20.5.06

sogno o son desto

Erano giorni che il kraken non dormiva e più precisamente da quando ZiBass gli aveva regalato per il suo compleanno quel fottuto mouse a forma di maggiolone che gli illuminava a giorno casa.Era passata una settimana ed il letto non sapeva piu'cos'era.Si era creato una piccola serra nel box doccia oscurando le vetrate con una bomboletta rossa lasciata li qualche giorno prima da Frank Miller.Adesso ci si metteva anche la doccia a rompere il cazzo.nel pieno del sonno,proprio mentre Alba era impegnata in una vorticosa Lap dance, una goccia d'acqua gelata aveva colpito il kraken sulla sua enorme testuggine svegliandolo.Era su di giri non tanto per la Lap dance ma perchè una volta desto si era ritrovato in una piantagione smisurata di Ganja.LA luce del mouse aveva accelerato il processo di fioritura di almeno tre volte e il fertilizzante comprato di contrabbando aveva fatto il resto.Si era fatto spazio ed era arrivato affaticato davanti al computer,tirato un lungo respiro catarroso e inghiottito la saliva,aveva sataccato di netto il maggiolone e canticchiando un vecchio successo country lo aveva buttato nel giardino del vicino come un vero cow-kraken-boy.
Il giorno dopo il nipotino del vicino era in giardino che correva con il mouse attacato su per il culo.(ma questa è un'altra storia).

...i got have kaya now....

17.5.06

La golla del discolo di Afrite

Griotta e scottolosa la servìge del Matifo rendeva lugubri i suoi pattuolici.
Griava la trimice del faro appena smossa dall'utima stilla di sangue d'Urpe.
Pareva d'essere un sinossico calpandro da le acque testule
mentre a gestuli friava di postille patride.
Come trasumanar le sue dutte e monche mani?
Di cunto Kraken retto fu a smenar le frigi.
Oh Afrite meus frigida visite fecit!
Druide e spesa la golla fu traliata.
Ah se potessero friarmi la cervice!
Guanto il sol trino e attendo la gozza morte.
Griotta e scolottolosa la servìge del Matifo rendeva lugubre il mio campare.
Ah Burge, se anche innotte ci fosse oblio.

krak si presenta senza invito al Cabaret Voltaire

Berna. Tra le due Guerre. Al cabaret Voltaire, mentre Tristan Tzara vomita inun gabinetto e si attende l'arrivo di Marlene Dietrich. Un poetastro alquanto sudaticcio occupa i lpalco fiocamente illuminato, tra fumi cubici e chiacchierate mittleuropee(eeeeeee), da un trespolo, nudo, con enorme panza burrosa che vacillia come pietra su cucuzzolo di montagna arcadica:
"Vi elenco ora la mia squadra di Governo:

Ministro dell'ambiente, Scorticato Ascanio. Ministro delle Infrastrutture sociali, Sodalizio Massonico Incaprettato. Ministro dell'università e della Terza Età, Gesù Crsito. Ministro delle Budella sparse sul pAvimento, Dan Brown. Ministro della Scarpa Sciolta, San Pancrazio da Magonza, Ministro di Keplero, Keplero. Misntro degli Interni, Esterni. Ministro degli affari Esterni, Esterni. Ministro dell'Esternazione, Filippo Tommaso detto Marinetti, Ministro della Santa Sede, Don Abbaondio Sedato. Ministro della Peristalsi Catodica, Antonio di Pietra su cui fondero la Mia Chiesa. Ministero del Codeice Da Vinci, Don Brown. Ministro della ricerca Scientifica, Doc Brown (grande Giove). Ministro per l'Integrazione del Paganesimo Sensoriale, A.C. Ministro dell'Ortodossia, Papa ratzinger in tuta mimetica.

Infine otto Sedimenti Senza Portafoglio:
San Biagio privato della Parola, Ponzio Pilato privato della Parola e della Vista, Beckenbauer privato del Pene e senza una Gamba (ente unico); il becchino di Minneapolis (quello che ha seppellito Elvis), Dan Brown con in mano la Bibbia, Iannis Xennachis con in mano una pianola Bontempi, Dave Brubeck pittato di nero, Federico II di Svevia e la sua corte di pericolosi intelettuali, la Capretta Benedetta, uno dei fratelli Lumiere (quello senza barba).

Fine del virgolettato"

(voce fuori campo) -Ma...colpo di scena. Un uomo armato di pistola rivendica il suo ministero ed il suo portafoglio ben gonfio di denaro e preservativi da usare in appositi bordelli istituzionalizzati.-

"Chi sei tu, che ti presenti in questa occasione di letizia armato di bestemmie e revolver?"
(il poetarstro, stillante sudori mucosi, scende dallo sgabello e mostra a tutti senza vergogna le sue putenda pallide e sottoformate)
"Io sono Kraken e rivendico il mio ruolo di ministro."
"E che ministero ti spetterebbe?"
"Il fremente Ministero dello Spargimento di Sangue!"
Urlo disumano e primitivo. Decay di 13 secondi. In tale lasso di tempo a tutti i presenti viene fornita una pistola caricata con pallette d'argento da 3 pollici ed un foglio in carta straccia dove sono illustrate istruzioni per togliere la vita in tre passi.

