27.2.06

von vs. Eno: Kraken appare in un piccolo ruolo.

-Dietilammide, dietilammide, dicono che l'hanno beccato con centinaia di litri che portava in sacconcelle sotto le ascelle...
Sullo schermo nero gigantesco e sogghignante faceva stratching tra scorreggie e durutti un sosia stitico di Bruce Lee.
Bagascio stava parlando a mezza voce per non farsi sentire dai bamibini di dieci anni seduti nelle prime file che si mastrurbavano alla vista del ghigno giallo dello pseudo-lee. Si eccittavano a veder il sopracciglio ricurvo dell'attore di Hong Kong, percepivano colossi di Jet Kun Doo tra le farfalline psichiche che svolazzavano tutto intorno ad ogni colpo che stendeva un cattivo in pelle nera e con la maglietta degli Husker Du. I mugolii goduriosi si spandevano nell'aria con ragnatele spray relitti di pessimi martedi grasso di giorni in cui non c'era ancora spazio per la Bibbia, i gol su punizione e il Glam spappa culi.
Comunque sia era vero: un manipolo di sbirri avevano fregato di brutto Von Bismark.
Tutto questo era dovuto alla sporca faccenda della campagna elettorale.
in quei giorni la città era spaccata in due fazioni in frizione contrapposta tra loro, che come due zolle tettoniche si comprivenao e spingevano cercando di sopraffare l'una l'altra...intanto un himalaya di caos e manifesti elettorali spuntava fuori dal centro di queste forze smandruppanti.
I due partiti erano facili a indicarsi:
- il partito Laico-Prussiano che rivendicava indipendenza dall'Austria, dal Lussemburgo e dalla Svizzera tedesca (ma la città era da molti anni indipendente da questi gioghi, anzi a memoria d'uomo non si ricorda di dominazioni del genere) del maresciallo in carrozza Otto Von voi sapete bene cosa.
-il partito di molli rincoglioniti, orientato a Sud Est, direzione terre del Cairo e dei più promiscui bagni turchi, capeggiato dall'ideatore della flautolenza elettronica Brian Eno.

Lo scontro che dissodava il territorio era furibondo. Nel giro di pochi giorni si videro un transatlantico che trasportava un enorme riproduzioen bronzeadel grugno funesto di Von che venne piazzata al centro del qaurtiere a luci rosse ufficialmente come cacatoio per i piccioni e le colombe ma che in realtà irradiava il suo messaggio propagandistico senza posa, giorno e notte, tar puttane e magnaccia, il cosidetto popolo degli incerti.
Sia Eno che Von sapevano che tra di loro, tra i miserissimi c'era da cercare lo zoccolo duro di elettori...che cazzo voleva dire poi questo lo sapevano solo i loro Image Editor e i loro confessori personali.
Brian alla visione della statua fece stampare diciotto enormi volantini (tipo 24 x 48) su cui erano indicate le strane direttive del suo movimento che però prevedevano sgravi fiscali allettanti e la fine della morale cristiana come la intendiamo oggi, ed, affittato un Fokker stile Barone rosso, li diffuse via aerea insieme a prodotti delle campagna del circondario dipinti di fresco nel quartiere degli artigiani stitici e dei pescatori di Marcio, punti nevralgici della campgna elettorale.

Von era un ricco imprenditore con interessi bolscevichi nelel grandi industri manifatturiere della zona, Brian era un semplic eesponente del disagio giovanile e non, una sorta di mezzadro pasoliniano figlio dei suoi tempi, che rappresentava la purezza del borgataro omosessuale...eppure in cuor suo covava un amore promiscuo per il più abbietto Squadrismo e il Nonnismo più becero. Stessi concetti su cui verteva invece la figura pubblica di Von, fascista neonazista franschista vegetariano e ultracattolico, che in resltà in fondo al suo freddo pozzo di metallo che alcuni padri fondatori chiamano cuore, serbava una cocente repressa passione per il riformismo e la dignità morale delle masse più povere.

Un giorno Von si vide allo specchio e scorse il volto di Brian. Così accadde a Brian che vide riflesso nello specchioil volto baffuto di Von. Così si spiegherebbe la totale assenza di riferimenti alle superfici riflettenti nella campgna elettorale di entrambi.

Il terrore li divorava perchè sapevano che l'uno era l'altro. Si evitarono sempre. Alcuni giovani cronisti di giornali indipendenti e strfatti, in corsa per divenire pubblicisti, azzardarono addirittura l'idea che Von dopo aver terminato un comizio nella piazza principale per arringare la folla di imprenditori dell'industria di scatolami, si radesse i suoi basettoni goethaini e is uoi prepotenti mustacci, si sfilasse la sua palandrana di pelle nera e i suoi stivali fetisch dai mille lacciuoli e volasse come un fulmine , vestendosi di una leggera camicetta di seta rosa dal bavero a V e di un paio di pantaloni bianchi a zampa di coccodrillo disidratato, nelle campagne deserte ad aizzare i poveri contadini contro il potere costituito armato di uno spinello e di una chitarra nei panni di Brian Eno, l'antagonista.
Ma questo è solo il frutto dell'ascolto massiccio delle composizioni sacre di Sant'Ildegarda nell'atmosfera incesata di melliflue falene grigie del monastero di Bingen.

Essendo omosex Brian non poteva che attrarre l'attenzione del capo della polizia. In cambio del suo culo rasato da fighetto strabico e inglese, il buon vecchio Brian si mise d'accordo col capo sbirri per incastrare l'enorme massa fascista di Von.

Von ignaro di tutto come al solito, da buon conservatore di destra, se ne andava aputtane allegramente. Kraken e Keplero, per la serata improvvisatisi sbirri, bloccarono von con il pene armato mentre montava una lavatrice in acciaio inox dalla parte del cestello (ah l'oscenità! infame il contrappasso nella bolgia dantesca che l'attende!) sul sedile posteriore della macchina di un mafioso dei paraggi. Von venne preso e portato in questura, ma per un vile caso il suo pene non voleva saperne di staccarsi dal cestello sfondato ma ancora azzannate della prostituta Inox...così si poteva vedere il candidato su di un sedile sporco di sangue di drogato nella sala d'aspetto della questura, nudo come il peggior verme e con l'elettrodomestico in braccio che gli spuntava vigoroso e possente come un urlo mittle-europeo dalle gambe pelose. La carriera politica del Von era estinta. Molti giornalisti gli fecero foto, documentarono e misurarono le proprozioni del suo fallimento con articoli al vetriolo.
Nessuna traccia di droga sotto le sue ascelle.

bagascio raccontava al suo compare una storiella yiddish di un trafficante che aveva nascosto versi scelti della athora cosparsi di Lsd...a causa della sua particolare forma di dislessia tra volumi geometrici il colabrodo delle Antille confondeva le barzellette in fondo alla pagina della cultura del folgio informativo della Città con gli articoli più rilevanti della prima pagina. Spesso gli capitava di confondere l'abaco (strumento di conto) con lo zuzzurellone (individuo che zuzza) e così all'indietro ad ogni parola con la A ne corrispondeva una con la Z, e quelle che incominciavano con la B erano confuse con quelle con la V...in tale maniera Bagascio dava vita ad un codice deformante ed disturbante; la realtà mutava le sue forme razionali in succo delirante e tutto quello che era semplice diveniva terribile espressione di una entropia incipiente. Bagascio è l'unico motivo per cui le leggi della termodinamica sono associate all'Universo, con il suo babelico labirinito Bagascio deligna l'orizzonte degli eventi oltre il quale il cosmo conosciuto non può spingersi.
Bagascio Buco nero. Bagascio risucchio impuro. Bagascio brivido di orrore di dio. Bagascio prova vivente del caos che domina le sfere. Bagascio Savonarola. Bagascio settantottesima carta dei tarocchi.

25.2.06

Vengo al terzo squillo

Una conversazione tra Von e Brian.
driin. Von risponde al terzo squillo, come sempre, in onore del venturo terzo raich o come cazzo ecettera eccetera
-chiamata interastrale a carico per lei signore, accetta?-
Von prese la chiamata pensando fosse Van Morrison, e rimase deluso nel sentire la voce da frocio di Brian.
-Hallo Vonny, sono Brian.-
-Ah, Brian, da quanto tempo; dove ti trovi?-
-Mah non saprei, è un posto COSI' cool, davvero, Vonny non riesco a descrivertelo. sembra il paradiso. Non so, è come se qui arrivassero i jet caldi-
-Cazzo dici? E non chiamarmi Vonny, quante volte devo dirtelo?-
-Eh dai, lasciati andare...non essere sempre così rigido. hai già lucidato con la sex wax l'occhio di vetro oggi?-
-Lo sai Brian, da quando non ci sei più Weimar è vuota e fredda come la Ruhr.-
-Ohh, Vonny tu si che sai come fare sentire importante un uomo.-
-Uomo?-
-Oh scusa caro, omo, tu si che sai come far sentire importante un omo...ecco si, questo...ma cosa sono questi rumori di sgnik e sgnak?-
-Niente niente, ci deve ssere un disturbo sulla linea.-
-Disturbo? sento chiaramente il rumore di un pene che naviga nel tuo culo penetrandoti tra le tue chiappe; Vonny, Vonny caro, perchè mi fai questo? Sono sempre stata una checca edele.-
-E di David e Lou che mi dici? Butta-al-culo-rock-n-roll eh?-
-E va bene, Vonny, non fare così.-
-Senti Brian, emttiamoci una pietra sopra sotto e in emzzo; hai notizie di dio?-
-Ho sentito dire che ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ-
-Brian Brian Brian!!-
La comunicazione si interruppe nell'esatto momento in cui Bagascio dava libero sfogo alla sua stinenzaaprendo la valvola pineale dei suoi coglioni blu.
E diss, accendendosi una paglia e sgusciando fuori dal eltto imperiale: Ti è piaciuto Vonny?
Il cercapersone di Bagascio trillò, Lester Bangs, Kraken e Jack Bass lo aspettavano al bar Antibes, tavolo d'angolo, boccia di Thunderbird, nitrato di amile, e caos in lattina.
-Dove vai? ecco, fai sempre così!- disse Von, ancora ignudo, dal letto imperiale e per sfogarsi emanò un editto contro le droghe leggere che traviano i giovani rendendoli schiavi della...indovinate un pò?

