31.3.06

una lezione di vita da parte di K

Kraken meditava un golpe il giorno in cui il Maresciallo in Canotta Otto Von New York City inviò a tutti i potenziali elettori un opuscolo cartonato e rilegato in panno di daino tramite il quale li indottrinava sulle riforme che il suo partito avrebbe innestato sul tronco tecnocrate ma insecchito del Governo di Brian Elettro Schock Blues Eno.
Kraken prese la coincidenza nell'unico modo in cui una coincidenza non deve essere presa: un segno divino. Si convinse allora di essere dalla parte del giusto metafisico e pensò di agire di conseguenza imbracciando un Barracuda a spalla spara Locuste artigliate e caricando la sua K-Mobile di Cazzate in Umido. Fatto ciò partì sgommando e mostrando il dito medio al vicino in veranda alla volta della Caput, infiammato da una voglia di farla finita con tutto ciò che aveva i pori che trasudavano liquame che sapeva di politcante. Già si leccava i baffi immaginando la sarabanda ed il caos che avrebbe portato nel palazzo del Potere e la quantità di sangue con cui avrebbe tinteggiato i gabinetti dei senex atori e l'odore della polvere da sparo che consumava i gilet spastici dei commessi del Parlamento, che tremanti e stipati in uno sgabuzzino buio, come loro costume avrebbero offerto il loro deretano, ne era certo, pur di essere risparmiati.
Durante il viaggio, il disturbo alla memoria di cui Kraken dimentica spesso di essere soggetto, si manifestò fulmineo; come se qualcuno avesse premuto un pulsante sulla sua testa e l'avesse spenta Kraken si trovò alla guida di una macchina che non riconobbe e davanti ad un panorama montuoso che non sapeva esistesse.
Alla prima piazzola di sosta si prese un pausa e manovrando lo specchietto retrovisore incrociò il suo sguardo. Non si riconbbe affatto, anzi pensò che ci fosse qualcuno sul sedile posteriore e si voltò spaventato. Lo spavento si tramutò in una congrega urlante di monaci cistercensi castrati vivi dagli anarchici spagnoli quandò notò il Barracuda pronto a sputare il suo carico di Locuste avvezze all'omicidio sistematico e il carico osceno di Cazzate in Umido il cui minimo contatto con l'Asciutto avrebbe potuto far esplodere.
La situazione era senza pietà.
Kraken allora, mosso da una emineza grigia che sta lì lì per farsi sgammare, accese la Radio. Ne uscì un suono, una voce e poi una canzone. Il suono era il ruggente fuoco dell'Inferno, la voce quella di un semidio puragotriale che lo invitava a pentirsi e a convertirsi al dio Primidio, la canzone era un vecchio successo di Laura Pausini e Blin lemon Jefferson...la Pausini, alle prime esperienze di delta blues, appariva nel brano come suonatore del proprio astringente verme solitario, estratto, rinsecchito, lavorato, reso cavo e sonoro dal tempo e dalla mano dell'artigiano, se non Patriarca, Enoch. La canzone era un invito ad uccidere la propria donna, oltrepassare la frontiera e divenire un cabalista down in Mexico way.
Kraken si denudò, vittima del Panico sentimento che le robanti valli gli ispiraronoe delle note sghembe e aurorali del sound del Limone Accecato, abbandonò la sua automobile e decise di giocarsi la sorte correndo a perdifiato nel bosco: dove il suo corpo avrebbe ceduto alla fatica lì avrebbe eretto una baracca di canne, funghi e muschio, dotata di un letto di foglie marce e pietra pomice, completamente priva di possibilità di attacco internet e avrebbe per sempre vissuto all'interno di una circonferenza di 34 metri di diametro come un cane alla catena.
Avrebbe così raggiunto l'estasi che solo gli eremiti e certi diciotenni in discoteca raggiungono.