1-togliere la sicura (segue disegnino ad indicare la locazione della sicura & vettore direzionale necessario per sbloccare lastessa)
2-puntare il revolver nell'aria delle meningi
3-premere i grillo talpa

in caso di errore ripetere le istruzioni partendo dal punto specificato con il numero 1.

Il poetastro ignobile e come mamma l'ha fatto inizia a toccarsi la sua frenetica massa adiposa e a secernare uno spirito santo che lesto (e Lessie) un cardinale presente provvede ad imbottigliare in fiale puzzolenti da usare al Carnevale di Rio. Dopo questa danza ectoplasmatica egli si pone in tesissimo ascolto della platea. Ecco che inizia ad udire i primi esoscheletri scricchiolare sotto la forza del timido dito punitore dello spettatore. Una pessima nottata per i grilli talpa. Pian piano tutti i presenti sogghignano schiacciando le povere bestiole con le loro dita colleriche e represse. L'atto dell'uccisione senza conseguente castigo sociale lascia tutti lievemente eccitati e costernati. Ma il più eccitato è proprio lui, il poetastro, poichè si rende conto di aver messo il pubblico in azione. Un brividio di autocompiacimento scorre sul suo suolo lardoso.

UNA PRECE PER I GRILLITALPA.

16.5.06

De Kraken Kode

S'alza una lama di sole benedetto dalle fanghiglie dell'orizzonte caliginoso. Kraken giace a terra, madido di un sangue tutto raggrumato, qualche dente fuori dal cardine, occhi pesti e spaccati. La sabbia è molto fredda, ma è un soffice letto che accoglie le sue mebra spezzate e contorte.
SOrride con una forza ebete e decerebrata a quel sole ch elento assurge a nuovo inizio per un umanità ormai paga della propria scialba entropia consumistica. Il mondo continuerà il suo lesto palpitare: le donne in cinta spurgheranno bambini, gli infanti si cagheranno addososo certi che qualcuno li pulirà primao poi, gli uomini si alzeranno ed andranno a lavorare, i pensionati andranno al circolo a giocare a carte, i becchini scaveranno le fosse, i corpi continueranno a marcire sotto i loro tre metri di terra (i più fortunati) e i corvi persisteranno con il loro lento volo circolare su questo fottuto festino di sangue.
Kraken si asciuga il sangue secco che gli intasa il naso dolorante. Si trascina fino alla riva e si dà una rinfrescanta nel grande serbatoio oceanico crepitante di astio mattutino. Grave errore: il sale s'apre un ingresso urticante attraverso le ferite ancora ben schiuse come purpurei fiori di anemoni.
Seguono bestemmie a matrioska. Quando pare esaurita l'ultima ecco che ne affiora un'altra.
Kraken si spazza gli abiti spiegazzati, s'aggiusta l acravatta macchiata di plasma, raccoglie la giacca fumo di londra che ritrova assediata da gabbiani orbi e beccanti a qualche metro dal suo pagliericcio sanguinolento e si avvia verso un qualche posto.
L'unica cosa che sa è che il sole è alle sue spalle.
Cerca di ricordare Kraken, cerca di ricordare. Dove abita il bastardo che ti ha ridotto così?
Si fruga istintivamente nelle tasche della sua oramai ex-giacca favorita. Nella tasca destra trova unlembodi carta a quadretti con su scritto l'indirizzo di un certo Dan Brown a Londra, voltò il folgietto e lesse una piccola nota che diceva: "Non credere alle sue parole". Nella tasca di sinistra ecco che trova un piccolo foglio bianco Perla, molto leggero, tipo carta India, con su scritto a lettere cubitali parole vergate dalla sua stessa mano: "Attento all'Opus Dei".
Improvvisamente rammenta che il manipolo di bastardi che l'avevano pestato in quel sordido parcheggio erano vestiti di nero, avevano gli occhiali e per ogni calcio e pungo che andava a segno chiedevano perdono a Dio.
Kraken sorrise con un canino in meno ma molto più feroce del solito: l'Opus Dei oggi avrebbe passato un brutto quarto d'ora.

