è prigioniero nelle fangose segrete di Castel Gandolfo, mentre i lanzichenecchi si scopano Roma da davanti e da dietro assecondando il loro estro crucco e Riformista. Woody Allen, a discapito del finale di Sciuscià, si ritrova così nei panni rannicchiati e flaccidi del Papa insegregato e Kraken in quelli di un certo capitano di Ventura, tale Heinrich Von Suckergott, che usava far fregio dello scolo che aveva preso in certi bordelli danesi come di una medaglia acquistata sul campo di battaglia.
Gli intrecci e la rete di eventi che porteranno Heinrich-Kraken a diventare il nuovo pontefice e Allen-Papa a diventare Ugola d'oro al Teatro degli Eunuchi dell'Emiro Andaluso Sih Fatt' però appartengono ad altri tempi e ad altri luoghi.
Il buon vecchio Krak non sa che l'atto di accettare la sostanza da fiuto dal manipolo tailandesoide catapulterà l'intero sistema metrico deciamle (e tutto quello che gli sta attacco sopra) indietro nel tempo fino all'anno 1521; età luminosa in cui il Papa è prigioniero nelle fangose segrete di Castel Gandolfo, mentre i lanzichenecchi si scopano Roma da davanti e da dietro assecondando il loro estro crucco e Riformista. Woody Allen, a discapito del finale di Sciuscià, si ritrova così nei panni rannicchiati e flaccidi del Papa insegregato e Kraken in quelli di un certo capitano di Ventura, tale Heinrich Von Suckergott, che usava far fregio dello scolo che aveva preso in certi bordelli danesi come di una medaglia acquistata sul campo di battaglia.
Gli intrecci e la rete di eventi che porteranno Heinrich-Kraken a diventare il nuovo pontefice e Allen-Papa a diventare Ugola d'oro al Teatro degli Eunuchi dell'Emiro Andaluso Sih Fatt' però appartengono ad altri tempi e ad altri luoghi.
24.1.06
kraken e sua figlia
Molli era il nome di sua figlia. kraken s'interrogava se il monologo dell'ulisse fosse il vero pezzo forte della letteratura, dopo l'ultima pagina di un paperino del '68 e la prima di ogni uscita di paz; ma paz e paperino non erano certo nomi per una signorina. così molli si ritrovò senza fasce poichè la pampers aveva chiuso i battenti per riconvertirsi in una multinazionale del tabacco, da quando la beneamata pianta si era estinta per sospette cause. Reazionari, forse ingienisti del ministero per la prevenzione patologica erano all'origine dell'introduzione del secolo: le sigarette di cotone, fatte di solo filtro e alcuni cc. di una soluzione salina.
molli nuda aveva deciso di nutrirsi di granturco quando l'acchiappafulmini impasserato, intimo amico di papà passato per una visita nel week-end, l'aveva rapita e gettata nei campi dell'arkansas. infreddolita e impannocchiatta molli prese la via della strada. divenne presto oscena e brutale. dopotutto la mamma ce l'aveva nel sangue e il destino combaciava con il resto. oz era ancora lontano quando s'incontrò con dorothy. questa spocchiosa andava in giro con un'idiota vestito d'alluminio che non faceva altro che lagnarsi di esser privo delle scarpette rosse. due proiettili ben piazzati lasciarono un filo di fumo dietro le spalle nude di Molli alle cui orecchie penzolavano ora un paio di mocassini color ciliegio. l'odore del sangue la portava verso il padre.
nel frattempo edipo ronfava sotto una salice del quarto secolo.
paz s'accorse che la stretta era vicina e si strinse un laccio al braccio per iniettarsi l'ultima dose di blu di prussia.
soltanto kraken continuava a rovistare dietro un cespuglio in cerca di sua figlia. questa volta kraken era spacciato.
alla pagina 3765423789 del Grande Catalogo lo scrivano annotava l'ultima cospirazione per assassinare kraken.
ma stavolta c'era sua figlia di mezzo, mica cazzi.
continua
molli nuda aveva deciso di nutrirsi di granturco quando l'acchiappafulmini impasserato, intimo amico di papà passato per una visita nel week-end, l'aveva rapita e gettata nei campi dell'arkansas. infreddolita e impannocchiatta molli prese la via della strada. divenne presto oscena e brutale. dopotutto la mamma ce l'aveva nel sangue e il destino combaciava con il resto. oz era ancora lontano quando s'incontrò con dorothy. questa spocchiosa andava in giro con un'idiota vestito d'alluminio che non faceva altro che lagnarsi di esser privo delle scarpette rosse. due proiettili ben piazzati lasciarono un filo di fumo dietro le spalle nude di Molli alle cui orecchie penzolavano ora un paio di mocassini color ciliegio. l'odore del sangue la portava verso il padre.
nel frattempo edipo ronfava sotto una salice del quarto secolo.
paz s'accorse che la stretta era vicina e si strinse un laccio al braccio per iniettarsi l'ultima dose di blu di prussia.
soltanto kraken continuava a rovistare dietro un cespuglio in cerca di sua figlia. questa volta kraken era spacciato.
alla pagina 3765423789 del Grande Catalogo lo scrivano annotava l'ultima cospirazione per assassinare kraken.
ma stavolta c'era sua figlia di mezzo, mica cazzi.
continua
La storia che ritorna
Questo succedeva solamente pochi anni fa.
Non dimentichiamo.
Si organizza
Un viaggio a S.Falloppio in Trombe (TZ) o a Sfinterolo
(dipende dai contributi accumulati) in occasione della
quinta edizione dei campionati nazionali di lancio
dell'incudine. La quota di adesione è fissata in
lire 150 da consegnare in busta accuratamente
sigillata all'uomo con l'impermeabile nero all'uscita
della scuola elementare "A.Bauci IX" di Rogna (TZ),
insieme al modello 666 compilato in ogni sua parte
richiedibile al bar "Lupo bianco"o presso Onoranze Funebri
"F.lli Frantoio." Il pagamento della quota dà diritto
ad un singolo posto a sedere sulla camionetta
"KrakenVoiture" per il solo viaggio d'andata,
dato che il ritorno sarà da effettuare con un mezzo
di fortuna da rimediare in loco. Non è inclusa
nella quota la partecipazione alla consueta
"Abbuffata del Maresciallo" di Piazza delle Gonadi,
raduno annuale di centauri e nostalgici del fascismo
islandese. E' consigliato indossare vestiti chiari
su scarpe scure, preferibilmente col tacco.
E' altresì consigliato l'uso di contraccettivi naturali
durante il tragitto (il personale declina ogni
responsabilità in caso di gravidanze post-viaggio).
E' assolutamente vietato parlare al conducente del
"KrakenVoiture". Per i trasgressori sono previste
ammende fino a 15000 lire nonchè pene corporali.
E' inoltre vietato durante il viaggio, intrattenere
conversazioni col proprio vicino che non siano attinenti a:
1) le ultime sperimentazioni di Russolo in materia
di taglio e cucito del suono degli "intonarumori";
2) la condizione precaria dei macachi angolani
in vista dell'aumento del costo della vita;
3) l'introduzione di pene capitali nei centri
sociali e negli ostelli della gioventù.
Chi non dovesse attenersi alle suddette norme
verrà in primo luogo privato del rancio settimanale, e successivamente sarà oggetto di sevizia.
La data di partenza è prevista per il 7 gennaio.
La data di ritorno è ancora da stabilirsi.
Solo le domande consegnate entro dicembre 1944 saranno
prese in considerazione.
Il Supremo
Sguazzano, novembre 1944
22.1.06
vasi comunicanti
Kraken sorbiva tranquillo un the in veranda quando entrò inspiegabilmente in coma, all'istante da qualche parte in Isreale Sharon si svegliava dal suo. Dopo qualche secondo Sharon ricadeva in coma e il Ministro della Difesa dell'Andorra, obliatosi a causa di un aneurisma, riemergeva, ma nel preciso attimo suo figlio, clochard parigino, entrava in un coma etilico da manuale. In quel mentre un bambino di 12 anni, tale Mikalo Mikailovic, entrato in coma per aver recitato tre volte il Padre Nostro al contrario, ritorna alla vita. Nello stesso istante durante un concerto B.B.King in pieno a solo elettrico sviene preda di un coma istantaneo che i giornalisti addurranno allo sua panza oramai incontenibile. Immediatamente Kraken si si sveglia dal coma ancora in veranda: il crepuscolo era appena un pò più avanzato di quanto lo ricordasse e se non fosse stato per il the che gli si era rovesciato sui pantaloni come umiliante macchia di piscio difficilemente si sarebbe accorto di quell'evento.
Estratto dal libro del tempo e del Kraken
Data: 1541
Luogo: il castello di Uraniborg costruito con il contributo della Comunità Europea da Federico II di Svevia.
Protagonisti: Tycho Barhe, Keplero, Plotino, Howard Huges, La Madonna Incerata e molti altri.
Svlogimento
Nelle terre emerse in quegli anni serpeggiava caos ed ignoranza. Il Tutto era un'unità mefistofelica senza appigli logici e scentifici a cui gli uomini di Sapere potessero attacarsi per disvelare il grado preferibile da applicare al cetriolo quando v'era urgenza di lucidarselo.
In quei decenni così artritici il nostro protagonista, un romantico ante litteram e ruspante, era dipendente da svariati tipi di droga; l'uomo di cui parlo è Tycho Barhe, funambolico imbianchino con l'hobby della misurazione astronomica.
Federico II aveva giusto appena l'ulima finestra a bifora sul Castello di Uraniborg, posto tra la Cina e la Mongolia, che lo raggiunse una ingiunzione di pagamento spedita dall'usaraio Don Carrisi. L'ingiunzione si manifestò sottoforma di individuo minorato, ma virilmente dotato, detto Tommaso Centolire, poichè l'estensione dell'obolo italico copriva pefettamente la capacità cranica del soggetto. Un messaggio scritto sul braccio di Tommaso riportava quanto segue:
"Quest'uomo è l'ultimo rappresentante della stirpe di Lot, colui che si inchiappettò l'arcangelo quando discecse sulla terra per avvertire gli abitanti di Sodoma che presto sarebbero venute le cavallette a legargli blocchi di sale pesantisssimi ai testicoli. Non è sveglio ma nella sua arte è un arbitrer elegantiae. Se non mi restituirai il denaro che ti ho prestato sai bene quale parte del tuo corpo ti farà male". Tommaso sghignazzò come un gladiatore dell'Attica con il randello già violaceo. Federico II si ritrovò così incastrato. Vendette Uraniborg al primo passante e con i soldi pagò il debito a Don Carrisi. Tommaso Centolire lo incaprettò lo stesso, per sfregio più che per passione, ma a quanto pare dopo il negletto rapporto tra i due nacque un amore talmente travolgente che si trasferirono ad Ibiza ed aprirono una discoteca per albini.
Quel primo passante era Tycho. In quel periodo attraversava la sua fase figlio dei fiori, aveva con se un walk man in cui girava sempre lo stesso nastro con brani scelti dell'estate dell'Amore e i suoi abiti emanavano un odore dolciastro. Era ricchissimo, suo padre aveva fatto soldi con il petrolio e la caccia alle balene da cui si estraeva un portentoso unguento contro le emorroidi scolopendrine, e investì gran parte del patrimonio di famiglia nell'acquisto del castello che trasformò in una comune per hipppie del cazzo ed amichetti un pò effemminati.
Del suo enturage all'epoca facevano parte: Howard Huges, ricchissimo ma tossicomane; Plotino, avvenente filosofo greco appasionato dei trenini della Lima; la Madonna Incerata, variante grezza e più avvenente dell'originale; Mike Buongiorno, l'unico omosessuale dichiarato del gruppo, che però scappò quasi subito dalla nuova capitale dell'Amore Libero; Charles Manson e Peter Pan, amanti riservati, che cercheremo di escludere dal racconto.
Insomma Tycho prende possesso del castello, abitato dal fantasma di Borges Da Giovane tra l'altro, e lo trova immediatamente matusa e noioso. Ha in mente i castelli fatti con le carte da gioco: abbatte un muro sì e uno no, fa qualche buco a destra e a manca, dipinge enormi murales che rappresentano l'asso di bastoni o il due di denari se non la donna di spade. Divide il castello il quattro quartieri: il quartiere delle spade, che si becca il tossicomane di Huges; la zona dei denari, che si lascia per sè; la sezione dei bastoni la busca quel frocio di Mike (in realtà già scappato) e a Plotino viene assegnato il settore delle Coppe, lui che ha il vizio di pisciare dentro il lavandino.
Per i primi mesi le cose vanno a meraviglia. Tutti s'avvighiano con tutti, se nasce qualche bambino viene immediatamente scaricato nel water, se passa qualche esattore delle tasse gli si decolla la testa, se arriva qualche bolletta non la si paga, se passa uno sbirro si abbassa la musica.
nel giro di poco tempo il castello è diventata una comune di fricchettoni dei migliori anni: Plotino sgama un quadrato di terra fertile e con l'aiuto di un amico afgano vi sviluppa il papavero da Oppio; Howard Huges combatte contro la sua dipendenza scrivendo un memorandum che consegnerà ai suoi legali quando tirerà le sue sante cuoia, la Madonna Incerata dona a tutti una vista quadridimensionale e l'immunità parlamentare. Ma Tycho si è già annoiato: decide di rispolverare il vecchio hobby della misurazione astrale e ordina sulla rete un telescopio dell'ultima generazione. Paga con la carta di credito che Mike Buongiorno ha lasciato nel pastrano che ha dimenticato quando è scappato.
Lo raggiunge il corriere espresso nella forma suffragata e tremolante come guizza di candela di Gustav Meyrink che monta in una giornata il telescopio nella cameretta di Tycho. Tycho è soddisfattodello strumento e paga in contrassegno. Meyrink invece non uscirà mai vivo dal castello poichè viene sequestrato da Howard Huges, sempre più preda delle droghe pesanti, che lo fa accoppiare con una sorta di batrace trovato in fondo al pozzo nero del castello...egli non sa che il rospo è la personificazione fisica dell'ectoplasma borghesiano. Dalla fusione scaturisce Bevilacqua che, ironia della sorta, nomen omen e sti kazzi, viene annegato ancora in fasce sotto il rubinetto dell'acqua corrente.
Tycho intanto si è chiuso in camera e non mangia e non beve se non una strana pastella semiliquida che produce da se stesso, tramite la stimolazione delle ghiandole sebacee. Accetta solo le visite della Madonna Incerata a cui confessa i suoi desideri più intimi:
1)misurare lo spazio e il tempo tramite una precisa cartografizzazione del cosmo
2)nessun altro desiderio
3)no, forse pensandoci, vedere Mohammed Alì fare a pugni con la figlia.
Sviluppa ben presto la cognizione dello spazio e delle stelle, ma essendo un semplice imbianchino non è in grado di calcolare a dovere i vari seni coseni e setti nasali che compongono l'articolazione stellare. Ha bisogno di una calcolatrice. Facendo una rapida ricerca su internet si rende conto che lo strumento verrà inventato dal padre di William Burroughs tra qualche secolo.
Per sicurezza gli telefona.
-William per caso tuo padre ha inventato una cosa che ha chiamato calcolatore?
-caro amico mio padre conosce a memoria di dialoghi del Padrino ma difficilmente potrà essere in grado di inventare qualcosa...scusa se te lo chiedo ma hai della roba da vendermi?
A questa risposta Tycho comprende che l'Estate del 69 è terminata miseramente. Tutte le sue amiche sono incinte di bastradi di mezzosangue indio che non rivedranno mai più e i suoi amici si dividono perfettamente in chi è diventato tossicodipendente e chi ha scoperto la via del Buddha. Solo Mike è rimasto omosessuale e continua a scappare da se stesso.
Howard Huges è sempre più conclamato e cementificato nella sua dipendenza, la Madonna Incerata si è data alla Soap Opera e Plotino è stato arrestato durante un blitz anti terrorismo che è costato il costato al suo amico afgano.
Tycho ha bisogni di un collega che lo aiuti nei suoi calcoli sperticanti. Lascia su un giornale a tiratura limitata e distribuzione regionale un annuncio che suona più o meno così: "Cercasi matematico per catalogazione del firmamento. Necessaria bella presenza, affabilità e buona comunicazione, auto propria. Offresi scorta di mescalina per un anno, gloria eterna, stipsi".
In men che non si dica arriva un fax nell'ufficio di Tycho, che intanto ha fondato con Howard Huges una multinazionale che investe in Medio Oriente: un curriculum miserevole e la foto di un tizio che sembra giovanni Battista Piranesi. Si chiama Keplero, abita al Chelsea Hotel da 12 anni e compone poesie estrapolandole dai cartelloni pubblicitari della Pepsi.
Con un messaggio telepatico Tycho si mette in contatto con Mike Buongiorno che, un peperoncino ben piazzato nel culo, sta ancora scarpinando per il mondo battendo qualsiasi record di percorrenza dello spazio a piedi. Gli ordina di andare a New York e dire a questo Keplero che è l'uomo che cerca. Mike dice che passa proprio da quelle parti per prendere il traghetto che lo porterà alla isole Folkland, sede di una comune di Rimasti e Rimangiati che produce una droga potentissima chiamata Mao Tze Tung, e, per questo, combattute aspramente tra Argentina e Inghilterra.
Nel giro di due mesi mestruali ed antilunari Keplero, in sella ad un camemllo storpio della Cilicia, raggiunge le porte roboanti dell'immenso castello di Uraniborg. Gli apre Howard Huges, riciclatosi come maggiordomo dopo essere uscito dalla roba e aver venduto a Tycho la sua parte di capitale aziendale, mentre il capo giardiniere Orson Welles lo accompgna dal Padrone.
-Il Signor Keplero suppongo?- chiese Tycho lisciandosi i baffi e il portentoso manganello che madre natura gli ha fornito munificamente (non ve ne avevo ancora parlato?)
-Sì e no...diciamo che anche il mio nome inizia per K - Keplero allunga un tentacolo e stringe il polso di Tycho.
Grazie alla collaborazione dei due geni abbiamo oggi la cartina del cosmo più verosimile mai prodotta da ingegno umano, svariati generi di droghe psichedeliche, il servizio di trasporto urbano, Rino Tommasi e centinaia di innovativi giocattoli sessuali che hanno aperto la mente (e non solo) a migliaia di Cattolici Ortodossi e Quaqqueri Saltafossy. Quack!
Epilogo
Dopo aver fatto milioni con i brevetti Keplero rivela a Tycho di essere in realtà il Kraken, prodigioso essere tentacolare dal passato mitologico. Detto questo spalanca il suo beccho omnidivorante ed ingoia tutto Uraniborg con Tycho dentro. Si salvano solo Howard Huges e Orson Welles che diventerranno famosi produttori cinematografici con il marchio Werner Fricassea Blues; la Madonna Incerata che sposerè Ronald Amadeus Ratzinger padre del più famoso Papa; Plotino seguirà il capitano Cook in una spedizione in Indonesia dove conoscerà tra gli altri la scimmietta Giovanni Battista, collega e collaboratore personale del futuro Pirata Bagascio. Mike Buongiorno si estinguerà autonomemente come se mai fosse esistito. Il golem di Praga accoglierà lo spettro roteante di Borges ed insieme daranno vita ad una fitta selva di simboli e rimandi.
in fede
Michel de NotraDame aka Michael Nostradamus aka Wilson Pickett
Luogo: il castello di Uraniborg costruito con il contributo della Comunità Europea da Federico II di Svevia.
Protagonisti: Tycho Barhe, Keplero, Plotino, Howard Huges, La Madonna Incerata e molti altri.
Svlogimento
Nelle terre emerse in quegli anni serpeggiava caos ed ignoranza. Il Tutto era un'unità mefistofelica senza appigli logici e scentifici a cui gli uomini di Sapere potessero attacarsi per disvelare il grado preferibile da applicare al cetriolo quando v'era urgenza di lucidarselo.
In quei decenni così artritici il nostro protagonista, un romantico ante litteram e ruspante, era dipendente da svariati tipi di droga; l'uomo di cui parlo è Tycho Barhe, funambolico imbianchino con l'hobby della misurazione astronomica.
Federico II aveva giusto appena l'ulima finestra a bifora sul Castello di Uraniborg, posto tra la Cina e la Mongolia, che lo raggiunse una ingiunzione di pagamento spedita dall'usaraio Don Carrisi. L'ingiunzione si manifestò sottoforma di individuo minorato, ma virilmente dotato, detto Tommaso Centolire, poichè l'estensione dell'obolo italico copriva pefettamente la capacità cranica del soggetto. Un messaggio scritto sul braccio di Tommaso riportava quanto segue:
"Quest'uomo è l'ultimo rappresentante della stirpe di Lot, colui che si inchiappettò l'arcangelo quando discecse sulla terra per avvertire gli abitanti di Sodoma che presto sarebbero venute le cavallette a legargli blocchi di sale pesantisssimi ai testicoli. Non è sveglio ma nella sua arte è un arbitrer elegantiae. Se non mi restituirai il denaro che ti ho prestato sai bene quale parte del tuo corpo ti farà male". Tommaso sghignazzò come un gladiatore dell'Attica con il randello già violaceo. Federico II si ritrovò così incastrato. Vendette Uraniborg al primo passante e con i soldi pagò il debito a Don Carrisi. Tommaso Centolire lo incaprettò lo stesso, per sfregio più che per passione, ma a quanto pare dopo il negletto rapporto tra i due nacque un amore talmente travolgente che si trasferirono ad Ibiza ed aprirono una discoteca per albini.
Quel primo passante era Tycho. In quel periodo attraversava la sua fase figlio dei fiori, aveva con se un walk man in cui girava sempre lo stesso nastro con brani scelti dell'estate dell'Amore e i suoi abiti emanavano un odore dolciastro. Era ricchissimo, suo padre aveva fatto soldi con il petrolio e la caccia alle balene da cui si estraeva un portentoso unguento contro le emorroidi scolopendrine, e investì gran parte del patrimonio di famiglia nell'acquisto del castello che trasformò in una comune per hipppie del cazzo ed amichetti un pò effemminati.
Del suo enturage all'epoca facevano parte: Howard Huges, ricchissimo ma tossicomane; Plotino, avvenente filosofo greco appasionato dei trenini della Lima; la Madonna Incerata, variante grezza e più avvenente dell'originale; Mike Buongiorno, l'unico omosessuale dichiarato del gruppo, che però scappò quasi subito dalla nuova capitale dell'Amore Libero; Charles Manson e Peter Pan, amanti riservati, che cercheremo di escludere dal racconto.
Insomma Tycho prende possesso del castello, abitato dal fantasma di Borges Da Giovane tra l'altro, e lo trova immediatamente matusa e noioso. Ha in mente i castelli fatti con le carte da gioco: abbatte un muro sì e uno no, fa qualche buco a destra e a manca, dipinge enormi murales che rappresentano l'asso di bastoni o il due di denari se non la donna di spade. Divide il castello il quattro quartieri: il quartiere delle spade, che si becca il tossicomane di Huges; la zona dei denari, che si lascia per sè; la sezione dei bastoni la busca quel frocio di Mike (in realtà già scappato) e a Plotino viene assegnato il settore delle Coppe, lui che ha il vizio di pisciare dentro il lavandino.
Per i primi mesi le cose vanno a meraviglia. Tutti s'avvighiano con tutti, se nasce qualche bambino viene immediatamente scaricato nel water, se passa qualche esattore delle tasse gli si decolla la testa, se arriva qualche bolletta non la si paga, se passa uno sbirro si abbassa la musica.
nel giro di poco tempo il castello è diventata una comune di fricchettoni dei migliori anni: Plotino sgama un quadrato di terra fertile e con l'aiuto di un amico afgano vi sviluppa il papavero da Oppio; Howard Huges combatte contro la sua dipendenza scrivendo un memorandum che consegnerà ai suoi legali quando tirerà le sue sante cuoia, la Madonna Incerata dona a tutti una vista quadridimensionale e l'immunità parlamentare. Ma Tycho si è già annoiato: decide di rispolverare il vecchio hobby della misurazione astrale e ordina sulla rete un telescopio dell'ultima generazione. Paga con la carta di credito che Mike Buongiorno ha lasciato nel pastrano che ha dimenticato quando è scappato.
Lo raggiunge il corriere espresso nella forma suffragata e tremolante come guizza di candela di Gustav Meyrink che monta in una giornata il telescopio nella cameretta di Tycho. Tycho è soddisfattodello strumento e paga in contrassegno. Meyrink invece non uscirà mai vivo dal castello poichè viene sequestrato da Howard Huges, sempre più preda delle droghe pesanti, che lo fa accoppiare con una sorta di batrace trovato in fondo al pozzo nero del castello...egli non sa che il rospo è la personificazione fisica dell'ectoplasma borghesiano. Dalla fusione scaturisce Bevilacqua che, ironia della sorta, nomen omen e sti kazzi, viene annegato ancora in fasce sotto il rubinetto dell'acqua corrente.
Tycho intanto si è chiuso in camera e non mangia e non beve se non una strana pastella semiliquida che produce da se stesso, tramite la stimolazione delle ghiandole sebacee. Accetta solo le visite della Madonna Incerata a cui confessa i suoi desideri più intimi:
1)misurare lo spazio e il tempo tramite una precisa cartografizzazione del cosmo
2)nessun altro desiderio
3)no, forse pensandoci, vedere Mohammed Alì fare a pugni con la figlia.
Sviluppa ben presto la cognizione dello spazio e delle stelle, ma essendo un semplice imbianchino non è in grado di calcolare a dovere i vari seni coseni e setti nasali che compongono l'articolazione stellare. Ha bisogno di una calcolatrice. Facendo una rapida ricerca su internet si rende conto che lo strumento verrà inventato dal padre di William Burroughs tra qualche secolo.
Per sicurezza gli telefona.
-William per caso tuo padre ha inventato una cosa che ha chiamato calcolatore?
-caro amico mio padre conosce a memoria di dialoghi del Padrino ma difficilmente potrà essere in grado di inventare qualcosa...scusa se te lo chiedo ma hai della roba da vendermi?
A questa risposta Tycho comprende che l'Estate del 69 è terminata miseramente. Tutte le sue amiche sono incinte di bastradi di mezzosangue indio che non rivedranno mai più e i suoi amici si dividono perfettamente in chi è diventato tossicodipendente e chi ha scoperto la via del Buddha. Solo Mike è rimasto omosessuale e continua a scappare da se stesso.
Howard Huges è sempre più conclamato e cementificato nella sua dipendenza, la Madonna Incerata si è data alla Soap Opera e Plotino è stato arrestato durante un blitz anti terrorismo che è costato il costato al suo amico afgano.
Tycho ha bisogni di un collega che lo aiuti nei suoi calcoli sperticanti. Lascia su un giornale a tiratura limitata e distribuzione regionale un annuncio che suona più o meno così: "Cercasi matematico per catalogazione del firmamento. Necessaria bella presenza, affabilità e buona comunicazione, auto propria. Offresi scorta di mescalina per un anno, gloria eterna, stipsi".
In men che non si dica arriva un fax nell'ufficio di Tycho, che intanto ha fondato con Howard Huges una multinazionale che investe in Medio Oriente: un curriculum miserevole e la foto di un tizio che sembra giovanni Battista Piranesi. Si chiama Keplero, abita al Chelsea Hotel da 12 anni e compone poesie estrapolandole dai cartelloni pubblicitari della Pepsi.