29.3.06

Racconti brevi e secernanti sangue

Otto von Bismark sotto ipnosi. Un estratto:
"Allora mi si avvicinarono tre uomini. Era bizzarro come comportamento perchè io non gli avevo dato quel cenno che normalmente si fa per far avvicinare gli sconosciuti, e nemmeno mi parevano ladri o lacchè dato che indossavano abiti se non eleganti di buona fattura. Mi si introdussero: scoprii che si trattava di tre avvocati. Curiosamente li accumunava il nome giacchè si presentarono con il medesimo: Stern.
Affabile gli dissi: -Siete dunque tre fratelli?-
Essi si guardarono l'un l'altro per poi rimarmi e dirmi: -No.
L'atmosfera si fece strana e io mi augurai che fosse, quella situazione, una sorta di visione o sogno poichè la percepii subito opprimente ed eccessivamente soffocante, come se non bastasse i tre mi fissavanoora senza dir nulla con una scortesia che rasentava la spavalderia. Poi essi, distratti da non solo quale accidente, si voltarono e io ne approfittai per dileguarmi. Non li rividi mai più. Quella medesima sera mi ubriacai come non lo facevo da anni e mi risvegliai la mattina seguente in un letto sconsociuto e con un gran mal di capo. Tanto avevo fatto al sera precedente che non ricordavo e molte cose che ricordavo scopri che le avevo solo sognate. Ma i tre avvocati, sono certo, non facevano parte del delirio provocato dall'ebrezza dell'alcol".

28.3.06

la foto del giorno (prima)



Maurizio elettroP2 Costanzo minacciato visibilmente da madonna morte. Immediata la secca smentita del diretta checca interessata. Il cranio di plastica non ha rilasciato dichiarazioni ma in compenso ha emanato alcuni provvedimenti cautelativi nei confronti di Demterio "Son of a Monk" Stratos, già sindaco lungimirante (aveva un lungo cannone) di Innsbruck, che ha subito ammesso un coinvolgimento nella congiura piduista e nel tentato golpe delle bambole gonfiabili (oh emerito golpe!).

26.3.06

La foto del giorno (dopo)



Inspiegabile moria di pesci in un bar di Innsbruck. Grave lutto nella comunità. Il sindaco di Innsbruck, Demetrio "Krakatoa" Stratos, sancisce bombardamenti a tappetto per ricordare le vittime.

23.3.06

Dalla raccolta Racconti brevi fantastici per non dire cazzuti

Erano giorni strani quelli per Terry Riley. Aveva appena troncato la sua stroai con Joni Mitchell perchè l'aveva scoperto a spalamre olio industraiel sul sedere lapalissiano di Brian Eno mentre il maresciallo che noi tutti ben conosciamo piangeva acoltando in cuffia Baby I'm gonna Leave You dei Led Zeppelin ripensando agli eventi frastagliati che portarono allo sfracellameto dello Zeppelin del conte Von Lindeburg e del suo equipaggio di madre lingua polacchi.
Terry Riley, arso dalla vita amorosa, si gettò a capo fitto nella musica contemporanea. Dimenticata la breve scappatella con quel cul tarlato di Bvian Eno (erre moscia) si appassionò al Minimalismo. Iniziò a suonare ripetutatmente sempre la stessa nota e a variare e interlacciare tali cicli monotoni tra di loro, fu così che da tali alchemici impasti saltò fuori Philip Glass armato di pistola giocattolo.
Alla semplice vista dell'innocuo balocco, l'animo da hippie pacifista e assuefatto all'erba del buon Terry spirò fuori dal corpo vittima di 12 microinfarti.
La salma apotropaica del compositore barbuto venne allora scalzata dalla smilza ed inspiegabile gobba atletica del Glass che più Glass nonsi può.
Cosa successe poi? Lo sanno bene i cronisti dell'Alto Medioevo che rintanati in bugigattoli illuminati da candele e petrol derivati dell'Ikea scrissero dei sogni che ossesionavono Philip Glass quando stremato s'addormentava sulla tastiera del pianoforte.
Sogni fatti di ventose, di becchi ghignanti che parevano parlargli, di enormi occhi senza profondità ma dal magnetismo kepleriano. Sogni tentacolari e umidi di abissi indecifrabili. Ogni volta che si sveglaiva era l'alba ed era coperto di fanghiglia del profondo ed alghe.
Questo suscitò sospetti velenosi. Philip Glass scrisse a tutti i suoi amici (pochi in realtà: Steve Reich, Micheal Nyman, Nicholas Negroponte e James Brown) ma tutti gli parlarono di auto suggestione e di psicofarmaci da prendere a dosi prescritte a ritmi rigorossimi.
Glass era prossimo al manicomio. Aveva deciso per esorcizzare gli strani fenomeni che lo affliggevano tramite una seduta spiritica, tipo inizi del '900, con medium russo ed eccentrico, come testimone il rettore dell'Università di Cambridge e il dottore della Regina Madre, tale Gustav Alopecya, che, si diceva, in realtà fosse una spia del regno prussiano di recente formazione del Gran Maresciallo in Sordina Otto Von Bismark.
Tutto fu preparato fin nei minimi dettagli. Tavolino imbastito con tre piedi, tondo. Stanza chiusa a chiave. Bottiglia di Brandy per tutti.
Il medium si chiamava Beckenbauer Maria. Era cieca e sorda, ma nonstante le sue deficienze appena entrò nella casa di Glass disse queste testuali parole:
-Icvi est das todliche Kraken.
E morì.
La morte della medium creò conseguenze incomprensibili per tutti i presenti, ma che portarono negli anni '60 al successo delle teorie di Marshal McLuan sui media di comunicazione e alla vittoria alle primarie della Puglia di Gianni Letta nel 21 secolo.
Tutto seguì il solco invisibile e giunse all asua naturale meta.
Glass comprese che era il suo pianoforte, costruito dai Baroni Bosendofer e poi poassato in mano dei Meta Baroni Kraken, a procurare i visicidi orrori e gli appicicaticci sogni notturni. Grazie a cotale marcia in più potè iniziare ad essere un quotato compositore di musiche per colonne sonore.
Il dottore Alopecya svegliò il proprio serpente Kundalini e divenne cometa rosseggiante ed infuocata sparata verso i più luminosi soli del cosmo centrale.
Il rettore dell'Univerisità diede le dimissioni. Qualche anno dopo lo si poteva vedere in giro a fare concerti per le strade miasmatiche di un Dublino in fase di rivoluzione industriale: si faceva chiamare Bob, ma tutti l'avrebbero conosciuto con il nome di Solomon.

