7.2.06

Samarkraken

Il rumore di fondo nella stanza era un lento gocciolio. Kraken si chiese immediatamente se non si fosse pisciato addosso come faceva ogni volta che la sera prima riceveva una telefonata trans continentale a carico da parte del suo amico e compagno di incesti Bagascio. Si sfiorò con una mano tremante l'inguine impiluccato di pidocchi e spaventapasseri. A parte tracce di antiche erezioni tutto era asciutto come il culo sadico di uno scarafaggio alla brace. E allora cosa cazzo era tutto quello stillante sbrodare? Kraken dischiuse un oblò e vide che nella sua cameretta c'erano stalagmiti, suggestioni di calcare ossuto, grappoli di pipistrelli marci.
D'improvviso si ricordò la sua essenza: non aveva nè casa nè famiglia, egli era solo puro guano sociale, una piaga per l'intera ecosistema, era fango primordiale privo di amminoacidi che dunque non avrebbe generato nessuna cazzo di stirpe mondiale come successe a Peppino Gustativo, pinta di fango fulgente di protozoii e fertilità, omofobico compagno di banco del nostro fluido Kraken al master di utilità planetaria e gestione di impresa.
Dai recessi della grotta in cui era stato assegnato dopo il master e il rispettivo stage non retribuito i suoi gorgogli sono impercettibili.
Il nostro semiliquido Kraken si sveglia completamente, risciacqua gli ultimi residui di cacate morfeiche dal suo cranio rincitrullito e scivola lumacoso fino ad una pozza di acqua purissima perchè satura di acidi di svariati generi. Controllò la montagna di merda ai piedi degli squittenti creaturi alati, gli isterici pipistrelli, e dalla sua altezza capì che doveva essere più o meno mezzogiorno.
Rimase immobile per 14 ore attendendo che il suo viscido metabolismo concludesse l'ennesimo ciclo di veglia e quindi la fine della giornata.
Intorno alla tredicesima ora si presentò un tizio con una valigetta. Kraken si cacò immediatamente sotto dato che grazie alla 24° arte di Hokuto riusciva a percepire il puzzo del terrorista islamico a mezzo metro di distanza ed ora il tipo gli stava proprio a mezzo metro e la puzza era tanta, fratelli, la puzza era tanta.
Il tizio si sedette. Vedeva che era sudato; era viscido come un tritone... la cosa sulle prime eccitò Kraken che sempre era stato affascinato da quelle squallide e birichine creature anfibie che spesso legavano la propria madre ad una sedia, la cospargevano di olio di Colza e poi la sottoponevano ad un severo test di dieci domande sulla vita di Laura Palmer.
L'uomo increspò il laghetto di acidi con il dito. kraken osservava impietrito.
L'uomo iniziòa discutere con il laghetto.
-Mio caro laghetto non ce l'ho fatta...il prete Gianni era lì accanto a me ma non ci sono riuscito a farmi esplodere.
E il laghetto rispose: -Cannabioli, hai bisogno solo di Cannabioli...
-Io laghetto so integralmente 'Slamico non posso fumare cannabio'
-Io sonolaghetto da miliardi di anni, la mia sapienza trascende completamente quella della tua religione e di tutte le altre. Solo io posso indicarti la giusta strada.
-E' dunque quella dei cannabioli la strada esatta, non quella del Profeta, non quella del Grande Fratello, non quella di Duke Ellington, non quella del Prete Gianni?
-Fratello o lo capisci o non lo capisci: te devi da fa li Joint!
-E questa valigetta? Piena di TNT...morte and destruction...
-Aprila ora l'esplosivo si è tramutato in fecondo oppio afgano
-Porca Madonna è proprio vero. Cazzo laghetto fai paura!
-Ora va e vendi a 23 euro al grammo. Mi raccomando guardati dagli Albanesi che non pagano mai i debiti e dai Sefarditi del Sud che di solito spaccano il culo anche ai passeri; quanto alla miaquota io opterei per un 70 per cento...ehi ehi brutto stronzo dove vai!
L'uomo bombolone riepeino di stupefacenti si stava già involando verso unanuova vita fatta di videodi negri che ballano e cantano il rap, di burqua fucsia a fantasia di orsetti e tante topine rasate e francesi.
Scappando via dal meandro dove il caso lo aveva diretto calpestò la materia magmatica di Kraken. Egli suo malgrado si insinuò tra le righette piene di merda delle scarpe della Nike del Kamikaze (appasionato di pestamento di merda di cane al fine di ingraziarsi la fortuna) che si ritrovò insieme ad esso a fuggire verso l'uscita. Il laghetto blaterava di santeria e riti voodoo diretti alla persona del "figlio di puttana che mi ha fottuto".
Intanto Kraken capì che avrebbe visto la luce, non quella della divinità ma la semplice espressione fotonica che però acqusitava un avalenza simbolica non indifferente. Per la passione il suo ano balbettava. Non poteva credere che quel bagliore saettante ed untoso che vedeva lontano in fondo all'oscurità grottosa sarebbe divenuto il mondo esterno. Il Kamikaze raggiunse in un batter d'occhio l'esterno. Kraken, i cui occhi nonerano abili alla luce del sole, rimase ciecoper unpaiodi minuti ma poi pian piano si abituò. Kraken-fango sbirciò sopra di sè e vide il sole. Fu così intensa l'emozione ch perse il controllo degli sfinteri ed inizò a cagarsi addosso con un fare machiavellico. Nel giro di un minuto era già disidratato, nel giro di un altro paio della sua forma non era rimasto più nulla se non una striscia impercettibile di materia oscura.

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