Con un messaggio telepatico Tycho si mette in contatto con Mike Buongiorno che, un peperoncino ben piazzato nel culo, sta ancora scarpinando per il mondo battendo qualsiasi record di percorrenza dello spazio a piedi. Gli ordina di andare a New York e dire a questo Keplero che è l'uomo che cerca. Mike dice che passa proprio da quelle parti per prendere il traghetto che lo porterà alla isole Folkland, sede di una comune di Rimasti e Rimangiati che produce una droga potentissima chiamata Mao Tze Tung, e, per questo, combattute aspramente tra Argentina e Inghilterra.
Nel giro di due mesi mestruali ed antilunari Keplero, in sella ad un camemllo storpio della Cilicia, raggiunge le porte roboanti dell'immenso castello di Uraniborg. Gli apre Howard Huges, riciclatosi come maggiordomo dopo essere uscito dalla roba e aver venduto a Tycho la sua parte di capitale aziendale, mentre il capo giardiniere Orson Welles lo accompgna dal Padrone.
-Il Signor Keplero suppongo?- chiese Tycho lisciandosi i baffi e il portentoso manganello che madre natura gli ha fornito munificamente (non ve ne avevo ancora parlato?)
-Sì e no...diciamo che anche il mio nome inizia per K - Keplero allunga un tentacolo e stringe il polso di Tycho.
Grazie alla collaborazione dei due geni abbiamo oggi la cartina del cosmo più verosimile mai prodotta da ingegno umano, svariati generi di droghe psichedeliche, il servizio di trasporto urbano, Rino Tommasi e centinaia di innovativi giocattoli sessuali che hanno aperto la mente (e non solo) a migliaia di Cattolici Ortodossi e Quaqqueri Saltafossy. Quack!
Epilogo
Dopo aver fatto milioni con i brevetti Keplero rivela a Tycho di essere in realtà il Kraken, prodigioso essere tentacolare dal passato mitologico. Detto questo spalanca il suo beccho omnidivorante ed ingoia tutto Uraniborg con Tycho dentro. Si salvano solo Howard Huges e Orson Welles che diventerranno famosi produttori cinematografici con il marchio Werner Fricassea Blues; la Madonna Incerata che sposerè Ronald Amadeus Ratzinger padre del più famoso Papa; Plotino seguirà il capitano Cook in una spedizione in Indonesia dove conoscerà tra gli altri la scimmietta Giovanni Battista, collega e collaboratore personale del futuro Pirata Bagascio. Mike Buongiorno si estinguerà autonomemente come se mai fosse esistito. Il golem di Praga accoglierà lo spettro roteante di Borges ed insieme daranno vita ad una fitta selva di simboli e rimandi.
in fede
Michel de NotraDame aka Michael Nostradamus aka Wilson Pickett
21.1.06
Kraken Test(icolo)
L'università di Kleenex, Michigan, ha appena redatto un interessante questionario introspettivo per accertare il grado di krakenizzazione del kraken medesimo e dei suoi più cari amici e seguaci e antipatici simpatizzanti. Trattasi di agevoli domande a risposta multipla, costruite sull'avanzato modello investigativo/scientifico di "Chi vuol essere milionario". La prossima volta i risultati; per accedere al servizio è indispensabile postare un commento contenente le risposte date e se possibile un obolo di venticinque euro. Mentite, gente mentite. Yeah!
!) Il Kraken ti invita a prendere un aperitivo. Cosa gli rispondi?
A) Stasera non posso, mi vedo con tua nonna
B) Certo, a che ora passo a prenderti?
C) Si/No
D) Forse
") Sulla prima pagina del Corriere dello Sport c'è un editoriale di Kraken che annuncia la fine del mondo. Tu:
A) Ridi
B) Non hai mai imparato a leggere
C) Sei a dieta
D) Decidi di costituirti parte civile
£) James Brown dichiara che i suoi modelli sono il Johnny Walker, Giuda e Kraken.
A) Scrivi a Mr Brown un'accesa e polemica lettera di protesta
B) Ti senti offeso
C) Ti arrampichi sull'albero del pane che il tuo vicino di casa ha piantato l'estate scorsa e riprendi a leggere Il Barone Rampante
D) Ci pensi su, e finisci per essere d'accordo
$) I tuoi genitori sono in crisi per le continue telefonate notturne di Kraken:
A) Compri una segreteria telefonica a scartamento ridotto
B) Scrivi il numero del cellulare di Kraken nel cesso dell'autogrill e della stazione
C) Uccidi i tuoi genitori nel sonno
D) Riveli la tua omosessualità
%) Kraken muore e ti lascia in eredità un forziere di dobloni e talleri di Maria Teresa. Cosa fai?
A) Non sopporteresti mai un vita senza Kraken perciò ti rechi in un centro criogenico e ti fai ibernare
B) Compri una Jaguar, una roulotte con migotte incorporate e parti per Haiti senza avvisare nessuno
C) Ti rifugi nei primi dischi di Tom Waits
D) Ti abboni a Topolino
&) Dopo lunghe indagini si appura che la crisi del '29 è stata in gran parte causata dal ridotto potere d'acquisto di Kraken. Tu:
A) Telefoni a Keynes e lo insulti dandogli dell'incompetente
B) Dai alle fiamme un campo nomadi nei pressi del raccordo autostradale per Livorno
C) La cosa non ti riguarda perchè hai intrapreso un percorso di confuso stampo confuciano
D) Affitti un monolocale a Wall Street
/) Kraken si candida come sindaco di Cerignola e dichiara: "Cari elettori, se votate per me vi inchioderò il culo ogni giorno"
A) Cerchi cerignola sull'atlante De Agostini e non la trovi
B) Esci e ti spedisci un mazzo di rose rosse tramite Interflora
C) Rinunci ai tuoi diritti civili
D) Applaudi convinto
() Dopo una notte insonne ti appare un cane nero, Kraken e Gesù Cristo, e arpe celestiali che suonano Heroin, Philp Glass e Ligabue. Febbrilmente annoti sul tuo diario:
A) "Tutto alla perfezione"
B) "Blaise Pascal aveva ragione su tutta la linea"
C) "Pulp Fiction è il miglior film degli utlimi vent'anni"
D) "Questi cartoni spaccano il culo"
)) Nei vangeli apocrifi c'è un passo che llustra nel dettaglio la vita serssuale di Kraken ai tempidi Enoch. Tu:
A) Te ne sbatti
B) Provi farisaica invidia
C) Telefoni a Caino per chiedergli come sta suo fratello
D) Esci in mutande sul balcone e gridi che per quanto ti riguarda te ne lavi le mani
=) "Se fossi Kraken arderei lo mondo". Ne deduci:
A) Che il mondo è traditore
B) Che il mondo è narcolettico
C) Che il mondo è facilmente infiammabile
D) Che anche Kraken condivideva il tuo stesso desiderio d'infanzia, cioè essere Charles Manson
') "Il kraken fa bene" è una tipca espressione da punkabbestia, quindi:
A) I punkabbestia sono frutto dell'immaginazione mertopolitana
B) I punkabbestia sono frutto dell'incrocio genetico di conifere, portici, elemosina, taccheggio e nichilismo beatnik
C) Non sei d'accordo per niente e abbai per chiedere quelle crocchette al pollo che tanto ti piacciono
D) Non sei interessato agli effetti fisiologici del Kraken.
^) Se il Kraken fosse un colore sarebbe:
A) Nettamente rosa
B) Ovviamente bianco
C) Una nuance effemminata e stinta tra il verde e il cobalto
D) Il Kraken è inodore, incolore, insapore, te l'hanno insegnato in terza elementare
|) Kraken incontra la donna che ha sempre sognato:
A) Le vomita addosso tutto il suo disprezzo
B) La invita al cocktail party di Mark Twain sul battello che naviga il Mississippi
C) Le chiede il numero di telefono per poterla successivamente ricattare con certi video hard amatoriali
D) Non trova il coraggio di guardarla e continua a sognare di ballare il tango
!!) Il Kraken e il soul:
A) Un binomio perfetto
B) Un'ipotesi sconclusionata: pura merda
C) Un tentativo di dedurre il particolare dall'universale
D) Uno dei primi sintomi dell'aneurisma
"") Il film italiano preferito da Kraken:
A) "L'armata brancaleone"
B) "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"
C) "Il sorpasso"
D) "Il commissario Lo Gatto".
!) Il Kraken ti invita a prendere un aperitivo. Cosa gli rispondi?
A) Stasera non posso, mi vedo con tua nonna
B) Certo, a che ora passo a prenderti?
C) Si/No
D) Forse
") Sulla prima pagina del Corriere dello Sport c'è un editoriale di Kraken che annuncia la fine del mondo. Tu:
A) Ridi
B) Non hai mai imparato a leggere
C) Sei a dieta
D) Decidi di costituirti parte civile
£) James Brown dichiara che i suoi modelli sono il Johnny Walker, Giuda e Kraken.
A) Scrivi a Mr Brown un'accesa e polemica lettera di protesta
B) Ti senti offeso
C) Ti arrampichi sull'albero del pane che il tuo vicino di casa ha piantato l'estate scorsa e riprendi a leggere Il Barone Rampante
D) Ci pensi su, e finisci per essere d'accordo
$) I tuoi genitori sono in crisi per le continue telefonate notturne di Kraken:
A) Compri una segreteria telefonica a scartamento ridotto
B) Scrivi il numero del cellulare di Kraken nel cesso dell'autogrill e della stazione
C) Uccidi i tuoi genitori nel sonno
D) Riveli la tua omosessualità
%) Kraken muore e ti lascia in eredità un forziere di dobloni e talleri di Maria Teresa. Cosa fai?
A) Non sopporteresti mai un vita senza Kraken perciò ti rechi in un centro criogenico e ti fai ibernare
B) Compri una Jaguar, una roulotte con migotte incorporate e parti per Haiti senza avvisare nessuno
C) Ti rifugi nei primi dischi di Tom Waits
D) Ti abboni a Topolino
&) Dopo lunghe indagini si appura che la crisi del '29 è stata in gran parte causata dal ridotto potere d'acquisto di Kraken. Tu:
A) Telefoni a Keynes e lo insulti dandogli dell'incompetente
B) Dai alle fiamme un campo nomadi nei pressi del raccordo autostradale per Livorno
C) La cosa non ti riguarda perchè hai intrapreso un percorso di confuso stampo confuciano
D) Affitti un monolocale a Wall Street
/) Kraken si candida come sindaco di Cerignola e dichiara: "Cari elettori, se votate per me vi inchioderò il culo ogni giorno"
A) Cerchi cerignola sull'atlante De Agostini e non la trovi
B) Esci e ti spedisci un mazzo di rose rosse tramite Interflora
C) Rinunci ai tuoi diritti civili
D) Applaudi convinto
() Dopo una notte insonne ti appare un cane nero, Kraken e Gesù Cristo, e arpe celestiali che suonano Heroin, Philp Glass e Ligabue. Febbrilmente annoti sul tuo diario:
A) "Tutto alla perfezione"
B) "Blaise Pascal aveva ragione su tutta la linea"
C) "Pulp Fiction è il miglior film degli utlimi vent'anni"
D) "Questi cartoni spaccano il culo"
)) Nei vangeli apocrifi c'è un passo che llustra nel dettaglio la vita serssuale di Kraken ai tempidi Enoch. Tu:
A) Te ne sbatti
B) Provi farisaica invidia
C) Telefoni a Caino per chiedergli come sta suo fratello
D) Esci in mutande sul balcone e gridi che per quanto ti riguarda te ne lavi le mani
=) "Se fossi Kraken arderei lo mondo". Ne deduci:
A) Che il mondo è traditore
B) Che il mondo è narcolettico
C) Che il mondo è facilmente infiammabile
D) Che anche Kraken condivideva il tuo stesso desiderio d'infanzia, cioè essere Charles Manson
') "Il kraken fa bene" è una tipca espressione da punkabbestia, quindi:
A) I punkabbestia sono frutto dell'immaginazione mertopolitana
B) I punkabbestia sono frutto dell'incrocio genetico di conifere, portici, elemosina, taccheggio e nichilismo beatnik
C) Non sei d'accordo per niente e abbai per chiedere quelle crocchette al pollo che tanto ti piacciono
D) Non sei interessato agli effetti fisiologici del Kraken.
^) Se il Kraken fosse un colore sarebbe:
A) Nettamente rosa
B) Ovviamente bianco
C) Una nuance effemminata e stinta tra il verde e il cobalto
D) Il Kraken è inodore, incolore, insapore, te l'hanno insegnato in terza elementare
|) Kraken incontra la donna che ha sempre sognato:
A) Le vomita addosso tutto il suo disprezzo
B) La invita al cocktail party di Mark Twain sul battello che naviga il Mississippi
C) Le chiede il numero di telefono per poterla successivamente ricattare con certi video hard amatoriali
D) Non trova il coraggio di guardarla e continua a sognare di ballare il tango
!!) Il Kraken e il soul:
A) Un binomio perfetto
B) Un'ipotesi sconclusionata: pura merda
C) Un tentativo di dedurre il particolare dall'universale
D) Uno dei primi sintomi dell'aneurisma
"") Il film italiano preferito da Kraken:
A) "L'armata brancaleone"
B) "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"
C) "Il sorpasso"
D) "Il commissario Lo Gatto".
Blues under the red Kraken
Ciao Io è Tobia, l'ermafrodita demente del Villaggio. Nel Villaggio tutti figli di Puttana con Tobia, gli ficcano schegge di bambù sotto le unghie a Tobia i ragazzini del Villaggio, delirio dolore, ma poi io vado a casa loro e mi fotto i loro Gatti. Tra tre anni una genia di GattiTOBIAermafrorincoglioniti si vendicheranno su quei bambini di Merda da parte del loro PadreTobia.
Tobia sogna di essere Kraken da molto. Da anni. Ma lui è inetto, non è surgelato ma semifluido come Kraken. Ma una volta Tobia ha visto Kraken, andava al supermercato. Organizzare serata con gli amici sentiva che si ripeteva per tenersi a mente le cose da fare. Ma il Kraken porta il Caos e Tobia aveva annusato puzza di bordello e budella sul pavimento da molti kilometri. Si fotte, Tobia eh non il Kraken, la prima utilitaria giapponese che trova e si fionda lontano lontano in riva al mare. A Tobia piacciono due cose: il mare e Francis Ford Coppola.
QUELLO CHE SEGUE E' UNA RICOSTRUZIONE
Kraken è sudato ed anfetaminico come tutti i venerdì pomeriggio. Sa che deve fare qualcosa ma che cosa cazzo deve fare? La serata...organizzare la serata con gli amici...un risiko...un porno...onanismo e poi a dormire...cinque o sei birre magari...Organizzare la serata. Mentre ripete il mantra che ha in testa l'occhio gli fugge all'angolo del campo visivo e percepisce un Mostromercato, un supermarket alimentare di quelli enormi, che vendono pacchi di roba di dimensioni dinosaurine...Kraken, o meglio il suo Io incosciente, si immaginò confezioni di Birre Magnum, enormi cannoni organolettici di birra slovacca liscia come acqua du rubinetto.
Entrò senza pensare a dove stava andando e notò un'assembramento di giovani foruncoli che i più chiamano cassieri. Si avvicnò al gruppetto che vociava e vociava ma sembrava non averlo visto.
-Che si fa ragazzi?
-Evochiamo Satana.
Al centro del pugno di uomini un pentacolo disegnato col sangue del reparto macelleria. Una vergine, la vecchia capo reparto, a pezzi minuti, decorava l'emograffito. Uno di loro conosceva Kraken, si chiamava Polifemo, aveva la strana abitudine di farsi il giro delle librerie e cancellare con un TrattoMarker nero il suo nome da tutte le copie dell'Odissea. Una sorta di demonizzatore di se stesso, una reazione del suo Inconscio al sensazione di inadeguatezza a questi anni rutilanti e pieni di cattiveria senza parlare dell'attentato alle due Torri di Peter Jackson.
-Kraken si evoca Satana ogni venerdi, deve ritirare l'incasso e pagharci la settimana.
-E ogni volta fate a pezzi un capo reparto per questo...
-No oggi il macellaio era nervoso
-Hai da accendere- Kraken tirò fuori un Personal Jesus di quelli con cui Bob si è fatto seppellire; non aveva mai visto il satanasso e voleva godersi lo spettacolo.
Nel frattanto dal pentacolo fumi e tric e trac. Emergono Gog e Magog, due entità malvage che aprono la strada al Principe delle Tenebre, sotto forma di cani di pezza ben addestrati.
Satana emerge di soppiatto. Indossa la divisa della Finanza del 1988, ha un profilo basso e un tono dismesso. Ha una catenina d'oro al collo con un crocifisso molto vistoso. Con morbidezza peli arruffati accolgono i piedi inchiodati.
Saluta tutti con un gesto veloce. Afferra la valigia con i quattrini. Gog piscia nel reparto detersivi. Magog è fermo immobile come uno di quelli che si concentra per bloccare il proprio battito cardiaco. Ce la fa. Schiatta nel giro di pochi secondi con un sorriso stiracchiato.
Satana allunga una busta marroncina con il dovuto a Polifemo ma si blocca mentre si volta per ridiscendere nell'Abisso.
-Chi sta fumando erba al mio cospetto?
-Io, Kraken...vuoi un tiro?
-Tu sai cosa rappresenta questa divisa? Io non posso permettere che giovani come te fumino droga per poi passare all'eroina tra qualche mese. Lo capisci questo?
Kraken disse così:
-Fottiti.
Satana imbufalito raccolse Gog e la carcassa di Magog e se li ingoiò con mossa Croniana (o cronica). Afferrò per il bavero l'insolente Kraken e lo sprofondò insieme a lui.
Kraken fu condannato per l'eternità ad ascoltare le lamentele delle anime dei NON battezzati nel Limbo, organizzare feste a tema per Quelli che attendono la resurezzione, copiare cd di basi per il Karoke per le Anime dei Bambini nati Morti.
Ma già dopo pochi mesi il nostro trovò il modo di svignarsela. Ogni giorno gli spettava una pausa per fumare una sigaretta in santa pace e date le nuove direttive antifumo doveva uscire dall'inferno per farlo. Di solito l'accompagnava William Burroughs, condannato anch'egli alle Fiamme con il compito di vigilare sull'uso degli appositi posacenere da parte dei fumatori del Gabbio Eterno. Ma dopo che il nostro Krak gli confidò di essere amico di Bagascio, e ricordando Bill le tante volte che Bagascio gli aveva ceduto il culo in sottocoperta, il rapporto tra i due divenne molto meno freddo e più malleabile. Kraken si mise d'accordo con Bill per inscenare una colluttazione dalla quale lo scrittore sarebbe uscito sconfitto e co nun occhio pesto. Il giorno previsto Bill si lamentò con il capo struttura di un occhio nero e di un anima in meno all'Inferno.
Kraken scappava su una Thunderbird rossa decapottabile per le strade del Colorado free as a bird.
Tobia sogna di essere Kraken da molto. Da anni. Ma lui è inetto, non è surgelato ma semifluido come Kraken. Ma una volta Tobia ha visto Kraken, andava al supermercato. Organizzare serata con gli amici sentiva che si ripeteva per tenersi a mente le cose da fare. Ma il Kraken porta il Caos e Tobia aveva annusato puzza di bordello e budella sul pavimento da molti kilometri. Si fotte, Tobia eh non il Kraken, la prima utilitaria giapponese che trova e si fionda lontano lontano in riva al mare. A Tobia piacciono due cose: il mare e Francis Ford Coppola.
QUELLO CHE SEGUE E' UNA RICOSTRUZIONE
Kraken è sudato ed anfetaminico come tutti i venerdì pomeriggio. Sa che deve fare qualcosa ma che cosa cazzo deve fare? La serata...organizzare la serata con gli amici...un risiko...un porno...onanismo e poi a dormire...cinque o sei birre magari...Organizzare la serata. Mentre ripete il mantra che ha in testa l'occhio gli fugge all'angolo del campo visivo e percepisce un Mostromercato, un supermarket alimentare di quelli enormi, che vendono pacchi di roba di dimensioni dinosaurine...Kraken, o meglio il suo Io incosciente, si immaginò confezioni di Birre Magnum, enormi cannoni organolettici di birra slovacca liscia come acqua du rubinetto.
Entrò senza pensare a dove stava andando e notò un'assembramento di giovani foruncoli che i più chiamano cassieri. Si avvicnò al gruppetto che vociava e vociava ma sembrava non averlo visto.
-Che si fa ragazzi?
-Evochiamo Satana.
Al centro del pugno di uomini un pentacolo disegnato col sangue del reparto macelleria. Una vergine, la vecchia capo reparto, a pezzi minuti, decorava l'emograffito. Uno di loro conosceva Kraken, si chiamava Polifemo, aveva la strana abitudine di farsi il giro delle librerie e cancellare con un TrattoMarker nero il suo nome da tutte le copie dell'Odissea. Una sorta di demonizzatore di se stesso, una reazione del suo Inconscio al sensazione di inadeguatezza a questi anni rutilanti e pieni di cattiveria senza parlare dell'attentato alle due Torri di Peter Jackson.
-Kraken si evoca Satana ogni venerdi, deve ritirare l'incasso e pagharci la settimana.
-E ogni volta fate a pezzi un capo reparto per questo...
-No oggi il macellaio era nervoso
-Hai da accendere- Kraken tirò fuori un Personal Jesus di quelli con cui Bob si è fatto seppellire; non aveva mai visto il satanasso e voleva godersi lo spettacolo.
Nel frattanto dal pentacolo fumi e tric e trac. Emergono Gog e Magog, due entità malvage che aprono la strada al Principe delle Tenebre, sotto forma di cani di pezza ben addestrati.
Satana emerge di soppiatto. Indossa la divisa della Finanza del 1988, ha un profilo basso e un tono dismesso. Ha una catenina d'oro al collo con un crocifisso molto vistoso. Con morbidezza peli arruffati accolgono i piedi inchiodati.
Saluta tutti con un gesto veloce. Afferra la valigia con i quattrini. Gog piscia nel reparto detersivi. Magog è fermo immobile come uno di quelli che si concentra per bloccare il proprio battito cardiaco. Ce la fa. Schiatta nel giro di pochi secondi con un sorriso stiracchiato.
Satana allunga una busta marroncina con il dovuto a Polifemo ma si blocca mentre si volta per ridiscendere nell'Abisso.
-Chi sta fumando erba al mio cospetto?
-Io, Kraken...vuoi un tiro?
-Tu sai cosa rappresenta questa divisa? Io non posso permettere che giovani come te fumino droga per poi passare all'eroina tra qualche mese. Lo capisci questo?
Kraken disse così:
-Fottiti.
Satana imbufalito raccolse Gog e la carcassa di Magog e se li ingoiò con mossa Croniana (o cronica). Afferrò per il bavero l'insolente Kraken e lo sprofondò insieme a lui.
Kraken fu condannato per l'eternità ad ascoltare le lamentele delle anime dei NON battezzati nel Limbo, organizzare feste a tema per Quelli che attendono la resurezzione, copiare cd di basi per il Karoke per le Anime dei Bambini nati Morti.
Ma già dopo pochi mesi il nostro trovò il modo di svignarsela. Ogni giorno gli spettava una pausa per fumare una sigaretta in santa pace e date le nuove direttive antifumo doveva uscire dall'inferno per farlo. Di solito l'accompagnava William Burroughs, condannato anch'egli alle Fiamme con il compito di vigilare sull'uso degli appositi posacenere da parte dei fumatori del Gabbio Eterno. Ma dopo che il nostro Krak gli confidò di essere amico di Bagascio, e ricordando Bill le tante volte che Bagascio gli aveva ceduto il culo in sottocoperta, il rapporto tra i due divenne molto meno freddo e più malleabile. Kraken si mise d'accordo con Bill per inscenare una colluttazione dalla quale lo scrittore sarebbe uscito sconfitto e co nun occhio pesto. Il giorno previsto Bill si lamentò con il capo struttura di un occhio nero e di un anima in meno all'Inferno.
Kraken scappava su una Thunderbird rossa decapottabile per le strade del Colorado free as a bird.
20.1.06
Il giovane Kraken: Krakenino, enfant profiterol
Chiunque conosce, anche solo di vista, Kraken sa perfettamente che non ha alcun senso interrogarsi circa la sua età. In questo lo si può considerare come un santo, nel senso che è un'entità priva di palle e cristallizzata in un determinato stato di santità, appunto, e che la gente se ne ricorda solo una volta all'anno. San Kraken, dunque.
Ciò non toglie che anche Kraken, come i ratti o i protozoi, abbia diritto a vivere un'infanzia felice e senza pensieri.
Il giovane Kraken, nel lontano 1492, era impegnato a farsi i cazzi suoi, ma sua madre l'aveva beccato a masturbarsi con degli stuzzicadenti monouso e l'aveva messo in punizione.
Quando Etta James, grande amica di mammà Kraken, le telefonò, il giovane Kraken cercava di far passare il tempo, rinchiuso nella sua stanza in cima alla torre di Babele.
Etta James conosceva la singora K, già divorziata da Jim Morrison, dai tempi del coro gospel e della prositutzione solidale con Mata Hari. Saltando i convenevoli, Etta andò dritta al punto:
-Ho sentito dire che tuo marito si è rincoglionito-, disse, e senza darle il tempo di proferire verbo continuò: -ho sentito in giro che va dicendo di aver visto tre caravelle solcare l'oceano atlantico. E' in casa?-
Kraken senior, in effetti, mostrava tutti i sintomi della senilità, compresa l'impotenza, l'orchite e l'atrofizzazione dell'anima e della vescica. In quel preciso istante se ne stava in una taverna a bere sidro, e vagheggiava di meravigliose piante dalle proprietà mistiche, di foglie magiche per unguenti prodigiosi che gli indigeni chiamavano spinelli,di cioccolate Ciobar e altri snack psicotropi. Gli avventori della taverna lo avevano preso in simpatia, soprattuto per via di quei talleri d'oro che gli gonfiavano le tasche del pastrano permettendogli di pagare sempre un giro a tutti.
La signora Kraken, che aveva lsciato Morrison per un flirt con Charles Manson, si prese del tempo per riflettere.
Nel frattempo Kraken evadeva dalla stanza ove era stato rinchiuso per punizione, e si calava alla finestrella bifora con una treccia di tralci di vite e incarti di tavernello.
Quando mise i piedi sulla terra, la vita lo colpì come un pugno nello stomaco: in strada c'era tutta questa gente vestita a festa, gli uomini, i notabili del paese, in giarretterie e pastorali, le donne in più austeri burka con vibratore incroporato, e ballerine brasiliane, carri allegorici che mostravano le caricature di carlo Magno, Federico II di Svevia e anche un Roosevelt vestito da zio Tom, e tanto samba ruspante. Kraken provò vergogna del proprio sciatto abbigliamento, ma si mischiò alla folla che festeggiava lì'arrivo del navigatore nel nuovo mondo.
-Nuovo mondo, eh?-, disse Kraken, fottendosene della coerenza e lasciandosi andare al baccanale in calendario.