22.3.06

Kraken & Bagascio regia di Ridley Scott.

Il gan canyon aperto davanti ai loro tremanti occhietti, lo sceriffo Solomon che li rincorreva a piedi afflitto dalla sua ippopotomiaca massa di lardo dondolante, gli elicotteri come scarabei dorati in volo nevrastenico su di loro, punti rosso-laser puntati sulle loro capocchie insudiciate dal crimine, una thunderbird verde del 1929 (l'anno del crollo della borsa) sotto le loro chiappe. I sedili di pelle allagati dal perverso liquore dei pori ipertesi creavano infami pozzanghere dove le zanzare del caos primidio rimpinguavano la loro ributtante stirpe.
Il motore ancora acceso.
Kraken e Bagascio, infami creature del senza tempo, si guardarono alle spalle. Lì oltre il culo elegantissimo della thunderbird del '29 ancora si fiaccava la fianchetta Solomom Burke nel vano tentativo di raggiungerli. Dietro di lui un esercito di sbirri con occhiali a specchio e marijuana nei pantaloni sequestrata ai ragazzotti dell'Urbanitas in gita sciamanica nel Grand Cazzo di Canyon. Un esercito di froci frustrati dalla loro uniforme, pronti a incaprettarsi tra loro a fine turno nelle celle più lerce del commissariato inpolverato dalle roventi granaglie del deserto. Tutti con una foto del generale Custer nell'armadietto ed una di Pasolini nel cuore.
Kraken e Bagascio si guardarono negli occhi; sul sedile posteriore una polaroid dei tempi della scuola, in cui si erano ritratti nei cessi dell'istituto con in mano la loro prima canna di marocchino, svolazzò via.
Molte cose erano cambiate in quel fottuto week end e tornare alla vita di ogni giorno era ormai impossibile.
Kraken diede uno sguardo, l'ultimo, alla foto di Brigitta Bulgari che aveva attaccato accanto al San Antonio Proteggimi il giorno in cui aveva acquistato la Thunderbird da Sonny Rollins. Bagascio cercò qualcosa a cui pensare ma non trovò niente di meglio che computare la serie di Fibonacci fin dove non si era spinto prima.
Intanto Solomon Burke era schiacciato dalla sua massa panzoica senza pietà e qualche sbirro pensava già di sposarsi ed avere un figlio solo per avere un ragazzino da violentare regolarmente ogni volta che tornava a casa dal turno di pattuglia.
Kraken premette l'accelleratore e lui e Bagascio volarono su su nel cielo sopra il Gran Fottuto Canyon. Una sensazione come di dissolvenza in bianco li avvolse.
Poi l'inverosimile...

