16.2.06

K.I.B. : Kraken In Black

Il seguente testo apocrifo racconta la breve avventura ecclesiastica di Kraken. Il suddetto è in due puntate o forse tre, quindi fatevene una ragione da subito. Per far si che le restanti puntate si materializzino entro il D-Day iraniano, recitate due Ave Kraken, tre Kraken Nostro, quattro Salve Kraken e un Gloria, preferibilmente nella versione dei Doors.

Erano un paio di settimane che Kraken si aggirava intorno alla canonica di Don Carrisi. Per non farsi beccare dagli sbirri per vaganbondaggio/vagabondage, aveva deciso di mettersi a vendere "La Torre di Guardia", il settimanale dei Testimoni di Geova. E così con le dodici copie intonse, giorno dopo giorno se ne andava avanti e indietro davanti alla canonica, spiando e prendendo appunti.
Notazioni del Kraken:
1) I preti si comportano con gli inferiori come se fossero bambini, cioè li stuprano con la scusa di offrire loro un gelato al gusto di catechesi e rassicurazioni sul fatto che, si, è v sicuro, quando gli animali domestici muioiono vanno direttamente nel paradiso degli animali (cosa che non tocca agli elefanti o agli scimpanzè scoperecci; il paradiso degli animali accetta solo bestie castrate o quantomeno sterilizzate. Tranquilli quindi, il vostro cane vi romperà i coglioni per farsi portare a pisciare ANCHE quando sarete assisi nel Regno dei Cieli)
2) Anche i preti hanno degli amici con cui farsi una birra dopo la messa, il che implica che i preti SI DIVERTONO!!
Kraken, dopo aver studiato le abitudini ecclesiastiche, attuò il suo piano: spacciarsi per un inserviente della lavanderia Nekrosius&Figli e ritirare gli abiti neri sporchi.
-Scusi padre-, disse Kraken al giovane preticello che gli aveva aperto la porta e consegnato il malloppo di stracci che sapevano di scorregge vecchie e pugnette instacabili, -vorrei regalare una dozzina di colletti bianchi di lino della Nuova Guinea Stercoraria a Don Carrisi-
-Che pensiero gentile figliolo-, gli rispose il giovin pretello
-Beh, si, è che comunque me ne servirebbe uno, come campione da portare in sartoria e poi... -
-Certo certo, sono convinto che gli farà piacere. Padre Carrisi è nel suo cottage, laggiù in fondo all'orto delle delizie e alle delizie dell'orto.-
Col suo saccone in spalla, Kraken bussò alla porta del cottage di Don Carrisi, e non sentendo alcuna voce, entrò fischiettando un "C'è nessuno? no?", e così si intascò oltre al colletto, oltre ai sette libri della collana "Voluttà", una copia numerata di "Primavera nera" di H.Miller, e un tomo polveroso e sciatto intitolato "I sette peccati capitalistici al tempo di Gesù il comunista: definizioni e prolegomeni per froci. A cura di Alessandro Baricco. Pref di Giampiero Mughini"
Kraken riportò il malloppo nella sua fetida stanza di albergo; riempì la vasca e lavò la tonaca e il colletto, che si ingrigì un tantinello ma sti cazzi, stentenziò Kraken.
Messe(nere) ad asciugare le vesti fuori dalla finestra che dava sul sexy shop sottostante, Kraken andò a dormire, e russando russando, scoreggiò sogni struggenti e fanciulleschi di scogliere irlandesi e chiome rosse occhiate diverde, e danzante pelle ndida e lattiginosa da scoprire un millimetro per volta, sperando di perdere il conto.
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Il mattino dopo era giorno. Kraken si vestì, e scese in portineria. Al vecchio Jack Bass per poco non venne un colpo, vedendolo vestito da prete, e si strozzò con la prima birra della giornata, cosa che lo mandava in bestia e gli faceva veramente girare i coglioni.
-Dove cazzo vai vestito così?
-Pace e bene, figliolo-, gli rispose Kraken serafico, buttandosi in strada attraverso le porte girevoli.
(fine prima puntata)

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