Qualche tempo dopo Kraken si trovava a Ho Chi Minn; se la spassava alla grande, e la sua attività sul mercato degli arti artificiali gli dava di che vivere. I vietnamiti lo vedevano spesso in compagnia di un certo Kurtz, un ciccione pelato propenso al la rissa e dalla bestemmia facile.
Loro compagno Buffalo Bill, un ebreo sefardita dai lunghi baffi e dalla proboscide rosa, perennemente segutio da un insignificante servo armato di Ibm Selectric e chitarra Eko il cui nome era Francesco De (de) Gregori.
Inutile dirlo: i tre se la spassavano alla grande, (nonostante de (De) Gregori continuasse a lagnarsi di una sua ex tale Donna Cannone, avvenente giamaicana, che lo aveva mollato per Antonello Venditti), cosa che sociologicamnete distingue Kraken dalle altre specie, specialimente dalle blatte e dai panda.
Alla fine della guerra, gli affari per Kraken andavano maluccio, così' prese il mare col fedele guru Myiaghi o come cazzo si scrive.
L'America apparve ai loro occhi ingiallitit dallo scorbuto, più sporca e negra di quanto avessero immaginato. Mentre Myaghi si avviava ad una prolifica carriera di attore, dapprima interpretando il pianoforte in Casablanca e successivamente come divano in Beverly Hills, Kraken si abbandonò all'Estate dell'amore, che lo vide scopare e procreare ovunque nelle strade di San Francisco.
In quel periodo Kraken maturò il proprio disprezzo verso gli hippy, ebbe una breve relazione con Patty Smith, che gli dedico un'orgiastica versione pompinara di Rock and roll kraken, frequentò Harry Smith, che lo tallonava per spillargli dei dobloni.
Kraken lasciò il Chelsea Hotel lo stesso giorno che Lou Reed lo mise nel culo a David Bowie nel posteggio di un Krusty Burger, facendosi spingere da Iggy Pop al volante di un anonimo pick up Chevrolet, ma prima di andarsene, Kraken fece un giro sulla ruota panoramica di Coney Island. E si mise a piangere.
Con un ombrello e un cappello, spensierato come un fuscello e limpido come un ruscello, Kraken intuì della vita il bello. E si grattò le palle, ruttando.
Nel 1989 Kraken era riuscito a risolvere i suoi problemi di acne e forfora, aveva guadagnato la patente europea per usare il pc, e si divertiva a creare prodotti informatici, come
N-track (in originale N-krak), insuperato programa di defecazione audio. Brian Eno lo andava a trovare spesso, ma Kraken evitava di aprirgli la porta. Da quella sera nel parcheggio del Krusty Burger, ovunque fosse Kraken si trovava con quella checca isterica di Bowie attaccata al culo, e la cosa lo intasfitidiva non poco, soprattutto perchè detetstava il suo periodo glam, e i vestiti troppo aderenti.
Esasperato e incattivito dopo l'ascolto di Low, Kaken telefonò a un suo vecchio amico delle Antille Orientali, che divideva un austero monolocale con Corto Maltese e Paz.
Bagascio rispose al primo squillo.
-Caro Kraken buongiorno- esordì, con voce baritonale e profonda quanto le Fosse della Madonna, abisso al largo di Manfredonia.
Bagascio prese appunti e si ripromise di spacciare Bowie appena possibile. Ma tra un tresette e una partitta a calcetto con Yanez, la cosa gli sfuggì di mente, un errore imperdonabile, che permise a Bowie di prosperare rubando a Kraken spunti e idee per successivi chartbuster.
Kraken si sposò con Matilde Brandi in un giorno uggioso di luglio; fin dalla prima notte di nozze Kraken le rimproverò di essere frigida. Una settimana dopo Kraken prendeva il largo, nella stiva di un boing 747 della Air Jordan.
I pastori berberi, vedendo quello strano fagotto cadere dal cielo sopra di loro col paracadute aperto, pensarono che fosse bene caricare il grosso narghilè per dargli il benvenuto.
-Ishallà-, disse Kraken prontamente, e il capo tribù gli ofrrì cento cammelli per comprarsi Matilde Brandi. Kraken accettò, chiaramente.
E così, Kraken festeggiò il suo diciottesimo compleanno nel bel mezzo del deserto del Sahara, guidando una comitiva di cento cammelli; il sole era allo zenith quando Jack Bass, un futuro postino ma attualmente messo comunale, gli consegnò una tessera elettorale e un modulo fiscale prestampato.
Jack era ancora giovane, e quel suo ingenuo entusiasmo gli fece sorvolare il discorsetto che era tenuto a fare ai neo maggiorenni, cioè bevi poco, guida piano, e metti semopre il preservativo. Per ringraziarlo di avergli risparmiato quel pacco di stronzate, Kraken regalò un cammello a Jack, e così si seprarano: Kraken diretto a Medina con 99 cammelli, di nuovo scapolo e a cazzo duro, Jack diretto verso un campo minato che il buon Rommell aveva lasciato in eredità a quella regione.
-No-, rispose la signora Kraken 513 anni dopo, al che Etta James mise giù il telefono e ordinò al barista ceruleo del CBGB one borbon, one scotch, one beer.
Ciò non toglie che anche Kraken, come i ratti o i protozoi, abbia diritto a vivere un'infanzia felice e senza pensieri.
Il giovane Kraken, nel lontano 1492, era impegnato a farsi i cazzi suoi, ma sua madre l'aveva beccato a masturbarsi con degli stuzzicadenti monouso e l'aveva messo in punizione.
Quando Etta James, grande amica di mammà Kraken, le telefonò, il giovane Kraken cercava di far passare il tempo, rinchiuso nella sua stanza in cima alla torre di Babele.
Etta James conosceva la singora K, già divorziata da Jim Morrison, dai tempi del coro gospel e della prositutzione solidale con Mata Hari. Saltando i convenevoli, Etta andò dritta al punto:
-Ho sentito dire che tuo marito si è rincoglionito-, disse, e senza darle il tempo di proferire verbo continuò: -ho sentito in giro che va dicendo di aver visto tre caravelle solcare l'oceano atlantico. E' in casa?-
Kraken senior, in effetti, mostrava tutti i sintomi della senilità, compresa l'impotenza, l'orchite e l'atrofizzazione dell'anima e della vescica. In quel preciso istante se ne stava in una taverna a bere sidro, e vagheggiava di meravigliose piante dalle proprietà mistiche, di foglie magiche per unguenti prodigiosi che gli indigeni chiamavano spinelli,di cioccolate Ciobar e altri snack psicotropi. Gli avventori della taverna lo avevano preso in simpatia, soprattuto per via di quei talleri d'oro che gli gonfiavano le tasche del pastrano permettendogli di pagare sempre un giro a tutti.
La signora Kraken, che aveva lsciato Morrison per un flirt con Charles Manson, si prese del tempo per riflettere.
Nel frattempo Kraken evadeva dalla stanza ove era stato rinchiuso per punizione, e si calava alla finestrella bifora con una treccia di tralci di vite e incarti di tavernello.
Quando mise i piedi sulla terra, la vita lo colpì come un pugno nello stomaco: in strada c'era tutta questa gente vestita a festa, gli uomini, i notabili del paese, in giarretterie e pastorali, le donne in più austeri burka con vibratore incroporato, e ballerine brasiliane, carri allegorici che mostravano le caricature di carlo Magno, Federico II di Svevia e anche un Roosevelt vestito da zio Tom, e tanto samba ruspante. Kraken provò vergogna del proprio sciatto abbigliamento, ma si mischiò alla folla che festeggiava lì'arrivo del navigatore nel nuovo mondo.
-Nuovo mondo, eh?-, disse Kraken, fottendosene della coerenza e lasciandosi andare al baccanale in calendario.
Qualche tempo dopo Kraken si trovava a Ho Chi Minn; se la spassava alla grande, e la sua attività sul mercato degli arti artificiali gli dava di che vivere. I vietnamiti lo vedevano spesso in compagnia di un certo Kurtz, un ciccione pelato propenso al la rissa e dalla bestemmia facile.
Loro compagno Buffalo Bill, un ebreo sefardita dai lunghi baffi e dalla proboscide rosa, perennemente segutio da un insignificante servo armato di Ibm Selectric e chitarra Eko il cui nome era Francesco De (de) Gregori.
Inutile dirlo: i tre se la spassavano alla grande, (nonostante de (De) Gregori continuasse a lagnarsi di una sua ex tale Donna Cannone, avvenente giamaicana, che lo aveva mollato per Antonello Venditti), cosa che sociologicamnete distingue Kraken dalle altre specie, specialimente dalle blatte e dai panda.
Alla fine della guerra, gli affari per Kraken andavano maluccio, così' prese il mare col fedele guru Myiaghi o come cazzo si scrive.
L'America apparve ai loro occhi ingiallitit dallo scorbuto, più sporca e negra di quanto avessero immaginato. Mentre Myaghi si avviava ad una prolifica carriera di attore, dapprima interpretando il pianoforte in Casablanca e successivamente come divano in Beverly Hills, Kraken si abbandonò all'Estate dell'amore, che lo vide scopare e procreare ovunque nelle strade di San Francisco.
In quel periodo Kraken maturò il proprio disprezzo verso gli hippy, ebbe una breve relazione con Patty Smith, che gli dedico un'orgiastica versione pompinara di Rock and roll kraken, frequentò Harry Smith, che lo tallonava per spillargli dei dobloni.
Kraken lasciò il Chelsea Hotel lo stesso giorno che Lou Reed lo mise nel culo a David Bowie nel posteggio di un Krusty Burger, facendosi spingere da Iggy Pop al volante di un anonimo pick up Chevrolet, ma prima di andarsene, Kraken fece un giro sulla ruota panoramica di Coney Island. E si mise a piangere.
Con un ombrello e un cappello, spensierato come un fuscello e limpido come un ruscello, Kraken intuì della vita il bello. E si grattò le palle, ruttando.
Nel 1989 Kraken era riuscito a risolvere i suoi problemi di acne e forfora, aveva guadagnato la patente europea per usare il pc, e si divertiva a creare prodotti informatici, come
N-track (in originale N-krak), insuperato programa di defecazione audio. Brian Eno lo andava a trovare spesso, ma Kraken evitava di aprirgli la porta. Da quella sera nel parcheggio del Krusty Burger, ovunque fosse Kraken si trovava con quella checca isterica di Bowie attaccata al culo, e la cosa lo intasfitidiva non poco, soprattutto perchè detetstava il suo periodo glam, e i vestiti troppo aderenti.
Esasperato e incattivito dopo l'ascolto di Low, Kaken telefonò a un suo vecchio amico delle Antille Orientali, che divideva un austero monolocale con Corto Maltese e Paz.
Bagascio rispose al primo squillo.
-Caro Kraken buongiorno- esordì, con voce baritonale e profonda quanto le Fosse della Madonna, abisso al largo di Manfredonia.
Bagascio prese appunti e si ripromise di spacciare Bowie appena possibile. Ma tra un tresette e una partitta a calcetto con Yanez, la cosa gli sfuggì di mente, un errore imperdonabile, che permise a Bowie di prosperare rubando a Kraken spunti e idee per successivi chartbuster.
Kraken si sposò con Matilde Brandi in un giorno uggioso di luglio; fin dalla prima notte di nozze Kraken le rimproverò di essere frigida. Una settimana dopo Kraken prendeva il largo, nella stiva di un boing 747 della Air Jordan.
I pastori berberi, vedendo quello strano fagotto cadere dal cielo sopra di loro col paracadute aperto, pensarono che fosse bene caricare il grosso narghilè per dargli il benvenuto.
-Ishallà-, disse Kraken prontamente, e il capo tribù gli ofrrì cento cammelli per comprarsi Matilde Brandi. Kraken accettò, chiaramente.
E così, Kraken festeggiò il suo diciottesimo compleanno nel bel mezzo del deserto del Sahara, guidando una comitiva di cento cammelli; il sole era allo zenith quando Jack Bass, un futuro postino ma attualmente messo comunale, gli consegnò una tessera elettorale e un modulo fiscale prestampato.
Jack era ancora giovane, e quel suo ingenuo entusiasmo gli fece sorvolare il discorsetto che era tenuto a fare ai neo maggiorenni, cioè bevi poco, guida piano, e metti semopre il preservativo. Per ringraziarlo di avergli risparmiato quel pacco di stronzate, Kraken regalò un cammello a Jack, e così si seprarano: Kraken diretto a Medina con 99 cammelli, di nuovo scapolo e a cazzo duro, Jack diretto verso un campo minato che il buon Rommell aveva lasciato in eredità a quella regione.
-No-, rispose la signora Kraken 513 anni dopo, al che Etta James mise giù il telefono e ordinò al barista ceruleo del CBGB one borbon, one scotch, one beer.
ho inkonkraken una nave che salpava...
Innanzitutto Livorno significa mare, liquidità, avventura. Compiere il viaggio, alzarsi dal divano e muovere la flaccidità degli anni e delle stesse molecole: occorreva poco in fondo, l'esclusiva accensione del TENTACOLO VOLONTA'. Dopotutto l'erba era finita e la scoperta della pusillanime dimensione di dio richiedeva rigore al primo movimento.
I treni erano abbandonati sulle spiagge della sicilia. Il Ponte aveva stretto il muso allo Stretto e provocato una politica abnorme nelle migrazioni dei gas da rimorchio. Grigio come ghisa era il meridione colto dalle braccia dei satelliti, e non pochi ne temevano la scomparsa dopo l'era dell'avvento. Anche scilla e cariddi erano migrate altrove, dalle parti di katmandù. Quanto alla viabilità aerea, beh kraken se ne fotteva. Almeno questo tratto di personalità andava difeso. Vengo dal mare, non esiste che mi metto a fare lindbergh che poi se no m'infurio e butto giù tutti quei caccia torpedinieri come m' è toccato fare con quello libico sulla Sila...
Ecco, un bel viaggetto in transatlantico verso livorno. La questione genereva però uno stato di ispide complicazioni. Come salire a bordo evitando il sospetto? Oppure: quanto sarebbe durata l'integrazione con i passeggeri lombardi di ritorno in brianza dopo la tre giorni festiva? Fino ad Ostia? Chi e quanto sopportare? Chi assassinare per primo?
Kraken dimentico dei motivi della sua permanenza siciliana, rodeva una mente benchè rodata pure logora.Poi...
Occorre riflettere sul perchè si ritiengono ferme le città, bloccate sul terreno e impossibilitate alla trasmigrazione.
Noi edifichiamo con il cemento oggi, un tempo con argilla o legno, facciamo un fiocco ai palazzi, una verniciata qua e là, un corso e dodici viali ed abbiamo il nostro bel municipio.
Ma chi realmente sospetta dell'esistenza architettonica di un reticolo sommerso e ancestrale? Le nostre fondamenta dove posano?
Kraken d'improvviso ricordò che sotto il divano conservava una mappa salvata alla corrosione dell'oceano. La mappa di una stappafogne toscano del quarto secolo prima e dopo cristo. Nel dettaglio si trovano le linee più microscopiche delle radici che tenevano ancorata al suolo Livorno, piantata come la capigliatura umana. Alla presa in esame, Kraken svenne di getto. Poi riaprì gli occhi. Fame. Desiderio persistente di succhiare qualcosa.Così...
Kraken salta sul soffitto alla velocità di uno shuttle, prende un ribalzo inaudito e si schianta davanti al televisore contro le mattonelle di Alfonso Brachetta, affittuario ucciso e tenuto nel ripostiglio dal lontano'82. Kraken perfora in verticale la crosta terrestre, fondamenta, terreno, fogne, paludi, getti d'acqua ribollente, ossari, Kraken va mollusco trapanatore, cavallo nero imbestialito, kraken è primo, kraken è ancoora ultimo, precipita negli abissi terrestri, incontra rezza e papa carlo sbigottiti, se li lascia alle spalle nervose, divora tracima squarta la terra...
poi frena. Si aggiusta il vestito sgualcito sul collo e apparecchia all'inferno. Alfonso arriva con un piatto di radici ed una tanica di cherosene per innaffiarle. BOOM!
Livorno, ahimè scompare...
I treni erano abbandonati sulle spiagge della sicilia. Il Ponte aveva stretto il muso allo Stretto e provocato una politica abnorme nelle migrazioni dei gas da rimorchio. Grigio come ghisa era il meridione colto dalle braccia dei satelliti, e non pochi ne temevano la scomparsa dopo l'era dell'avvento. Anche scilla e cariddi erano migrate altrove, dalle parti di katmandù. Quanto alla viabilità aerea, beh kraken se ne fotteva. Almeno questo tratto di personalità andava difeso. Vengo dal mare, non esiste che mi metto a fare lindbergh che poi se no m'infurio e butto giù tutti quei caccia torpedinieri come m' è toccato fare con quello libico sulla Sila...
Ecco, un bel viaggetto in transatlantico verso livorno. La questione genereva però uno stato di ispide complicazioni. Come salire a bordo evitando il sospetto? Oppure: quanto sarebbe durata l'integrazione con i passeggeri lombardi di ritorno in brianza dopo la tre giorni festiva? Fino ad Ostia? Chi e quanto sopportare? Chi assassinare per primo?
Kraken dimentico dei motivi della sua permanenza siciliana, rodeva una mente benchè rodata pure logora.Poi...
Occorre riflettere sul perchè si ritiengono ferme le città, bloccate sul terreno e impossibilitate alla trasmigrazione.
Noi edifichiamo con il cemento oggi, un tempo con argilla o legno, facciamo un fiocco ai palazzi, una verniciata qua e là, un corso e dodici viali ed abbiamo il nostro bel municipio.
Ma chi realmente sospetta dell'esistenza architettonica di un reticolo sommerso e ancestrale? Le nostre fondamenta dove posano?
Kraken d'improvviso ricordò che sotto il divano conservava una mappa salvata alla corrosione dell'oceano. La mappa di una stappafogne toscano del quarto secolo prima e dopo cristo. Nel dettaglio si trovano le linee più microscopiche delle radici che tenevano ancorata al suolo Livorno, piantata come la capigliatura umana. Alla presa in esame, Kraken svenne di getto. Poi riaprì gli occhi. Fame. Desiderio persistente di succhiare qualcosa.Così...
Kraken salta sul soffitto alla velocità di uno shuttle, prende un ribalzo inaudito e si schianta davanti al televisore contro le mattonelle di Alfonso Brachetta, affittuario ucciso e tenuto nel ripostiglio dal lontano'82. Kraken perfora in verticale la crosta terrestre, fondamenta, terreno, fogne, paludi, getti d'acqua ribollente, ossari, Kraken va mollusco trapanatore, cavallo nero imbestialito, kraken è primo, kraken è ancoora ultimo, precipita negli abissi terrestri, incontra rezza e papa carlo sbigottiti, se li lascia alle spalle nervose, divora tracima squarta la terra...
poi frena. Si aggiusta il vestito sgualcito sul collo e apparecchia all'inferno. Alfonso arriva con un piatto di radici ed una tanica di cherosene per innaffiarle. BOOM!
Livorno, ahimè scompare...
krakenescatology
kraken è seduto sul cesso e ha di nuovo i vermi. Il bagno è in penombra, sotterrato dalla serranda abbassata. Kraken è nudo e sudato, si sente come un dente infilato in una gengiva grassa di pus. Da qualche ora percepisce il bisogno straziante di bere la sua urina. Ha immerso lo spazzolino nella torbida palude infondo al gabinetto. Copre il muro con i suoi escrementi per protestare sull'abbassamento della dose di prozac nel suo Wiskas. Non ha più riferimenti e si sente un giovane degli anni novanta anche se oramai il 2010 bussa alla porta. Con un sibilo il sole precipita dietro i palazzi. Una granata esplode nel cosmo ed attiva la dinamo stellare che scricchiolando caca fuori i suoi viscidi foruncoli che alcuni s'azzardono a chiamare stelle. Kraken è in stato di trance, emette ectoplasma come se facesse i palloncini con il Big Boble, è in contatto con entità stroboscopiche, ulteriori. Da esse guidato, sprofonda in un Canyon: sono le cosce frementi di una baldracca che incontra sempre sull'autobus quando torno da...da non sa bene che.
Kraken decide che è meglio prendersi una vacanza a Portofino. Oppure no, a Livorno.
Kraken decide che è meglio prendersi una vacanza a Portofino. Oppure no, a Livorno.
Nell'acqua salmastra il Kraken butta la pasta
Kraken era sul divano di casa. In sottofondo il National geographic gracchiava stronzate su certe rane dell'Amazzonia che tiravano le cuoia a causa della crescita di un certo fungo assassino sulla loro epidermide psichedelica ma in fondo anche psicopatica.
Quando ebbe terminato di contare le bolle d'aria sulla carta da parati cremisi si chiese senza soluzione di continuità: ma dove devo posizionarmi fisicamente nello spazio? Voglio dire: io sono un mollusco e la mia sostanza stessa si diffonde come liquido semifluido, sciroppo, nella tara che lo contiene e ne prende la forma. Ma io, eccomi, sono qui, su di un divano, inscatolato in pochi metri. E il cosmo dov'è? E' questo pezzo di legno imbottito di lana?
La mia stessa sostanza dovrebbe fluire in ogni direzione per migliaia di miglia, travolgendo gli anni luce con furia organica, e macinando i parsec con più calma magari ma con medesima risolutezza e lambire i punti estremi dell'Universo.
Insomma,io il Kraken, l'essere senza spina dorsale che però può tirare con mano tentacolare il barbone matusa di Dio si trova prigioniero di un divano zoppo e sbudellato,che puzza anche un pò di sborra (colpa mia) e vodka (colpa di Lester o Bagascio) come il più losco e sordido dei peepshow? Io che sono cresciuto con la convinzione, inculcatami fin dalla culla larvale, che la mia massa avrebbe annegato lo spazio senza limiti e creato problemi al Motore Immobile stesso, sono ora qui, incongruo inquilino di una stanzetta umida e senza luce elettrica. Che assurdità! E' uno scherzo!
Kraken si guardò attorno muovendo a malapena il collo.
Forse invece si sbagliava. Il cosmo era quel divano, e lui in effetti lo riempiva perfettamente come era nella sua natura molluscoidale, e tutto il resto, la stanza e tutta quella roba fuori dalla finestra, erano invece una sorta di riflesso del fulgore del divano stesso. Dio doveva essere lì da qualche parte...sotto i cuscini,tra i giornaletti di donne nude, sotto la carta delle patatine;
un Dio minuscolo...insignificante...niente a che fare con l'onnipotenza e la magnificenza dei Vecchi Tempi...un tizio stressato e con la gastrite perforante, in braghe di seta grezza e a petto nudo...le costole che si riescono a contare.
Il Kraken per istinto spostò un mocciolio di kleenex e fraffo, un omuncolo s'agitò sotto quelle ombre e si andò a nascondere in uno strappo dell'imbottitura con la dignità tipica dello scarafaggio.
Il kraken espira snodandosi...
-Uhm, buona ques'erba-
Quando ebbe terminato di contare le bolle d'aria sulla carta da parati cremisi si chiese senza soluzione di continuità: ma dove devo posizionarmi fisicamente nello spazio? Voglio dire: io sono un mollusco e la mia sostanza stessa si diffonde come liquido semifluido, sciroppo, nella tara che lo contiene e ne prende la forma. Ma io, eccomi, sono qui, su di un divano, inscatolato in pochi metri. E il cosmo dov'è? E' questo pezzo di legno imbottito di lana?
La mia stessa sostanza dovrebbe fluire in ogni direzione per migliaia di miglia, travolgendo gli anni luce con furia organica, e macinando i parsec con più calma magari ma con medesima risolutezza e lambire i punti estremi dell'Universo.
Insomma,io il Kraken, l'essere senza spina dorsale che però può tirare con mano tentacolare il barbone matusa di Dio si trova prigioniero di un divano zoppo e sbudellato,che puzza anche un pò di sborra (colpa mia) e vodka (colpa di Lester o Bagascio) come il più losco e sordido dei peepshow? Io che sono cresciuto con la convinzione, inculcatami fin dalla culla larvale, che la mia massa avrebbe annegato lo spazio senza limiti e creato problemi al Motore Immobile stesso, sono ora qui, incongruo inquilino di una stanzetta umida e senza luce elettrica. Che assurdità! E' uno scherzo!
Kraken si guardò attorno muovendo a malapena il collo.
Forse invece si sbagliava. Il cosmo era quel divano, e lui in effetti lo riempiva perfettamente come era nella sua natura molluscoidale, e tutto il resto, la stanza e tutta quella roba fuori dalla finestra, erano invece una sorta di riflesso del fulgore del divano stesso. Dio doveva essere lì da qualche parte...sotto i cuscini,tra i giornaletti di donne nude, sotto la carta delle patatine;
un Dio minuscolo...insignificante...niente a che fare con l'onnipotenza e la magnificenza dei Vecchi Tempi...un tizio stressato e con la gastrite perforante, in braghe di seta grezza e a petto nudo...le costole che si riescono a contare.
Il Kraken per istinto spostò un mocciolio di kleenex e fraffo, un omuncolo s'agitò sotto quelle ombre e si andò a nascondere in uno strappo dell'imbottitura con la dignità tipica dello scarafaggio.
Il kraken espira snodandosi...
-Uhm, buona ques'erba-
19.1.06
kraken kraken burning bright
Per un reato che non ricordava nemmeno Kraken venne condannato a 12 anni di introspezione. Un tale peso avrebbe schiacciato qualsiasi individuo ma Kraken era un mollusco e le sua struttura mobile ed ammortizzante. I dodici anni passarono in un batter d'occhio.
Alla normale pressione sociale, priva cioè di riflessione e contemplazione, le cose però si dimostrarono subito preoccupanti. Per uno strano gioco di vasi comunicanti kraken iniziò a scoreggiare e a perdere liquidi vergognosi ogni volta che faceva una passeggiata. Il fatto gli capitava regolarmente davanti alla bottega di un ebreo sefardita di nome Rabbino Low.
All'ennesima umiliante diluzione Kraken inizia a sospettare che non fosse il suo corpo a perdere colpi e ad avvicinarsi volgioso alla soglia dell'eta del rincoglionimento_quel bel momento in cui pensi di essere il lepidottero con l'apertura alare più estesa del mondo e di averlo duro come le punte adamantine dei martelli pneumatici che usano presso certi cantieri di Ankara ed invece ti svegli un bel giorno con una sorta di budello sgonfio tra le gambe e un apparato digerenete più simile ad un tunnel senza dogana che ad un sistema di metabolizzazione. La tua bocca il buco nero, il tuo culo il buco bianco, tutto entra ed esce come predetto da Eisentein senza la minima modificazione.
_raken inizia a sospettare che non fosse il suo corpo a perdere colpi ma che fosse una macchinazione dello sguardo sionista di rabby Low.
Mentre si cagava addosso Kraken sbottò:
-cosa vendi rabbi là dentro?
-perchè lo vuoi sapere?
-perchè ho pesanti sospetti su di te.
-Riguardo cosa...
-Riguardo il mio ano che canta come se fosse all'Opera...
-Vendo contatti con l'aldilà.
nella testa del Kraken l'archiviaizone dell'informazione è molto semplice: si base sull'insiemistica. tale metodo in passato gli ha spesso causato degli inconvenienti soprattutto con i sinonimi. Dell'insieme Aldilà faceva parte solo un elemento: Bagascio. Morto in circostanze oscure. Oscure veramente?