17.3.06

ANSA-ANSA-ANSA-ANSA-ANSA-ANSA-ANSA-ANSA

Lester Bangs sobbalzò sulla poltrona leggendo il televideo di mtv. La notizia era una bomba: avevano arrestato Kraken e Jack Bass. ! (ci voleva, un punto esclamativo eccheccazzo).
i Fatti: Kraken era da giorni in fila davanti alle poste per cercare di regolarizzare la propria posizione di extracomunitario militante. Com'è la chiamavano in giro sta legge? Fossi-Mini? Rossi-Kini? Ossi-Vini? Sti cazzi, Kraken s'era accampato alla grande: il suo kit comprendeva: un plaid scozzese tarmato, Kerosene, mazzo di carte napoletane, radio a batterie, mappatella, bottiglione di Thundrbird nuovo di zecca e intonso, contratto di alvoro regolarmente fornito da Jack Bass, che, da buon postino, l'aveva fregato a tale Muhammad.
Kraken-Muhammad passò la notte a bere vino a suonare vechi delta blues soffiando nell'armonica il suo fiato pesante, e masturbandosi nel sacco a pela al sorgere del sole. In perfetta forma, era terzo allo sportello: davanti a lui l'Imam del quartiere e il kebabbaro zozzo.
arrivato il suo turno, aveva conseganto il contratto di Muhammad all'impiegata, tale stronza che anche il padreterno aveva provato un brivido di piacere nell'obliareil suo nome. Ma qualcosa era andato storto, stranamente. Forse colpa della scarsa somiglianza tra la foto di Muhammad e il volto rubizzo di Kraken, forse colpa degli insistiti occhilini che Jack Bass gli lanciava ogni volta che passava, forse colpa di Cornelio Nepote, chi può dilro? sta di fatto che la polizia aspettava Kraken all'uscita, nella machina senza contrassegni un Jack Bass ammanettato e abulico.
Kraken sorrise con prustiano piacere nel risentire il rumore della sirenza accesa per farsi largo nel traffico intasato.

15.3.06

10 cosette che non sapete su Kraken

1- Non è vero che 10 milioni di Kraken sono stati sterminati e uccisi nei campi di concentramento nazisti
2- I posticci capelli che tronfi se ne stanno asfittici e azzimati sul cucuzzolo di Berlusconi sono peli pubici di Kraken (l'operazione di donazione rientrava in un vecchio programma di attività a favore della comunità che il tribunale aveva imposto a K. una ventina d'anni fa nel corso di un processo per detenzione e spaccio di sostanze psicotrope)
3- Kraken non è mai stato in Vietnam ma era su uno dei caccia della RAF durante il bombardamento di Dresda
4- Non è vero che da piccolo Kraken è stato rapito dall'Anonima Sequestri
5- Kraken non è mai stato amico di JFKraken, cosa che tuttavia lo incentivava a frequentare Marylin Monroe
6- Phil Spector era solo il nome d'arte scelto da Kraken per avventurarsi nello sfavillante mondo dell'industria musicale
7- Non è vero che Kraken ha un aereo privato con autista, una mercedes bianca con le pinne e un vespone 150 in garage; Kraken usa i mezzi pubblici con regolarità, cosa che gli permette dis entirsi una persona migliore e più attenta all'ambiente oltre a dargli l'occasione di tocccare qualche tondeggiante binomio di chiappe
8- Kraken è effettivamente stato circonciso da un prozio di Magdi Allam
9- Coltrane ha dedicato Naima non a sua figlia, bensì alla tartaruga stercoraria di Kraken, Naima appunto
10- Kraken non parla più con Jack Bass dal giorno che loro due più Stevie Wonder erano nella sala d'aspetto dell'autoscuola per fare l'esame della vista: jack Bass e Kraken vennero bocciati, quella volta, e si incolparono vicendevolmente, cosa che inasprì l'odio reciproco fino allora represso a fatica. Per Stevie non ci furono problemi.