continua

23.2.06

otto il bulbo e un pesce palla

otto von sbrindellò la corazzata per i mari del mondo, digiunando per un certo convicimento penitenziale che l'avevo colto dopo il parto. dopotutto 129ooo soldati pur soldatucoli avevano ampliato il suo ventre a dismisura spingendo la cancelleria imperiale a fregiarlo del titolo di generale. c'era da star contenti. il polo restava il sogno la meta il premio di una lotteria in solitudine dopo la scomparsa dell'amato brian. la terra promessa l'eldorado di tutti i generali la lingua di ghiaccio e del fuoco.
i mesi presero a schiaffi il calendario che otto aveva ricevuto in funzione apotropaica da Don Carrisi come ultimo gesto decente del padre prima dell'harakiri. beh dopotutto brian se la sfangava tra i materassi di berlino e i party londinesi succhiando il cazzo ai musicisti glam in segno di cordialità, di kraken si erano fortunatamente perse le tracce per un po' e per qualunque uomo no sarebbe più logico che inoltrarsi nei grandi oceani in cerca del Polo. Ma Bagascio era stato visto dalle parti del Giappone inseguire un vecchissimo viet-cong in preda alla combriccola di una bussola rotta. Per bismark era un'occasione irrinunciabile: un confronto ad armi pari, 129000 a uno, per riaffermare la sua carica e il prestigio ad aureola che gli circoncideva il cranio.
Così in preparazione al pedinamento von tirò il freno a mano inchiodando la scialuppa sulla spuma di una medusa in ritirata. Quindi allestì il più grande pranzo che la storia rammentava srotolando una tovaglia di seta francescana rubata nel monastero della sua infanzia( Patapam- patapam...) lungo il bordo del transatlantico.
Al momento del pollo, tra un lancio di costatine di maiale e colpi di balestra dei convitati, uno scoglio di ghiaccio centrò l'amaradam e in particolare l'occipitale di bismark facendo cadere nella bocca di un pesce palla l'occhio di vetro dell'illustrissimo generale.
pesce che s'inabissò come un levriero a zonzo per la campagna fluttuando tra flutti e frutti di mare, mare che andava squamando i suoi livelli di profondità come una liquida psoriasi. poi bagascio fece centro con il bulbo sinistro ricevuto nel canestro di un lameriera dell'antico nautilus inabissatosi mille anni or sono, dove si rifugiava dal giorno della sua morte mediatica.

continua

eno e von

Brian eno e Otto von Bismark si conobbero implumi tra le quattro mura fatiscenti e gesuite del Manicomio Minorile dell'Ordine degli Attempati, piccola congrega di frati che condividevano in silenzio e riconoscenza l'età ultracentenaria e un contributo annuo dal semper munificateum(bum) Vaticano che veniva speso come da precolombiana tradizione in lecca lecca da ammassarsi in una stanza chiusa a chiave del Manicomio stesso, che divenne ben presto una delle curiosità turistiche della zona, e per tale motivo venne fornita di uno spioncino atto alla visione dell'interno da parte dei giapponesi etc etc
Che spettacolo vedere quegli strati coloratissimi di caramello e aspartame oramai conglomerate in forme mozzafiato; livelli di colori sgargianti e recentissimi che poi si estinguevano in opachi cristalli di zucchero grezzo dai colori grigio verdi, che rappresentavano gli starti di candy più antichi, quelli che contenevano sorprese come teste di ratti morti di carie o diabete oppure veri e propri fossili di esseri non ancora catalogati. Se si era fortunati ecco che correvano da un cumolo colorato all'altro le magnifiche e commoventi Lucertole Irridescenti, esempi di come può influire l'ambiente sul patrimonio genetico di un essere vivente.
Lucertole biodegradabili, scaglie di coloranti e124 e234 e456 sul dorso scintillante di luci e sfumature, zampette sottili e rapidissime fatte di una sorta di zucchero filato organico di un rosa confetto inammissibile, nelle orbite canditi tondeggianti prendevano il posto degli occhi!
Brian Eno e Von Bismark stavano giusto vagando per l'istituto in cerca di questa vagheggiata stanza quando si scoprirono omosessuali (per Brian non fu una sorpresa a dire il vero) e follemente innamorati l'uno dell'altro.
Ebbero un bisogno impellente di un rapporto contronatura quindi cercarono uno sgabuzzino, una stanza vuota che gli faceva pensare a Marlon Brando, un recesso ottenebrato, ma non trovarono nulla. I monaci Attempati, che per secoli copiarono a mano testi di sociologia e di statistica imparandoli a memoria, avevano da anni notato che un gruppo di giovani maschi segregato in uno stesso edificio per molti anni sviluppa al suo interno una tendenza a buttarlo al culo all'appartenente al proprio genere sessuale molto più elevata di quella che potrebbe svilupparsi autonomamnete fuori dal luogo stesso, ovvero in piena libertà; per tale ragione i Monacellosi lungimiranti e longilinei decisero di privare l'istituto di stanze (a parte quella dei lecca sgnacca s'intende) e di illuminare perfettamente ogni angolo dell'istituto con dovuti e devoti finestroni pseudo gotici.
Ma quello che i monacelli ignoravano era che proprio l'assenza di stanze provocò in Brian ed Otto, come in tutti gli altri, una sorta di tensione naufragata, non sfogata. Tale brama era quella di aprire una porta, magari di sfondarla anche, di spalancare ed entrare, di fare un passo in un luogo nascosto alla vista, nascoto alla mente dunque, quindi in un luogo nuovo, dotato di nuovi parametri e relative sorprese.
Il desiderio represso di aprire, di sfondare, di entrare, di fare nuove esperienze in un territorio inesplorato, di sorprese, si proiettò nella sfera sessuale (orbita che si trova tra il cielo di venere e il cielo di callisto invisibile all'occhio umano e telescopico ma che ospita una luna incostante ed immatura le cui influenze incidono inspiegabilmente sull'erezione del pene degli individui maschi terrestri, d'altra parte poche sono le consonanti che distanziano l'Andrologo dall'Astrologo!) degli ospiti ed ecco che tutti iniziarono a diffidare delle saponette che scappavano di mano nelle docce o dei portafogli che gonfi di soldi del monopoli stavano abbandonati in mezzo al corridoio.
Tutti, tranne Brian e Otto, i quali trovarono un bel giorno un modo per sfuggire a quelle pareti soffocanti, i quali scapparono una notte di primavera quando soffiava un gran vento, i quali sfuggirono ai segugi dei monaci, i quali trovarono una radura circondata da un erba che cresceva selavtica dotata di portentose doti psicotropiche, i quali costruirono una baracca, i quali vissero felici il loro idillio di carne e stilnovismo vendendo la roba ai contadini mongoli della zona e incaprettandosi ogni 12 ore per non dimenticare il loro possente amore al neon.
Pochi anni dopo Otto, il passivo del gruppo (pensavate già a Brian sottomesso al cannone di Navarone del maresciallo eh?), si ritrovò in cinta. La sorpresa di brian si accompagnò alla commozione. Quello stesso giorno Brian felice, uscì con alcuni colleghi dell'ufficio (tutti contadini mongoli) e comprò una tastiera Korg, tutta zeppa di effetti, da regalare al futuro primogenito. Tornato a casa, un pò brillo, per saggiare l'acquisto, la strimpellò un pò: fece un pezzo che faceva paura tutto pieno di effettazzi ma non pesante, anzi elegante ed orecchiabile. Ci cantò su un testo stupido ma senza pretese e scoprì di avere una voce talentuosa. Si fece un tè. Subito dopo averlo zuccherato scappò con la pianola, rotta inghilterra e il glam di cui aveva letto su giornali di Tunguska, dove divenne il cantante che tutti conosciamo; sulla nave conobbe David Bowie con il quale lui potè sfogare i suoi istinti negletti abbandonando Otto e la sua stirpe per sempre.
Otto von Bismark disperato nonpotè far altro che sgravidarsi da solo e con dolore. Partorì una corazzata. La varòil giorno dopo e con esssa partì per mari sconosciuti alla ricerca di quella cosa che tutti noi chiamiamo Polo ma che lui non aveva mai veduto.
Nelle notti di inverno vedeva il firmamento riflettersi nelle acque immote dell'oceano e gli pareva che lo guidasse verso la sua meta ma non sapeva che erano solo gli organi fotochimici delle meduse che emigravano verso la terra del Fuoco.