Ecco che in un attimo fulminante i fluidi della sua mente raggiungono un bitrate inspiegabile, un picco cerebrale che difficilmente si riproporrà nei prossimi anni dovuto a una succhiante reminescenza platonica, al riempimento di un vuoto nella sua psiche corrotta.
La sua lunga espiazione, ben 12 anni di celebralismo inconsistente, era dovuto ad un solo mortale evento: lui, il Kraken, aveva ucciso Bagascio.
-Posso aiutarti allora filgio di puttana?
-Mi hai già aiutato amico.
Kraken si allontana pensieroso, attraversa la strada senza starci attento e per poco non viene investito da un autobus. L'autobus è quello che va fino al cimitero, fuori città. Lo prende, finge di essere fatto di roba in modo che il controllore non gli scassi il cazzo per il biglietto. Arrivato al cimitero preme l'infame pulsantino, è l'unico a scendere lì. Ad un chiosco compra una birra tiepida. Chiede al becchino che se ne sta lì a giocare a carte contre negri ciechi dove sia la tomba di Bagascio. Il tipo, evidentemente privo del lobo occipitale, gli passa un foglietto umido di bava e con tre numeri scritti su. 234. Arriva al loculo 234, è quello di Bagascio. Beve la birra. Poi pensa che Bagascio gli avrebbe scroccato un sorso sicuramente. Allora si abbassa le braghe, smutanda l'uccello e piscia sulla lapide. S'allontana.
Il giorno dopo dalla pozza giallastra un fiorellino ottimo per la camomilla.
Alla normale pressione sociale, priva cioè di riflessione e contemplazione, le cose però si dimostrarono subito preoccupanti. Per uno strano gioco di vasi comunicanti kraken iniziò a scoreggiare e a perdere liquidi vergognosi ogni volta che faceva una passeggiata. Il fatto gli capitava regolarmente davanti alla bottega di un ebreo sefardita di nome Rabbino Low.
All'ennesima umiliante diluzione Kraken inizia a sospettare che non fosse il suo corpo a perdere colpi e ad avvicinarsi volgioso alla soglia dell'eta del rincoglionimento_quel bel momento in cui pensi di essere il lepidottero con l'apertura alare più estesa del mondo e di averlo duro come le punte adamantine dei martelli pneumatici che usano presso certi cantieri di Ankara ed invece ti svegli un bel giorno con una sorta di budello sgonfio tra le gambe e un apparato digerenete più simile ad un tunnel senza dogana che ad un sistema di metabolizzazione. La tua bocca il buco nero, il tuo culo il buco bianco, tutto entra ed esce come predetto da Eisentein senza la minima modificazione.
_raken inizia a sospettare che non fosse il suo corpo a perdere colpi ma che fosse una macchinazione dello sguardo sionista di rabby Low.
Mentre si cagava addosso Kraken sbottò:
-cosa vendi rabbi là dentro?
-perchè lo vuoi sapere?
-perchè ho pesanti sospetti su di te.
-Riguardo cosa...
-Riguardo il mio ano che canta come se fosse all'Opera...
-Vendo contatti con l'aldilà.
nella testa del Kraken l'archiviaizone dell'informazione è molto semplice: si base sull'insiemistica. tale metodo in passato gli ha spesso causato degli inconvenienti soprattutto con i sinonimi. Dell'insieme Aldilà faceva parte solo un elemento: Bagascio. Morto in circostanze oscure. Oscure veramente?
Ecco che in un attimo fulminante i fluidi della sua mente raggiungono un bitrate inspiegabile, un picco cerebrale che difficilmente si riproporrà nei prossimi anni dovuto a una succhiante reminescenza platonica, al riempimento di un vuoto nella sua psiche corrotta.
La sua lunga espiazione, ben 12 anni di celebralismo inconsistente, era dovuto ad un solo mortale evento: lui, il Kraken, aveva ucciso Bagascio.
-Posso aiutarti allora filgio di puttana?
-Mi hai già aiutato amico.
Kraken si allontana pensieroso, attraversa la strada senza starci attento e per poco non viene investito da un autobus. L'autobus è quello che va fino al cimitero, fuori città. Lo prende, finge di essere fatto di roba in modo che il controllore non gli scassi il cazzo per il biglietto. Arrivato al cimitero preme l'infame pulsantino, è l'unico a scendere lì. Ad un chiosco compra una birra tiepida. Chiede al becchino che se ne sta lì a giocare a carte contre negri ciechi dove sia la tomba di Bagascio. Il tipo, evidentemente privo del lobo occipitale, gli passa un foglietto umido di bava e con tre numeri scritti su. 234. Arriva al loculo 234, è quello di Bagascio. Beve la birra. Poi pensa che Bagascio gli avrebbe scroccato un sorso sicuramente. Allora si abbassa le braghe, smutanda l'uccello e piscia sulla lapide. S'allontana.
Il giorno dopo dalla pozza giallastra un fiorellino ottimo per la camomilla.
18.1.06
The Kraken shall overcome
Allora, vediamo di capirci. C'è questo Kraken sul ciglio della strada; non è nient'altro che un Kraken da marciapiede e la cosa gli va bene così perchè si è appena scolato una cassa di peroni, e consuma pompelmi e sidro e melassa, e qundo ingurgita alcol sputa boli di tabacco da masticare marca Ray Charles.
Kraken si trovava a passare di lì, cazzeggiando, ed era intimamente felice perchè aveva spaccato diverse teste di hippy nel corso della mattinata. Suoi compagni d'avventura Bagascio, Enrico Ghezzi e Linda Lovelace. Bagascio era uscito di scena sul presto, adducendo la sua morte come pretesto, e li aveva lasciati soli.
La cosa a tre non funzionava, e questo lo si era capito subito; nonostante le attrattive che Kraken celava nelle sue mutande, Linda gli aveva preferito Enrico, rimproverando a Kraken la mancanza di sensibilità, di tocco, di savuoir faire, rimproverandogli al totale ignoranza del filmico e del profilmico e del psot coito.
Insomma, Linda aveva scaricato Kraken, e si aggirava come un fantasma dentro Saxa Rubra, seguendo il suo ganzo perennemente in canottiera di spugna. A dire la verità, Linda aveva avuto dei problemi nel capire lo strano linguaggio fuori sincrono parlato da Enrico Ghezzi, il suddetto ganzo appunto, cosa che l'aveva portata a doverselo scrollare di dosso mentre le arrivavano alle orecchie le sue parole "mettiti a pecora, prego". Ma la cosa, dopotutto, non dispiaceva troppo a Linda. E quindi.
Kraken da principio l'aveva presa bene; solite cose, bevute, ammiccamenti, accenni di rissa, molestie gratuite, altro gin fizz, occhiali scuri, qualche telefonata con l'amico Lester Bangs.
-Sbattitente le palle, Krak-, gli aveva detto Lester, ma in quello stesso istante i mugolii di Gola Profonda erano stati captati dalle recchie di Kraken, causandogli disappunto.
-Che cosa stai vedendo?
-Io?-
-Si Lester, che cazzo stai vedendo?-
-Ma, niente, - e aveva abbassato il volume del tv, -sul tre c'è fuori orario, sai?-
-Ah-
-Si una retrospettiva su, beh, cazzo, ...ok.-
-Che retrospettiva?-, aveva proseguito Kraken, che continuava a percepire i mgolii, che trovavano eco nei suoi coglioni sgonfi.
-Che cazzo ne so? Ehi amico, stai prendendo un granchio.-
Kraken rise ADORAVA i granchi, le uniche forme di vita che. Punto.
Lester pensò che Kraken la stesse prendendo bene e gli disse la verità, cioè che stava sprofondando dentro Gola Profonda.
esattamente in quel momento, la Compagnia telefonica staccò la linea, e collegò Kraken alla linea rossa di Nikita Kruscev o come cazzo si scrive.
-Beh Nik, come te la passi?-
-Compagno Kraken!, qual buon vento? vento di rivoluzione eh?-, e rise.
Kraken non volle cogliere il doppel senso e annuì.
-My woman left my this morning-, attaccò, lamentoso e anche intonato, battendo il piede dentro la scarpa sfondata e soffiando in una luccicante armonica che aveva poco prima sotratto ad un Hippy.
-Basta con questa musica da negri-, interloquì Nikita.
-Ehi amico, negro un cazzo-, si inserì la voce di Malcolm X.
-No Reverendo, hai capito male-, disse il vecchio Nik, -non ho detto negro ma prego.-
-Prego?-
-Si prego, prego, come te lo devo drie? Musica da prego.-
Malcolm X non parve soddisfatto, ma abboccò alla retorica ottobrina di Nik; Kraken si intromise.
-Prego un cazzo. Dì un pò Nik, ti sei bevuto il cervello? Ti ho sentito benissimo, hai detto negro.-
Malcolm: -E' vero?-
-Certo che è la verità, lo sai che amo solo te-, disse la voce di Ron Howard.
Ronnie era impeganto in una bollente conversazione con Fonzie, che scroccava la telefonata da casa Cunningham.
-No Ron, stavolta non ti posso credere- disse Fonzie, -vedi mi hai già detto un sacco di balle, e perdio, io mi sono impegnato il mio chiodo per prenderti quella cazzo di cinepresa dal Nat l'ebreo, giù sulla Quindicesima, no, stavolta finisce qui. il mio culo te lo scordi-, e mise giù, con la stessa mossa che usava per far partire il juke box, che prese a suonare Passport nell'interpretazione berbera di Nour eddine supportato dalla sezione ritmica dagli Einsteurzendenneubauten.
Kruscev era ancora in linea, e colse in diretta i primi sintomi del decadimento del modello culturale americano. Nik si fregò le mani, accese un sigaro, bevve a canna dalla pinta di vodka che teneva nel cassetto della sua scrivania, e si rilassò.
-La rivoluzione vincerà-, disse, e scoreggiò.
Kraken si ritrovò così da solo, nella cabina del telefono, e considerò che dopotutto la vita non gli andava così male. Rifece il numero di Lester.
-Ehi Lester, ciao, sempre Kraken-
-Oh Krak, che cazzo succede?-
-Deve essere caduta la linea.-
-Ah ah, ok, ehi amico, non so dirti che piacere mi fa sentirti.-
-Anche a me-, disse Kraken, -e a proposito leva le mani dal tuo scroto quando ti chiamo.- E mise giù.
Dal cielo piovevano fellatio et cunnilingus ora pro nobis, e cazzi e fighe in volo coloravano l'orizzonte acceso di un bellissimo tramonto da quattrocentomila soldi.
Così Kraken si incamminò, scroccando la prima birra del giorno dopo a casa del suo amico Homer Jay.
-Ciao Marge, ciao ragazzi-, disse entrando, -ciao Ned-.
-Kraken krakenino-, disse Ned, -non ti ho visto domenica in chiesa. E' successo qualcosa?-
-Ma levati da coglioni-, gli disse Homer, e fece posto a Kraken sul divano.
-Ciambella?-, gli chiese Homer, e Kraken si trovò a riflettere.
-Perchè no?-
Kraken si trovava a passare di lì, cazzeggiando, ed era intimamente felice perchè aveva spaccato diverse teste di hippy nel corso della mattinata. Suoi compagni d'avventura Bagascio, Enrico Ghezzi e Linda Lovelace. Bagascio era uscito di scena sul presto, adducendo la sua morte come pretesto, e li aveva lasciati soli.
La cosa a tre non funzionava, e questo lo si era capito subito; nonostante le attrattive che Kraken celava nelle sue mutande, Linda gli aveva preferito Enrico, rimproverando a Kraken la mancanza di sensibilità, di tocco, di savuoir faire, rimproverandogli al totale ignoranza del filmico e del profilmico e del psot coito.
Insomma, Linda aveva scaricato Kraken, e si aggirava come un fantasma dentro Saxa Rubra, seguendo il suo ganzo perennemente in canottiera di spugna. A dire la verità, Linda aveva avuto dei problemi nel capire lo strano linguaggio fuori sincrono parlato da Enrico Ghezzi, il suddetto ganzo appunto, cosa che l'aveva portata a doverselo scrollare di dosso mentre le arrivavano alle orecchie le sue parole "mettiti a pecora, prego". Ma la cosa, dopotutto, non dispiaceva troppo a Linda. E quindi.
Kraken da principio l'aveva presa bene; solite cose, bevute, ammiccamenti, accenni di rissa, molestie gratuite, altro gin fizz, occhiali scuri, qualche telefonata con l'amico Lester Bangs.
-Sbattitente le palle, Krak-, gli aveva detto Lester, ma in quello stesso istante i mugolii di Gola Profonda erano stati captati dalle recchie di Kraken, causandogli disappunto.
-Che cosa stai vedendo?
-Io?-
-Si Lester, che cazzo stai vedendo?-
-Ma, niente, - e aveva abbassato il volume del tv, -sul tre c'è fuori orario, sai?-
-Ah-
-Si una retrospettiva su, beh, cazzo, ...ok.-
-Che retrospettiva?-, aveva proseguito Kraken, che continuava a percepire i mgolii, che trovavano eco nei suoi coglioni sgonfi.
-Che cazzo ne so? Ehi amico, stai prendendo un granchio.-
Kraken rise ADORAVA i granchi, le uniche forme di vita che. Punto.
Lester pensò che Kraken la stesse prendendo bene e gli disse la verità, cioè che stava sprofondando dentro Gola Profonda.
esattamente in quel momento, la Compagnia telefonica staccò la linea, e collegò Kraken alla linea rossa di Nikita Kruscev o come cazzo si scrive.
-Beh Nik, come te la passi?-
-Compagno Kraken!, qual buon vento? vento di rivoluzione eh?-, e rise.
Kraken non volle cogliere il doppel senso e annuì.
-My woman left my this morning-, attaccò, lamentoso e anche intonato, battendo il piede dentro la scarpa sfondata e soffiando in una luccicante armonica che aveva poco prima sotratto ad un Hippy.
-Basta con questa musica da negri-, interloquì Nikita.
-Ehi amico, negro un cazzo-, si inserì la voce di Malcolm X.
-No Reverendo, hai capito male-, disse il vecchio Nik, -non ho detto negro ma prego.-
-Prego?-
-Si prego, prego, come te lo devo drie? Musica da prego.-
Malcolm X non parve soddisfatto, ma abboccò alla retorica ottobrina di Nik; Kraken si intromise.
-Prego un cazzo. Dì un pò Nik, ti sei bevuto il cervello? Ti ho sentito benissimo, hai detto negro.-
Malcolm: -E' vero?-
-Certo che è la verità, lo sai che amo solo te-, disse la voce di Ron Howard.
Ronnie era impeganto in una bollente conversazione con Fonzie, che scroccava la telefonata da casa Cunningham.
-No Ron, stavolta non ti posso credere- disse Fonzie, -vedi mi hai già detto un sacco di balle, e perdio, io mi sono impegnato il mio chiodo per prenderti quella cazzo di cinepresa dal Nat l'ebreo, giù sulla Quindicesima, no, stavolta finisce qui. il mio culo te lo scordi-, e mise giù, con la stessa mossa che usava per far partire il juke box, che prese a suonare Passport nell'interpretazione berbera di Nour eddine supportato dalla sezione ritmica dagli Einsteurzendenneubauten.
Kruscev era ancora in linea, e colse in diretta i primi sintomi del decadimento del modello culturale americano. Nik si fregò le mani, accese un sigaro, bevve a canna dalla pinta di vodka che teneva nel cassetto della sua scrivania, e si rilassò.
-La rivoluzione vincerà-, disse, e scoreggiò.
Kraken si ritrovò così da solo, nella cabina del telefono, e considerò che dopotutto la vita non gli andava così male. Rifece il numero di Lester.
-Ehi Lester, ciao, sempre Kraken-
-Oh Krak, che cazzo succede?-
-Deve essere caduta la linea.-
-Ah ah, ok, ehi amico, non so dirti che piacere mi fa sentirti.-
-Anche a me-, disse Kraken, -e a proposito leva le mani dal tuo scroto quando ti chiamo.- E mise giù.
Dal cielo piovevano fellatio et cunnilingus ora pro nobis, e cazzi e fighe in volo coloravano l'orizzonte acceso di un bellissimo tramonto da quattrocentomila soldi.
Così Kraken si incamminò, scroccando la prima birra del giorno dopo a casa del suo amico Homer Jay.
-Ciao Marge, ciao ragazzi-, disse entrando, -ciao Ned-.
-Kraken krakenino-, disse Ned, -non ti ho visto domenica in chiesa. E' successo qualcosa?-
-Ma levati da coglioni-, gli disse Homer, e fece posto a Kraken sul divano.
-Ciambella?-, gli chiese Homer, e Kraken si trovò a riflettere.
-Perchè no?-
Se questo è un Kraken (raining Kraken)

krakenb assediato da una malattia che si è reificata nel kraken che gocciola dalla volta celeste.
Ormai divorato dal suo stesso tarlo krakenb deperisce ogni giorno di più.
La sua sostanza si liquefa, malmignatte si arrampicano verso la sua bocca riarsa dalle febbrie puntano alla conquista dell'emisfero destro, quello del controllo assoluto.
Nelle lenzuola intrise di umori e sbotti di ghiandole neglette il Krakenb se ne sta farneticande visitato tre volte al giorno da spettri che sperava rimossi:
Il fantasma del kraken Passato...orribile ente dotato della possibilità di oeccarsi il culo autonomamente senza bisogno di specchi o lacchè prezzolati.
Il fantasma del Kraken Presente...oscena creatura polimorfa che ora c'è ma un istante dopo non più. Sua caratteristica è organizzare le feste senza mai invitarsi. Oppure comprare le birre per la serata e non berne mai un goccio. impiegare 12 manovre per parcheggiare senza poi scendere dalla macchina...
Il fantasma del kraken futuro...essere lapalissiano, di bene nota stomachevolezza, ma senza attrinuti particolari se non quello di portare terribilmente sfiga.
krakenb invaso dalle tre fumiganze è vittima di visione da Pizia sibillina.
Vede se stesso che prende appunti sulle visioni che ha appena finito di avere, le spedisce ad un editore. L'editore è in preda alle medesime fumiganze e quindi visioneggia anche lui: vede se stesso che apre il pacco spedito da krakenb. Gli piace...Krakenb e l'editore, le loro essenze allucinate, stringono un contrattoche assicura a krakenb un futuro onesto e privo di rapine in banca.
Alla fine della visione Krakenb prende appunti e li spedisce all'editore che ha VISTO. L'editore non saniente di Krakenb legge il manoscritto visionario, lo boccia e lo cestina senza pietà.
In stato febbrile Krakenb progetta la prossima rapina.
17.1.06
Cheap Approaching Kraken
krakenblog
Che sta succedendo? Qualcuno mi spieghi cosa sta succedendo!
Sì, già vi vedo! Già vi vedo, voi krakenofili del kraken qui riuniti
a celebrare/cerebrale la morte e la resurrezione del nostro beneamato
calamaretto...
Già vi vedo a sogghignare sotto i tentacoli mentre io sono qui, nudo,
ad attendere un vostro segno, un gesto amico, anche un insulto
o un consiglio, un sussulto, un sollazzo, l'imbarazzo di chiedermi
come va o come non va....E invece no! No! No!
Sono nudo in quella piazza dove abbiamo fissato quel famoso
appuntamento (e c'eravate tutti, me lo ricordo come fosse ieri, bestiole!)
e nessuno si è ancora presentato.
Sono cinque ore che son qui ed ho le pagaie congelate...!
Altro che Alice in Wonderland!
Qui si fa la pappa o si muore.
Qui non ce n'è per nessuno.
Qui bisogna restare uniti.
Qui non c'è trippa per kraken!
Datemi un segno del vostro krakenaffetto o mi faccio "alla luciana".
JesusKraken
Che sta succedendo? Qualcuno mi spieghi cosa sta succedendo!
Sì, già vi vedo! Già vi vedo, voi krakenofili del kraken qui riuniti
a celebrare/cerebrale la morte e la resurrezione del nostro beneamato
calamaretto...
Già vi vedo a sogghignare sotto i tentacoli mentre io sono qui, nudo,
ad attendere un vostro segno, un gesto amico, anche un insulto
o un consiglio, un sussulto, un sollazzo, l'imbarazzo di chiedermi
come va o come non va....E invece no! No! No!
Sono nudo in quella piazza dove abbiamo fissato quel famoso
appuntamento (e c'eravate tutti, me lo ricordo come fosse ieri, bestiole!)
e nessuno si è ancora presentato.
Sono cinque ore che son qui ed ho le pagaie congelate...!
Altro che Alice in Wonderland!
Qui si fa la pappa o si muore.
Qui non ce n'è per nessuno.
Qui bisogna restare uniti.
Qui non c'è trippa per kraken!
Datemi un segno del vostro krakenaffetto o mi faccio "alla luciana".
JesusKraken
cloaca maxima
Lei stava cucinando. o meglio facendo finita. In realtà la sua testa si soffermava su cose incomprensibili che mai aveva pensato prima. Guazzabugli tra animali distantissimi: una balenottera che s'incrociava con un pipistrello e si metteva a svolazzare di notte in cerca di insetti minutissimi mentre la gente tranquilla sulle autostrade se ne tornava a casa dal lavoro pregustando il programma di chirurgia sperimentale in prima serata. Le enormi creature cantavano inni ultrasonici impercettibili all'orecchio impuro dell'umanoide e dopo il pasto cercavano di rifugiarsi sotto i tetti smozzicati delle case abbandonate o nei garage di periferia.Enormi masse incastrate al mattino dopo, puzzo come di cesso di treno.
E poi anche cose più regolari: enti geometrici che si intersecavano in vastissimi e commoventi spazi bianchi. Connubi e danze tra triangoli e spirali, fumi che si levavano da campagne in fuoco che si libravano seguendo la successione numerica del guscio del nautilo, santi che s'informavano su riviste di matematica per eseguire i loro discorsi di commiato prima del dirupante e cruento martirio.
Tutto questo calderone di immagini in seguito fu visto come un presentimento di quello che stava per accadere.
Suo marito era uno sbirro. Poco da dire sulla sua vita se non che era corrottissima.
Lei pensava di essere ancora una moglie, in realtà proprio nel momento in cui s'immaginava i connubi e le danze euclidee il suo compagno era sbranato vivo dal Rottwailer del prete feticista e buscadero Don Carrisi. Il prete stava insieme allo sbirro a condividersi i recessi più intimi di una giovinetta, un pò troppo mignotta per la sua età a dire il vero, quando il cane deciso a prendersi la sua parte di ano assale l'allegro terzetto puntando direttamente i genitali arrossati del povero sbirro. Quella è la prima parte che finisce nello stomaco del bastardo a quattrozampe, poi seguono bocconi a caso e senza origine specifica. Il prete se la ride e si consuma dentro la giovinetta con contrizione religiosa.
La donna finisce di arredare la tavola con piatti comprati da ikea, acqua minerale San Pellegrino, vasetti di di una crema al cioccolato&nocciole convertiti in bicchieri, frutta d' importazione e scrigno di stuzzicadenti Samurai. Tutto alla perfezione.
Driiin
-Chi è?
-Il Mossad, servizio segreto israeliano
-Chi?
-Lo scusi signora è un pò ritardato...siamo normalissimi sbirri...
La tipa apre e illuminati dai raggi del sole scintillano tessere di plastica con ragguardevole indice di sbirrosità. Dietro le tessere sorrisi preoccupanti.
La tipa verifica mentalmente se le sue droghe sono al sicuro nello scomparto segreto. Sì. Bene, molto bene.
-Lei è la signora McCormick?
-sì
-suo marito è Alcide McCormick sbirro coi fiocchi?
-Sì, gli è successo qualcosa?
-E' morto divorato dal cane di uno spacciatore proprio lì dietro la chiesa di don Carrisi se guarda ben si vedono gli schizzi di sangue sul muro dell'oratorio...
La cosa non sconvolse la donna. Pensò che finalmente avrebbe potuto fumare tutta l'erba che gli pareva senza dover dire di andare dal fruttivendolo. L'idea che il marito era stato sbranato dal cane, magari idrofobo, di uno spacciatore la fece quasi sorridere, forse era proprio il tipo che la riforniva: aveva un cane, una specie di bassotto incrociato con una iena, occhi rossi da insetto ed assetato di sangue. Per salvare le apparenze si mise a piagnucolare monosillabi.
-va ben va bene signora, la capisco, su su non si butti giù...se vuole il mio collega è uno psicologo della polizia, è un bel maschione potrebbe scoparselo un attimo così per assaggiare i piaceri della vedovanza, e magari io potrei fare delle foto o delle riprese, ho tutto il necessario nella macchina di servizio. Non le piacerebbe, eh? Starebbe molto meglio...
-Magari un'altra volta...- non riusciva a togliersi dalla mente il cane incrociato con una iena e gli occhi di insetti, aveva anche le ali sottili delle mosche e una serie di tic da malato di nervi, adesso che ci pensava meglio.
-Bene vedo che sta già meglio...allora le dispiace firmare questo documento. Le farò vedere una foto di suo marito e lei mi dovrà confermare che lei è la moglie dell'uomo nella foto.
-Ok ok- cercava di ricordare se il cane era un maschio o una femmina ma non riusciva a ricordarlo con precisione...
-Ecco la foto-
nella foto un ottopode, occhi lessi ed acquosi, tentacolare, coperto di liquido colloso, una bocca spalancata con dentro le vele bianchissime di un vascello francese oppure le ali di un enorme albatro, era evidentemente una foto subacquea.
-Ma questo non è mio marito.
I due si scrutarono come per indovinare chi dei due avesse scoreggiato, presero ed esaminarono la foto.
-E' Alcide signora, lo conosco da 15 anni. E' proprio lui. Otto tentacoli, occhi enormi, succhiava sempre vascelli, era un vizio che si portava appresso da bambino m'aveva detto...
-Ma quello non è mio marito, mio marito aveva gambe e braccia, una testa...e succhiava solo quando c'era da dare un tono ai doveri coniugali...
-Signora suo marito è sempre stato così, un Kraken come non ne ho visti mai.
-Ok ok va bene, levatevi dai coglioni eunuchi.
-Come desidera...-un inchino e si ritirarono.
Appese la foto del Kraken all'ingresso con una puntina. Si concentrò e chiamò Lester lo spacciatore:
-Ehi portami l'erba e il tuo cane.
Sospirò e venne la sera. Suo marito crepato, erba in arrivo e cane forse maschio forse femmina. Tutto perfetto.
E poi anche cose più regolari: enti geometrici che si intersecavano in vastissimi e commoventi spazi bianchi. Connubi e danze tra triangoli e spirali, fumi che si levavano da campagne in fuoco che si libravano seguendo la successione numerica del guscio del nautilo, santi che s'informavano su riviste di matematica per eseguire i loro discorsi di commiato prima del dirupante e cruento martirio.
Tutto questo calderone di immagini in seguito fu visto come un presentimento di quello che stava per accadere.
Suo marito era uno sbirro. Poco da dire sulla sua vita se non che era corrottissima.
Lei pensava di essere ancora una moglie, in realtà proprio nel momento in cui s'immaginava i connubi e le danze euclidee il suo compagno era sbranato vivo dal Rottwailer del prete feticista e buscadero Don Carrisi. Il prete stava insieme allo sbirro a condividersi i recessi più intimi di una giovinetta, un pò troppo mignotta per la sua età a dire il vero, quando il cane deciso a prendersi la sua parte di ano assale l'allegro terzetto puntando direttamente i genitali arrossati del povero sbirro. Quella è la prima parte che finisce nello stomaco del bastardo a quattrozampe, poi seguono bocconi a caso e senza origine specifica. Il prete se la ride e si consuma dentro la giovinetta con contrizione religiosa.