9.3.06

KRAKEN CE L'HA DURO

Kraken aveva avuto una settimana di inferno.
Lunedì, sveglia, stress, caffè, stress, lavare i denti, defecare liquido, strozzarsi un paio di sigarette, beccare il panettiere per ricordargli che è in arretrato con il prestito, altro caffè, autovelox e quattro punti in meno sulla patente, un panino, autostrada con confezione da sei di birra gelata e johnny cash nella radio.
Lunedì, sveglia, ignorare il agtto che vuole da mangiare, pisciata, caffè, guardarsi allo specchio e mandarsi affanculo, tirare un calcio al gatto che ancora insiste a reclamare carboidrati, mostrare il medio al psotino che chiede "Sei Kraken, vero?", altro caffè in autostrada, pioggia e vetro appannato, vecchi blues di muddy waters.
Lunedì, sveglia, PORCODIO.
Lunedì, sveglia, doccia, barba, deodorante, ma visto che non cambia un cazzo attaccarsi al bottiglione di Thunderbird e uscire solo quando il livello permette un agevole brancolio, multa sotto il tergicristallo della amcchina, l'automatico non prende i soldi per le sigarette, l'autostoppista caricata ci tiene a precisare che è ha l'aids, nick cave sbraita, il casello di uscita sembra alontanarsi.
Lunedì, sveglia, grattarsi le palle, controllare eMule, stracciare la comunicaqzione dell'amministratore del condominio attaccata alla porta con lo scotch, spesa al supermercato, graffitare i dieci comandamenti sulla facciata della cattedrale, iscrizione al wwf e a greenpeace, prurito al buco del culo, probabili emorroidi in arrivo, cumuli di neve in autostrada, jefferson airplane.
Lunedì, sveglia, non rispondere al telefono, riscaldare il caffè del mese scorso, leggere il giornale del giorno prima, telefonare al servizio meteo personalizzato, uscire, dimenticare qualcosa, rientrare, riuscire, autostrada, perdere una ruota, controlalre la amcchina, perdere un'altra ruota, controlalre la macchina, perdere INSIEME le due rote rimaste, deragliare in aperta campagna, al tipo del carroattrezzi dare la patente di jack bass e confodnerlo per evitare che sospetti, scroccargli un passaggio, Metal machine Music
Giovedì, sputare in faccia alla giornata che inizia, caffè, darci sotto con la panetta di marocchino. Telefonate: Lester "ehi amico come stai?", Bagascio: "ehi, come stai amico?", Jack Bass "come stai amico, ehi?", Von e Brian (rispondere al terzo squillo) "Stai come...ehi amico!", Carlos Santana: "oye como va?", Solomon: "Please please please", Linda Lovelace "come stai...ehi...il tuo amico ti si alza ancora?".
Kraken ringraziò con un vaffanculo garbato, si limitò a mettere giù, ma prima disse di sentirsi molto bene, anzi, che stava alla perfezione e forse gli stava venendo duro.

8.3.06

dalla raccolta racconti brevi, fantastici e miserrimi

Solomon burke si addormentò sopraffatto dalla sua massa e sognò il tempio di Cerere in Magna Grecia, tempio che mai aveva veduto in vita sua.
Quando si svegliò trovò una sacerdotessa nella camera insieme a lui. Ella gli disse una cosa importatissima che riguardava la vita sua, di Brian Eno e dei Gatti di Vicolo Miracoli. La cosa lo sconfortò profondamente. Per fortuna poco dopo che la sacerdotessa svanì dimenticò tutto.

PACTOTUM (Kraken S.P.A.)




A NEW WAY OF LIFE

Hai invitato la tuo capo ufficio a cena ma a causa dei turni di lavoro soffocanti non hai avuto il tempo di pulire il pavimento con quella cera aromatizzata al kiwi che tanto la fa inumidire? Il tuo amico Leonard Choen ti parla facendo precisi e chiari riferimenti a certi fatti scritti nei capitoli 11 e 12 del suo libro riguardanti la sordida promiscuità di tua moglie ma non hai mai avuto la possibilità di leggerli perchè la sera torni così stanco dal lavoro che ti addormenti vestito e con la valigetta in mano? Non hai mai tempo di fotografare il mare d'inverno dato che i turni in quella stagione raddoppiano impietosamente? Il tuo bonsai sta marcendo come la tua porca vita?

Beh, riprenditi il tuo tempo, amico!

L'Agenzia Confederata Pactotum ti fornisce un clone a prezzi modici che seguirà fedelemente qualsiasi tua istruzione e farà le tue veci in ogni occasione, domestica e mondana. Questo ti permetterà di organizzare tutte le feste che vuoi (avrai il tempodi andare a comprare lelingue di Menelick ed i cappellini - fottutissimi e introvabili- a punta con la bambagia genuflessa che gli spunta dall'apice isterico nel negozio specializzato e addirittura riuscirai a preparare in casa e a mano utti -dico tutti- i tramezzini al tonno e al prosciutto cotto+funghi che faranno la gioia dei palati degli invitati) e nello stesso tempo potrai lavorare fino a 18 ore consecutive per pagare il mega-mutuo confederato e conclamato. Diventerai la star del tuo condominio grazie al servizio Pactotum.

Iscriviti alla nostra mailing list per essere aggiornato quotidianamente sulle statistiche di mortalità delle galere confederate.

F.A.Q.

Ciao Bob volevo sapere se il clone adempierà ai miei doveri coniugali?
Certo, i cloni hanno le tue identiche fattezze e puoi star certo che avrà anche il tuo medesimo "compagno di battaglia", vedrai tua moglie sarà felice di farsi intrattenere dal nostro prodotto e non ti distrarrà più dalla tua carriera in azienda. Di regola si dovrebbe avvertire ilconiuge dello scambio ma il più delle volte non si accorgono di nulla...