18.2.06

KIB: puntata rigettata dagli autori

Kraken stava avvolgendo il calcio della sua smith&wesson con del nastro nero isolante come aveva visto fare in un film hard boiled comprato dalla bancarella di un cinese grasso e metallaro. In questi ultimi giorni l'interesse di Kraken per la sua pistola era divenuto avvolgente, scalzando il vizio del caffealcolcannoni dalla sua stabile posizione di testa che possedeva da 100-125 anni nell lista degli impegni imprescindibli to enjoy d world.
Ma guardiamoci attorno: la solita pila di riviste pornografiche comprate in pacchi da 300 pezzi su ebay, un letto madido di improperi e paralogomeni, un crocifisso scannato sopra il comodino, una bibbia con pagine sottilissime per le cartine, una bambola gonfiabile modello standard con lo sguardo dell'ucraina partita dal suo paesello con il sogno dei soldi facili facendo la colf per vecchi rincoglioniti che si ritrova in minigonna su un marciapiede ad adescare granchi e quattordicenni e siringhe usate, un te a bollire su un fornello a gasolio, mine antiuomo davanti alla porta di ingresso, nani rubati dai giardini dei vicini, manette legate al termosifone.
Kraken smonta la pistola pronto a lucidare ogni percussore, ad oliare ogni minimo meccanismo, a vasellinare tutti i fottuti proiettili nel caricatore; mette i pezzi in un piatto in modo che non si disperdano nel continente stanza; gli elemneti dell'arma cantano acuti e quasi eccitanti quando toccano la ceramica.
Kraken osserva l'arma a pezzi nel piatto, immobile. La tensione è la scoreggia steroidale e continua di un miliardo di mosche nere attaccate al soffitto. Per l'occasione Krak si è rasato. Si passa una mano robertdenira sul cranio scrostato. Vene come tubi pompano leviatani direttamente nel cervello.
-Porca madonna come la rimonto adesso?-
Kraken cerca nelle ore seguenti il libretto delle istruzioni della Madonna and wesson. Durante la ricerca a ritmi regolari si ferma ed appunta una bestemmia su di un taccuino a quadretti. Si ripromette di leggerle al momento del Gloria la domenica seguente durante la messa...
...proprio la messa...guarda un orologio fermo che almeno due volte al giorno però azzecca l'orario, ed è questa una di quelle volte...le tre e mezza anti-post atomicopoemriggio bisestile, è l'ora di elidere il nome di Don Carrisi dal libro della Storia. Guarda il suo revolver smontato...azzanna un merda sardonico ed un pezzo di aria...afferra la mazza da baseball del figlio matto del vicino bacia la bambola gonfiabile come se non la dovesse rivedere mai più e, evitando le mine all'ingresso, si reca in garage.
macchina
traffico
semaforo rosso
sagrestia
Don carrisi è in calzoncini bianchi. Parla con qualcuno. Kraken lo vede dalla finestra. La vista di quell'uomo lo fa sudare, le sue nocche divengono gli scogli che infrangono i flutti nei porti del giappone settentrionale. La mazza da baseball divine parte del suo braccio. La volgia di elimiarlo è troppo forte. Entra da una finestra lasciata aperta dalla pornostar Sonia Succhiona, riciclatasi perpetua del Don dopo essere stata eliminate dall'Isola del Grande Fratello in Marocco al primo turno, vittima degli antichi attacchi di calore e desiderio che ogni 12 minuti gli fanno vedere i cetriolini e le pannocchie da un punto di vista tutt'altro che alimentare.
Kraken si sente bene, e senza nemmeno aver sniffato popper. E' pronto al massacro del Don, del suo ospite, allo stupro della ex pornostar, al sacrilegio delle sacre vettovaglie pretesche. Entra. Fa un rapido giro della casa. Sonia è in bagno in compagnia del barattolone di cetrolini sottolio, tutte le stanze sono vuote tranne la cucina: il Micro-onde accesso, dentro un pesce gira cuocendosi nel suo stesso fluido molecolare.
Kraken sente odore di sepolcro.
L'ultima stanza è quella che contiene la massa malavitosa e satanica del Don. Attraverso la porta la voce del Don che parla di debiti contratti in un passato ancestrale. Esita ma poi se ne fotte. Abbatte la porta con un calcio provato molte volte a casa. Maneggia la baseball mazzett come un verme a cui di netto la testa è stata decollata da un generale del partito comunista cinese.
-T'ammazzo prete spocchioso
Don mezzo nudo e un uomo ben vestito con valigetta seduto su una poltrona di pelle (sicuramente umana), foto della dinastia papale dal cenozoico fino ai giorni nostri appese alle pareti, sul tavolo una noce illuminata da un filo di sottile luce soprannaturale et divina. La visione della noce portò Kraken dalle parti dello Shakespeare più amletico: "Oh Lord potrei essere imprigionato in una noce e sentirmi il re di uno spazio infinito". Il pensiero inglese lo annulla e lo calma. L'attio di deturpare il culo flaccido del prete, un attimo primo l'unica cosa logica in un mondo che gira e gira verso la follia più completa, gli pare ora una sciocchezza innnazi all'antichità dell'Universo e all'immortlaità del Tempo.
Don Carrisi da mezzo sangue mafioso qual lo raccontano nei calli veneziani si conserta le braccia e s'aggiusta il collarino (bau bau) di lino bianchissimo. Ghigna ieratico. Sotto sotto si sente Melzikedeq, il sacerdote sovrano.
-Sapevo che la noce sarebbe bastata a mettertelo in culo Kraken, sei troppo romantico e molliccio quando si parla di Willelmo Shake shake baby oh yeah. Permettimi però di rivestirmi e di presentarti il mio illustre ospite.
Kraken fece un nervo risoluto rivolto all'uomo con la valigetta. Una capretta bisbetica che questi portava in grembo (non ve lo avevo detto?) belò come se volesse santificare le feste.
-Salve sono San Michele Arcangelo.
Meraviglia. Cosa ci faceva l'Ark qui sulla Terra? Kraken sentiva puzza di vaticano KGB e Lanzichenecchi che bruciano in un inferno babelico fatto di scale a chiocciola che partano tutte dallo stesso punto e che finiscono nel medesimo da cui sono principiate, un argano sonico di gradini mattoni passamani e marmi bianchissmi che si espande e si contrae tra le mani celesti di un meccanismo imperituro e così perfetto da contare non più di due o tre elementi, ma sempre sfuggente al vizito occhio umano cosicchè non si sa mai se gli elementi sono due o tre o meno di due o più di tre.
Kraken osservò il volto di Don attraversato da una fossa seghettata che forse era un sorriso in origine ma che appariva come una frattaglia spappolata sulla strada, i suoi occhietti da gamberetto marcio e i suoi capelli come ectoplasma trasudavano orgogolio e soddisfazione. Don mise una mano sulla spalla dell'ArK e quello si girò lento e sorrise a sua volta guardandolo negli occhi: tutto era chiaro. Don ed Ark si erano messi d'accordo.
Don Carrisi sapeva dell'odio che Kraken provava nei suoi confronti, e qualcuno gli aveva spifferato che Kraken aveva giurato sulla diretta televisiva di mediaset che avrebbe strappato le palle al Don...il motivo di un tale perfettissimo odio era semplice: Don Carrisi aveva adescato l'amico di Kraken Capitan Bagascio, lo aveva investito in quattro e quattrotto cherichetto in nome di San Giorgio San Venanzio Bosco e San Crescimbeni Apostolo in una cappella di perferia ma non l'aveva violentato, come ogni buon prete avrebbe fatto per sancire l'investitura, ma solo costretto ad intraprendere il cammino pontificio. Bagascio così si trovò ben presto al Massimo Soglio, invitato dal suo ex compagno di cartoni Lester Bangs, Papa di passaggio, che aveva ceduto alle tentazioni della Carne e da celestiniano qual era, aveva abbandonato un bel giorno, dopo una festa in cui il 78% degli invitati era dotato di bomboletta di panna spray ed era frocio fino al midollo, il pastorale per scappare sulla MIR per evitarne lo smembramento. L'erede diretto del BAngs era Bagascio, questo tutto il conclave lo sapeva, e dopo un rinfresco a base di incenso e mirra elessero immediatamente il buon vecchio pirata delle Antille. Giovanni Battista divenne il suo consigliere, Aristotele il vescovo addetto alle relazioni con l'estero, Bekenbauer gestiva l'oro vaticano, Ghandi fu eletto capo classe a suffragio Universale per certi meriti di guerra.
Ma per Kraken l'unica cosa che valeva era che aveva perso l'unico fottuto amico che avesse mai avuto. Si rinchiuse così in se stesso per 12 anni ascoltando esclusivamente i brani più tristi degli Smog, cosa che esacerbò l'odio nei confronti della Romana Chiesa. Prosaicamente la sua attenzione si focalizzò sull'omicidio di Don Carrisi. Questi essendo prete non poteva uccidere ne far uccidere più di 22 persone nella sua vita (antico editto papale)...per sua sfortuna il Don aveva finito le sue possibilità già parecchi anni prima quando fece eliminare Santo&Johnny. Si ritrovò dunque senza armi ad affrontare forse l'uomo più feroce e poliedrico del mondo in fatto di vendetta e sevizie. L'unica soluzione era usare le sue conoscenze altissime ed organizzare qualcosa per bloccare lo squlibrato Kraken, a qualsiasi costo, anche se avessero dovuto rimetterci le penne degli innocenti.
Kraken abbandonò la mazza con gesto svuotato. Il suo suono dello scacco matto trascese l'universo simbolico e si manifestò nella realtà quando San Michele aprì la valigetta e ne estrasse spada fiammeggiante e Leviatano.
Kraken si sedette ed attese la Fine del Mondo.

il presente documento è stato recuperato accartocciato tra cicche di sigarette, preservativi usati, fumetti pornografici e piate officinali nella zona portuale di Vasto (ch), località Punta d'Erce (o d'Arcy).

17.2.06

K.I.B: ottava puntata

Riassunto della puntata precedente: Kraken, per tirare su due soldi, decide di fare il prete e ruba delle tonache nella canonica di Don Carrisi; il cambiamento getta nel panico e nel disappunto i suoi conoscenti.

