14.2.06

cave kraken

-Dunque Kraken anche questa notte ti abbiamo beccato ubriaco a suonare al campanello del Presidente del Coniglio...
-Fatemi fare una cazzo di telefonata- e per poco con le parole non scappava materia sboccante dallo stomaco tracimante.
Kraken vedeva perfettamente il pus gocciolare dai brufoli del Maresciallo Marrocca, il solito sbirro che lo ammanettava e poi in cambio di una rapida masturbazione senza eiaculazione lo faceva andare a casa accompagnato da coppia di brigadieri omosessuali ma allo stesso tempo omofobici, che si sentivano costretti a radersi i loro baffetti virili per non somigliare alla foto dello sbirro del Village People che avevano appiccicato sul cruscotto impastato di crusca e sborra sanguinante di satana cireno.
Kraken era talemente incartonato che diceva cose come:
-Ah la lune, ah la luna, ah l'ambulanza che corre nel cielo...
Ma gli sbirri erano talmente deflorati che non si rendevano conto che Kraken aveva il portafoglio, la bibbia che portava sempre in tasca, il cd di Grace Jones che stava riportando ad un amico di cui non ricordava bene le fattezze e l'indirizzo e la ghiandola pineale inzuppato di mescalina e silicio, conduttore per circuti stampati detti anche chip.
-Chip chip chip- Kraken biscicava.
-Stavolta caro kraken dovremmo bastonarti, vedi è scritto qui sul prontuario dello sbirro in comando: Pestare il tizio che per più di 16 volte si fa portare in caserma per lo stesso reato. Capito ora perchè il 17 porta sfiga? Ma prima dobbiamo vuotarti le tasche.
-E' un suo diritto io guardo e sto zitto.
Le tasche di Kraken contenevano:
a)bibbia e cd pieni di mescalina
b) un plettro appartenuto a Schevarnaze nel '83
c) un telefono rosso che lo mettev ain contato diretto con il presidente degli Stati Scurrili D'america
d) il test dell'Hiv di Alberto Bevilacqua (naturalmente positivo)
e) la Signora Tatcher (ecco dove s'era ficcata!)
f) un rotolo del mar morto che Kraken usa a scopi igenici
Y) manuale di adobe premiere in coreano occulto
ui) la testa di un maiale scannato in cui il maresciallo riconobbe il suo ghigno seghettato
e proprio nel momento in cui il Maresciallo si rendeva conto dell'evento ovvero che la sua testa era stata decollata dal tronco senza che lui se ne accorgesse da certi spiriti elementari che vivono attaccati sotto le ascelle di Kraken per depurarlo dai resti del cibo e proteggerlo dagli abusi di poetere, il suo collo scoperchiato attacca a sprizzare urla cremisi senza suoni e le arterie e le vane danzano un cazzo di ballo rovente fatto di emoglobina e spirito che si eleva con strascico di luce divina fino alla barba di San Pietro portinaio apocrifo del Paradiso. I brigadieri di scorta al maresciallo non avevano mai visto il sangue rubizzo che ogni sacchetto umano si porta serbato dentro e non avendolo mai visto non poterono riconoscerlo quindi addussero l'umidità che potente schizzava dal Maresciallo ad una forma ipertrofica di sudorazione carabinera, d'altra parte il lavoro dello sbirro è stressante, semrpe incerato in quella divisa aderente come il tutu di Nurayev.
Kraken mantenne il controllo, naturalmente solo lui poteva scorgere i suoi elementali servitori, e allora senza muovere un ciglio attese che il Marrocca finisse di eiaculare il suo sangue maledetto e che stramazzasse attratto dalla forza di gravità, compagna frigida di ogni corpo che si tramuta in cadavere. Intimò agli spiritelli con una parola segreta, ma pronunciata in pugliese, di tornare in sede ascellare.
Il maresciallo si schiantò a terra.
Allora i brigadieri si mossero:
-Che succede Maresciallo si sente male?- domandarono al corpo senza testa...a Kraken venne il sospetto che quei due non avessero letto l'ultimo capitolo della guida ragionata al fare lo sbirro in città: "Quando un uomo può essere seriamente creduto morto ad un primo sguardo"...Kraken ride sotto i baffi.
Il sangue ha completamente riempito la stanza, un laghetto grottesco dove nani galleggiano morti come le enormi isole galleggianti raccontate da certi autori del seicento. A uno sguardo più attento i nani si rivelano tartarughe di una specie ancora non catalogata, infatti i carabinieri, che non hanno una mente elastica, non riescono a vederle poichè non riescono a catalogarle. Kraken, sempre immobile e sorridente, sussurra alla tartaruga più grande una canzone di David Bowie, questa immediatamente diviene enorme, alata e fulgida come un angelo. I brigadieri non si accorgono quasi di nulla (solo qualche rumore li insospettisce, ma per un attimo)mentre cercano di far riemergere a parole il Maresciallo dall'abisso della morte, divorante frigidare.
La tartaruga carica Kraken e questi si libra nella notte scintillante di neon cittadini. Scopre che la pelle della creatura stilla una grappa sensazionale e la raccoglie in un ampolla che chiama Aria di FrattaMaggiore. Si ritrova nella destra la testa del Maresciallo Marocca che sembra oramai votato al male. Mentre sorvola l'oceano Kraken la lascia precipitare: da quel seme corrotto gli antichi ricordano che sorgerà il continente degli Stati Uniti d'America, votata completamente alla distruzione del prossimo e all'uso forsennato dell'acrostico.
L'effetto del cartone ha fine e Kraken si ritrova su un marciapiede di Suk turco; crede di aver sognato tutto ma la grappa e l'America stanno lì prova tangibile della sua experience.

1 Comments:

Blogger krakenahusen jr said...

Cave Kraken, galeotto fu lu ciddì

3:10 PM  

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