La donna finisce di arredare la tavola con piatti comprati da ikea, acqua minerale San Pellegrino, vasetti di di una crema al cioccolato&nocciole convertiti in bicchieri, frutta d' importazione e scrigno di stuzzicadenti Samurai. Tutto alla perfezione.
Driiin
-Chi è?
-Il Mossad, servizio segreto israeliano
-Chi?
-Lo scusi signora è un pò ritardato...siamo normalissimi sbirri...
La tipa apre e illuminati dai raggi del sole scintillano tessere di plastica con ragguardevole indice di sbirrosità. Dietro le tessere sorrisi preoccupanti.
La tipa verifica mentalmente se le sue droghe sono al sicuro nello scomparto segreto. Sì. Bene, molto bene.
-Lei è la signora McCormick?
-sì
-suo marito è Alcide McCormick sbirro coi fiocchi?
-Sì, gli è successo qualcosa?
-E' morto divorato dal cane di uno spacciatore proprio lì dietro la chiesa di don Carrisi se guarda ben si vedono gli schizzi di sangue sul muro dell'oratorio...
La cosa non sconvolse la donna. Pensò che finalmente avrebbe potuto fumare tutta l'erba che gli pareva senza dover dire di andare dal fruttivendolo. L'idea che il marito era stato sbranato dal cane, magari idrofobo, di uno spacciatore la fece quasi sorridere, forse era proprio il tipo che la riforniva: aveva un cane, una specie di bassotto incrociato con una iena, occhi rossi da insetto ed assetato di sangue. Per salvare le apparenze si mise a piagnucolare monosillabi.
-va ben va bene signora, la capisco, su su non si butti giù...se vuole il mio collega è uno psicologo della polizia, è un bel maschione potrebbe scoparselo un attimo così per assaggiare i piaceri della vedovanza, e magari io potrei fare delle foto o delle riprese, ho tutto il necessario nella macchina di servizio. Non le piacerebbe, eh? Starebbe molto meglio...
-Magari un'altra volta...- non riusciva a togliersi dalla mente il cane incrociato con una iena e gli occhi di insetti, aveva anche le ali sottili delle mosche e una serie di tic da malato di nervi, adesso che ci pensava meglio.
-Bene vedo che sta già meglio...allora le dispiace firmare questo documento. Le farò vedere una foto di suo marito e lei mi dovrà confermare che lei è la moglie dell'uomo nella foto.
-Ok ok- cercava di ricordare se il cane era un maschio o una femmina ma non riusciva a ricordarlo con precisione...
-Ecco la foto-
nella foto un ottopode, occhi lessi ed acquosi, tentacolare, coperto di liquido colloso, una bocca spalancata con dentro le vele bianchissime di un vascello francese oppure le ali di un enorme albatro, era evidentemente una foto subacquea.
-Ma questo non è mio marito.
I due si scrutarono come per indovinare chi dei due avesse scoreggiato, presero ed esaminarono la foto.
-E' Alcide signora, lo conosco da 15 anni. E' proprio lui. Otto tentacoli, occhi enormi, succhiava sempre vascelli, era un vizio che si portava appresso da bambino m'aveva detto...
-Ma quello non è mio marito, mio marito aveva gambe e braccia, una testa...e succhiava solo quando c'era da dare un tono ai doveri coniugali...
-Signora suo marito è sempre stato così, un Kraken come non ne ho visti mai.
-Ok ok va bene, levatevi dai coglioni eunuchi.
-Come desidera...-un inchino e si ritirarono.
Appese la foto del Kraken all'ingresso con una puntina. Si concentrò e chiamò Lester lo spacciatore:
-Ehi portami l'erba e il tuo cane.
Sospirò e venne la sera. Suo marito crepato, erba in arrivo e cane forse maschio forse femmina. Tutto perfetto.
16.1.06
Pulp
Kraken guardava con insistenza la bocca del fucile spara arpioni e spara cazzate. Il suo bilocale puzzava, colpa del sifone del cesso, e dei vicini di casa che scaricavano la loro mondezza direttamente nella sua scatola cranica. Lo stereo da quattro soldi lanciava in orbita Mingus, e Kraken sogghignava immaginando il ciccione in viaggio verso la luna.
-Un satellite nero-, e si compieceva vanesio quanto Mohammed Ali e Barbra Streisand messi assieme.
Mingus esaltava il sistema nervoso centralizzato del povero stronzo, e rendeva accettabili i suoi goffi tentativi di danza.
E comunque il suddetto stronzo doveva risolvere il problema dello spara cazzate uncinate. Si trovava a un bivio: da una parte la prospettiva di restare in vita, dall'altra un allegro trapasso infiocinato.
Lester Bangs lo chiamò esattamente nell'istante in cui stava per decidersi.
Kraken mosse il suo culo grasso verso il ricevitore, abbandonando con verghiana malavoglia l'arma sulla minuscola poltrona. I ratti scapparono al tonfo metallico, spaventati soprattutto dall'eco spaventosa della scoreggia di Jack Bass, il postino, uno dei vicini di casa.
-Ehi Krak-, disse Lester, -come stai?-
In effetti Kraken non riusciva a definire il suo stato d'animo. Si sentiva come una verruca sul culo di Miss Italia. Situazione scomoda, a tratti anche pericolosa.
La sua paranoia era chiaramente frutto del contesto sociale in cui viveva, Kraken lo sapeva, ma se ne sbatteva i coglioni.
Per occupare tutta la giornata non aveva trovato niente di meglio che aprire il cassetto segreto della scrivania segreta del segreto frenulo divino. Grazie all'eccellente erba che consumava in dosi massicce in quel periodo, Kraken non ebbe i problemi che si era aspettato. Niente nausea, cirrosi, ed altre nostalgiche emorroidi spirituali. Solo una grassa soddisfazione, ottusa a tratti, ma nel complesso molto simile a come si immaginava fosse Fats Domino.
Aveva perso il controllo della sua vesica esattamente nel punto in cui stava leggendo una lettera d'addio, che diceva caro Kraken, tu hai conosciuto il lato più spirituale e intimo di me, e forse questo ti allontanato, forse ti ha spaventato, FORSE NON ERI UNA BUONA CHIAVATA. Forse non eri una chivata COSI' buona, precisò Kraken, sommerso dallo sghigno malevolo che lo conttraddistingueva nel novero delle specie animali e umane del creato apostolico.
-Ma vaffanculo-, ed era dovuto correre in bagno, dove lo specchio impietosamente aveva evidenziato la chiazza di piscio inguinale sull'unico paio di pantaloni puliti che gli era rimasto.
Rientrato nella sua stanza, aveva ripreso la lettera; Mingus era un'iradiddio. Era l'equivalente del bignami che insegna ai più putridi adolescenti come diventare fichi in poche mosse.
La tizia si congedava salutandolo con affetto, Kraken si rullò una canna in scioltezza e proseguì nel suo scavo. C'erano un paio di manette, retaggio dei suoi giochi sadici preferiti, e un tubo di dentifricio; una lettera del suo avvocato, una copia del suo Cv in formato indoeurpeo, una lettera della motorizzazione civile che gli annunciava che la sua patente era appesa a un filo, e poi un container portuale pieno di giochi pirici cinesi.
Jack il postino scoreggiava peti sonori e schioccanti come baci e Kraken ebbe la piacevole sensazione di trovarsi a Pearl Harbour. Alzò il volume, si accese la canna, e uscì sul pianerottolo, gridando all'indirizzo di Jack Bass : ehi Jack piantala di scoreggiare sto cercando di concetrarmi-
-Fottiti Krak-, gli rispose la voce ostile di Jack Bass che si era affacciato sulla soglia del suo bilocale dall'altro lato del pianerottolo, -torna a grattarti le palle.-
Jack fece per voltarsi e Kraken intuì che stava per esalare uan vile scoreggia. Quindi:
-Fermo!-, esclamò Kraken, -se lo fai ti verranno due buchi del culo.-
-Eh?-, disse Jack. Jack?
-Pensaci.-
-Vaffanculo. Io scoreggio quanto cazzo mi pare-, decise Jack Bass. Bass?
Kraken infilò il pugno di ferro e lo colpì alla bocca dello stomaco.Jack Bass si accascio. Jack Bass?
Kraken raccolse dei frammenti di vetro da un angolo del pavimento lercio, aprì la bocca di Jak Bad Ass Bass e li infilò dentro. Dopodichè gli sfregò e guance e lo prese a schiaffi.
Kraken restò a guardarlo riprendendo a fumare; aveva un aspetto pietoso. Jack sputò un pezzo di vetro si rigirò e strisciò fin dentro casa. Kraken si disse che avrebbe dovuto tenerlo d'occhio in futuro.
Rientrando in casa, Kraken si sentiva piuttosto intrsoepttivo, e riprese a leggere le sue lettere.
Caro Kraken, sei un frocio del cazzo. Hai l'uccello più piccolo e flocio del sistema solare. Non sapresti chiavare una donna neanche se venisse San Pietro a mostrarti come si fa. Il cazzo non ti si rizza e sono stufa di dover mandare in onda vecchi pezzi registrati del Costanzo show per fartelo venire duro. Mi hai rotto i coglioni. E poi, diciamocelo... e diciamocelo perdio!. Kraken era sull'orlo di un tombino, e tutta questa storia iniziava a puzzare come una scopata rimandata troppo a lungo. O come i peti di Jack.
-Ehi Krak ma sei ancora lì?-
-Si, Lester, ti sento.-
-Bene, sai ho in mente dis crivere un libro sulla storia del rock-, disse Lester, - e sai come lo chiamerò? Rock Gomorrrah. Che ne ne dici?-
-Pura merda.-
-Eh?-
-E un'altra cosa. Tagliati quei cazzo di baffi, hippy del cazzo-, e mise giù dirigendosi con passo accettabile verso lo spara cazzate.
-Un satellite nero-, e si compieceva vanesio quanto Mohammed Ali e Barbra Streisand messi assieme.
Mingus esaltava il sistema nervoso centralizzato del povero stronzo, e rendeva accettabili i suoi goffi tentativi di danza.
E comunque il suddetto stronzo doveva risolvere il problema dello spara cazzate uncinate. Si trovava a un bivio: da una parte la prospettiva di restare in vita, dall'altra un allegro trapasso infiocinato.
Lester Bangs lo chiamò esattamente nell'istante in cui stava per decidersi.
Kraken mosse il suo culo grasso verso il ricevitore, abbandonando con verghiana malavoglia l'arma sulla minuscola poltrona. I ratti scapparono al tonfo metallico, spaventati soprattutto dall'eco spaventosa della scoreggia di Jack Bass, il postino, uno dei vicini di casa.
-Ehi Krak-, disse Lester, -come stai?-
In effetti Kraken non riusciva a definire il suo stato d'animo. Si sentiva come una verruca sul culo di Miss Italia. Situazione scomoda, a tratti anche pericolosa.
La sua paranoia era chiaramente frutto del contesto sociale in cui viveva, Kraken lo sapeva, ma se ne sbatteva i coglioni.
Per occupare tutta la giornata non aveva trovato niente di meglio che aprire il cassetto segreto della scrivania segreta del segreto frenulo divino. Grazie all'eccellente erba che consumava in dosi massicce in quel periodo, Kraken non ebbe i problemi che si era aspettato. Niente nausea, cirrosi, ed altre nostalgiche emorroidi spirituali. Solo una grassa soddisfazione, ottusa a tratti, ma nel complesso molto simile a come si immaginava fosse Fats Domino.
Aveva perso il controllo della sua vesica esattamente nel punto in cui stava leggendo una lettera d'addio, che diceva caro Kraken, tu hai conosciuto il lato più spirituale e intimo di me, e forse questo ti allontanato, forse ti ha spaventato, FORSE NON ERI UNA BUONA CHIAVATA. Forse non eri una chivata COSI' buona, precisò Kraken, sommerso dallo sghigno malevolo che lo conttraddistingueva nel novero delle specie animali e umane del creato apostolico.
-Ma vaffanculo-, ed era dovuto correre in bagno, dove lo specchio impietosamente aveva evidenziato la chiazza di piscio inguinale sull'unico paio di pantaloni puliti che gli era rimasto.
Rientrato nella sua stanza, aveva ripreso la lettera; Mingus era un'iradiddio. Era l'equivalente del bignami che insegna ai più putridi adolescenti come diventare fichi in poche mosse.
La tizia si congedava salutandolo con affetto, Kraken si rullò una canna in scioltezza e proseguì nel suo scavo. C'erano un paio di manette, retaggio dei suoi giochi sadici preferiti, e un tubo di dentifricio; una lettera del suo avvocato, una copia del suo Cv in formato indoeurpeo, una lettera della motorizzazione civile che gli annunciava che la sua patente era appesa a un filo, e poi un container portuale pieno di giochi pirici cinesi.
Jack il postino scoreggiava peti sonori e schioccanti come baci e Kraken ebbe la piacevole sensazione di trovarsi a Pearl Harbour. Alzò il volume, si accese la canna, e uscì sul pianerottolo, gridando all'indirizzo di Jack Bass : ehi Jack piantala di scoreggiare sto cercando di concetrarmi-
-Fottiti Krak-, gli rispose la voce ostile di Jack Bass che si era affacciato sulla soglia del suo bilocale dall'altro lato del pianerottolo, -torna a grattarti le palle.-
Jack fece per voltarsi e Kraken intuì che stava per esalare uan vile scoreggia. Quindi:
-Fermo!-, esclamò Kraken, -se lo fai ti verranno due buchi del culo.-
-Eh?-, disse Jack. Jack?
-Pensaci.-
-Vaffanculo. Io scoreggio quanto cazzo mi pare-, decise Jack Bass. Bass?
Kraken infilò il pugno di ferro e lo colpì alla bocca dello stomaco.Jack Bass si accascio. Jack Bass?
Kraken raccolse dei frammenti di vetro da un angolo del pavimento lercio, aprì la bocca di Jak Bad Ass Bass e li infilò dentro. Dopodichè gli sfregò e guance e lo prese a schiaffi.
Kraken restò a guardarlo riprendendo a fumare; aveva un aspetto pietoso. Jack sputò un pezzo di vetro si rigirò e strisciò fin dentro casa. Kraken si disse che avrebbe dovuto tenerlo d'occhio in futuro.
Rientrando in casa, Kraken si sentiva piuttosto intrsoepttivo, e riprese a leggere le sue lettere.
Caro Kraken, sei un frocio del cazzo. Hai l'uccello più piccolo e flocio del sistema solare. Non sapresti chiavare una donna neanche se venisse San Pietro a mostrarti come si fa. Il cazzo non ti si rizza e sono stufa di dover mandare in onda vecchi pezzi registrati del Costanzo show per fartelo venire duro. Mi hai rotto i coglioni. E poi, diciamocelo... e diciamocelo perdio!. Kraken era sull'orlo di un tombino, e tutta questa storia iniziava a puzzare come una scopata rimandata troppo a lungo. O come i peti di Jack.
-Ehi Krak ma sei ancora lì?-
-Si, Lester, ti sento.-
-Bene, sai ho in mente dis crivere un libro sulla storia del rock-, disse Lester, - e sai come lo chiamerò? Rock Gomorrrah. Che ne ne dici?-
-Pura merda.-
-Eh?-
-E un'altra cosa. Tagliati quei cazzo di baffi, hippy del cazzo-, e mise giù dirigendosi con passo accettabile verso lo spara cazzate.
the screming sardella
il naufragio fu talmente devastante che al mio ritorno mi trasferii senza pensarci in montagna. ma qualcosa, dal mare, mi portavo dentro. Uno strano sentore di alghe e crostacei mi insozzava l'animo e vedevo ovunque, lassù tra le possenti vallate inforestate distantissime dall'oceano, gli strati geomorfologi speziati di fossili marini e sapientissi ammoniti che componevano l'orogenesi della zona.
cercai di dimenticare il mare trasferendomi in un recesso lontanissimo ed isolatissimo, un villaggio talmente piccolo che se un cane pisciava in un angolo della piazza allagava metà cittadina.
Tutte le case erano di legno, tutte senza termosifoni, tutti ignoranti pastori visionari a cui la mancanza d'ossigeno dell'altura aveva aperto gli occhi sulla verità delle cose. Nessuna chiesa, solo un cerchio di pietre basse dove ogni mattina scorgevo qualcuno della comunità intento a ripulire dalle foglie accartocciate un piccolo ciottolo levigato grosso e liscio proprio come una palla di bowling. La maledettissima palla da bowling mi fa ricordare la civiltà, laggiù nella valle... dove i giovani si toccano sui sedeili posteriori delle macchine dei genitori pensando alla televisione e ai prodigi della fama: entrare in un ristorante e sentire un basso borbottio isterico che accompagnia i propri passi, poter contrarre debiti con qualsiasi essere umano, sorrisi e pompini da modelle di cui non conosci il nome ma l'esatta circonferernza dell' ano quando viene dirotto dal vostro compagno di battaglia scintillante e strafamoso e fottutamente ricco.
Avevo preso alloggio in un albergo, l'unico, che non accettava carte di credito e non aveva Sky nemmeno per le partite ma aveva un'ottima grappa estratta da certi fiorellini violacei che crescevano nei dintorni.
L'aberghetto aveva tre stanze, tutte occupate. In una c'ero io, nell'altra un vecchio uomo decrepito sbavante che aveva come passatempo quello di togliersi la dentiera malferma e di ficcarsi in bocca il pugno intero e farlo girare un paio di volte. Lo spettacolo divertiva il figlio timido della propietaria, la quale puzzava di piscio e alcol etilico tra le natiche e tra le mammelle mastodicamente montagnose. L'ultima stanza era chiusa quasi sempre. Dentro uno strano tipo che mangiava solo fagioli a giuducare dal puzzo scoreggiante ed organico che proveniva dal buco della serratura.
Infine c'era il figlio guascone della propietaria che usava masturbarsi così con estrema naturalezza sui divani dell'ingresso, senza timore di essere ripreso dagli altri ospiti o dalla madre.
"E' solo fertilità, non si deve sconcertare..." mi disse una volta proprio lei e proprio mentre mi risucchiava il clavicembalo con l'abilità di quelle donnine che certuni ritagliano dalle riviste che raccolgono per strada.
L'importante era che il fanciullo non schizzasse mentre passavo io.
Il cibo era buono ma non chiedevo mai cosa mangiavo. Aveva sempre la stessa forma ma il gusto era svariato e spesso contrario a quello che ricordavo. Più per comodità che altro decisi di dare un nome a quella fottuta pietanza: Sblorgo.
Una volta che ero sovrapensiero chiesi al figlio timido, che scoprii intrattenere strani rapporti con il vecchio in cambio dei suoi siparietti da freak, un piatto di Sblorgo. Lui eseguì l'ordine alla perfezione e il piatto che emerse dalle cucine, invisibili, era proprio quello che io intendevo. Eppure nessuno tranne il sottoscritto sapeva di quel nome.
"Ragazzo come si chiama questa portata"
"Sblorgo, lo facciamo da anni seguendo la ricetta di quella puttana di mia nonna"
La cosa mi convinse che tutto quello che vedevo era solo una proiezione della mia mente, niente c'era attorno di vero e le pareti dell'albergo così lignee al mio tatto allucinato in realtà erano morbide ed imbottite come quelle della cella dell' asilo psichiatrico di cui ero disperato ospite.
per franchezza decisi di fissarmi questa idea ben in testa: scrissi un promemoria, una specie di post it, sulla porta del cesso del pianerottolo:
"Sei pazzo".
Il fatto che nessuno mi chiese del biglietto rafforzò le mie convinzioni. Tale scoperta non compromise il mio eremitaggio che continuò indisturbato.
Un giorno decisi di seguire il vecchio pederasta, che scoprii devoto alla Madonna di Cestecowakomemadonnasyskrive, nei suoi lunghi scarpinii per i viottoli dei monti in cerca dei violaceii progenitori alcolici di quella buona grappa che facevano in quella zona.
Durante il tragitto il vecchio mi svelò cose indicibili con una tale freschezza che mi parvero lucide e sensate almeno quanto le regole del Monopoli. Molte cose non ricordo. Anzi quasi tutto, ma indimenticabile è il senso di completezza che percepii nel mio spirito alla fine di quella lunga passeggiata. Arrivati in cima al monte senza nemmeno un fiorellino nella sporta, il vecchio si ficcò il suo pugno in bocca ma stavolta senza togliersi la dentiera fissata con poco meno della colla di pesce (maledetto oceano!) che si staccò e andò ad intasare l'esofago del poveretto che crepò senza dire una parola. Proprio quel suo atteggiamento imperturbabile da samurai mi convinse che aveva scelto di eliminarsi deliberatamente. Forse era un insegnamento rivolto a me ma io non lo capii.
Tornai all'albergo dove riportai la mesta notizia. nessuno se la prese. Anzi per festeggiare la dipartita del triste vecchietto l'inquilino mefitico salutò la sua anima che come zeppelin saliva al Cielo o sprofondava bruciando nel Baratro con una salva di peti dalla brutalià primordiali.
Il figlio timido si evirò dicendo che nessuno l'avrebbe più amato come la vecchia carcassa aveva fatto. Il pene, piccolo e intimista, finì in bocca a qualche capra là fuori.
Nella notte, come prevedibile, il vecchio mi fece visita. Disotterra la roccia al centro del circolo, mi disse.
In stato di veglia parziale mi recai dove m'era stato detto. Disotterrai la roccia con le mani snudate. Come grilli le unghie saltavano a destra e a manca ma alla fine la palla era lì estraibile. Con sgomento vidi che aveva due occhi appen accennati ed era oblunga come se continuasse nel terreno ebbi la sensazione che si estendesse in varie ramificazioni nel terreno, come tentacoli.
Scosso m'alzai e con le mani ancora grondanti sangue tornai in albergo. Lì incontrai la propietaria che vedendo le ferite alla mano si convinse che avevo le stimmate e fu così facile per me prendermi il suo culo per l'ultima notte.
Il mattino dopo scappai da quel posto.
Ero ancora pazzo e tutto andava alla perfezione.
cercai di dimenticare il mare trasferendomi in un recesso lontanissimo ed isolatissimo, un villaggio talmente piccolo che se un cane pisciava in un angolo della piazza allagava metà cittadina.
Tutte le case erano di legno, tutte senza termosifoni, tutti ignoranti pastori visionari a cui la mancanza d'ossigeno dell'altura aveva aperto gli occhi sulla verità delle cose. Nessuna chiesa, solo un cerchio di pietre basse dove ogni mattina scorgevo qualcuno della comunità intento a ripulire dalle foglie accartocciate un piccolo ciottolo levigato grosso e liscio proprio come una palla di bowling. La maledettissima palla da bowling mi fa ricordare la civiltà, laggiù nella valle... dove i giovani si toccano sui sedeili posteriori delle macchine dei genitori pensando alla televisione e ai prodigi della fama: entrare in un ristorante e sentire un basso borbottio isterico che accompagnia i propri passi, poter contrarre debiti con qualsiasi essere umano, sorrisi e pompini da modelle di cui non conosci il nome ma l'esatta circonferernza dell' ano quando viene dirotto dal vostro compagno di battaglia scintillante e strafamoso e fottutamente ricco.
Avevo preso alloggio in un albergo, l'unico, che non accettava carte di credito e non aveva Sky nemmeno per le partite ma aveva un'ottima grappa estratta da certi fiorellini violacei che crescevano nei dintorni.
L'aberghetto aveva tre stanze, tutte occupate. In una c'ero io, nell'altra un vecchio uomo decrepito sbavante che aveva come passatempo quello di togliersi la dentiera malferma e di ficcarsi in bocca il pugno intero e farlo girare un paio di volte. Lo spettacolo divertiva il figlio timido della propietaria, la quale puzzava di piscio e alcol etilico tra le natiche e tra le mammelle mastodicamente montagnose. L'ultima stanza era chiusa quasi sempre. Dentro uno strano tipo che mangiava solo fagioli a giuducare dal puzzo scoreggiante ed organico che proveniva dal buco della serratura.
Infine c'era il figlio guascone della propietaria che usava masturbarsi così con estrema naturalezza sui divani dell'ingresso, senza timore di essere ripreso dagli altri ospiti o dalla madre.
"E' solo fertilità, non si deve sconcertare..." mi disse una volta proprio lei e proprio mentre mi risucchiava il clavicembalo con l'abilità di quelle donnine che certuni ritagliano dalle riviste che raccolgono per strada.
L'importante era che il fanciullo non schizzasse mentre passavo io.
Il cibo era buono ma non chiedevo mai cosa mangiavo. Aveva sempre la stessa forma ma il gusto era svariato e spesso contrario a quello che ricordavo. Più per comodità che altro decisi di dare un nome a quella fottuta pietanza: Sblorgo.
Una volta che ero sovrapensiero chiesi al figlio timido, che scoprii intrattenere strani rapporti con il vecchio in cambio dei suoi siparietti da freak, un piatto di Sblorgo. Lui eseguì l'ordine alla perfezione e il piatto che emerse dalle cucine, invisibili, era proprio quello che io intendevo. Eppure nessuno tranne il sottoscritto sapeva di quel nome.
"Ragazzo come si chiama questa portata"
"Sblorgo, lo facciamo da anni seguendo la ricetta di quella puttana di mia nonna"
La cosa mi convinse che tutto quello che vedevo era solo una proiezione della mia mente, niente c'era attorno di vero e le pareti dell'albergo così lignee al mio tatto allucinato in realtà erano morbide ed imbottite come quelle della cella dell' asilo psichiatrico di cui ero disperato ospite.
per franchezza decisi di fissarmi questa idea ben in testa: scrissi un promemoria, una specie di post it, sulla porta del cesso del pianerottolo:
"Sei pazzo".
Il fatto che nessuno mi chiese del biglietto rafforzò le mie convinzioni. Tale scoperta non compromise il mio eremitaggio che continuò indisturbato.
Un giorno decisi di seguire il vecchio pederasta, che scoprii devoto alla Madonna di Cestecowakomemadonnasyskrive, nei suoi lunghi scarpinii per i viottoli dei monti in cerca dei violaceii progenitori alcolici di quella buona grappa che facevano in quella zona.
Durante il tragitto il vecchio mi svelò cose indicibili con una tale freschezza che mi parvero lucide e sensate almeno quanto le regole del Monopoli. Molte cose non ricordo. Anzi quasi tutto, ma indimenticabile è il senso di completezza che percepii nel mio spirito alla fine di quella lunga passeggiata. Arrivati in cima al monte senza nemmeno un fiorellino nella sporta, il vecchio si ficcò il suo pugno in bocca ma stavolta senza togliersi la dentiera fissata con poco meno della colla di pesce (maledetto oceano!) che si staccò e andò ad intasare l'esofago del poveretto che crepò senza dire una parola. Proprio quel suo atteggiamento imperturbabile da samurai mi convinse che aveva scelto di eliminarsi deliberatamente. Forse era un insegnamento rivolto a me ma io non lo capii.