Così vestito di nero, Kraken si mise al volante della sua Mustang cabrio con i sedili leopardati. Al primo semaforo lungo la retta via gli si affiancò uan Clio nera con dentro tre rabbini che scoltavano un disco di Camaròn; i quattro si scambiarono un magro segno di saluto, prima che Kraken lasciasse qualche mm di pneuma sull'asfalto e sghighazsando mostrasse loro il dito medio.
Kraken arrivò così a Bel Air, e si diresse in Sunset Boulevard, dove fermò davanti alla prima villa che gli diede l'impressione di essere abitata da una vedova ultrasessantenne con i suoi servi.
Facendosi strada sul corpo dell'aitante maggiordomo Lenny Bruce, Kraken si introdusse nell'elegante salotto dominato da arsenico e merletti e pizzi e frizzi frizzanti e bomboniere in silver plate e foto di morti e tombe di vivi, stravaccandosi infine sul divano. Aprì la Bibbia nella quale nascondeva la pinta di Johnny Walker etichetta nera, e tracannò in religiosa estasi.
La signora Bangs lo beccò che tracannava, ma non diede importanza alla cosa, intuendo che si trattava di un qualche nuovo sacramento inventato da Barbapapa Ratzinger.
Kraken iniziò a lavorarsi quel mucchio d'ossa raccontandole la storiella che raccoglieva fondi per la sua missione in un lontano villaggio abruzzese che gli indigeni chiamano Vasto, dove stava costruendo un lebbrosario per far dire il rosario ai giovinetti in modo da sottrarli alla strada e alle droghe leggere e alla passera infame.
La signora Bangs interruppe Kraken quasi subito, e iniziò a raccontargli i suoi guai, di suo marito impalato dai turchi nella battaglia di Lepanto e di suo figlio Lester che le dava tante preoccupazioni. Ovviamente Kraken fece finta di non conoscere Lester, nonostante una delle tente foto in cornici di corno e cornacchie e cornamuse li mostrasse insieme, all'indomani della vittoria contro i Musi Gialli del paese Giallo.
La signora Bangs sgonfiò i coglioni di Kraken con metodo e mestiere per due ore e quattro quarti, ma alla fine gli diede un assegno di 750 euro, che Kraken instascò a occhi bassi, ficcandoselo nel calzino destro, posto in cui abitualmente teneva il fumo.
Lenny Bruce, sulla porta, gli tirò uno scappellotto, e Kraken sorrise.
-Lenny, Lenny,-, disse, e poi, rivolto a un punto preciso tra due nuvole a forma di culo e peto, -Padre, perdona Lenny Bruce perchè è uno sporco ebreo e perchè non sa quello che fa. Ma se dovesse rifarlo fagli seccare i coglioni. Amen-
-Amen-, disse Lenny.
Così Kraken si avviò felice lungo la strada lastricata d'oro, e passando per la cruna di un ago entrò nella Mustang che docile come una mignotta avvezza a dare del tu all'aids si accese.
(fine seconda punta. Potrebbe seguire la terza. E non scherzo).

16.2.06

K.I.B. : Kraken In Black

Il seguente testo apocrifo racconta la breve avventura ecclesiastica di Kraken. Il suddetto è in due puntate o forse tre, quindi fatevene una ragione da subito. Per far si che le restanti puntate si materializzino entro il D-Day iraniano, recitate due Ave Kraken, tre Kraken Nostro, quattro Salve Kraken e un Gloria, preferibilmente nella versione dei Doors.

Erano un paio di settimane che Kraken si aggirava intorno alla canonica di Don Carrisi. Per non farsi beccare dagli sbirri per vaganbondaggio/vagabondage, aveva deciso di mettersi a vendere "La Torre di Guardia", il settimanale dei Testimoni di Geova. E così con le dodici copie intonse, giorno dopo giorno se ne andava avanti e indietro davanti alla canonica, spiando e prendendo appunti.
Notazioni del Kraken:
1) I preti si comportano con gli inferiori come se fossero bambini, cioè li stuprano con la scusa di offrire loro un gelato al gusto di catechesi e rassicurazioni sul fatto che, si, è v sicuro, quando gli animali domestici muioiono vanno direttamente nel paradiso degli animali (cosa che non tocca agli elefanti o agli scimpanzè scoperecci; il paradiso degli animali accetta solo bestie castrate o quantomeno sterilizzate. Tranquilli quindi, il vostro cane vi romperà i coglioni per farsi portare a pisciare ANCHE quando sarete assisi nel Regno dei Cieli)
2) Anche i preti hanno degli amici con cui farsi una birra dopo la messa, il che implica che i preti SI DIVERTONO!!
Kraken, dopo aver studiato le abitudini ecclesiastiche, attuò il suo piano: spacciarsi per un inserviente della lavanderia Nekrosius&Figli e ritirare gli abiti neri sporchi.
-Scusi padre-, disse Kraken al giovane preticello che gli aveva aperto la porta e consegnato il malloppo di stracci che sapevano di scorregge vecchie e pugnette instacabili, -vorrei regalare una dozzina di colletti bianchi di lino della Nuova Guinea Stercoraria a Don Carrisi-
-Che pensiero gentile figliolo-, gli rispose il giovin pretello
-Beh, si, è che comunque me ne servirebbe uno, come campione da portare in sartoria e poi... -
-Certo certo, sono convinto che gli farà piacere. Padre Carrisi è nel suo cottage, laggiù in fondo all'orto delle delizie e alle delizie dell'orto.-
Col suo saccone in spalla, Kraken bussò alla porta del cottage di Don Carrisi, e non sentendo alcuna voce, entrò fischiettando un "C'è nessuno? no?", e così si intascò oltre al colletto, oltre ai sette libri della collana "Voluttà", una copia numerata di "Primavera nera" di H.Miller, e un tomo polveroso e sciatto intitolato "I sette peccati capitalistici al tempo di Gesù il comunista: definizioni e prolegomeni per froci. A cura di Alessandro Baricco. Pref di Giampiero Mughini"
Kraken riportò il malloppo nella sua fetida stanza di albergo; riempì la vasca e lavò la tonaca e il colletto, che si ingrigì un tantinello ma sti cazzi, stentenziò Kraken.
Messe(nere) ad asciugare le vesti fuori dalla finestra che dava sul sexy shop sottostante, Kraken andò a dormire, e russando russando, scoreggiò sogni struggenti e fanciulleschi di scogliere irlandesi e chiome rosse occhiate diverde, e danzante pelle ndida e lattiginosa da scoprire un millimetro per volta, sperando di perdere il conto.
...................................................................................
Il mattino dopo era giorno. Kraken si vestì, e scese in portineria. Al vecchio Jack Bass per poco non venne un colpo, vedendolo vestito da prete, e si strozzò con la prima birra della giornata, cosa che lo mandava in bestia e gli faceva veramente girare i coglioni.
-Dove cazzo vai vestito così?
-Pace e bene, figliolo-, gli rispose Kraken serafico, buttandosi in strada attraverso le porte girevoli.
(fine prima puntata)

14.2.06

cave kraken

-Dunque Kraken anche questa notte ti abbiamo beccato ubriaco a suonare al campanello del Presidente del Coniglio...
-Fatemi fare una cazzo di telefonata- e per poco con le parole non scappava materia sboccante dallo stomaco tracimante.
Kraken vedeva perfettamente il pus gocciolare dai brufoli del Maresciallo Marrocca, il solito sbirro che lo ammanettava e poi in cambio di una rapida masturbazione senza eiaculazione lo faceva andare a casa accompagnato da coppia di brigadieri omosessuali ma allo stesso tempo omofobici, che si sentivano costretti a radersi i loro baffetti virili per non somigliare alla foto dello sbirro del Village People che avevano appiccicato sul cruscotto impastato di crusca e sborra sanguinante di satana cireno.
Kraken era talemente incartonato che diceva cose come:
-Ah la lune, ah la luna, ah l'ambulanza che corre nel cielo...
Ma gli sbirri erano talmente deflorati che non si rendevano conto che Kraken aveva il portafoglio, la bibbia che portava sempre in tasca, il cd di Grace Jones che stava riportando ad un amico di cui non ricordava bene le fattezze e l'indirizzo e la ghiandola pineale inzuppato di mescalina e silicio, conduttore per circuti stampati detti anche chip.
-Chip chip chip- Kraken biscicava.
-Stavolta caro kraken dovremmo bastonarti, vedi è scritto qui sul prontuario dello sbirro in comando: Pestare il tizio che per più di 16 volte si fa portare in caserma per lo stesso reato. Capito ora perchè il 17 porta sfiga? Ma prima dobbiamo vuotarti le tasche.
-E' un suo diritto io guardo e sto zitto.
Le tasche di Kraken contenevano:
a)bibbia e cd pieni di mescalina
b) un plettro appartenuto a Schevarnaze nel '83
c) un telefono rosso che lo mettev ain contato diretto con il presidente degli Stati Scurrili D'america
d) il test dell'Hiv di Alberto Bevilacqua (naturalmente positivo)
e) la Signora Tatcher (ecco dove s'era ficcata!)
f) un rotolo del mar morto che Kraken usa a scopi igenici
Y) manuale di adobe premiere in coreano occulto
ui) la testa di un maiale scannato in cui il maresciallo riconobbe il suo ghigno seghettato
e proprio nel momento in cui il Maresciallo si rendeva conto dell'evento ovvero che la sua testa era stata decollata dal tronco senza che lui se ne accorgesse da certi spiriti elementari che vivono attaccati sotto le ascelle di Kraken per depurarlo dai resti del cibo e proteggerlo dagli abusi di poetere, il suo collo scoperchiato attacca a sprizzare urla cremisi senza suoni e le arterie e le vane danzano un cazzo di ballo rovente fatto di emoglobina e spirito che si eleva con strascico di luce divina fino alla barba di San Pietro portinaio apocrifo del Paradiso. I brigadieri di scorta al maresciallo non avevano mai visto il sangue rubizzo che ogni sacchetto umano si porta serbato dentro e non avendolo mai visto non poterono riconoscerlo quindi addussero l'umidità che potente schizzava dal Maresciallo ad una forma ipertrofica di sudorazione carabinera, d'altra parte il lavoro dello sbirro è stressante, semrpe incerato in quella divisa aderente come il tutu di Nurayev.
Kraken mantenne il controllo, naturalmente solo lui poteva scorgere i suoi elementali servitori, e allora senza muovere un ciglio attese che il Marrocca finisse di eiaculare il suo sangue maledetto e che stramazzasse attratto dalla forza di gravità, compagna frigida di ogni corpo che si tramuta in cadavere. Intimò agli spiritelli con una parola segreta, ma pronunciata in pugliese, di tornare in sede ascellare.
Il maresciallo si schiantò a terra.
Allora i brigadieri si mossero:
-Che succede Maresciallo si sente male?- domandarono al corpo senza testa...a Kraken venne il sospetto che quei due non avessero letto l'ultimo capitolo della guida ragionata al fare lo sbirro in città: "Quando un uomo può essere seriamente creduto morto ad un primo sguardo"...Kraken ride sotto i baffi.
Il sangue ha completamente riempito la stanza, un laghetto grottesco dove nani galleggiano morti come le enormi isole galleggianti raccontate da certi autori del seicento. A uno sguardo più attento i nani si rivelano tartarughe di una specie ancora non catalogata, infatti i carabinieri, che non hanno una mente elastica, non riescono a vederle poichè non riescono a catalogarle. Kraken, sempre immobile e sorridente, sussurra alla tartaruga più grande una canzone di David Bowie, questa immediatamente diviene enorme, alata e fulgida come un angelo. I brigadieri non si accorgono quasi di nulla (solo qualche rumore li insospettisce, ma per un attimo)mentre cercano di far riemergere a parole il Maresciallo dall'abisso della morte, divorante frigidare.
La tartaruga carica Kraken e questi si libra nella notte scintillante di neon cittadini. Scopre che la pelle della creatura stilla una grappa sensazionale e la raccoglie in un ampolla che chiama Aria di FrattaMaggiore. Si ritrova nella destra la testa del Maresciallo Marocca che sembra oramai votato al male. Mentre sorvola l'oceano Kraken la lascia precipitare: da quel seme corrotto gli antichi ricordano che sorgerà il continente degli Stati Uniti d'America, votata completamente alla distruzione del prossimo e all'uso forsennato dell'acrostico.
L'effetto del cartone ha fine e Kraken si ritrova su un marciapiede di Suk turco; crede di aver sognato tutto ma la grappa e l'America stanno lì prova tangibile della sua experience.