nuages de krakén

-Kraken, Kraken, ma ci era costui-, si chiedeva don abbondio guadagnando spazio nel corridoio intasato dai sudici tampax della Perpetua. Intento a illuminare il suo incerto cammno, don Abbondio non si accorse della lunga ombra che si tagliava contro la porta del cesso. l'ombra aspettò che il curato llo superasse, poi gli fu alle spalle, e in un soffio puff, gli prese quanto di più caro aveva, non la salvezza dell'anima, non il bene di renzo e lucia, noon la paura, ma l'erezione della sera, che svanì nel bagno di sangue immediatamente successivo.
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oggi siamo qui a chiederci se Kraken sia, come da più parti si insinua, omofobico, ntolerante, radicale nel rifiuto di qualunque forma di confronto. beh, ai miei 24 lettori posso solo dire questo: STI CAZZI.
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sta di fatto che Kraken nonparlava con enssuno d atempo, e anzichè radicalizzare il suoa stio per il genere umano, questo silenzio aveva risvegliato una certa sensibilità nel suo animo rattrappito. conseguenze: masturbazione sulla spirituale bellezza di A love supreme; rinnovata fiducia nel cannabinolo come igiene del mondo; sporadica persenza alle assemblee condominiali; manifesta fiducia nel futuro; tasche gonfie di monetine fuori corso legale.
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Mi domando come faccia Kraken a riuscire a starsene tranquillo, la testa ciondoloni, in poltrona, le cuffie in testa, a sentirsi freedom a gran volume. dove trovi la forza per continuare a grattarsi le palle. a volte mi chiedo troppe cose: per esempio come faccia Kraken a guidare la sua scacazzata Thunderbird con un bastone da rabdomante piantato nel culo.
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la saggezza di kraken: una raffigurazione a manica nera , eseguita con ottima mano e virtuosa tecnica di intaglio, densamente chiaroscurata e coerente con l'ionografia nordica e il racconto evangelico. rifilata lungo l'impronta del rame, margini presenti e nitidi, stato unico; dal aprticolare effetto di morsura si potrebbe ipotizzare che si tratti di una prova di stampa. la saggezza del kraken: raccogliere le offese dai marciapiedi.
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Kraken e Philip Marlowe.
K: non cambierai mai Marlowe, perdi sempre
P.M: non questa volta
BANG.

9.5.06

Kraken si alza la mattina presto svegliato dai conati di un vomito da cui non riuscirà a liberarsi in giornata. La notte precedente è rimasto alzato fino a tardi sostenuto dal fernet branca e qualche averna. Ora il suo intestinocrasso è un'nave fatta di merda rccolta e imprigionata in un abottiglia fatta anch'essa di merda. Nel suo intestino la più grossa quantità di merda accumolatasi inun solo essere vivfente dall'estinzione dei Mammut Stitici della Siberia occidentale. L'unico rifugio per Kraken oggi è il gabinetto e la bocca urlante del cesso che invoca l'osceno riempimento.
Kraken si fionda nella ceramica dimora e lì da il via alle danze. Peristalsi l'accompgan fino all'altare delle coliche butoliniche.
Caga una mezz'ora di un flusso senza soluzione di continuità. Cerca di pensare ad altro mentre s ene sta inebetito sulla tazza; cerca di ricordare come sia tornato a casa (Ah già, un passaggio dal Maresciallo Von Bismarck, quel ricco ermafrodito enochiano che abita con il suo amichetto Brain Eno detto anche Samule Eizenborg, narcolettico e sefardita)...cerca di pensare a quello che l'attenderà nella lunga giornata di emicrania circonflessa che l'attende (comprare cd evrgini, comprare dvd vergini, comprare vhs vergini)...ma in realtà il suo cacofonico del suo sfintere da celenterato ogni volta richiede veemente attenzione. Vuolesolo che quel culo sfrigolante la smetta di cantare le sue sordide melanconie!
Ha le gambe intirizzite dal freddo della mattinata e le chiappe iniziano già ad essere invase dalle centinaia di formiche rosse che infestano gli interstizi sognante tra le mattonelle ammuffite.
Mio dio mi divoreranno!
Ad un certo punto bussano alla porta.
Il flusso smerdante si trattiene istatantaneo. Chi cazzo era? Il flusso riprese cAvern(a)oso.
Sbirri? Creditori? Assassini seriali? Padroni di casa? Chi poteva essere così leggero e ben educato da bussare alla porta del cesso? Non conosceva nessuno dotato di tanto tatto, lo sapeva che tutti i suoi conoscenti, amici e nemici, non erano altro che animali assetati di sangue e Grog.
Kraken cercò di alzarsi ma il suo culo ribattè aspro. Osservò la finestra del cesso, era semi aperta. Bene,si disse, una via di fuga dalla mafia russa. O dai Cambogiani? Cazzo quante persone aveva fregato negli ultimi sei mesi? I Cinesi, il colonnello Kurtz, gli Areoliti Spastici del tempio di Elhoim, gli Stiloti di Gersualemme, i Panda della Cina Meridionale e le loro fottute piante di Eucalipto!
Merda.
-CHi cazzo sei?-
-Sono il Maresciallo, ti sei già dimenticato di me, apri amore che devo cagare.
La giornata finì lì. Kraken si fece a pezzi con le forbicine da unghie e a coriandoli si fece trasportare nel cesso, immergendosi derelitto nelle sue stesse nefandezze. Lo sciaquone riportò la pace in quella Valle di Lacrime e Ceramica.