Tornai all'albergo dove riportai la mesta notizia. nessuno se la prese. Anzi per festeggiare la dipartita del triste vecchietto l'inquilino mefitico salutò la sua anima che come zeppelin saliva al Cielo o sprofondava bruciando nel Baratro con una salva di peti dalla brutalià primordiali.
Il figlio timido si evirò dicendo che nessuno l'avrebbe più amato come la vecchia carcassa aveva fatto. Il pene, piccolo e intimista, finì in bocca a qualche capra là fuori.
Nella notte, come prevedibile, il vecchio mi fece visita. Disotterra la roccia al centro del circolo, mi disse.
In stato di veglia parziale mi recai dove m'era stato detto. Disotterrai la roccia con le mani snudate. Come grilli le unghie saltavano a destra e a manca ma alla fine la palla era lì estraibile. Con sgomento vidi che aveva due occhi appen accennati ed era oblunga come se continuasse nel terreno ebbi la sensazione che si estendesse in varie ramificazioni nel terreno, come tentacoli.
Scosso m'alzai e con le mani ancora grondanti sangue tornai in albergo. Lì incontrai la propietaria che vedendo le ferite alla mano si convinse che avevo le stimmate e fu così facile per me prendermi il suo culo per l'ultima notte.
Il mattino dopo scappai da quel posto.
Ero ancora pazzo e tutto andava alla perfezione.
15.1.06
You are lost pizza girl
Kraken si interrogava sulla cena. In ciabatte, mutande bianche ingiallite ma senza calze, stazionava dinanzi al frigorifero della massaia che aveva appena sgozzato dopo averle fatto la carità di usarle violenza.
-mmm-, disse, grattandosi le palle.
Il contenuto del frigo rispecchiava stranamente i gusti di Kraken, almeno quanto la messianica massaia NON faceva rispetto alle sue preferenze femminili.
-Mmm-; una forma di formaggio al panettone parzialmente muffito, un piatto di pasta al forno (linguine presumibilmente) insaporita con essenza grattuggiata di glande di frocio, delle bottiglie di acqua minerale uliveto, che se non rispecchiava le preferenze religiose della massaia sicuramente aveva parecchio a che fare con il suo orientamento politico.
-Comunisti-, disse Kraken, e poi -mmm.-
nel ripiano inferiore del frigo cetrioli, carote, zucchine e kiwi, che la massaia adibiva ad uso masturbatorio ( ikiwi servivano esclusivamente a ricreare un''illusione di completezza grazie alla loro scorza pelosa), altri vegetali corrotti da parassiti che quella secrezione chimica denominata amuchina non era riuscita a scacciare, bottiglioni da cinque litri di latte UHT, fagioli, chili, e zampini di maiale sottaceto. Per finire una ricca salamoia di orecchiette e cime di rapa.
Kraken rimuginava l'inventario sgranocchiando le buste dei cibi precotti, il cui contenuto si andava accumulando ai suoi piedi nudi man mano che la libagione proseguiva.
Suonarono alla porta proprio mentre Kraken stava mentalmente componendo il quarto mmm della serie.
-Chi è?-
-Pizza-, disse una voce barbuta e catarrosa, sorprendentemente appiccicata su una faccia seducente o meglio da mignotta.
-fanno 16 euri e 50-, disse la fattorina barbuta.
-Mmm-, interloquì Kraken.
-e già.-
-Che gusto è?-
-napoli.-
-Sti cazzi-, disse Kraken, richiudendo la porta.
Drin.
-Si?-
-Pizza.-
-un attimo solo.-
per ingannare l'attesa la signorina voleva sedersi, ma dopo le pratiche anali della notte precedente aveva delle remore, quindi rimase in piedi.
la pizza raffreddava, il pianerottolo puzzava di fogna, e i barboni tessevano ragnatele sperando di catturare grasse mosche da rivendere al mercato delle pulci.
-Ecco-, disse Kraken, che nel frattempo aveva rubato del denaro dalla borsetta della massaia. Dobloni sonanti e sesterzi e fanfaluche.
-bene.-
zzz, una mosca; slurp, un barbone; ding ding il registratore di cassa del gestore del mercatino delle pulci.
-ti inchioderò il culo-, disse Kraken arraffando le pizze e tornando in casa; durante l'operazione si era infatti sporto oltre la soglia, rischiando di brutto.
-Come dice?-
-Hai capito bene.-
-certo.-
-puoi scommetterci, ti inchioderò il culo.-
E quindi? Niente, solo che la parola culo provocava un misto di eccitazione e miasmi intestinali nella fanciulla dalla figa parlante.
-arrivederci-, disse lei.
-Ti tengo d'occhio-, rispose Kraken.
E tornò dinanzi al frigo.
-MMM-, disse, strafogandosi i cartoni tiepidi e macchiati di pomodoro.
-Napoli un cazzo.-
-mmm-, disse, grattandosi le palle.
Il contenuto del frigo rispecchiava stranamente i gusti di Kraken, almeno quanto la messianica massaia NON faceva rispetto alle sue preferenze femminili.
-Mmm-; una forma di formaggio al panettone parzialmente muffito, un piatto di pasta al forno (linguine presumibilmente) insaporita con essenza grattuggiata di glande di frocio, delle bottiglie di acqua minerale uliveto, che se non rispecchiava le preferenze religiose della massaia sicuramente aveva parecchio a che fare con il suo orientamento politico.
-Comunisti-, disse Kraken, e poi -mmm.-
nel ripiano inferiore del frigo cetrioli, carote, zucchine e kiwi, che la massaia adibiva ad uso masturbatorio ( ikiwi servivano esclusivamente a ricreare un''illusione di completezza grazie alla loro scorza pelosa), altri vegetali corrotti da parassiti che quella secrezione chimica denominata amuchina non era riuscita a scacciare, bottiglioni da cinque litri di latte UHT, fagioli, chili, e zampini di maiale sottaceto. Per finire una ricca salamoia di orecchiette e cime di rapa.
Kraken rimuginava l'inventario sgranocchiando le buste dei cibi precotti, il cui contenuto si andava accumulando ai suoi piedi nudi man mano che la libagione proseguiva.
Suonarono alla porta proprio mentre Kraken stava mentalmente componendo il quarto mmm della serie.
-Chi è?-
-Pizza-, disse una voce barbuta e catarrosa, sorprendentemente appiccicata su una faccia seducente o meglio da mignotta.
-fanno 16 euri e 50-, disse la fattorina barbuta.
-Mmm-, interloquì Kraken.
-e già.-
-Che gusto è?-
-napoli.-
-Sti cazzi-, disse Kraken, richiudendo la porta.
Drin.
-Si?-
-Pizza.-
-un attimo solo.-
per ingannare l'attesa la signorina voleva sedersi, ma dopo le pratiche anali della notte precedente aveva delle remore, quindi rimase in piedi.
la pizza raffreddava, il pianerottolo puzzava di fogna, e i barboni tessevano ragnatele sperando di catturare grasse mosche da rivendere al mercato delle pulci.
-Ecco-, disse Kraken, che nel frattempo aveva rubato del denaro dalla borsetta della massaia. Dobloni sonanti e sesterzi e fanfaluche.
-bene.-
zzz, una mosca; slurp, un barbone; ding ding il registratore di cassa del gestore del mercatino delle pulci.
-ti inchioderò il culo-, disse Kraken arraffando le pizze e tornando in casa; durante l'operazione si era infatti sporto oltre la soglia, rischiando di brutto.
-Come dice?-
-Hai capito bene.-
-certo.-
-puoi scommetterci, ti inchioderò il culo.-
E quindi? Niente, solo che la parola culo provocava un misto di eccitazione e miasmi intestinali nella fanciulla dalla figa parlante.
-arrivederci-, disse lei.
-Ti tengo d'occhio-, rispose Kraken.
E tornò dinanzi al frigo.
-MMM-, disse, strafogandosi i cartoni tiepidi e macchiati di pomodoro.
-Napoli un cazzo.-
triade perniciosa

Il bambino che pensa di annullarsi nell'oceano sperando così di fuggire le cure della vita moderna non ha fatto i conti con le creature che abitano gli sprofondi più assurdi dell'abisso marino. Non sa che secondo le più antiche leggende islandesi dell'Edda di Mammete tutti i suicidi che scelgono il mare come ultima dimora finiscono direttamente nella fornace di Plastilina del nano Gomorra, strepitoso nano bancarottiere addetto alla forgiatura dei Kraken dai cadaveri livorosi e disperati dei suicidi marinati. Riposino in pace, bangmen.

pochi sanno che il senno dei malati di alzhaimer vola nel cosmo per sedici anni, in questo arco di tempo esso compie, sfruttando l'effetto catapulta, tra i vari pianeti, una sorta di viaggio mistico in cui si depura dai pensieri materiali e s'incupisce pensando alla sua vita passata fatta di cianfrusaglie acquistate in super sconto e affetti con contornodi aperitivi. Mentre sfiora Ganimede si rende conto che una sola cosa gli è mancata nella sua vita da architetto: una buona birra bionda non troppo gasata. E come è mancata a lui è mancata anche a tutti glialri suoi colleghi.
Il senno allora s'illumina per un progetto: tornare sulla terra e inventare una birra bionda con questa carattersitica e canbiare così la vita a tutti gli altri scialbi e bigi architetti che leggono Artaud e ascoltano Philip Glass.
Mentre ritorna sulla terra l'eccessiva euforia però lo deconcentra. Il senno è talmente eccitato che non riesce a gestire al meglio l'atterraggio. Si frammenta in mille scheggie samaritane. Dalla superficie del globo i bambini indicano con la manina termante le centinaia di stelle cadenti e riescono a farsi venire in mente cento tipi differenti di giocattoli da desiderare. I genitori non riescono a pensare a nulla, sperano anzi di rivedere l'evento cosmico quella sera in televisione da un'altra angolazionee e con una luce migliore. Nei nostri cuori però il lutto; addio magnifica birra bionda non troppo gassata...il tuo ricordo ci mantiene vivi, e la speranza di assaggiarti prima o poi ci fa continuare ad alzare il lunedì mattina quando la sveglia suona alle otto e fuori sgocciola una pioggierellina davvero di merda.
ps. i frammenti del senno dell'uomo sprofodano nell'ocenao, lì prendono per istinto la viaper la fornace di Plastilina del nano Gomorrino. Un nuovo Kraken sorgerà da quelli ceneri.

Su queste tre scimmiette non ho proprio un cazzo di kraken da dire.
Il Kraken a Roma
Il Papa aveva appena terminato con la benedizione quando il Kraken sbucò fuori dalla folla anonima e senza stile ed iniziò a blaterare bestemmie indirizzate proprio alla volta san pietrale. Il Papa evidentemente scioccato dal maligno gorgogliante creaturo si ritrovò, costretto dai suoi colleghi porporati e pedofili, a dover affrontare il tremolante gelatino di merda ed empietà proprio giù nella piazza vaticana, sotto il tetto di aghi di pino dell'Ucraina spedito al santo padre da un comitato di contrabbandieri della Russia Bianca.
La folla papafila, riunitasi lì per un'amena benedizione domenicale si ritrovò invece in mano un incontro sanguinario tra alte sfere metafisiche.
Le televisioni nazionali ebbero un fremito di piacere molto simile al plateau femminile.
Tutti i bastardi svizzeri con le loro alabarde urlanti e gigeriane si posizionarono a poligono per determinare lo spazio dello scontro.
Dalla loro infida posizione i sanpietrini già tremavano ebbri: finalmente dopo decenni avrebbe dinuovo assaporato il sapore del sangue sparso in battaglia, troppi anni di suole di pellegrini e polveri pesanti romanacce gli avevavno riarso le labbra ciottoline. Se si tendeva l'orecchio ecco che si sentiva cosa biascicavano i loro rochi becchi: "Sangue di pontefice, sangue di pontefice...noi vogliamo sangue di pontefice..."
Il Kraken continuava a bestemmiare come macchinetta caricata a molla da una mano sempiterna. Il Papa, freddo e lento come un cecchino di Sarajevo, armava il pastorale passandolo dalla modalità Benedizione alla modalità Sterminazione.
La folla preciptò in un silenzio ciabattino (si sa infatti che i ciabattini osservano un rigoroso silenzio ieraticissmo mentre sono al lavoro in modo che nella loro umida e fredda bottega risuoni solo il colpo del martello che inchioda l'ennesima suola che gli ha passato sottobanco al prezzo di una bottiglia di Groog il becchino del cimitero vecchio: "Shtinn Shtinn Kraken").
E proprio il Kraken fa la prima mossa.
Eviteremo di raccontarvi il combattimento. Sappiate solo che il Papa si è battuto con estremo coraggio salvo poi usare l'effige in gesso siliconico del Bambin Gesù estratta a forza dal diorama natalizio scala 1:1 per difendersi dall'ultimo attacco (leggi fatale) del tentacolo mucolitico e sbudellante.
Budella papali ovunque.
Ora il Kraken è il nostro sommo pontefice. Si affaccia dal balcone del palazzo papale sbavando dal suo rostro acquamarina e ossa di pirati otttocenteschi. Sorride quando gli si parla dei suoi passati hobby di ingoiare isole intere solo per spasso o scommessa con il Leviatano suo fedele compagno di vita. Si fa fotografare spesso con bambini. Fa frequenti visite ai paesei più nella merda del mondo e il suo tentacolo benedicente arriva a tutti i rognosi bisognosi. Le ventose del suo ego attraggono nuovi fedeli a frotte e le sue omelie sono seguite con interesse da tutti i grandi capi del mondo temporale.
L'umanità desiderosa di Pace e Fraternità si è messa fedele e tremante "nelle Mani" del Kraken, simbolo di un nuovo corso storico e morale.
Ma il Kraken era pazzo.

NELL'IMMAGINE IL KRAKEN ALL'APICE DEL SUO PONTIFICATO
La folla papafila, riunitasi lì per un'amena benedizione domenicale si ritrovò invece in mano un incontro sanguinario tra alte sfere metafisiche.
Le televisioni nazionali ebbero un fremito di piacere molto simile al plateau femminile.
Tutti i bastardi svizzeri con le loro alabarde urlanti e gigeriane si posizionarono a poligono per determinare lo spazio dello scontro.
Dalla loro infida posizione i sanpietrini già tremavano ebbri: finalmente dopo decenni avrebbe dinuovo assaporato il sapore del sangue sparso in battaglia, troppi anni di suole di pellegrini e polveri pesanti romanacce gli avevavno riarso le labbra ciottoline. Se si tendeva l'orecchio ecco che si sentiva cosa biascicavano i loro rochi becchi: "Sangue di pontefice, sangue di pontefice...noi vogliamo sangue di pontefice..."
Il Kraken continuava a bestemmiare come macchinetta caricata a molla da una mano sempiterna. Il Papa, freddo e lento come un cecchino di Sarajevo, armava il pastorale passandolo dalla modalità Benedizione alla modalità Sterminazione.
La folla preciptò in un silenzio ciabattino (si sa infatti che i ciabattini osservano un rigoroso silenzio ieraticissmo mentre sono al lavoro in modo che nella loro umida e fredda bottega risuoni solo il colpo del martello che inchioda l'ennesima suola che gli ha passato sottobanco al prezzo di una bottiglia di Groog il becchino del cimitero vecchio: "Shtinn Shtinn Kraken").
E proprio il Kraken fa la prima mossa.
Eviteremo di raccontarvi il combattimento. Sappiate solo che il Papa si è battuto con estremo coraggio salvo poi usare l'effige in gesso siliconico del Bambin Gesù estratta a forza dal diorama natalizio scala 1:1 per difendersi dall'ultimo attacco (leggi fatale) del tentacolo mucolitico e sbudellante.
Budella papali ovunque.
Ora il Kraken è il nostro sommo pontefice. Si affaccia dal balcone del palazzo papale sbavando dal suo rostro acquamarina e ossa di pirati otttocenteschi. Sorride quando gli si parla dei suoi passati hobby di ingoiare isole intere solo per spasso o scommessa con il Leviatano suo fedele compagno di vita. Si fa fotografare spesso con bambini. Fa frequenti visite ai paesei più nella merda del mondo e il suo tentacolo benedicente arriva a tutti i rognosi bisognosi. Le ventose del suo ego attraggono nuovi fedeli a frotte e le sue omelie sono seguite con interesse da tutti i grandi capi del mondo temporale.
L'umanità desiderosa di Pace e Fraternità si è messa fedele e tremante "nelle Mani" del Kraken, simbolo di un nuovo corso storico e morale.
Ma il Kraken era pazzo.

NELL'IMMAGINE IL KRAKEN ALL'APICE DEL SUO PONTIFICATO
14.1.06
kraken-rapporto confidenziale 01
Kraken legge solo Bukowski e riviste soft core, quindi si può ragioneolmente immaginare Kraken in un ufficio, col contratto d'affitto scaduto e McKelvey che voleva ricorrere al tribunale per sfratatrlo. era una giornata infernale e il condizionatore era rotto. Sul piano dellas crivania stava camminando lentamente una mosca. kraken allungò un braccio, abbattè il palmo aperto della mano e la spedì all'altro mondo. Mentre si puliva la mano sulla gamba destra dei pantaloi squillò il telefono.
Kraken ascolta solo Otis Redding, quindi è una cosa logica figurarselo mentre si fa la doccia al primo temporale di primavera e canta a squarciabecco i've been lovin you too long, and smoking cigarette and drinking coffee, FA-FA-FA, please please babe don't go.
Kraken consuma solo snack ipocalorici, con avidità, per questo le tasche del suo soprabito sono piene di carte di mars e bounty.
Kraken ha semre detestato la matemattica e la fisica e la geometria e la chimica, per questo si è ritrovato a frequentare un liceo scientifico, su iniziativa di suo padre Kraken bis, il quale si è ragionevolmente sentito tradito nelle sue aspettative dallo scarso profitto del figlio.
Kraken ama gli zoo, teme il traffico e l'affollamento delle ore di punta delle grandi città. Ma al tempo stesso odia la provincia.
Kraken non ha opinione sui transessuali brasiliani ma è intimamente convinto che con la fine della guerra fredda e l'abbattimento del muro di berlino il mondo sia diventato un posto peggiore.
Kraken trova stupide le donne, e trova donneschi gli uomini.
Si consola giocando a biliardo e a scopone scientifico coi suoi amici. E bevendo birra.
la frase preferita di Kraken è puoi scommetterci amico, ti inchioderò il culo.
Kraken è abile nel trattare su prezzo di ogni genre di consumo, esclusi gli alcolici, dei quali sfortunatamente è ghiotto e schiavo. il che non aiuta la sua situazione finanziaria.
Kraken, tra beatles e rolling stones, seglie gli who.
Kraken è paranoico ed è convinto che i comunisti tengano sotto controllo il suo apparecchio telefonico subacqueo.
Kraken crede nella sterilità intenzionale. Durante una telefonata con il suo amico Lester Bangs:
L.B:Ehi Krak dì un pò, da quanto non scopi?
K: Non scopo mai.
Kraken ha scoperto da poco di avere il pollice verde. colpa delle alghe.
Kraken non è mai riuscito a prendere la cresima, colpa di ripetuti furti alle cassette delle offerte dei devoti e delle sue difficoltà mnemoniche nel ricordare il credo.Credo in un solo dio che palle amen omen amenoche.
Kraken apprezza la cucina turca, in particolare il kebab; la cosa lo fa ridere.
Kraken detesta il glam, bowie e le checche isteriche, e più in generale non è del tutto convinto dell'eticità delle reunion, siano esse di ex compganidi scuola o di superstiti di defuinti gruppi rock tipo i pink-sti-cazzi-floyd.
Kraken ha rifiutato l'invito di bob geldof per laive eit perchè il suo ego smisurato non tollerava la presenza di bono, mentre il suo sopraffino olfatto catturava a km di distanza la puzza di merda e piscio e deodoranti vaginali delle mutande di madonna.
Kraken ha un lato filosofico molto sviluppato, e conclude spesso le sue riflessioni con determinismi del genere la vita ti consuma, la vita ti fa dimagrire.
Si, Kraken ama Chinasky.
Kraken ascolta solo Otis Redding, quindi è una cosa logica figurarselo mentre si fa la doccia al primo temporale di primavera e canta a squarciabecco i've been lovin you too long, and smoking cigarette and drinking coffee, FA-FA-FA, please please babe don't go.
Kraken consuma solo snack ipocalorici, con avidità, per questo le tasche del suo soprabito sono piene di carte di mars e bounty.
Kraken ha semre detestato la matemattica e la fisica e la geometria e la chimica, per questo si è ritrovato a frequentare un liceo scientifico, su iniziativa di suo padre Kraken bis, il quale si è ragionevolmente sentito tradito nelle sue aspettative dallo scarso profitto del figlio.
Kraken ama gli zoo, teme il traffico e l'affollamento delle ore di punta delle grandi città. Ma al tempo stesso odia la provincia.
Kraken non ha opinione sui transessuali brasiliani ma è intimamente convinto che con la fine della guerra fredda e l'abbattimento del muro di berlino il mondo sia diventato un posto peggiore.
Kraken trova stupide le donne, e trova donneschi gli uomini.
Si consola giocando a biliardo e a scopone scientifico coi suoi amici. E bevendo birra.
la frase preferita di Kraken è puoi scommetterci amico, ti inchioderò il culo.
Kraken è abile nel trattare su prezzo di ogni genre di consumo, esclusi gli alcolici, dei quali sfortunatamente è ghiotto e schiavo. il che non aiuta la sua situazione finanziaria.
Kraken, tra beatles e rolling stones, seglie gli who.
Kraken è paranoico ed è convinto che i comunisti tengano sotto controllo il suo apparecchio telefonico subacqueo.
Kraken crede nella sterilità intenzionale. Durante una telefonata con il suo amico Lester Bangs:
L.B:Ehi Krak dì un pò, da quanto non scopi?
K: Non scopo mai.
Kraken ha scoperto da poco di avere il pollice verde. colpa delle alghe.
Kraken non è mai riuscito a prendere la cresima, colpa di ripetuti furti alle cassette delle offerte dei devoti e delle sue difficoltà mnemoniche nel ricordare il credo.Credo in un solo dio che palle amen omen amenoche.
Kraken apprezza la cucina turca, in particolare il kebab; la cosa lo fa ridere.
Kraken detesta il glam, bowie e le checche isteriche, e più in generale non è del tutto convinto dell'eticità delle reunion, siano esse di ex compganidi scuola o di superstiti di defuinti gruppi rock tipo i pink-sti-cazzi-floyd.
Kraken ha rifiutato l'invito di bob geldof per laive eit perchè il suo ego smisurato non tollerava la presenza di bono, mentre il suo sopraffino olfatto catturava a km di distanza la puzza di merda e piscio e deodoranti vaginali delle mutande di madonna.
Kraken ha un lato filosofico molto sviluppato, e conclude spesso le sue riflessioni con determinismi del genere la vita ti consuma, la vita ti fa dimagrire.
Si, Kraken ama Chinasky.
neKr(aken)ology

E' morto il pirata Bagascio, screditato e orbo pirata dei Saragassi. Aveva un occhio di vetro che divideva con la sua scimmietta Giovanni Battista, dissenterica e onanista, anch'essa priva di un'orbita.
Nullo il lutto tra i suoi colleghi. Nessuno sentirà la mancanza dei suoi motti ottimisti che spesso scatenavano risse tra i pirati più oltranzisti.
La foto, eseguita dalla sua scimmietta, lo vede ritratto sulla spiaggia di San Cremezio in Kraken, riserva naturale del Kraken e per questa temuta da tutti, ma non dal lui e dal suo spirito ottimistico.
Tutta soddisfatta la comunità piratesca a causa del fatto che la morte del collega sia dovuta proprio alla sua sconsiderata fede nella positività degli eventi e della vita.
Il Pirata Bagascio lascia una cospicua somma di riviste pornografiche, debiti con gran parte dell'equipaggio della sua bagnarola, un sospetto di aviaria e una scatola di cartone piena di bombolette spray. Tutto il materiale sarà in vendita durante il funerale, i creditori potranno invece a turno cagare sulla tomba o dentro al cassa del ex-creditore.
Giovanni Battista, morto anch'esso nell'attacco tentacolare, lascia una puttana in cinta, un carico di bitume da consegnare in Cambogia, un'enciclopedia del Rock scritta in mare durante i giorni di calma piatta dell'oceano...
...scintillante oceano ricolmo di orche...
il mistero di un celebre guanto
mozart non potrà esser maggiormente riconoscente del turbinio sottile delle sue mani. Intelligentemente Glenn G. dichiarò per anni che i guanti erano necessari come il silenzio della sua abitazione. Riuscì quindi ad innescare una grottesca competizione tra sarte quando si appellò alla loro maestria per ricevere un modello scappellato sull'ultima falange. Le coprì in uno scrigno di seta. Ci privò in un colpo del piacere delle meccaniche muscolari e degli immaginari che da secoli le dita disegnano sulla pancia di una donna. Poi dopo 32 piccoli piccoli film G.Gould si levò dalla scena lasciando la sua ombra a scivolare sopra i ghiacciai canadesi. Qualcuno raccontò che una mano sparì dalla bara in un giro d'accetta.
Un uomo un giorno bussò a questa porta. Avrà avuto quasi trecento anni.
Mentre si presentava come il grande Amadeus Mozart, tirò fuori da un cristallizzato sacchetto di cartone le umide forme di una creatura primordiale, acquatica e tentacolare.
Quindi mi disse: - Ma le sembra possibile che io abbia scritto sonate e fantasie per il kraken di un repugnante pianista?
Ecco, sarebbe il caso di cominciare a guardare come sono fatte le nostre parti terminali...se non altro per...
Un uomo un giorno bussò a questa porta. Avrà avuto quasi trecento anni.
Mentre si presentava come il grande Amadeus Mozart, tirò fuori da un cristallizzato sacchetto di cartone le umide forme di una creatura primordiale, acquatica e tentacolare.
Quindi mi disse: - Ma le sembra possibile che io abbia scritto sonate e fantasie per il kraken di un repugnante pianista?
Ecco, sarebbe il caso di cominciare a guardare come sono fatte le nostre parti terminali...se non altro per...
