17.2.06

K.I.B: ottava puntata

Riassunto della puntata precedente: Kraken, per tirare su due soldi, decide di fare il prete e ruba delle tonache nella canonica di Don Carrisi; il cambiamento getta nel panico e nel disappunto i suoi conoscenti.

Così vestito di nero, Kraken si mise al volante della sua Mustang cabrio con i sedili leopardati. Al primo semaforo lungo la retta via gli si affiancò uan Clio nera con dentro tre rabbini che scoltavano un disco di Camaròn; i quattro si scambiarono un magro segno di saluto, prima che Kraken lasciasse qualche mm di pneuma sull'asfalto e sghighazsando mostrasse loro il dito medio.
Kraken arrivò così a Bel Air, e si diresse in Sunset Boulevard, dove fermò davanti alla prima villa che gli diede l'impressione di essere abitata da una vedova ultrasessantenne con i suoi servi.
Facendosi strada sul corpo dell'aitante maggiordomo Lenny Bruce, Kraken si introdusse nell'elegante salotto dominato da arsenico e merletti e pizzi e frizzi frizzanti e bomboniere in silver plate e foto di morti e tombe di vivi, stravaccandosi infine sul divano. Aprì la Bibbia nella quale nascondeva la pinta di Johnny Walker etichetta nera, e tracannò in religiosa estasi.
La signora Bangs lo beccò che tracannava, ma non diede importanza alla cosa, intuendo che si trattava di un qualche nuovo sacramento inventato da Barbapapa Ratzinger.
Kraken iniziò a lavorarsi quel mucchio d'ossa raccontandole la storiella che raccoglieva fondi per la sua missione in un lontano villaggio abruzzese che gli indigeni chiamano Vasto, dove stava costruendo un lebbrosario per far dire il rosario ai giovinetti in modo da sottrarli alla strada e alle droghe leggere e alla passera infame.
La signora Bangs interruppe Kraken quasi subito, e iniziò a raccontargli i suoi guai, di suo marito impalato dai turchi nella battaglia di Lepanto e di suo figlio Lester che le dava tante preoccupazioni. Ovviamente Kraken fece finta di non conoscere Lester, nonostante una delle tente foto in cornici di corno e cornacchie e cornamuse li mostrasse insieme, all'indomani della vittoria contro i Musi Gialli del paese Giallo.
La signora Bangs sgonfiò i coglioni di Kraken con metodo e mestiere per due ore e quattro quarti, ma alla fine gli diede un assegno di 750 euro, che Kraken instascò a occhi bassi, ficcandoselo nel calzino destro, posto in cui abitualmente teneva il fumo.
Lenny Bruce, sulla porta, gli tirò uno scappellotto, e Kraken sorrise.
-Lenny, Lenny,-, disse, e poi, rivolto a un punto preciso tra due nuvole a forma di culo e peto, -Padre, perdona Lenny Bruce perchè è uno sporco ebreo e perchè non sa quello che fa. Ma se dovesse rifarlo fagli seccare i coglioni. Amen-
-Amen-, disse Lenny.
Così Kraken si avviò felice lungo la strada lastricata d'oro, e passando per la cruna di un ago entrò nella Mustang che docile come una mignotta avvezza a dare del tu all'aids si accese.
(fine seconda punta. Potrebbe seguire la terza. E non scherzo).

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