13.2.06

Siamo in festaaaaaaaaaa!!!!

Non posso più tenermi no non posso più frenare queto fiume impetuoso ve lo devo dire sì ve lo devo annunciare...SIAMO IN TESTAAAAAAA!!!!

uuuuuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.....................

nel frattempo kraken bussa a botteghe oscure:
- come questa storia..? Giro il mondo saltanto sui pesci tropicali, passo da bagascio per un thermos di codeina( per non dire che ci trova il solito Hughes collassato sul sofà in preda a catapulte pettorali e lacci emostatici tra i capelli, e vada pure...), mi ritrovo nel cinquecento e non becco neanche Leonardo e voi...sì voi vi fate chiamare mangia-bambini quando avete smesso da un po' e non avete più il controllo dei sondaggi, l'opinioneeee...la prestidigitazione sulla prestigiacomo...il costo del lavoro, il lavoro del progresso, il cesso pubblico ed il demanio parasintagmatico statale!!!
Buffoni!!! Cristiani!!!
che ne sarà di queste avventure, di Lilliput e della testa tagliata di Crusoe, della sonorizazzione interstellare e del bacon con i cetrioli!!!!
Ahoòòò, a ridateme il pc il pci il pdcici il pcus il kgb i mod i cosacchiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!

12.2.06

it's fishing time




glossa all'immagine
it'fishing time: tempo di pescare, ora di andare a pescare; (lett.) tempo di divenire pesce; (neolog.) appesciarsi, farsi pesce.

piccolo madrigale sul divenire pesce

un uomo che conoscevo male, ma che sapevo
che tra le montagne da sempre aveva abitato
e che perciò mai l'oceano rullante aveva veduto,
trovasi una volta per vederlo al porto della città.
Alla semplice vista della piana acquatica
ebbe un brivido come di febbre e corse verso la rena,
e sì che il viaggio dalla vetta a valle era stato lungo e faticoso.
Al primo contatto con la spuma impazzita egli si mutò
in pesce, e anche se da uomo mai aveva
nuotato, da pesce si tuffò tra le onde e sparì
senza traccia, lasciando la moglie e la
figliuola, che l'avevano accompagnato fedelmente
in questa ventura, senza una chiara spiegazione.

la conclusione
Tutti i cittadini si guardarono dal pescare o mangiare pesce per una settimana onde evitare di mangiare la carne di quello che era stato un uomo con braccia e gambe ma che ora era pesce chè il parroco aveva detto che sarebbe stato peccato mortale.

11.2.06

CAZZO! INCREDIBILE DOCUMENTO STORICO!




Attenzione, attenzione: oggi in occasione dell'apertura dei giuochi olimpici invernali è stato (inspiegabilmente) distribuito questo mirabile documento che farà la felicità di ogni krakenofilo.
Si tratta dell'unica fotografia esistente in cui sia raffigurata fedelmente la leggendaria massa krakenica. Da notare la nobiltà e la perfezione delle sue forme tentacolari anche nella putrefazione più avanzata.
L'autore dello storico scatto è rimasto anonimo, ma ci sono fondati sospetti per convincere gli studiosi che si è davanti all'ennesima prodezza spazio temporale del figlio di Napoleone, ipotetico hacker delle isole di Tobago, il quale subdorando l'evento, armato di ingegno esoterico e fiuto cosmogonico, è riuscito, in qualche maniera a noi sconosciuta, a slittare all'indietro nella dimensione del tempo fino al 1885 e a fornire tale documento ai posteri.
Interessanti risvolti anche dall'analisi delle identità delle figure che affiancano il cadavere polipoidale. I due figuri in primo piano sono stati riconosciuti: trattasi del giovanissimo capitano Bagascio (l'uomo in bianco), mozzo nella rompighiaccio Ichabod Crane arenatasi nei pressi qualche giorno prima, e del già attempato cardinale Ratzinger, l’attuale pontefice Benedetto XVI (l'uomo con la mano chirurgicamenete fusa con il remo, anomalia che sarà abilmente camuffata da pastorale dal servizio segreto vaticano in occasione delle future pompe papali).
Dell'identità dell'uomo sullo sfondo invece non si è ancora certi: un dittatore del medio Oriente, appasionato di criptozoologia, afferma che si tratta di Blind Lemon Jefferson e a confermarlo sarebbe l'uso che l'individuo fa di un bastone da non vedente per tastare la pancreatudine tumefatta della piovra ma studi recentissimi di giovani laureati londinesi sottoposti alla cura del tacchino freddo suggeriscono il nome di Lester Bangs in piena crisi di acido.
chi vivrà vedrà.
a noi interessa solo sapere che l'immane polipone è lì da qualche parte nel succolento oceano e attende solo l'occasione buona per portarsi giù qualche bel vascello ottocentesco.

9.2.06



Anche loro, nel loro piccolo, confidano che andrà tutto alla perfezione.
Ancora crudi, nel cestello a scolare, sanno che tutto andrà alla perfezione; anche quando sentono lo scoppiettare dell'olio bollente che li attende a braccia aperte, se lo dicono, tra di loro, per darsi forza, che tutto andrà alla perfezione; anche immersi nel bollore infernale; anche quando il vino arriva a rosolare le loro carcassine rosate, li senti dire, con un filo di voce: "Tutto va alla perfezione"; anche sul piatto di fredda ceramica, oramai stremati, con le loro poche forze rimaste lo dicono con stoica fermezza; ed una volta inforchettati da un aggeggio accuminato che cala severo dall'alto nelle loro bocche arse ancora si ode come mantra liberatorio quella frase: "Tutto va alla perfezione"; e mentre mascelle anonime ed insensibili li scheggiano, li macinano e li impoltigliano, li eliminano completamente dal grande libro della storia, il loro vociare molecolare è summabile in una sola frase: "Tutto va alla perfezione"; e ridotti a bolo, dissolti nello stomaco da succhi ignoranti e senza personalità, assorbiti quasi interamente nelle budella ruttanti e volgari, anche lì un solo messaggio riecheggia nelle volte organiche di ognuno di noi: "Tutto va alla perfezione". Nell'intestino crasso, nell'ampolla fecale, nell'atto dell'espulsione: "Tutto va alla perfezione".
Galleggianti resti invisibili di loro stanno ora nel vaso sgommato dalle vostre impurità. Coperto il loro testamento dallo impietoso strapp della carta igenica, vi accingete a scaricarli. Aguzzate l'udito e il vostro timpano forse coglierà un vociare solido e continuo, qualcosa di simile alla preghiera, ma darete la colpa ai tubi sibilanti del sifone del cesso. Lo scarico li condanna ad un viaggio lungo e iniziatico.

L'estate seguente, bagnandovi nell'acqua del mare della vostra città, di nuovo quel formicolio di voci impalpabili. Un amico vi dà una scossa perchè vi vede completamente imballato ed immobile nell'acqua bassa. Senza nemmeno pensarci rispondete spinti da un istinto che si trova a metà tra la memoria prenatale e il suggerimento subliminale: "Tutto va alla perfezione" e con un brivido da maledizione tutankamonika vi rituffate nelle acque verdastre.

7.2.06

un fatto successo anni fa

Avviso:
In conseguenza all'arrivo del kraken nella vostra zona è consigliabile fornire la più alta rupe della costa della più vergine e pura donzella della vostra Città.
firmato
il servizio meterelogico nazionale.


