23.2.06

eno e von

Brian eno e Otto von Bismark si conobbero implumi tra le quattro mura fatiscenti e gesuite del Manicomio Minorile dell'Ordine degli Attempati, piccola congrega di frati che condividevano in silenzio e riconoscenza l'età ultracentenaria e un contributo annuo dal semper munificateum(bum) Vaticano che veniva speso come da precolombiana tradizione in lecca lecca da ammassarsi in una stanza chiusa a chiave del Manicomio stesso, che divenne ben presto una delle curiosità turistiche della zona, e per tale motivo venne fornita di uno spioncino atto alla visione dell'interno da parte dei giapponesi etc etc
Che spettacolo vedere quegli strati coloratissimi di caramello e aspartame oramai conglomerate in forme mozzafiato; livelli di colori sgargianti e recentissimi che poi si estinguevano in opachi cristalli di zucchero grezzo dai colori grigio verdi, che rappresentavano gli starti di candy più antichi, quelli che contenevano sorprese come teste di ratti morti di carie o diabete oppure veri e propri fossili di esseri non ancora catalogati. Se si era fortunati ecco che correvano da un cumolo colorato all'altro le magnifiche e commoventi Lucertole Irridescenti, esempi di come può influire l'ambiente sul patrimonio genetico di un essere vivente.
Lucertole biodegradabili, scaglie di coloranti e124 e234 e456 sul dorso scintillante di luci e sfumature, zampette sottili e rapidissime fatte di una sorta di zucchero filato organico di un rosa confetto inammissibile, nelle orbite canditi tondeggianti prendevano il posto degli occhi!
Brian Eno e Von Bismark stavano giusto vagando per l'istituto in cerca di questa vagheggiata stanza quando si scoprirono omosessuali (per Brian non fu una sorpresa a dire il vero) e follemente innamorati l'uno dell'altro.
Ebbero un bisogno impellente di un rapporto contronatura quindi cercarono uno sgabuzzino, una stanza vuota che gli faceva pensare a Marlon Brando, un recesso ottenebrato, ma non trovarono nulla. I monaci Attempati, che per secoli copiarono a mano testi di sociologia e di statistica imparandoli a memoria, avevano da anni notato che un gruppo di giovani maschi segregato in uno stesso edificio per molti anni sviluppa al suo interno una tendenza a buttarlo al culo all'appartenente al proprio genere sessuale molto più elevata di quella che potrebbe svilupparsi autonomamnete fuori dal luogo stesso, ovvero in piena libertà; per tale ragione i Monacellosi lungimiranti e longilinei decisero di privare l'istituto di stanze (a parte quella dei lecca sgnacca s'intende) e di illuminare perfettamente ogni angolo dell'istituto con dovuti e devoti finestroni pseudo gotici.
Ma quello che i monacelli ignoravano era che proprio l'assenza di stanze provocò in Brian ed Otto, come in tutti gli altri, una sorta di tensione naufragata, non sfogata. Tale brama era quella di aprire una porta, magari di sfondarla anche, di spalancare ed entrare, di fare un passo in un luogo nascosto alla vista, nascoto alla mente dunque, quindi in un luogo nuovo, dotato di nuovi parametri e relative sorprese.
Il desiderio represso di aprire, di sfondare, di entrare, di fare nuove esperienze in un territorio inesplorato, di sorprese, si proiettò nella sfera sessuale (orbita che si trova tra il cielo di venere e il cielo di callisto invisibile all'occhio umano e telescopico ma che ospita una luna incostante ed immatura le cui influenze incidono inspiegabilmente sull'erezione del pene degli individui maschi terrestri, d'altra parte poche sono le consonanti che distanziano l'Andrologo dall'Astrologo!) degli ospiti ed ecco che tutti iniziarono a diffidare delle saponette che scappavano di mano nelle docce o dei portafogli che gonfi di soldi del monopoli stavano abbandonati in mezzo al corridoio.
Tutti, tranne Brian e Otto, i quali trovarono un bel giorno un modo per sfuggire a quelle pareti soffocanti, i quali scapparono una notte di primavera quando soffiava un gran vento, i quali sfuggirono ai segugi dei monaci, i quali trovarono una radura circondata da un erba che cresceva selavtica dotata di portentose doti psicotropiche, i quali costruirono una baracca, i quali vissero felici il loro idillio di carne e stilnovismo vendendo la roba ai contadini mongoli della zona e incaprettandosi ogni 12 ore per non dimenticare il loro possente amore al neon.
Pochi anni dopo Otto, il passivo del gruppo (pensavate già a Brian sottomesso al cannone di Navarone del maresciallo eh?), si ritrovò in cinta. La sorpresa di brian si accompagnò alla commozione. Quello stesso giorno Brian felice, uscì con alcuni colleghi dell'ufficio (tutti contadini mongoli) e comprò una tastiera Korg, tutta zeppa di effetti, da regalare al futuro primogenito. Tornato a casa, un pò brillo, per saggiare l'acquisto, la strimpellò un pò: fece un pezzo che faceva paura tutto pieno di effettazzi ma non pesante, anzi elegante ed orecchiabile. Ci cantò su un testo stupido ma senza pretese e scoprì di avere una voce talentuosa. Si fece un tè. Subito dopo averlo zuccherato scappò con la pianola, rotta inghilterra e il glam di cui aveva letto su giornali di Tunguska, dove divenne il cantante che tutti conosciamo; sulla nave conobbe David Bowie con il quale lui potè sfogare i suoi istinti negletti abbandonando Otto e la sua stirpe per sempre.
Otto von Bismark disperato nonpotè far altro che sgravidarsi da solo e con dolore. Partorì una corazzata. La varòil giorno dopo e con esssa partì per mari sconosciuti alla ricerca di quella cosa che tutti noi chiamiamo Polo ma che lui non aveva mai veduto.
Nelle notti di inverno vedeva il firmamento riflettersi nelle acque immote dell'oceano e gli pareva che lo guidasse verso la sua meta ma non sapeva che erano solo gli organi fotochimici delle meduse che emigravano verso la terra del Fuoco.

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