Ciao Bob volevo sapere se il clone può morire se gli asporto i bulbi oculari con una forchetta arrugginita che ho trovato proprio l'altro ieri giù in giardino?
Certo che sì, amico mio. E'strano ma anche i cloni hanno un'anima...colgo l'occasione per ricordarvi che l'eliminazione di un clone tecnicamente non è identificabiel con l'omicidio ma bensì è più simile allo smaltimento non autorizzato di sorgente di inquinante di grossa dimensione.

Ciao Bob sono quello di prima, volevo sapere se i cloni sentono il dolore?
Certo amico mio, lo sentono come te e me, la legge tende a punire il propietario che in flagrante viene colto a torturare il prorio clone...ma ricorda che non hanno nessun diritto legale, non possono nè denunciarti nè perseguirti, quindi se per caso infliggi loro qualche sorta di tortura cerca di farlo lontano dalla vista dei tuoi vicini di casa e potrai farlo quanto ti pare.

Ciao Bob i cloni possono avere una erezione?
Certo Cindy, fai sempre la stessa domanda...

Ciao Bob, sono Brian Eno. A causa di vecchi rancori il mio vicino di casa Otto Von Bismarck ha sodomizzato il clone. Quando ho reclamato mi ha fatto notare che non era stato lui ad avere il rapporto contro natura mail suo clone stesso...io sono certo che è stato l'originale a violare il tempietto del mio clonino ma nonho nè prove fotografiche nè registrazioni audio. Ci sono emandamenti a cui posso appellarmi?
Caro Brian esiste un ufficio apposito per tali casi denominato Gabinetto di Igiene Etico per la Regolamentazione del Rapporto tra Cloni ed Originali, più volgarmente chiamto Ufficio Sodomia e Gomorria. Per fare reclamoperò devi primna essere castrato chimicamente e poi comilare 12 chilidi moduli stando in piedi su uno sgabello senza un piede mentre due addetti alutamente pagati danno fuoco hai tuoi fottuti capelli, una scimmia (il presidente dell'Ufficio sudetto) ti strapp ai capezzoli a morsi, un ramarro ti caga in bocca e Cindy Luper viene violentata da Mike Patton travestito da Papa Bonifacio VIII sulla scrivania dietro di te e tu non puoi girati nemmeno a guardare perchè un uomo che sembra tuo nonno morto da anni ti ha immobilizzato solo fissandoti negli occhi.

6.3.06

totenkraken

kraken prese dei farmaci e sognò.