In paese si diffuse subito il panico. Erano centinaia di secondi che un Kraken non veniva a seviziare e uccidere la loro solerte ed imprenditoriale cittadina scintillante come l'ano d'oro di quel famoso re degli Zingari Zigulì Madonna. Ma il problema che spremette i poveri concittadini fino alla contrizione più profonda e rese il sonno praticamente impossibile per i più sensibili fu che avevano bisogno di una ragazza vergine e pura che fosse parte integrante della comunità per salvare i loro poveri sederi ottenuti con certi famosi contributi dello Stato.
Tutti loro sapevano che individui del genere si erano estinti da secoli e tutte le donne che bazzicavano la Città erano prostitute, vecchie corrotte bagascie d'altri tempi e veline che facevano lo stage formativo presso il bordello-castello di quella famosa regina delle baldracche Madame Vituperin.
Il sindaco in preda a febbre idrofoba e a scabbia fulminante afferrò la prima cosa a froma di cornetta telefonica, fortunatamente proprio una cornetta telefonica, e formulò il primo numero che gli schizzò davanti agliocchi febbricitanti. Chiamò Perseo, il famoso eroe che aveva già sconfitto il Kraken altre volte, scritto un libro con lo pseudonimo di Crepet, scorticato tutti gli alberi di sughero della Corsica, recuperato il senno di Bagascio sulla luna spacciandosi per Niel Armstrong vecchio e bacucco e desideroso di pisciare di nuovo contro certe rocce porose che aveva visto sulla superficie del satellite e il cui ricordo lo aveva portato disperatamente vicino alla presidenza degli Stati Sbrodati D'America.
Con la scusa di una partita a risiko avrebbe attratto Perseo dalle parti della cittadina e al momento dell'arrivo del Kraken l' idelae animo d'eroe si sarebbe attivato istantaneo...Una voce dall'altra capo del telefono informò il Sindaco che Perseo non era mai esistito e se mai fosse stato vero sarebbe dovuto essere seppelito da qualche parte in Attica da almeno una decina di miliardi di millenni.
Il sindaco fu colto da erpes zoster in forma viperina e perniciossima, acqusitò una nave senza vele e partì per il nord alla ricerca del polo magnetico terrestre.
Il vice sindaco, Lester Bangs, propose di svuotare le casse del comune e comprare con quel denaro una quantità spregiudicata di mescalina e magari qualche chilo di suoi derivati più blandi per i più piccini filgi di troia. Alcuni furono d'accordo, un prete gay e i suoi 14 cherichetti ben allenati, ma l'idea fu respinta dall'agorà cittadina. Lester offeso profondamente dal fatto afferrò un pastorale e si dichiarò antipapa. A sorpresa il Papa del vaticano, forse spaventato dalla fermezza del gesto, abbandonò il soglio pontificio e scappò all'estero presso la villa di Gaucci a SantoDomingo. Lester davanti alla possibilità di organizzare grandi feste nelle cappella sistina accetta di guidare la chiesa cattolica. Inizò per tutti noi la cosidetta Epoca d'Oro.
Ma non per i cittadini della Città soggetta all'attacco del Kraken.
Rifiutata la sincera idea di Lester, un piccolo manipolo di elettrotecnici organizzò un colpo di mano: la giunta comunale fu messa ai ceppi in piazza e vennero eliminati tutti i cittadini che iniziavano con la Z. A perire fu solo il piccolo Zebeide, nipote del famoso zingaro Zigulì. Il quale dall'Olimpo degli zingari decise di vendicarsi tramutando la masnada di elettrotecnici in una giunta comunale di centro sinistra.
Si ebbe così una doppia presenza: da una parte l'ex giunta dissolta che premeva per riprendere il potere, unico baluardo di goduria prima dello schianto distruttivo del Kraken oramai prossimo, e dall'altra la giunta ex novo completamente incapace poichè inesperta del meccanismo politico e soprattutto perchè visibilmente influenzata da elemnti della democrazia cristiana nonstante la nominale appartenenza all'ala parlamentare opposta.
Si scese facilmente a patti: come oramai tradizione tra preti e comunisti si decise di prenotare una grande tavolata per le due giunte all'Agriturismo da Ciampi. Lì il presidente di una repubblica qualsiasi preparava manicaretti a base di testi di legge respinti e protoplasma di balena saracena. Commessi pralamentari tiravano coca e davano il culo nei bagni per arrotondare lo stipendio vilissimo. La tavolata era allietata da alcuni individui che leggevano a turno brani scelti da Morte a credito di Celine e da altri che imitavano alla perfezione Bombolo e Tomas Milian. Verso la fine della serata arrivarono ballerine di samba indocinesi che fecero distrarre i rappresentati della cittadinanza dai loro soffocanti impegni di difesa pubblica.
Intanto Castro e Kennedy al tavolo accanto erano ai ferri corti ed un manipolo di teste di cuoio entrava per sterminare la famiglia di Don Corleone, composta dal figlio spennacchiato di Brando, da tarantino e uma thurman e da Pol Pot, inventore dell'Ipot, redivivo dalla giungla birmana, ma risucì solo a farsi inculare il fuoristrada blindato da un branco di microzingari della Turchia Curda.
In città le cose andavano storte. Qualcuno chiamò John Lee Hooker il quale disse solo "Baby, baby, you know i am already dead". Qualcuno telefonò a Johnny cash il quale disse che era troppo occupato ad insegnare a Dio qual era la vena migliore da bucare per cominciare con la roba. Qualcuno mandò un telefax a Keplero ma si scoprì che era lui a cavalcare in preda a visioni celestiali il Kraken. Zacaria, il lattaio non il profeta, propose di coltivare l'erba dei giardini pubblici raccontando strane teorie sulla reincarnazione.
Tutti si facevano battezzare e passare l'olio santo sul cranio. Il prete di riserva che non aveva mai visto un fedele in chiesa, era ancora incellophanta ed in garanzia, in quelle ore si sentì al centro del mondo e quasi ebbe un erezione (la ebbe,la ebbe...).
Il Kraken frastagliando l'orizzonte si faceva visibile.
Intervenne Giovanni Battista, la scimmietta orba, e disse a tutti i cittadini della Città che stavano già in ginocchio pregando divinità estratte a caso da un cappello a tre punte:
-Se perseo, l'eroe, non ci ha aiutati chiamerò una supereroina.
Gli diedero un cellulare.
Naturalmente chiamò Howard Huges: - Ehi Howard hai della supereroina ultra-morfinahighfuckingbaby?
-Ah la roba che usa jack bass quando ha quei famosi dolori di stomaco.
-Sì sì ma dammi la polvere non le supposte.
-quando ti serve?
-Ora. Sono in riva al mare...una cittadina...come cazzo si chiama sto posto? Tu dove sei?
-Sotto di te...
Dal terreno emerse il braccio nodoso di Jack Bass. Nella mano scheggiata dalle esperienze serpeggiò una bustina.
-Ok howard, metti sul conto di Kraken.
-Bene, odio quel figlio di puttana.
Si inabissò di nuovo.
GB fece mettere tutti in fila e cosse dosi per l'intera cittadina. L' oblio colse tutta la popolazione nel giro di pochi minuti. L'ultima dose GB la riservò per sè. Tutta la marmaglia era strafatta e si beava dell'assenza di sensazioni e del loro stato di sogno. Tutto alla perfezione. Se il Kraken avesse divorato la città o inglobato i loro corpi pigolanti non interessava più, il panico era scomparso. La super eroina aveva salvato la Città.

Samarkraken

Il rumore di fondo nella stanza era un lento gocciolio. Kraken si chiese immediatamente se non si fosse pisciato addosso come faceva ogni volta che la sera prima riceveva una telefonata trans continentale a carico da parte del suo amico e compagno di incesti Bagascio. Si sfiorò con una mano tremante l'inguine impiluccato di pidocchi e spaventapasseri. A parte tracce di antiche erezioni tutto era asciutto come il culo sadico di uno scarafaggio alla brace. E allora cosa cazzo era tutto quello stillante sbrodare? Kraken dischiuse un oblò e vide che nella sua cameretta c'erano stalagmiti, suggestioni di calcare ossuto, grappoli di pipistrelli marci.
D'improvviso si ricordò la sua essenza: non aveva nè casa nè famiglia, egli era solo puro guano sociale, una piaga per l'intera ecosistema, era fango primordiale privo di amminoacidi che dunque non avrebbe generato nessuna cazzo di stirpe mondiale come successe a Peppino Gustativo, pinta di fango fulgente di protozoii e fertilità, omofobico compagno di banco del nostro fluido Kraken al master di utilità planetaria e gestione di impresa.
Dai recessi della grotta in cui era stato assegnato dopo il master e il rispettivo stage non retribuito i suoi gorgogli sono impercettibili.
Il nostro semiliquido Kraken si sveglia completamente, risciacqua gli ultimi residui di cacate morfeiche dal suo cranio rincitrullito e scivola lumacoso fino ad una pozza di acqua purissima perchè satura di acidi di svariati generi. Controllò la montagna di merda ai piedi degli squittenti creaturi alati, gli isterici pipistrelli, e dalla sua altezza capì che doveva essere più o meno mezzogiorno.
Rimase immobile per 14 ore attendendo che il suo viscido metabolismo concludesse l'ennesimo ciclo di veglia e quindi la fine della giornata.
Intorno alla tredicesima ora si presentò un tizio con una valigetta. Kraken si cacò immediatamente sotto dato che grazie alla 24° arte di Hokuto riusciva a percepire il puzzo del terrorista islamico a mezzo metro di distanza ed ora il tipo gli stava proprio a mezzo metro e la puzza era tanta, fratelli, la puzza era tanta.
Il tizio si sedette. Vedeva che era sudato; era viscido come un tritone... la cosa sulle prime eccitò Kraken che sempre era stato affascinato da quelle squallide e birichine creature anfibie che spesso legavano la propria madre ad una sedia, la cospargevano di olio di Colza e poi la sottoponevano ad un severo test di dieci domande sulla vita di Laura Palmer.
L'uomo increspò il laghetto di acidi con il dito. kraken osservava impietrito.
L'uomo iniziòa discutere con il laghetto.
-Mio caro laghetto non ce l'ho fatta...il prete Gianni era lì accanto a me ma non ci sono riuscito a farmi esplodere.
E il laghetto rispose: -Cannabioli, hai bisogno solo di Cannabioli...
-Io laghetto so integralmente 'Slamico non posso fumare cannabio'
-Io sonolaghetto da miliardi di anni, la mia sapienza trascende completamente quella della tua religione e di tutte le altre. Solo io posso indicarti la giusta strada.
-E' dunque quella dei cannabioli la strada esatta, non quella del Profeta, non quella del Grande Fratello, non quella di Duke Ellington, non quella del Prete Gianni?
-Fratello o lo capisci o non lo capisci: te devi da fa li Joint!
-E questa valigetta? Piena di TNT...morte and destruction...
-Aprila ora l'esplosivo si è tramutato in fecondo oppio afgano
-Porca Madonna è proprio vero. Cazzo laghetto fai paura!
-Ora va e vendi a 23 euro al grammo. Mi raccomando guardati dagli Albanesi che non pagano mai i debiti e dai Sefarditi del Sud che di solito spaccano il culo anche ai passeri; quanto alla miaquota io opterei per un 70 per cento...ehi ehi brutto stronzo dove vai!
L'uomo bombolone riepeino di stupefacenti si stava già involando verso unanuova vita fatta di videodi negri che ballano e cantano il rap, di burqua fucsia a fantasia di orsetti e tante topine rasate e francesi.
Scappando via dal meandro dove il caso lo aveva diretto calpestò la materia magmatica di Kraken. Egli suo malgrado si insinuò tra le righette piene di merda delle scarpe della Nike del Kamikaze (appasionato di pestamento di merda di cane al fine di ingraziarsi la fortuna) che si ritrovò insieme ad esso a fuggire verso l'uscita. Il laghetto blaterava di santeria e riti voodoo diretti alla persona del "figlio di puttana che mi ha fottuto".
Intanto Kraken capì che avrebbe visto la luce, non quella della divinità ma la semplice espressione fotonica che però acqusitava un avalenza simbolica non indifferente. Per la passione il suo ano balbettava. Non poteva credere che quel bagliore saettante ed untoso che vedeva lontano in fondo all'oscurità grottosa sarebbe divenuto il mondo esterno. Il Kamikaze raggiunse in un batter d'occhio l'esterno. Kraken, i cui occhi nonerano abili alla luce del sole, rimase ciecoper unpaiodi minuti ma poi pian piano si abituò. Kraken-fango sbirciò sopra di sè e vide il sole. Fu così intensa l'emozione ch perse il controllo degli sfinteri ed inizò a cagarsi addosso con un fare machiavellico. Nel giro di un minuto era già disidratato, nel giro di un altro paio della sua forma non era rimasto più nulla se non una striscia impercettibile di materia oscura.