Lo psicologo fu diretto:
"lei è malato, e non parlo di dissenteria o sifilide (infatti non ha le caratteristiche pustole color gamberetto che l ecagliano il cazzo)ma parlo di una malattia ben peggiore che non ha sintomi o segnali evidenti, che nessun chirurgo o omeopata le farà passare tagliuzzandolo qua e là o cagandole in gola...lei è fottuto amico mio, la sua malattia è un bruco che le rode il cervello, lei è strafottutamente pazzo. Anzi lei è il più strafottuto pazzo schizzato che abbia mai visto passeggaire per le strade della città. A vederla così non si direbbe (infatti secondo gli opuscoli dovrebbe almeno ficcarsi una mantide religiosa al giorno sussurrando una preghiera di sua invezione etc...) eppure il suo cervello è più marcio di un pesce lasciando nel sottoscala per dieci giorni...santo iddio non si rende conto? Perchè sghignazza...mica è una merdosissima barzelletta...Io dovrei ridere, lo sa ch eogni volta che ne becchiamo uno spacciato come lei e lo facciamo rinchiudere in una camera del collegio psichiatrico ci becchiamo una vacanzina alle isole Fiji pagate dal contribuente? Ah, forse non glielo dovevo dire...sa, tengono in ostaggio mia moglie per questo, per vietarmi di dirlo, di spifferarlo ai quattro venti. Come chi? Il Mossad, lo sa che gli ebrei stringono questa secchia madida di merda che gira attorno al sole nelle loro fertili mani salomoniche...lo chiamano complotto ebreo o qualcosa del genere...comunque sia, forse ho esagerato, avevo promesso sulla testa di mio figlio Esael che non ne avrei parlato con anima viva e ora lei, lei una specie di detrito insensato della società, mi fa spifferare tutto. O San Cosimo in Coma! Che cazzo farò adesso...loro sicuramente hanno udito le mie parole, mia moglie sarà violentata da Bin Laden e poi decapitata da George W. Bush Jr. e mio figlio sarà costretto ad accoppiarsi con un cane Beagle che dopo nove mesi partorirà una creatura metà uomo e metà faccia di merda che armata fino ai denti e travestita da donna si presenterà alla porta del mio studio e mi ucciderà con 21 coltellate inflitte con non curanza giovanilista. Allora mio figlio will take his revange...Un funerale da quattro soldi, pioverà e il becchino bestemmierà la mia anima sfrigolante ancora incastrata tra le costole del mio cadavere perchè dovrà scavare una fossa nel fango intriso di larve e ultime-parole-famose del camposanto...Ecco così finirà maledetta merda assetata di sangue..."
"Dottore stavamo parlando di regressione ipnotica..."
"Sì sì ha ragione. Dimentichi e si rilassi, strafottuto cane rabbioso (non faccia quella faccia è solo linguaggio deontologico). Ora conti fino a tre e si addormenterà"
"uno due tre"
"Lei dorme?"
Sì
Sa dirmi il suo nome
Non lo ricordo
Sa di essere un pazzo fottuto
Senza alcun dubbio
bene mi dica ora dove si trova
è un luogo umido e caldo, una specie di foresta vergine. è stretto come la cambusa di una barchetta di carta. è anche abbastanza scivoloso, mi ricorda una vagina affetta da afta epizotica...è buio non vedo nulla, mi sembra di essere dentro un preservativo usato...è difficile trovare ossigeno per i mie polmoni in quest aria rancida e asfissiata. Dove sono dottore?
Lei è nel Kraken
Capisco...capisco...tutto va alla perfezione
"lei è malato, e non parlo di dissenteria o sifilide (infatti non ha le caratteristiche pustole color gamberetto che l ecagliano il cazzo)ma parlo di una malattia ben peggiore che non ha sintomi o segnali evidenti, che nessun chirurgo o omeopata le farà passare tagliuzzandolo qua e là o cagandole in gola...lei è fottuto amico mio, la sua malattia è un bruco che le rode il cervello, lei è strafottutamente pazzo. Anzi lei è il più strafottuto pazzo schizzato che abbia mai visto passeggaire per le strade della città. A vederla così non si direbbe (infatti secondo gli opuscoli dovrebbe almeno ficcarsi una mantide religiosa al giorno sussurrando una preghiera di sua invezione etc...) eppure il suo cervello è più marcio di un pesce lasciando nel sottoscala per dieci giorni...santo iddio non si rende conto? Perchè sghignazza...mica è una merdosissima barzelletta...Io dovrei ridere, lo sa ch eogni volta che ne becchiamo uno spacciato come lei e lo facciamo rinchiudere in una camera del collegio psichiatrico ci becchiamo una vacanzina alle isole Fiji pagate dal contribuente? Ah, forse non glielo dovevo dire...sa, tengono in ostaggio mia moglie per questo, per vietarmi di dirlo, di spifferarlo ai quattro venti. Come chi? Il Mossad, lo sa che gli ebrei stringono questa secchia madida di merda che gira attorno al sole nelle loro fertili mani salomoniche...lo chiamano complotto ebreo o qualcosa del genere...comunque sia, forse ho esagerato, avevo promesso sulla testa di mio figlio Esael che non ne avrei parlato con anima viva e ora lei, lei una specie di detrito insensato della società, mi fa spifferare tutto. O San Cosimo in Coma! Che cazzo farò adesso...loro sicuramente hanno udito le mie parole, mia moglie sarà violentata da Bin Laden e poi decapitata da George W. Bush Jr. e mio figlio sarà costretto ad accoppiarsi con un cane Beagle che dopo nove mesi partorirà una creatura metà uomo e metà faccia di merda che armata fino ai denti e travestita da donna si presenterà alla porta del mio studio e mi ucciderà con 21 coltellate inflitte con non curanza giovanilista. Allora mio figlio will take his revange...Un funerale da quattro soldi, pioverà e il becchino bestemmierà la mia anima sfrigolante ancora incastrata tra le costole del mio cadavere perchè dovrà scavare una fossa nel fango intriso di larve e ultime-parole-famose del camposanto...Ecco così finirà maledetta merda assetata di sangue..."
"Dottore stavamo parlando di regressione ipnotica..."
"Sì sì ha ragione. Dimentichi e si rilassi, strafottuto cane rabbioso (non faccia quella faccia è solo linguaggio deontologico). Ora conti fino a tre e si addormenterà"
"uno due tre"
"Lei dorme?"
Sì
Sa dirmi il suo nome
Non lo ricordo
Sa di essere un pazzo fottuto
Senza alcun dubbio
bene mi dica ora dove si trova
è un luogo umido e caldo, una specie di foresta vergine. è stretto come la cambusa di una barchetta di carta. è anche abbastanza scivoloso, mi ricorda una vagina affetta da afta epizotica...è buio non vedo nulla, mi sembra di essere dentro un preservativo usato...è difficile trovare ossigeno per i mie polmoni in quest aria rancida e asfissiata. Dove sono dottore?
Lei è nel Kraken
Capisco...capisco...tutto va alla perfezione
13.1.06
Rantolando il nostro amico si svegliò. Con la frenesia del sistema operativo che s'avvia con un floppy su per il culo, quasi imemdiatamente si accorse che gli era stata asportata parte del cervello.
La cosa non lo colpì poichè gli era stata asportato proprio la parte che riguardava la nozione di cervello ed il concetto di azione cerebrale. S'accorse della mancanza solo in base al fatto che sentiva la testa molto più leggera del solito.
Nella prigione in cui si trovava percepì immediatamente un odore sordido: incontri a base di seme scambiato con seme. Il luogo dove si trovava era un gabbio per froci.
Politica di tale gabbio era far vagare i sospetti omosessuali in spazi fatti di cemento armato, non arredati ed illuminati da barre al neon sogghignanti, ovunque a cataste riviste di meccanica. Gli sbirri osservavano attraverso occhi telecamerici ed in bianco e nero gli individui ciondolare senza speranza in tali acri spazi, amplissimi per altro. Dopo giorni di fame sete ed altri patimenti i presunti froci costretti dalla loro natura burroghsiana dovevano saltare addosso al primo cristiano malandato che vedevano ed incularselo miagolando. Al momento dell'inchiappettamento un macchinario detto prosaicamente sterminafroci rilasciava una speciale sostanza a base di muco e nanomacchine che veniva attratta da qualsiasi movimento di origine omosessuale. Il muco si tramutava in 1,14 secondi in organismo bionico psicotropico tarato su dati motori di tipo culattone. Una volta terminata la mutazione l'essere bionico affronatava un nuovo stadio di trasformazione e da pisoctropico creaturo scivolava a vacca marina corazzata da scaglie di acciaio temperato negli alti forni di Alfa Leporis, talmente roventi che per essere avvicinati ci sono voluti tutti gli sforzi politici e finanziari della Nestle. Tale Vacca MArina nel giro di pochi minuti si ritrova ben presto ad essere una creatura bipede dotata di intelletto e walk-man: ascolta brani anni ottanata in particolare i primi dischi di Kate BUSH e sospetta che Brian Eno in realtà non sia così bravo come cantante... tale creatura bipede ed intellettizia ha in mano un aperitivo che ben presto la priverà dell'intellettizio lasciandola solamente bipede. Raggiunto lo stadio di scevra bipidità la creatura si addormenterà. La cosa produrrà strane onde di tipo alfa e gamma più un terzo tipo non ancora catalogato a metà tra le beta e le gamma (dette betamma o gammeta o onde Kraken). Nel sogno, influenzato da questa triplice ondità, l'essere bipide si ritroverà ad essere una sorta di spugna marina nel perido della storia della Terra in cui il mare non si è ancora formato. Tale dettaglio produrrà scompensi nell'io della spugna, che proverà un certo rimorso per non si sa bene cosa, un odio opaco per suo padre ed un desiderio spasmodico di fare bella figura con le altre persone. Dopo anni di ingoii e debolezze viene profetizzito alla spugna marina da un cartomante ubriaco che si masturba con la sinistra il futuro avvento del mare. Sulle prime la cosa deve scontrarsi con l'ottimismo tamerlano della spugna, ma poi questa legge su un giornale d'informazione di fiducia che alcuni scienziati sono sul punto di inventare un asostanza a cui hanno dato il nome di Mare. La cosa lo fa tremare di orgoglio. Si ritrova sveglio la notte a pensare a quanto la sua mente fosse proiettata in avanti rispetto alla marmaglia terrestre che lo circondava. Lui spugna di mare, porosa ed orgogliosa, avrebbe finalmente abbandonato tutti i suoi complessi ed avrebbe assaporato il piacere di essere immersa nel tessuto sociale, trovando un luogo dove adattarsi.Il giorno dopo la spugna apre la finestra. Ovunque è il Mare. L'esperimento marificiale è sfuggito di mano alla casta scientifica e ora il globo è coperto di tracce di Mare. La zona dove la spugna vive è la più colpita. Naturalmente sono tutti morti (tutti hanno sospirato prima di cagar l'anima a Dio "Pantalassa"). La spugna sembra non provare niente di più che un lieve fastidio per il fatto. Si tuffa ad occhi chiusi. In mare la spugna si adagia felice tra scoglietti che solerti gli aprono un nicchia. Nell'acqua la spugna subisce una quasi immediata trasformazione. Si sente compatta (pensa che sia la varazione di pressione) e fibrosa (la variaizone di temeperatura). In realtà si è tramutata in ganglo cerebrale. Tale ganglo cerebrale è parte integrante di un cerebro. Il cerebro se ne sta fermo ed immobile nel suo pensare furibondo e cieco. Ad un tratto il cranio è scoperchiato come un forziere francese e mani barbare e guantate da chirurgo disegnano con un pennello acuminatissimo un' asportazione, meglio denominata lobotomia.
Per fortuna ciò che era spugna e che ora è cervello è interessata in maniera marginale all'evento: viene asportata una piccola sezione del suo, diciamo, alluce. Tale parte di alluce, insieme al resto del ganglo asportato, viene inscatolato isolato sterilizzato riconvertito tramite lavaggio del cervello ispezionato depurato arruolato in un corpo militare segreto abilmente manipolato da sergenti e caporali addestrato e lasciato libero nella società.
Intanto ciò che era spugna si ritorva nel cranio senza l'alluce. Durante delle febbri conseguenti all'infezione della ferita ha una visione di se stesso all'esterno: scopre di non essere un semplice ganglo menomato ma di avere un copro e di essere un frocio senza speranza rinchiuso in un luogo fatto di cemento ed altri materiali inerti. La sua prigionia è finalizzata al suo sterminio. Come zombie, tra pozzanghere di piscio e resti di sodomia, ciondolano altri che subiranno lo stesso destino. Il luogo è privo di diritti umani anche se regolarmente viene visitato da degli ispettori che lo reputano adatto allo standard nazionale. I prigioneri non parlano, il luogo è molto simile ad una comune hippie dove si pratica l'amore libero ma solo quello e null'altro. Infatti il rapporto fisico è l'unica cosa che viene concessa a quegli uomini privi persino del gabinetto e delle giacche firmate. Ma non appena il desiderio si fa irrefrenabile scatta la condanna a morte. Scopare in quel posto vuol dire essere ammazzati. L'ideatore deve essere un poeta: eros e thanatos così mirabilmente accoppiati in un meccanismo perfetto dedicato alla memoria di Thomas Mann. Regolarmente molti intellettuali, tra cui Bevilacqua, visitano il gabbio allo scopo di ricavarne preziose informazioni per organizzare festival letterari e concorsi per giovani scrittori.
La visione termina e il ganglo ex spugna s'accorge che in quel momento di vacuità il suo corpo non ha saputo resistere agli istinti imbarbariti dalla prigionia e ora si ritrova a possedere alla turca un giovane ospite della prigione.
In quel preciso istante il ganglo asportato+alluce viene risucchiato dalla moderna e tiepida società che l'accoglieva e viene proiettato nel gabbio. Dopo aver attraversato gli stadi che abbiamo descritto si tramuta in macchinarium maximum sterminator finocchiorum: stermina froci.
Epilogo:
Il ganglo senza pollice viene maciullato dal ganglo con l'alluce.
Il primo muore senza pensare a niente
Il secondo lo uccide sospettando una parentala
Morale:
Tutti giù per terra.
La cosa non lo colpì poichè gli era stata asportato proprio la parte che riguardava la nozione di cervello ed il concetto di azione cerebrale. S'accorse della mancanza solo in base al fatto che sentiva la testa molto più leggera del solito.
Nella prigione in cui si trovava percepì immediatamente un odore sordido: incontri a base di seme scambiato con seme. Il luogo dove si trovava era un gabbio per froci.
Politica di tale gabbio era far vagare i sospetti omosessuali in spazi fatti di cemento armato, non arredati ed illuminati da barre al neon sogghignanti, ovunque a cataste riviste di meccanica. Gli sbirri osservavano attraverso occhi telecamerici ed in bianco e nero gli individui ciondolare senza speranza in tali acri spazi, amplissimi per altro. Dopo giorni di fame sete ed altri patimenti i presunti froci costretti dalla loro natura burroghsiana dovevano saltare addosso al primo cristiano malandato che vedevano ed incularselo miagolando. Al momento dell'inchiappettamento un macchinario detto prosaicamente sterminafroci rilasciava una speciale sostanza a base di muco e nanomacchine che veniva attratta da qualsiasi movimento di origine omosessuale. Il muco si tramutava in 1,14 secondi in organismo bionico psicotropico tarato su dati motori di tipo culattone. Una volta terminata la mutazione l'essere bionico affronatava un nuovo stadio di trasformazione e da pisoctropico creaturo scivolava a vacca marina corazzata da scaglie di acciaio temperato negli alti forni di Alfa Leporis, talmente roventi che per essere avvicinati ci sono voluti tutti gli sforzi politici e finanziari della Nestle. Tale Vacca MArina nel giro di pochi minuti si ritrova ben presto ad essere una creatura bipede dotata di intelletto e walk-man: ascolta brani anni ottanata in particolare i primi dischi di Kate BUSH e sospetta che Brian Eno in realtà non sia così bravo come cantante... tale creatura bipede ed intellettizia ha in mano un aperitivo che ben presto la priverà dell'intellettizio lasciandola solamente bipede. Raggiunto lo stadio di scevra bipidità la creatura si addormenterà. La cosa produrrà strane onde di tipo alfa e gamma più un terzo tipo non ancora catalogato a metà tra le beta e le gamma (dette betamma o gammeta o onde Kraken). Nel sogno, influenzato da questa triplice ondità, l'essere bipide si ritroverà ad essere una sorta di spugna marina nel perido della storia della Terra in cui il mare non si è ancora formato. Tale dettaglio produrrà scompensi nell'io della spugna, che proverà un certo rimorso per non si sa bene cosa, un odio opaco per suo padre ed un desiderio spasmodico di fare bella figura con le altre persone. Dopo anni di ingoii e debolezze viene profetizzito alla spugna marina da un cartomante ubriaco che si masturba con la sinistra il futuro avvento del mare. Sulle prime la cosa deve scontrarsi con l'ottimismo tamerlano della spugna, ma poi questa legge su un giornale d'informazione di fiducia che alcuni scienziati sono sul punto di inventare un asostanza a cui hanno dato il nome di Mare. La cosa lo fa tremare di orgoglio. Si ritrova sveglio la notte a pensare a quanto la sua mente fosse proiettata in avanti rispetto alla marmaglia terrestre che lo circondava. Lui spugna di mare, porosa ed orgogliosa, avrebbe finalmente abbandonato tutti i suoi complessi ed avrebbe assaporato il piacere di essere immersa nel tessuto sociale, trovando un luogo dove adattarsi.Il giorno dopo la spugna apre la finestra. Ovunque è il Mare. L'esperimento marificiale è sfuggito di mano alla casta scientifica e ora il globo è coperto di tracce di Mare. La zona dove la spugna vive è la più colpita. Naturalmente sono tutti morti (tutti hanno sospirato prima di cagar l'anima a Dio "Pantalassa"). La spugna sembra non provare niente di più che un lieve fastidio per il fatto. Si tuffa ad occhi chiusi. In mare la spugna si adagia felice tra scoglietti che solerti gli aprono un nicchia. Nell'acqua la spugna subisce una quasi immediata trasformazione. Si sente compatta (pensa che sia la varazione di pressione) e fibrosa (la variaizone di temeperatura). In realtà si è tramutata in ganglo cerebrale. Tale ganglo cerebrale è parte integrante di un cerebro. Il cerebro se ne sta fermo ed immobile nel suo pensare furibondo e cieco. Ad un tratto il cranio è scoperchiato come un forziere francese e mani barbare e guantate da chirurgo disegnano con un pennello acuminatissimo un' asportazione, meglio denominata lobotomia.
Per fortuna ciò che era spugna e che ora è cervello è interessata in maniera marginale all'evento: viene asportata una piccola sezione del suo, diciamo, alluce. Tale parte di alluce, insieme al resto del ganglo asportato, viene inscatolato isolato sterilizzato riconvertito tramite lavaggio del cervello ispezionato depurato arruolato in un corpo militare segreto abilmente manipolato da sergenti e caporali addestrato e lasciato libero nella società.
Intanto ciò che era spugna si ritorva nel cranio senza l'alluce. Durante delle febbri conseguenti all'infezione della ferita ha una visione di se stesso all'esterno: scopre di non essere un semplice ganglo menomato ma di avere un copro e di essere un frocio senza speranza rinchiuso in un luogo fatto di cemento ed altri materiali inerti. La sua prigionia è finalizzata al suo sterminio. Come zombie, tra pozzanghere di piscio e resti di sodomia, ciondolano altri che subiranno lo stesso destino. Il luogo è privo di diritti umani anche se regolarmente viene visitato da degli ispettori che lo reputano adatto allo standard nazionale. I prigioneri non parlano, il luogo è molto simile ad una comune hippie dove si pratica l'amore libero ma solo quello e null'altro. Infatti il rapporto fisico è l'unica cosa che viene concessa a quegli uomini privi persino del gabinetto e delle giacche firmate. Ma non appena il desiderio si fa irrefrenabile scatta la condanna a morte. Scopare in quel posto vuol dire essere ammazzati. L'ideatore deve essere un poeta: eros e thanatos così mirabilmente accoppiati in un meccanismo perfetto dedicato alla memoria di Thomas Mann. Regolarmente molti intellettuali, tra cui Bevilacqua, visitano il gabbio allo scopo di ricavarne preziose informazioni per organizzare festival letterari e concorsi per giovani scrittori.
La visione termina e il ganglo ex spugna s'accorge che in quel momento di vacuità il suo corpo non ha saputo resistere agli istinti imbarbariti dalla prigionia e ora si ritrova a possedere alla turca un giovane ospite della prigione.
In quel preciso istante il ganglo asportato+alluce viene risucchiato dalla moderna e tiepida società che l'accoglieva e viene proiettato nel gabbio. Dopo aver attraversato gli stadi che abbiamo descritto si tramuta in macchinarium maximum sterminator finocchiorum: stermina froci.
Epilogo:
Il ganglo senza pollice viene maciullato dal ganglo con l'alluce.
Il primo muore senza pensare a niente
Il secondo lo uccide sospettando una parentala
Morale:
Tutti giù per terra.
la grande onda

La notte di Termoli proponeva on stage la migliore sintesi di mANZONI, kAFKA e dIKENS, e così agghindanta portava il suo immane deratano letterario allo sguardo di impavidi esseri umani illusi di trovarsi a Cuba.
I Viandanti esitarono un istante sulla porta della taverna del porto, indecisi se abbandonare la canna che stavano fumando, ma sospinti all'interno dal vento forza-che-cazzo-ne-so e dalla pioggia, umidore celeste femminile. Ostentavano sul viso la raffazzonata, sogghignante infingarda espressione dell'intenditore dopo una grassa leccata di fica.
Agli occhi dei due, il Taverniere ricordava Al Bano; nel firgid opitale locale solo una sparuta comitiva di Magi assettati, perfettamente a loro agio in un separè ove era legalmente consentito spararle grosse vaneggiando la fine del mondo.
I Viandanti, varcata la soglia, deposero i mantelli e i soprabiti, rivelando la loro ignobile ignudità al rustico consesso. Per un istante i Magi interruppero le loro libagioni di brodo primordiale e gli utensili di cui si servano per dissetarsi, sifoni da degustazione, restarono a mezz'aria, anch'essi sorpresi. Fuori, il mare gonfio solleticava le centinaia di migliaia di minuscoli clitoridi della spiaggia; una figura raccoglieva crostacei e molluschi spiaggiati, con rumore mandibolare e vorticosa precisione.
I Viandanti presero posto nella taverna, e passato lo stupore impopolare dei Magi, si abituarono al contatto delle grosse calibro 45 che portavano alla cintura, una per gamba, sei proiettili per ognuna, 24 possibilità deflagranti. Colpo in canna, canna in bocca, boccheggiavano boccaccescamente raccontandosi storielle e scorreggando motti popolari dauno/frentani. Il Teverniere-che-era-la-fotocopia-diAlBano ma un pò più albino, servì ossequiosamente ai due una boccia di vino del Signore Buon Dio, colivato dai buoni vignaioli e vinificato dai cattivi vignaioli nelle desolate lande del Sinai al di qua dellas triscia di Salomone.
I Viados parvero gradire, confortati soprattutto dagli snack macrobiotici e dal sushi e in particolar modo dal pecorino. Dissero amen all'unisono. La fiacca insignificante lounge dello stereo si evolveva in una forma musicale rock, nell'atroce frastuono degli who eseguito da un'orchestra di orchi e campanelli da bici e allarmi antifurto.Il Taverniere vaneggiava di mirabolanti imprese enogastronomiche.
Mentre i aMagi suggevano brodo, Al Bino annotava fedelmente i loro discorsi su un blocchetto contrassegnato su ogni pagina da una svastica, sorpreprendendosi nell'annotare anche versi simbolisti che tentavano di definire la felicità associandola alle cose semplci della vita. Pascoli al pascolo. E mandrie di bufali. E mangiare un panino, e un bicchiere di vino. Ohh!, si, si, si.
Nel silvano ululare del vento, i Magi partorirono. Il Taverniere fu lesto nel catturare i fetenti feti tenendo da parte i singoli cordoni omeblicali per il sushi e precipantandosi fuori per scagliare dalla scogliera il resto.
L' Essere Raccoglitore fu turbato dai tonfi sordi dei feti, che offesero anche il senso materno della spiaggia, segretamente aderente a comunione e liberazione.
E così venne la Grande Onda, una forma a tutto sesto di acca2o edilizia. Gli avvoltoi erano già finiti nel girarrosto del cinese e non poterono godere dell'improvvisa abbodanza di carcasse e carogne.
Come avatar, i Magi svanirono all'istante, lasciando dietro la loro sperduta consistenza di bolle di sapone l'eco-fuzz-echolette di pronostici ippici che davano Ribot perdente su tutta la linea tranne che nel superbowl o come cazzo si scrive. Il Taverniere venne investito in pieno dall'onda, trasformandosi in una manciata di ariana carne macinata e kleenex unti da lunghe e solitarie masurbazioni nazionalsocialiste e raggiungendo il Grande Taverniere, lassù oltre Saturno, proprio al centro del planetario amplesso tra Venere e Giovee quel porco di Ur-ano.
-Mondiale!-, disse il Taverniere-che-somigliava-ad Al-Bano prima di eruttare l'anima rendendola al supremo G.T.
I due Viados spianarono le 45, crivellandosi di colpi simultaneamente, e vennero successivamente esportati da avidi golem, chiaramente alle dipendenze di intraprendenti ebrei sefarditi protopraghesi, come scolapasta sul mercato nero di Little Italy. Termoli fu sommersa fino all'orologio sulla torre di guardia; i turchi secolarmente nascosti negli anfratti più segreti di piano-bar e nightclub sfoderarono scimitarre e improvvisati turbanti ricavati da biancheria intima femminile.
Nel lungo periodo di pace che seguì alla Grande Onda, proliferarono fricchettoni e hippy male in arnese e socialdemografiche alghe nutrienti.
Il Raccoglitore, essere che Charlie Darwin Brown avrebbe classificato come ancora nei primi stadi sociali evolutivi promettendogli una vita da allevatore/agricoltore fondata su tartarughesche deduzioni che ponevano la razzia dell'esistente come punto elementare di ascesa genetica, riprese a vagare sulla spiaggia, prima di immergersi puntando decisamente verso il Pequod, appena varato e già in rada per problemi igienici dovuti alla scarsità di carta igienica, allo scorbuto e in ultima istanza alla sifilide che affliggeva lo stesso Achab per via di certe pratiche inchiappettereccie cui si abbandonava in compagnia del fedele Ismaele, dolcemente cullati dalle onde, sgnac sgnac flop plop.
E proprio Achab, abbarbicato sul pennone sbraitava "Vieni dunque, vieni, Grande cefaopode bianco del cazzo, ti staccherò la testa e ti cagherò giù per il collo maledetto negro cotton-blues-field-strawberry".
Achab ignorava che il Kraken, nel corso del fuurioso combattetimento che si annunciava, l'avrebbe guarito grazie a un impianto di grappoli di testicoli supplementari, ignorava che Kraken avrebbe sostenuto la sua imminente candidatura a governatore della California, ignorava persino l'omosessualità del Taverniere, cosa peraltro evidente per i granchi che ghermivano il suo cadavere dividendosi l'unica scatola di preservativi sopravvissuta.
12.1.06
11.1.06
qui blanda Macerata. Suricati e lemuri sgattaiolano in giro per i vicoletti ma mi sembra di conoscerli. Hanno dei tratti che sicuramente ho già visto da qualche parte, a qualche festa o in sede di un vecchio esame.
