27.8.06

Kraken scopre Messenger

L’orologio a muro del Kraken era ormai fermo alle 6.Dalla finestra a libro zigrinata le ore erano tutte uguali.
Aveva preso casa in uno scantinato nella piu’sordida periferia di Gissi.
Ci aveva portato tutto in quella cazzo di Casamatta. Aveva il fornello che gli aveva lasciato sua nonna Krakovia prima di morire, il lettino dello zio Osvaldo bagnino di Rimini da generazioni e il Mac che aveva rilevato dal suo ultimo licenziamento al posto della liquidazione. X L’allaccio della luce se l’era vista Dj Fat visto il suo passato da portantino alla Enel di Casalanguida.
Era pomeriggio a giudicare dal rumore delle macchine e dal via vai di gente che passava sopra le nostre testuggini; avevamo mangiato un impepata di cozze cucinate dalla Baldracca di Perpetua ormai figlia adottiva nel suo continuo peregrinare.
Quando il tedio e l’abbandono delle nostre masse informi era ormai palpabile decidemmo di accendere il malefico MAC e vedere cosa diceva l’etere….
verifica password connessione in corso…connessi.

Lascio a voi immaginare la cronologia dei giorni passati del Kraken,lurido porco di feticci deretani sblusati. Tra un guardare e l’altro chiesi se potevo controllare la posta e magari fare un giro su Messenger,allo scandire della r il il kraken impallidì e mi vomitò addosso tutte le cozze, naturalmente solo i gusci, per poi tornare a respirare come se non fosse successo niente.
Non mi lasciai scalfire dall’evento pensando che fosse stata una coincidenza.

Nella casella una nuova mail di Eno che mi invitava a Berlino per un convegno di Musica Ambientale. Avrei fatto volentieri compagnia a quel “non musicista”da 4 soldi ma non lo digerivo proprio quel pastume di suoni così asettici e privi di nervo.
Cestinai la mail e mi spostai su MSN.
Kraken si appollaiò sullo schienale della mia sedia sdraio mentre un pugno di mosche giocava a girotondo sul vomito. Sembrava un bambino che deve chiedere qualcosa alla mamma ma non trova il coraggio, perchè se ne vergogna. In linea c’erano Krakenb e LadyStardust;
mi girai un attimo e vidi Kraken color crema trasudante plasma e anfetamine, pupille dilatate e respiro azzerato.Vagheggiava ricordi di nautili,oceano indiano e infanzia. In quel momento mi passarono davanti agli occhi tutte le puntate di E.R.K.; un guscio di cozza gli avrà reciso la giugulare krakenica,mi suggeriva il Dott.Doug dall’encefalo.
Contattai krakenb che mi voleva con lui per l’invito di Eno. Glissai spiegandogli la gravità dei fatti.
Disse che sarebbe arrivato di li a poco, era impegnato per la scelta della colonna sonora della rivisitazione in chiave moderna de “I 400 colpi”. Mi consigliò di preparare la siringa di adrenalina e controllare di tanto in tanto lo stato di decomposizione;magari cercare di infilarlo sotto l’acqua fredda e bagnarli la testa con del ghiaccio.

Sullo schermo lo screensaver di Harry Smith, dalla finestra il discorso di un intero appuntamento dal ginecologo di due vecchiacce frigide, e di krakenb neanche l’ombra.
-I believe in a better day…..
-il telefono.
Era Krakenb, bloccato nel traffico di Montesilvano.
Presi coraggio, infilai l’ago, ruppi il cappuccio della fiala, tirai dentro siero e respiro,e puntai contro quel fottuto molosso …….

Mi risvegliai nel’ospedale di Gissi, vicino al letto avevo un’ infermiera-vaiassa, krakenb e kraken, che dal profondo del suo becco corneo avvolto da morbidi strati di melassa gelatinosa mi sussurrava nell’orecchio:
“Please leave us here
close our eyes to the octopus ride!”

1 Comments:

Blogger Roberto said...

sti for' gne la campan' di san giusepp'... :D

11:08 PM  

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