come un kraken quando non tira vento

Kraken aveva sempre avuto un debole per i soldi facili.
Potrebbe essere questa la spiegazione più semplice all'evidenza di trovarselo in TV, stravaccato sulla sedia striminzita e postmoderna di "Chi vuol essere mignottaro", quiz a premi(in natura) su canale 5. Kraken era perfettamente a suo agio dinanzi alla biblica mole da opossum trasognato di Gerry Scazzi; da buon teledipendente, col tempo aveva metabolizzato il comportamento del concorrente tipo, e lo riproduceva senza alcuno sforzo apparente. Kraken ragionava in differita, aggirandosi come un uomo medioevale dentro una selva di deduzioni, reminescenze, supposizioni e stronzate varie.
Kraken aveva già in saccoccia l'assegno da due euro e mezzo e filosofeggiava alla grande. Nessuno dei suoi amici o parenti aveva voluto seguirlo in trasmissione, e così Jack Bass occupava il posto riservato (anzi Riservato) e sorrideva con occhi persi di Romilar ad ogni inquadratura. Bisogna ammettere che Jack ci aveva saputo fare, e aveva spillato alla produzione 5000 euro più un kilo di ricette mediche precompilate e firmate, e strafatto se la spassava, molestando la brasiliana dagli occhi iniettati di lussuria, toquinho e avidità che gli sedeva affianco.
A quel punto della situazione Kraken sentiva vicino il primo traguardo, e aveva voglia di masturbarsi. Gerry divorava panini con Kronos e mortadella e wasabi, ruttando nella manica della giacca e sorridendo come un precettore bonario e rugginoso ai tempi di quel pallesecche di deamicis.
G.S.: allora, Kraken, ora ti leggo la domanda da 12 euro: è un traguardo importante, quindi ti chiedo di riflettere bene prima di rispondere.
K: Mmm
G.S: Bene, veniamo a noi: quale dei sette nani contrasse la sifilide per primo? Mammolo, Lou Reed, Artoud o Martin Scorsese?
K: Mmm
Gerry Scazzi si era reso conto della difficoltà della questione, e ammiccando per non strafocarsi con le ali di pollo in salsa d'ambrosia e confettura di astio, invitò Kraken a riflettere, apostrofandolo con un salomonico Only the brave!
K: Dunque, se i miei neuroni non mi ingannano (nel qual caso la colpa sarà senz'altro di Bagascio e dei suoi ottimi cocktail di raggi gamma e polveri sottili), direi che Lou Reed è nato con la sifilide e quindi lo scarterei. Artoud non frequentava donne nè uomini o bestie....(SILENZIO IMBARAZZATO). Senti Gerry io chiederi un aiutino.
G.S. : Che aiuto, caro Kraken?
Kraken aveva già sfruttato l'aiuto del pubblico, per decidere se era il caso di sedersi oppure non era meglio giocare restando in piedi, e gli restavano la telefonata a casa (casa? quale cazzo di stronza casa?) e il 50 e 50. Con la stessa inelluttabile precisione che precede un disastro atomico, Kraken scelse quest'ultimo aiuto.
Jack Bass ebbe dei problemi e disincastrare la mano destra dalle grandi labbra della brasiliana, ma alla fine, con uno strattone, riuscì a tirarsene fuori (alle sue falangi ingiallite di nicotina parve di rinascere e piansero; successivamente Mr.Smith, l'ostetrico/ostrico, amputò il mignolo, scambiandolo per un indiano cordone ombelicale ungulato) e pescò il telecomando con cui esercitare il.. il cosa?
Jack era fuso, e gli inservienti in camice bianco dovettero allontanarlo manganellandolo con metodo, perchè non ci aveva davvero capito un cazzo e insisteva nel dire che doveva votare, e Gerry giù a spiegargli che quello era il 50 e 50 e che l'aiuto del merdoso pubblico c'era già stato e bla bla bla e applausi.
Rumori di manganello e cranio risuonante come campane il lunedì di pasqua e ciao Jack, disse Kraken, bell'amico del cazzo.
Gerry sorrise con condiscendenza, si sparò in vena un purè di patate e una pinta di escrementi, sbavò e ordinò il countdown per il 50 e 50, che, strano a dirsi, eliminò dalla lista Lou e Artoud e lasciò Mammolo e Scorsese.
Kraken: Porcamadonna
Gerry Scazzi: Eh si, Kraken, dici bene: porcamadonna, anzi puoi dirlo forte, non te lo aspettavi eh? Ma ricorda, mio giovane amico: only the fuking braves!
Ma Kraken era un uomo(uomo?) dalle milleseicentottantasette,3 risorse, così si decise per la telefonata a casa.
-Ah, bene bene-, disse Gerry, -bene, avrei fatto anch'io lo stesso-.
K: Col cazzo
G.S. :E allora chi abbiamo in linea?
K: Beh...ci sarebbe Lester, un mio amico di Detroit
Gerry Scazzi, trionfante per l'improvviso respiro internazionale che iniziava a soffiare su quel programma da emorroidi e litanie funebri armene, sorrise, mostrando un paio di pannocchie incastrate nel canino superiore destro, e minuscoli femori e tibie agli angoli della bocca.
G.S: Pronto allora, Lester ci sei?
Dalll'altro capo del telefono Lester ascoltava in cuffia M.M.M., l'unica cosa che Kraken gli aveva chiesto di NON fare per nessun motivo, e non sentì il telefono squillare. Fortuna che Juanita, una giovane psicopatica messicana cui Lester aveva subaffittato i ripiani in basso dell'armadio e metà ripostiglio, rispose.
J: Hola, que pasa?
GS: Ciao Lester, sono Gerry Scazzi. C'è qui il tuo amico Kraken che...
J: Ah Gerry, quel puerco grasson cabezon tirabouchon de mierda.
G.S: Sono contento che mi hai riconosciuto Lester, allora adesso ti passo Kraken, che ti leggerà la domanda, ma attenzione!, da quando te lo passo inizieranno i 30 secondi e ...
J: Ohi ohi, intiendo cabron, andale andale!
Kraken lesse la domanda, dopodichè a Juanita avanzarono dieci secondi per riflettere.
9 8 7 6 5
4 3
2
1
J: La vida es sueno
TU TUU TUUU eccetera
Kraken sorrise, e iniziò a riflettere a sua volta: la sua vita gli passò davanti momento per momento, interrotta solo dalla sovrapposizione dell'immagine bidimenisonale e tutta panza di Gerry che ciucciava sangiovese da una botticella a rotelle ben mimetizzata nei calzini, leccandosi dalla dita gli ultimi quintali di patè alle olive del Sinai, specialità di origine garantita protetta e certificata, per comodità INRI.
K: Dunque Gerry. Martin Scorse è uno stimato commercialista; Mammolo uno spregevole impiegato del catasto di Parma. Quindi ...
GS: La accendiamo?
K: Accendiamola!

Amorale della favola: cannabinolo. Soprattuto se il narratore si rompe i coglioni e perde il filo.
Hasta el Kraken, forever.

5.2.06

Portate vostra madre nella camera a gas!