Una persona che invece non ho mai visto da nessuna parte arriva, si ferma, si siede proprio accanto a me (che me ne stavo beato nel nulla crucciato isolante) e mi sussurra all'orecchio, per non farsi sentire da quelli che innocui passeggiano davanti. L'uomo sembra in fase rem o almeno in un leggero stato di trance ipnotica:
"Il mondo va al contrario...i morti escono dalle tombe e la merda torna nel culo di chi l'ha cagata...dai fruttivendoli si vendono casse di semi e i mattatoi macellano feti innocenti di maiali...i giovani studenti si ritrovano con l'apparecchio e i genitori di quegli stessi studenti vanno a comprare i preservativi...i nonni si sentono nipoti di un un nonno più antico ma che forse in qualche vecchia casa di campagna ancora sperduto vive sfiorando i cent'anni e mangiando solo quello ch el'orto erutta...chi mangiava ora dimagrsce, chi beveva si ritrova il portafoglio pieno di quattrini mai spesi. Babbo Natale diventa santo nicola, la befana torna quella strega puttana e scrofa che era. Si riaffaccia il paganesimo. Qualcuno vocifera di stati totalitari che però paiono l'unica soluzione ragionevole eforte per tenere insieme il paese che va a rotoli dopo la guerra, ma nessun giornalista fa notare che non c'è stat nessun guerra. Si parla di restaurazione m aintanto già i primi anfibi ritornano stabili a vivere negli acquitrini, nei laghi, nei fiumi, nei mari e negli oceani. Si scoprono formidabili nuove specie vegetali. Bogart fa un film, una specie di seguito di Casablanca dove nel finale appare anche Ingrid Bergman, un pò stagionata a dire il vero. E intanto i salti si fanno prorompenti: gli anfibi divengono pesci e i pesci si riducono di stazza, gli animali si fanno feroci e inspiegabilmente i fucili da caccia si inceppano perchè, guarda un pò, macano alcuni meccanismi o parti.
Sulla terra regna il caos, mentre in cielo le cose non sembrano tanto cambiate, solo gli uccelli forse sembrano più grandi e rozzi. In mare le più poetiche migliorie: ciò che era molto grande è divenuto molto piccolo e ciò che era molto piccolo s'è tramutato in brodo unicellulare, sottile sfoglia paramecia. Qualcuno ha sentito parlare balene e delfini,
La terra si smuove, naviga e scivola come se fosse ghiaccio dell'artico che si scioglie.
Ciò che era diviso si riunisce e si coagula tramite suture catastrofiche.
Una persona che invece non ho mai visto da nessuna parte arriva, si ferma, si siede proprio accanto a me (che me ne stavo beato nel nulla crucciato isolante) e mi sussurra all'orecchio, per non farsi sentire da quelli che innocui passeggiano davanti. L'uomo sembra in fase rem o almeno in un leggero stato di trance ipnotica:
"Il mondo va al contrario...i morti escono dalle tombe e la merda torna nel culo di chi l'ha cagata...dai fruttivendoli si vendono casse di semi e i mattatoi macellano feti innocenti di maiali...i giovani studenti si ritrovano con l'apparecchio e i genitori di quegli stessi studenti vanno a comprare i preservativi...i nonni si sentono nipoti di un un nonno più antico ma che forse in qualche vecchia casa di campagna ancora sperduto vive sfiorando i cent'anni e mangiando solo quello ch el'orto erutta...chi mangiava ora dimagrsce, chi beveva si ritrova il portafoglio pieno di quattrini mai spesi. Babbo Natale diventa santo nicola, la befana torna quella strega puttana e scrofa che era. Si riaffaccia il paganesimo. Qualcuno vocifera di stati totalitari che però paiono l'unica soluzione ragionevole eforte per tenere insieme il paese che va a rotoli dopo la guerra, ma nessun giornalista fa notare che non c'è stat nessun guerra. Si parla di restaurazione m aintanto già i primi anfibi ritornano stabili a vivere negli acquitrini, nei laghi, nei fiumi, nei mari e negli oceani. Si scoprono formidabili nuove specie vegetali. Bogart fa un film, una specie di seguito di Casablanca dove nel finale appare anche Ingrid Bergman, un pò stagionata a dire il vero. E intanto i salti si fanno prorompenti: gli anfibi divengono pesci e i pesci si riducono di stazza, gli animali si fanno feroci e inspiegabilmente i fucili da caccia si inceppano perchè, guarda un pò, macano alcuni meccanismi o parti.
Sulla terra regna il caos, mentre in cielo le cose non sembrano tanto cambiate, solo gli uccelli forse sembrano più grandi e rozzi. In mare le più poetiche migliorie: ciò che era molto grande è divenuto molto piccolo e ciò che era molto piccolo s'è tramutato in brodo unicellulare, sottile sfoglia paramecia. Qualcuno ha sentito parlare balene e delfini,
La terra si smuove, naviga e scivola come se fosse ghiaccio dell'artico che si scioglie.
Ciò che era diviso si riunisce e si coagula tramite suture catastrofiche.
10.1.06
9.1.06
KREKENOLOGY 2

Grazie all'inestimabile fecciosa opera di cavernosa ricerca e spettroradiografia decerebrata coassiale del Dott.Or.E Cabrio, rendo nota un'istantanea che testimonia una consuetudine tribale kazaka recentemente in voga nel sistema scolastico italiano. Trattasi di cosiddetti grafismi painterecci scoglionati, che alunni inconsapevoli delle prime classi elementari svolgono nel lorotempo libero diligentemnte aiutati dai genitori. Lo scopo subliminale dei grafismi painterecci scoglionati è valutare l'attitudine krakenica dei futuri incancreniti discepoli intranet/barra/esoterici sterilizzandoli e dissuadendoli al tempo stesso da inevitabili disfunzioni sessuali ancora in fase di studio e definizione, come scolo e gonorrea e ammosciamento. Notare come l'evidenza elementare del tratto binario circumnavighi rispettosamente la tecentesca icona krakenica isolandola nel rispetto della teoria di Leibneizze e della impossibilità sgomenta di definire l'essenza monadica del kraken. Oh Yeah!
Kraken blues
I got a letter this morning
Made me sad and blue
Said Kraken's in trouble
You know I'm in trouble too
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
Now you know I work five long years for one kraken,
He-she-it had the nerve to put me out
I finally learned a lesson, you know a long long time ago
I finally learned a lesson, you know a long long time ago
The next kraken that I marry, he-she-it got to work and bring me some dough
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
You wanna pop pop pop
You wanna click click click
You wanna shoot
You wanna shoot
You wanna shoot
Shoot everything you came to shoot
Do everything you came to do
Lord fare thee well, I ain't got no more to say
Fare thee well, got no more to say
He-she-it hurt me so bad, see my kraken get away
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah.
Made me sad and blue
Said Kraken's in trouble
You know I'm in trouble too
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
Now you know I work five long years for one kraken,
He-she-it had the nerve to put me out
I finally learned a lesson, you know a long long time ago
I finally learned a lesson, you know a long long time ago
The next kraken that I marry, he-she-it got to work and bring me some dough
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
You wanna pop pop pop
You wanna click click click
You wanna shoot
You wanna shoot
You wanna shoot
Shoot everything you came to shoot
Do everything you came to do
Lord fare thee well, I ain't got no more to say
Fare thee well, got no more to say
He-she-it hurt me so bad, see my kraken get away
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah
Yay-e-yeah
I'll put krakens in your little head yeah.
8.1.06
this is my friend alfred kubin
un giorno di maggio mi telefona tutto allarmato dicendomi:
-Sai Marco dopo che ieri abbiamo parlato tutta la notte del Kraken me ne sono andato a dormire non prima di aver passato svariato tempo a svuotarmi l'intestino dai colubri che ogni giorno vi si insediano... ho passato il resto della nottata ad occhi sbarrati a vedere nelle ombre che si disegnavano sul soffitto l'infame essere ottopode. Mi sono addormentato infine proprio quando il gallo lanciava il suo dilaniante avviso...non vorrei esagerare nè vorrei sbilanciarmi ma devo dirti che quella notte che sognai il Kraken, non ricordo però in quale forma o in quale ambiente lo posizionai. Dopo mi sveglia, ma sentii che qualcosa non andava: avevo il capo intorpidito e la testa mi doleva la qual cosa mi sorprese poichè non ricordavo di aver bevuto alcolici la sera precedente, anzi avevo sorbito solo dell'acqua brillante ottenuta con mescolanza di acqua semplice ed infida idrolitina, retaggio di antichi boom economici... nel fare le abluzioni mi sono guardato d'istinto allo specchio senza nulla sospettare.
Ahimè il pensiero mefitico dell'osceno cefalopode m'ha ingurgitato e la mia stessa sostanza s'è ad esso assimilato! Ho visto piovere lamprede e vascelli ottocenteschi fuori dalla mia fottuta finestra. Cristo ti rendi conto la mia capiglia è similie alla corona puntuta da pseudopodi del infame piovrone ingoia abissi! Cazzo mi stai ascoltando?...Gesù Crsito e San Patrizio speziato che cazzo devo dirti di più per una parola di conforto! Sei il solito rettile senza cuore!...
Capii che stava sclerando abbassai la cornetta e tornai a dormire.
Anni dopo mi raggiunse umbratile codesta foto che scansiono ed allego al bloggo. E' la prova che il Kraken può influenzare la realtà.
un giorno di maggio mi telefona tutto allarmato dicendomi:
-Sai Marco dopo che ieri abbiamo parlato tutta la notte del Kraken me ne sono andato a dormire non prima di aver passato svariato tempo a svuotarmi l'intestino dai colubri che ogni giorno vi si insediano... ho passato il resto della nottata ad occhi sbarrati a vedere nelle ombre che si disegnavano sul soffitto l'infame essere ottopode. Mi sono addormentato infine proprio quando il gallo lanciava il suo dilaniante avviso...non vorrei esagerare nè vorrei sbilanciarmi ma devo dirti che quella notte che sognai il Kraken, non ricordo però in quale forma o in quale ambiente lo posizionai. Dopo mi sveglia, ma sentii che qualcosa non andava: avevo il capo intorpidito e la testa mi doleva la qual cosa mi sorprese poichè non ricordavo di aver bevuto alcolici la sera precedente, anzi avevo sorbito solo dell'acqua brillante ottenuta con mescolanza di acqua semplice ed infida idrolitina, retaggio di antichi boom economici... nel fare le abluzioni mi sono guardato d'istinto allo specchio senza nulla sospettare.
Ahimè il pensiero mefitico dell'osceno cefalopode m'ha ingurgitato e la mia stessa sostanza s'è ad esso assimilato! Ho visto piovere lamprede e vascelli ottocenteschi fuori dalla mia fottuta finestra. Cristo ti rendi conto la mia capiglia è similie alla corona puntuta da pseudopodi del infame piovrone ingoia abissi! Cazzo mi stai ascoltando?...Gesù Crsito e San Patrizio speziato che cazzo devo dirti di più per una parola di conforto! Sei il solito rettile senza cuore!...
Capii che stava sclerando abbassai la cornetta e tornai a dormire.
Anni dopo mi raggiunse umbratile codesta foto che scansiono ed allego al bloggo. E' la prova che il Kraken può influenzare la realtà.
pensierino fuori dal treno:
fasci di scolopendre convertiti in negri sotto gli olmi davanti al mississippi
fasci di scolopendre convertiti in negri sotto gli olmi davanti al mississippi
6.1.06

Riporto interessante nota fotografica di Krakenhausen Jr.
Si osservi l'entità pseudovegetale a sinistra nella foto. Trattasi di raro esempio di
PROTOKRAKEN forma primordiale ma intelligente del Kraken. Nonostante la sua
evidente inessenza è dotato di un raziocinio diabolico e viperino che perderà poi negli anni
quando cresceranno completamente gli altri tentacoli e diventerà un semplic e Kraken forma devastatrcie dotata di un raziocino non lungimirante ma nella media.
Krakenrevolver. Solidarnosch.
Il profeta Geremia aveva contato i capri primi di
spostarsi in Galilea. All'arrivo in Galilea ne contò uno in più.
Guardandolo meglio vide che non era un capro ma un Kraken.
Entelekia. Il Kraken di Rubick. Messico e Kraken.
L'uomo entrando nel campo alzò lo sguardo e lesse la scritta:
Kraken macht frei.
Il profeta Geremia aveva contato i capri primi di
spostarsi in Galilea. All'arrivo in Galilea ne contò uno in più.
Guardandolo meglio vide che non era un capro ma un Kraken.
Entelekia. Il Kraken di Rubick. Messico e Kraken.
L'uomo entrando nel campo alzò lo sguardo e lesse la scritta:
Kraken macht frei.
Io sono skrakencrac il kraken che fa crac, come le compagnie petrolifere che non hanno più petrolio. Come il kraken che skrakenscassa i coglioni a tutti gli altri kraken, lo skraken rompi kraken, o i crechers, dellamulino skraken.
Skrakencrak
Skrakencrak
5.1.06
flashbackintheUSA
"Salve, il mio nome è Kraken", disse spostando il peso da un piede all'altro. "Sono un drogato e un alcolista".
Avevano ragione: ci si sentiva meglio a dirlo ad alta voce.
Molti non ci credevano e non ci avrebbero creduto, vedendolo oggi, in questo stadio della sua vita, ma Kraken aveva avuto una vita anche PRIMA di arrivare nello sconosciuto villaggio di sifilitici e intraprendere la sua carriera politica di encefalico ottopode amministratore comunale.
Così stavano le cose. Nelle prime settimane del 1981 Kraken andò fuori di testa: la Compagnia gli aveva staccato il telefono, e le chiamate notturne ai suoi amici erano ormai un ricordo. L'Hell's Bells, il suo locale preferito e uno pochi che gli facesse credito, aveva chiuso i battenti alla fine del 79, e anche la sua insonnia era peggiorata, condita da incubi di arenamenti e scienziati giapponesi e palombari in picchiata. A quel punto della sua vita, Kraken si sentiva bloccato.
Due episodi in particolare avevano convinto Kraken a farsi aiutare. Una mattina si era svegliato sul marciapiede all'angolo del suo appartamento. "Aveva dormito per strada come un coglione", mi raccontò la sua amica Linda Lovelace. "Mi disse: 'Basta così, d'ora in poi non bevo neanche un goccio, e affanculo i molluschi d'allevamento'". Qualche tempo dopo il suo amico Lester Bangs arrivò da lui con una copia di Metal Machine Music e un paio di cuffie. Kraken, nelle 36 ore successive, collassò più volte ascoltando e frazionando MMM. Quando rinvenne, non trovando tarccia di Lester, prese la sua decisione decisiva e annotò sul suo quaderno, alla voce RISORSE DEL CAZZO, l'indirizzo di un gruppo di Alcolisti Anonimi.
In quel preciso momento Kraken abbandonava la sua solita battaglia o-tutto-o-niente, diventando realista.
"Salve, il mio nome è Kraken. Sono un drogato e un alcolista".
Nella sua infinita sapienza, c'era però una cosa che Kraken ignorava degli AA, e che nell'abbandonare la sua sedia di plastica nel seminerrato di un centro di aggregazione per presentarsi agli altri AA, non lo sfiorava nemmeno. E cioè che gli AA consentono all'individuo di scegliere la propria definizione di dio. Fu così che Kraken intravide, nel relitto ottocentesco della sua stessa vita, i germi della sua rinascita.
"Salve, il mio nome è Kraken. Sono un drogato e un alcolista. E sono dio".
Avevano ragione: ci si sentiva meglio a dirlo ad alta voce.
Molti non ci credevano e non ci avrebbero creduto, vedendolo oggi, in questo stadio della sua vita, ma Kraken aveva avuto una vita anche PRIMA di arrivare nello sconosciuto villaggio di sifilitici e intraprendere la sua carriera politica di encefalico ottopode amministratore comunale.
Così stavano le cose. Nelle prime settimane del 1981 Kraken andò fuori di testa: la Compagnia gli aveva staccato il telefono, e le chiamate notturne ai suoi amici erano ormai un ricordo. L'Hell's Bells, il suo locale preferito e uno pochi che gli facesse credito, aveva chiuso i battenti alla fine del 79, e anche la sua insonnia era peggiorata, condita da incubi di arenamenti e scienziati giapponesi e palombari in picchiata. A quel punto della sua vita, Kraken si sentiva bloccato.
Due episodi in particolare avevano convinto Kraken a farsi aiutare. Una mattina si era svegliato sul marciapiede all'angolo del suo appartamento. "Aveva dormito per strada come un coglione", mi raccontò la sua amica Linda Lovelace. "Mi disse: 'Basta così, d'ora in poi non bevo neanche un goccio, e affanculo i molluschi d'allevamento'". Qualche tempo dopo il suo amico Lester Bangs arrivò da lui con una copia di Metal Machine Music e un paio di cuffie. Kraken, nelle 36 ore successive, collassò più volte ascoltando e frazionando MMM. Quando rinvenne, non trovando tarccia di Lester, prese la sua decisione decisiva e annotò sul suo quaderno, alla voce RISORSE DEL CAZZO, l'indirizzo di un gruppo di Alcolisti Anonimi.
In quel preciso momento Kraken abbandonava la sua solita battaglia o-tutto-o-niente, diventando realista.
"Salve, il mio nome è Kraken. Sono un drogato e un alcolista".
Nella sua infinita sapienza, c'era però una cosa che Kraken ignorava degli AA, e che nell'abbandonare la sua sedia di plastica nel seminerrato di un centro di aggregazione per presentarsi agli altri AA, non lo sfiorava nemmeno. E cioè che gli AA consentono all'individuo di scegliere la propria definizione di dio. Fu così che Kraken intravide, nel relitto ottocentesco della sua stessa vita, i germi della sua rinascita.
"Salve, il mio nome è Kraken. Sono un drogato e un alcolista. E sono dio".
4.1.06
L'uomo aveva sempre una buona scorta di crostacei e molluschi nelle tasche. Alcuni di noi lo reputavano pazzo ma altri, meno interessati alle sue particolari abitudini, lo elessero a sindaco.
La nostra città era piccola e facile da amministrare. Un parco, due bar, una chiesa e poco d'altro, quindi l'uomo, il Sindaco, se la cavò senza problemi.
Il fatto che portasse con sè sempre tutta quella roba però lo faceva puzzare come una carogna. I gatti lo seguivano lunga la strada tra casa sua, una lercia catapecchia, e il municipio, un altrettanto lercia catapecchia.
Strano a dirsi ma pochi vedevano deprecapile un simile strafottente atteggiamento, vuoi perchè egli era il Sindaco e sapeva ben quello che faceva, vuoi perchè molti cittadini si interessavano poco alla politica occupandosi piuttosto a tenere assieme la famiglia e a ridipingere lo steccato scrostato dalle gelate invernali.
Il puzzo di marcio seguiva passo passo il Sindaco. Nessuno s'era mai preoccupato di farglielo notare. Il più delle volte lo coglievo in atteggiamenti moltoi seri e concentrati. Una volta lo vidi tenere in mano la cornetta del telefono per una decina di minuti, crucciato, senza dire una parola, intento probabilmente ad ascolatre la voce all'altro capo.
Ecco, la sua espressione tipica era proprio quella di chi ascolatasse un rapporto strettamente confidenziale e preoccupante da un uomo che glielo sussurrasse all'orecchio con un fil di voce.
Era sempre teso, in attesa di qualcosa, che poteva forse nascondersi dietro un angolo, dietro un tendaggio ondulante, dentro ogni oscuro androne o che addirittura poteva piovere giù dal cielo.
Come Sindaco fu il migliore del secolo, furono fondati parchi e parcheggi in ugual quantità in modo da non creare rivalità all'interno del paese. Una farmacia, preziosissima, sbucò fuori proprio accanto al tabacchino, in piazza.
L'unico che se la passò male fu il propietario della pescheria, che dovette chiudere per certi problemi di agibilità del suo locale.
Con la pescheria chiusa il Sindaco però trovava comunque il suo pugno di molluschi da tenere nelle tasche del pastrano e della giacca, ed è vero che siamo un paese di alta collina e il mare dista parecchi chilometri di strade mal costruite. Stranamente io fui l'unico a notare questo bizzarro dettaglio, tutta la cittadina pareva evitare il fatto, anche nelle conversazioni... per tutti il Sindaco era una persona onesta ed impeccabile che andava in giro con il pesce in tasca. La cosa non influenzava assolutamente la gestione del paese da parte del Sindaco, anzi. Non c'era dunque nessun problema.
Un giorno il sindaco mi fece chiamare.
-Sai perchè porto questo pesce in tasca?
-No, no - dissi io spaventato da quella irruenza.
-Ho notato che tu sei l'unico che lo reputa una cosa bizzarra, tu sei l'unico in tutto il paese maledetto filgio di puttana. Tu sei solo un sordido moralistucolo senza testicoli senza muco e senza cervello.
-Io...io - balbettavo dalla rabbia. Il Sindaco aveva ragione.
Egli si ficcò una mano coperta di strano liquame trasparente più solido del sudore in tasca e ne estrasse un cumolo di putridume e gameberetti e se li ficcò in bocca crudi. Una bocca a becco.
-Sai dunque perchè porto questo pesce in tasca?- la mano era divenuta uno pseudopodo.
-Mio dio, lei è il Kraken.
-Sì lo sono.
Fuori iniziarono a piovere lamprede e vascelli ottocenteschi.
La nostra città era piccola e facile da amministrare. Un parco, due bar, una chiesa e poco d'altro, quindi l'uomo, il Sindaco, se la cavò senza problemi.
Il fatto che portasse con sè sempre tutta quella roba però lo faceva puzzare come una carogna. I gatti lo seguivano lunga la strada tra casa sua, una lercia catapecchia, e il municipio, un altrettanto lercia catapecchia.
Strano a dirsi ma pochi vedevano deprecapile un simile strafottente atteggiamento, vuoi perchè egli era il Sindaco e sapeva ben quello che faceva, vuoi perchè molti cittadini si interessavano poco alla politica occupandosi piuttosto a tenere assieme la famiglia e a ridipingere lo steccato scrostato dalle gelate invernali.
Il puzzo di marcio seguiva passo passo il Sindaco. Nessuno s'era mai preoccupato di farglielo notare. Il più delle volte lo coglievo in atteggiamenti moltoi seri e concentrati. Una volta lo vidi tenere in mano la cornetta del telefono per una decina di minuti, crucciato, senza dire una parola, intento probabilmente ad ascolatre la voce all'altro capo.
Ecco, la sua espressione tipica era proprio quella di chi ascolatasse un rapporto strettamente confidenziale e preoccupante da un uomo che glielo sussurrasse all'orecchio con un fil di voce.
Era sempre teso, in attesa di qualcosa, che poteva forse nascondersi dietro un angolo, dietro un tendaggio ondulante, dentro ogni oscuro androne o che addirittura poteva piovere giù dal cielo.
Come Sindaco fu il migliore del secolo, furono fondati parchi e parcheggi in ugual quantità in modo da non creare rivalità all'interno del paese. Una farmacia, preziosissima, sbucò fuori proprio accanto al tabacchino, in piazza.
L'unico che se la passò male fu il propietario della pescheria, che dovette chiudere per certi problemi di agibilità del suo locale.
Con la pescheria chiusa il Sindaco però trovava comunque il suo pugno di molluschi da tenere nelle tasche del pastrano e della giacca, ed è vero che siamo un paese di alta collina e il mare dista parecchi chilometri di strade mal costruite. Stranamente io fui l'unico a notare questo bizzarro dettaglio, tutta la cittadina pareva evitare il fatto, anche nelle conversazioni... per tutti il Sindaco era una persona onesta ed impeccabile che andava in giro con il pesce in tasca. La cosa non influenzava assolutamente la gestione del paese da parte del Sindaco, anzi. Non c'era dunque nessun problema.
Un giorno il sindaco mi fece chiamare.
-Sai perchè porto questo pesce in tasca?
-No, no - dissi io spaventato da quella irruenza.
-Ho notato che tu sei l'unico che lo reputa una cosa bizzarra, tu sei l'unico in tutto il paese maledetto filgio di puttana. Tu sei solo un sordido moralistucolo senza testicoli senza muco e senza cervello.
-Io...io - balbettavo dalla rabbia. Il Sindaco aveva ragione.
Egli si ficcò una mano coperta di strano liquame trasparente più solido del sudore in tasca e ne estrasse un cumolo di putridume e gameberetti e se li ficcò in bocca crudi. Una bocca a becco.
-Sai dunque perchè porto questo pesce in tasca?- la mano era divenuta uno pseudopodo.
-Mio dio, lei è il Kraken.
-Sì lo sono.
Fuori iniziarono a piovere lamprede e vascelli ottocenteschi.
Il Kraken poderoso rostro contro i vascelli che incidono la superficie degli oceani.Il Kraken mefitico abisso ingoiante marinai un pò omosessuali (perchè infondo infondo lo sono tutti)
Il Kraken gorgoglio silenzioso
Il Kraken cloaca maxima dell'ano ribollante suboceanico
Il Kraken parsimonioso colosso depurante
Il Kraken inno encefalico
Il Kraken perenne sconcerto nei suoi occhi
Il Kraken perenne maelstrom nel suo encefalo molliccio
Il Kraken creatura anti popolare ma carismatica
Il Kraken il tuo vicino di casa che rientrando ubriaco sbaglia la porta
Il Kraken il barbone che dorme sulla panchina sotto la tua finestra
Il Kraken unico esempio per le nuove generazioni
Il Kraken capsula pressurizzata per viaggi interstellari
Il Kraken quinta dimensione.
3.1.06
OGGI BLOG
MENU' DEL GIORNO
PER COMINCIARE: ANTIPASTI DELLA CASA A BASE DI BLOG
PRIMI PIATTI: ASSAGGINI DI PRIMI CON SUGO DI BLOG
I SECONDI: GRAN INSALATA DI TENTACOLI DI KRAKEN CON SALSA AL BLOG VERDE
DI CONTORNO: CONTORNO DI BLOG A PERDERE
FRUTTA: BLOG DI STAGIONE
CAFFE': LO SPECIALE CAFFE' BLOG A BASE DI KRAKEN
AMMAZZACAFFE': A SCELTA TRA MONTENEGRO LIMONECLLO KRAKENELLO
AD INNAFFIARE: VINO DELLE VIGNE BLOG COLTIVATO DA PICCOLI NANI CIECHI E SENZA GAMBE CHE VENGONO TRASPOSRTATI SU CARRETTI SENZA BREVETTO DA ENORMI MA DOCILI KRAKEN INCROCIATI ABILMENTE CON SCIMMIE NAPOLEONICHE (TIPI DI SCIMMIE CIECHE E SENZA BRACCIA)
DURANTE IL PRANZO SARA' PROIETTATATA LA VERSIOEN RESTAURATA DI "BLOG: IL FIGLIO DEL KRAKEN", VISIONE SCONSIGLIATA AD UN PUBBLICO MALEASSORTITO.
PER COMINCIARE: ANTIPASTI DELLA CASA A BASE DI BLOG
PRIMI PIATTI: ASSAGGINI DI PRIMI CON SUGO DI BLOG
I SECONDI: GRAN INSALATA DI TENTACOLI DI KRAKEN CON SALSA AL BLOG VERDE
DI CONTORNO: CONTORNO DI BLOG A PERDERE
FRUTTA: BLOG DI STAGIONE
CAFFE': LO SPECIALE CAFFE' BLOG A BASE DI KRAKEN
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AD INNAFFIARE: VINO DELLE VIGNE BLOG COLTIVATO DA PICCOLI NANI CIECHI E SENZA GAMBE CHE VENGONO TRASPOSRTATI SU CARRETTI SENZA BREVETTO DA ENORMI MA DOCILI KRAKEN INCROCIATI ABILMENTE CON SCIMMIE NAPOLEONICHE (TIPI DI SCIMMIE CIECHE E SENZA BRACCIA)
DURANTE IL PRANZO SARA' PROIETTATATA LA VERSIOEN RESTAURATA DI "BLOG: IL FIGLIO DEL KRAKEN", VISIONE SCONSIGLIATA AD UN PUBBLICO MALEASSORTITO.