Si immaginò di essere in un luna park americano e di entrare nella vecchia tenda della pizia per farsi svelare il futuro tramite l'arte dei tarocchi.
si sedette sulla testa bestemmiante di sam peckinpah mentre la fattucchiera iniziava il rituale del miscugliodelle carte. Lei gli parlò di arcani minori e maggiori e poi gli fece tagliare il mazzo dicendogli di concentrarsi sulle scene che prediligeva dei film di Peckinpah...gli fu impossibile non pensare a Mucchio selvaggio naturalmente ma si ritrovò per la testa anche De Niro in taxi driver che si puntava il dito contro lo specchio...temette che questo difetto del pensiero, questa distrazione, pregiudicasse la divinazione ed entrò in un paranoia tesissima, tale tensione potremmo indicare come causa degli incidenti che seguirono.
Mentre la vecchia disponeva le carte in ordine apparentemente rosacrociano Kraken si rendeva conto che sarebbe potuto entrare nella tenda Salomon Burke e continuare la catena dei suoi pensieri dal punto esatto in cui il suo ingresso l'avrebbe interrotta.
Così fu.
Entrò Solomon e iniziò a snocciolare tutti i pensieri che scaturivano dal punto in cui kraken era giunto. La Pizia, reputando troppo modaioli i tarocchi, prendeva a masticare erbe di alloro mescolato a ceppi di Draconico e Acanto. burke, la balena nera, priva del suo Hacab negro e bluseggiante, continuava a diramare il pensiero di Kraken come se fosse una tela dalle migliaia di fili di cotone multicolore...tale tela disegnava cose incredibili inaudite anche per i sogni...ma ben presto il ragazzo K si sentì a disagio per quello spudorato raccontare e desiderò intensamente che Solomon si sciogliesse nell'acido in cui quel sogno stava fermentando.
Così fu.
Solomon si dissimulò senza pietà forse ingoiato dalle zanne leporine del Peckinpah sempre ringhiante sotto le chiappe di K ma, ripeto, non ci sono conferme sull'accaduto...e intanto la pizia era invasata dai fremiti della possessione. Rigurgitò ectoplasma e la colazione della mattinata. Tornata in sè con un bastoncino adatto allo scopo (chiamato Smicciarello) frugò il viscerume seguendo uno schema simbolico di gesti e cenni che si tramandavano da Pizia in Pizia dal 1200 AB (avanti beatiful). Pronunciò una preghiera e si addormentò. La pizia immaginò di essere Kraken che andava dalla pizia più antica, quella originale, quella che tutto aveva insegnato e la chiaroveggenza l'aveva nel sangue, e sognò di farsi da questa predire il futuro per filo e per segnò. Mentre la pizia più antica confessava le sue visioni a quello pseudo kraken la pizia sognante prendeva lesta appunti su una tavoletta stenografando in cuneiforme.
Di ritorno dallo sghembo viaggio onirico, con il futuro di kraken in pugno, la pizia si fermò ad una bottega d'artigiani che stava proprio sul ciglio tra la Veglia e il Sogno. Vi entrò e dentro un nerboruto brian eno a petto nudo menava colpi di martello su una incudine fumigante di scintille, malleava un enorme oggetto di ferro tra le tenaglie. La Pizia si avvicinò titubante. Brian si fermò e si asciugò le scolpendere del sudore che zampettavano in rivoli assecondando i calli della sua epidermide...la Pizia si avvicinò di più per osservare meglio lo strumento che Brian stava lavorando con tanto furore gagliardo. -Si avvicini, si avvicini...ma cos'ha li tra le mani?- disse il fabbrino (leggi fabbr-eno) riferendosi al prezioso dossier su Kraken.
L'oggetto ancora rovente era un'asta dalle forme oscene...la Pizia era vicinissima ora all'incudine e risuciva a scorgere dei dettagli che non capiva su quello informe oggetto.
-Venga, venga vicino...-
Un passo, una mano gli afferrò la caviglia. La Pizia abbassò lo sguardo a terra spaventata dalla presa...lo fissava un volto baffuto dal pallore abbaccinante, un uomo prussiano dai fulgide basettoni coperti di sangue e fuliggine. Solo ora la pizia si accorse che l'incudine su cui il giovane mezzo glam abbatteva la forza del suo braccio e del suo maretello era la schiena deforma di un essere umano. Era Otto Van.
Gli occhi intrisi di terrore del maresciallo furono l'ultima orribile visione per la donna che non fece in tempo ad alzare lo sguardo su Brian Eno che la furia kubrickiana del suo martello scompose la naturale simmetria delle cellule ossee del suo cranio. Gli appunti sulla vita futura di Kraken svolazzarono tutt'attorno come luttuosa neve.
ALCUNI FOGLI SI INZUPPARONO DI SANGUE
ALTRI FINIRONO INCENERITI NELLA FORNACE
MA IN MANO DI BRAIN ENO RIMASERO ABBASATANZA PAGINE PER AFFERMARE CHE IL DESTINO TREMANTE DI KRAKEN ERA ORA DI SUA PROPIETA'.

Nel mondo onirico che Kraken sognava, la Pizia rimase addormentata con la rete dei tarocchi districata sul tavolino e la bava psicotropa alla bocca. Kraken cercò di svegliarla ma senza risultato. Si ficcò allora in tasca i quattrini della cassa, gli toccò le tette sode da sacerdotessa, e se la svignò innocente.
Sullo stretto sentiero che a casa lo riportava poteva sentire una pressione terribile sulla nuca come un macigno che lo schiacciava a terra: egli non vedeva nulla ma se avesse potuto avrebbe visto lo spigolo diabolico dell'occhio di Eno che dall'alto, dal basso, dalla destra e dalla sinistra, da ogni fottuto dove, si inzeppava cruento alla base del suo cervice. Da quel momento, per sempre, nei sogni, kraken avrebbe sofferto di quella opprimente sensazione senza sospettare che sul suo capo incombeva la scure fenicia di Brian Eno.

L'effetto dei farmaci di Kraken terminò e si svegliò. Ai suoi piedi il corpo salomonico di Solomon galleggiava in lago di grasso e fetore urbano. In televisione Warren Oates cadeva a terra in pozza di sangue preda della vendetta insensata della frontiera.

2.3.06

Il Kraken a San Remo

Erano dievrsi giorni che il Kraken non lo si vedeva in giro. i Suoi amici lo cercavano in giro, nei soliti posti dove sapevano di trovarlo, tipo i bar omo, i banchi dei pegni, i pornoshop più a buon mercato, le armerie e i reparti dei surgelati degli ipermercati, ma invano. Solomon Burke camminava, grasso e fronfio, nella strada più buia della città, dondolando il suo culone nero nel bituminoso fegato di tenebra. Bagascio varcava la soglia del Culo Aperto, noto ritrovo gay sulla Quinta Strada, e finiva per essere rimorchiato da un metalmeccanico di nome Silvio. Brian lo cercava sul web, sfruttando le sue conoscenze e bypassando il filtro di protezione famiglia che Otto Von aveva installato sul pc di casa, al Reichstaag ( o come cazzo si scrive). Jack Bass perlustrava le stazioni, i ponti, le scogliere e tutti quei posti dove era più facile addormentarsi sbronzi o suicidarsi.
Solo Lester Bangs se ne sbatteva: Lester se ne stava nella sua capanna sull'albero, guardandosi via cavo il festival di San Remo stravaccato in poltrona e strafatto di Romilar. Lester sosteneva contro ogni evidenza di stare lavorando a un pezzo per Creem, e intanto prendeva appunti sulle varie canzoni e li trascriveva in stenografia sul suo lercio taccuino che si scrive senza q.
alcuni estratti dal taccuino di L.B.
Niky Nikita Nikolayvic Nikolay (o come cazzo eccetera eccetera): ll fr dx up & down (trad: un colpo glielo darei)
Anna Oxa: Jj Ii K.A.Z.z.O.-V.U.O.i.? (trad: dammi un solo motivo per non insultarti)
Dolcenera: 7 < 6 (trad: interessante invito subliminale alla cremazione pineale)
Ron: H7 25 (trad: grande voce;interprete ideale per un melodramma sulla impossibilità di una defecazione tranquilla in un cesso pubblico).
Ma dove cazzo era finito Kraken? Nessuno lo sapeva, ma si era rintanato nell'appartamento di Harry Smith, al Chelsea Hotel di Cinisello Balsamo, per mettere a punto il pezzo che aveva intenzione di portare a San Remo.
Questo dettaglio Solomon, Bagascio e gli altri non potevano saperlo, e comunque Lester se ne sbatteva, strafocandosi di noccioline e Dilaudil davanti al televisore. Nel corso della serata, Lester sobbalzò dalla poltrona una sola volta, il che gli evitò l'insorgere di perniciose piaghe da decubito.
Ed eccolo là, Kraken, sul palco dell'Ariston (che avrebbe cambaito nome già nella terza puntata del Festival, dato che l'aveva rilevato Bill Gates), presentato da Panariello come un giovane emergente: ed ecco a voi la Kraken Liberation orchestra, tuonò il toscano abietto.
Lester sia vvicinò al televisore, sgrananso gli occhie spazzolandosi dai baffi le briciole degli snack ipercalorici che degustava tra un sorso di sciroppo e l'altro.
Kraken, smagliente nel pastrano pulcioso, col naso di gomma rossa sula naso di gomma rossa sul naso rosso di gomma sul rosso di naso gommoso, e un frivolo papillon annodato alla base del pene, sorrise alla platea, raggelandola all'istante.
Al collo portava una Telecaser pre Cbs, prestatagli dal vecchio Muddy W., e così iniziò a suonare.
Furono 16 minuti di caos, una sarabanda di valzer, un crocicchio di dstorisoni e feedback innestati sulle variazioni Goldberg e contaminati con sonorità Klezmer.
A metà del pezzo gli Hell's Angels della sezione locale fecero irruzione nel tatro, iniziandoa spacacre teste, e Krakne, ebbro come il bateu ivre, improvvisò una Gimme Shelter cancerosa, che non mancò di incrementare la sete di sangue degli Angel's.
E così Panariello morì, dicendo a Sonny Barger, tra indicibili sforzie sofferenze, oh che tu fai maremma bucaiola. Inutile dire che a queste parole Sonny moltiplicò il suo impegno e abbattè sul cranio di Panariello la catena con la quale era solito legarsi le scarpe.
Lester Bangs, intanto, teneva il conto dei morti, segnando delle ics (X) sul suo taccuino, gongolando per i suoi stessi vaticini lisergici che gli avevano fatto a lungo predire una nuova Altamont.
-Ciao Giorgio-, disse Kraken, staccando la Telecaster e abbattendola sulla testa di Begbie, che si trovava a passare da Sanremo per caso, e tra una puntata al casinò e un boccale di rossa doppio malto, si era ritrovato ospite della serata per aprlare del suo ultimo film, quel vecchio Trainspotting che usciva in versione restaurata in tutte le sale parrocchiali.
La notte calò così, rotonda e sdolcinata come il vecchio Solomon, che brancolava nel buio convinto di camminare nella luce.