Kraken procedeva nella sua cura di disintossicazione da ogni sentimento umano a grandi passi gulliveriani.
Per prima cosa aveva dato fuoco ai suoi vestiti nuovi, sfruttando le fiamme per soddisfare il suo improvviso appetito e arrostire dei feti di cozze al sesto mese.
In mutande e t-shirt di catrame, jeans di asteroidi e occhiali scuri, Kraken si era sdraiato sul letto, ed era andato avanti col programma:
1) Dare il culo più volte al dì, ma sempre dopo i pasti.
2) Tagliarsi le mani e cavarsi gli occhi (prontamente riformatisi per partenogenesi) e inserire i cavi elettrici scoperti dell'ipod nei padiglioni auricolari (recchie).
3) Attivare la modalità "ripeti fino all'alienazione" e mettere physical graffiti.
4) Assumere acidi K., miscuglio post-hippy di acido da batteria, metedrina e vitamina E.S.P.
7) Barcamenarsi tra ieri&Yesterday, tra paranoia&Paranoid, cercare degli amici e trovare Frends.
8) Farsi crescere i capelli in modo capillare e radersi le gambe e l'inguine.
9) Rivivere costantemente apologie del Vietnam e della Corea.
Tuttavia, fuori il mondo continuava nella sue solite attività atte ad attestare l'attesa dell'attimo attuale e attivo ma attanagliato da attenzioni atterrate. Jack Bass continuava a portargli regolarmente la posta infilandola sotto la porta e dandosela a gambe; Lester cercava di recensire Marble Index da 11 mesi; Bagascio raschiava il fondo del suo barile di culi e Venus in Furs; Howard Hughes respirava aria compressa ed etilene e carcasse di bufali; Pollyanna entrava in sala operatoria per sotttoporsi ad un intervento di isterectomia; Lou Reed lavorava a Transformer succhiando con attenzione e dedizione il cazzo di David Bowie, che a sua volta godeva della penetrazione di Jhonny Cash e Max Weber; Ozzy Osbourne si incontrava segretamente con Solomon Burke per fondare una nuova chiesa per morti viventi, quindi per tutti tranne Baglioni; Mingus aveva l'illuminazione del segreto di Duke Ellington e Duke insegnava a Coltrane come cazzo si suona In a sentimental mood.
L'unico a dare concreti segni di cambiamento era Nelson Mandela, che finalmente era riuscito a farsi cambiare il colore della pelle: da sbiadito oriundo pescarese aveva acquisito sembianze negre da Harlem, anche se di questo cambiamento non si era giovato il suo pacco, sempre di dimensioni modeste e insufficienti persino a dare un'orgasmo ai buchi della serratura.
A quel punto, lo stronzo in caduta libera di Kraken-seduto-sul-cesso parlò con la voce di Villon, intimando all'ano di Kraken e per osmosi a tutto il suo essere di mettere in vendita su ebay la sua anima.
Dopo un ragionevole tempo di riflessione, alle 14:87 precise, Kraken si collegava e vomitava sul web inserendo l'annuncio relativo a un anima desafinada ma mccoytyneriana e comuqneu utile come zerbino e carta da parati; quel cialtrone intellettuale di Charlie Manson abboccò immediatamente e fece subito un'offerta, salvo pentirsi dopo aver visionato le radiografie spontaneamente allegate da Kraken a descrizione del prodotto, e incazzandosi addirittura nel leggere le modalità di consegna dell'oggetto, che prevedevano esclusivamente il ritiro presso l'obitorio emotivo della Nuova Caledonia, cella frigorifera alfacentauri, rumore di fondo rock end roll, Tijuana, chiedere di Manu Ciao o Caronte o Roman Polanski.

3.2.06

Alla porta kraken sedeva e suonava una ballata

Erano ventidue anni che Kraken aveva quell'appartamentino in corso Mantonè a Pescara. Aveva deciso di accettare solo tossicodipendenti e capo mastri senegalesi come coinquilini. Purtroppo dovette adattarsi all'offerta dell'osceno Buco di Culo Adriatico che cagava solo avvocatucoli con la coda, retaggio di un primordio regretismo, e studenti fessi, nel senso di vuoti come ocarina. Nei primi anni, gli anni in cui Kraken suonava per strada per raccimolare i soldi per la bolletta e accozzava lo spicciolame in una bottiglia di coca cola tagliata a metà, aveva avuto come collega di appartamento niente meno che il Capitano Bagascio. Passarono grandi giornate assieme, erano giovani e senza pensieri; ma il lupo di mare aveva sempre avuto una specie di tensione che lo portava, se sostenuto da un giusto valore alcolemico, a parlare di certi magnifici luoghi oltre la pozzanghera adriatica. Così successe l'inevitabile: il valoroso compagno do merende era salpato un giorno, senza dir nulla, per strani lidi lasciando al Kraken solo un messaggio vergato sulla carta igenica: "Mi dispiace Krak, sento di nuovo le voci...vado". E s'era involato. Fu una dura giornata quella per Kraken. Non s'era mai reso conto di quanto il suo culo fosse solo sulla faccia della Terra senza il sostegno del buon Baga; d'altr parte egli aveva semplicemente seguito il suo karma scimmiesco verso i luoghi oltre l'orizzonte. Così ogni sera dopo una pizza raccimolata fredda e scondita da un pizzaiolo suo amico, e anche un pò culattone, Kraken si ritrovava suo malgrado a passeggiare sulla battigia catramosa.
Il petrolio adriatico riflette con barbagli di medusa la luna piena e lui, il Krak, si siede ed attende che una scialuppa di cartone e compensato porti sul suo dorsp crostaceo il suo buon compagnodi sbronze, il Bagascio. Ma niente.
Continuò così per un semestre scolastico, poi gli appuntamenti con l'orrizzonte stellato e vuoto si fecero sempre più rari. D'altra parte tutto passa. La solitudine divenne il compagno smangiato delle serate del Kraken; passeggiava giornate intere senza unameta;non articolava parola con alcuno per settimane intere. Era divenuto una specie di ombra incavata nel tessuto urbano. Silenzioso si proiettava su una vetrina un attimo, in un caffè, al bordo di un autobus, ma solo il tempo di un respiro e la sua presenza s'era già volatilizzata. Kraken, una volta falstaff della downtown, era ora un miserere cantato in una chiesa bombardata col prete impiccato sull'altare con infilato sul pene ben ritto dal crocco del suo collo un piccolo cherichetto sgozzato, maiali ed altri animali da fattoria che gironzolano cagando sui paramenti, un giovane comunista con l'eskimo comprato da papà che legge poesie di Pasolini...uno spettacolo arido e pietoso. I pochi che lo conoscevano iniziarono ad evitarlo sistematici poichè principiò a diffondersi la strana voce che Kraken portasse una sfiga monumentale. Arso dalla paranoia, ma senza la passione per auto eliminarsi, Kraeken decise di chiudersi in casa a guardare i filmini di quando lui e Bagascio erano felici, i così detti tempi delle vacche grasse... le prime rapine, i primi furti alle vecchiette, le prime ragazzine palpeggiate...Kraken dimagriva poichè il suo corpo era alimentato dalle solo radiazioni catodiche. Ma proprio a causa di tale influenza la sua massa tentacolare crebbe a dismisura, e paralello il suo livore cresceva come il suo corpo alimentato dall'indifferenza della società per il suo caso solitario e dal complesso di Edipo che mai l'aveva abbandonato.
Fu così che Pescara, in una mattina di un Ottobre qualsiasi, si svegliò con le urla e i crolli causati dalla furia devastatrice del Kraken che manifestava così il suo disagio giovanile e il suo desiderio di incominciare una nuova vita in cui la droga era il vero unico credo e la metafisica l'unico puro scopo.
Nel giro di qualche ora un manipolo di Vigli Urbani inviati dal questore che li aveva acqusitati su ebay con un Compralo Subito! d'altri tempi ebbe la meglio sul molle attacco del calamarone...Kraken s'abbandonò piegato sul cavalcavia che interseca il fiume e lì iniziò a rendersi conto del suo gesto impulsivo e della sua immaturità. Ma era troppo tardi: il sindaco, Robocop, lo condannò all'esilio insieme a Macedonio Plancton, il barbone che spacciandosi per Antipapa attirava una gran folla dai quattro angoli del Mondo ogni vigilia del Venerdì Santo a causa della sua defecazione pubblica nel piazzale della stazione.
Kraken e la feccia del pescarese sono dunque abbandonati su una vasca da bagno in zinco sul monte Bianco. Nel giro di poche ore Macedonio è completamente digerito dallo stomaco autoreferenziale del Kraken. Di nuovo solo Kraken contempla il mare dall'alta montagna. Immobile per anni nel giro di un secolo si tramuta in una statua di pietra. Una piccola comunità di monaci Banda, addetti alla manutenzione dei ripetitori d'alta montagna, lo venera come feticcio e simulacro. Secondo una loro leggenda con qualche fondamento, quando una nave pirata emergerà sull'orizzonte marino la statua del Kraken si scioglierà dalla sua immobilità e ciò che ora è minerale diverrà carne dotata di vita. Quel giorno segnerà la Fine dei Tempi.

2.2.06

krakenational geographic



Dal nostro reporter in Birmania Sigmund J. Pista, inviato dalla Compagnia delle Kraken in quei meandri oscuri e carichi di feticci alla ricerca della spedizione di quel cialtrone del dottor Bagascio, ci è stata spedita in redazione questa prova patente dell'esistenza del Kraken. Qui l'osceno polipoide è ritratto in piccola parte perchè, si sa, data la sua immensa grandezza l'occhio umano, figuriamoci un semplice obiettivo fotografico, non può coglierlo nella sua interezza. Per tale caratteristica fisica Pascal ha paragonato il Kraken ad una sfera il cui centro è ovunque nell'universo pragmatico ma la cui circonferenza esterna è incommensurabile e impossibile da conoscere sensorialmente. Tale sfera è la Sfera del Kraken. Alcuni teologi olandesi hanno azzardato che l'estensione della sfera del Kraken sia impossibile da percepire poichè essa confina, o meglio lambisce, direttamente Dio il quale abbraccia il Kraken, essendo Dio per lui è un gioco da ragazzi, nella sua totalità fisica. A tale osservazione ha risposto un elzeviro di Don Miguel Carrisi, pubblicato sull'Osservatore Romano del mese scorso, intitolato "Kraken, l'Universo Curvo e il leprotto di Zenone", in cui si affermava l'impossibilità epistemologica dell'Abbraccio Divino al Kraken. Se Dio abbraccia il Kraken cogliendolo nella sua interezza vuol dire che Dio è limitato dal Kraken stesso, ovvero si afferma la misurabilità di Dio (bestemmia spinoziana!). Don Carrisi ha corretto il tiro degli olandesi affermando che il Kraken è immenso, incomprensibilmente immenso, ma Dio non lo abbraccia lo contempla. Il figlio di Napoleone, dal suo sito internet con server sulle isole Tobago, afferma caustico e provocatorio come al solito, che Dio non è Dio è il Kraken e il Kraken non è il Kraken ma è Dio. Dio Kraken abbraccia Kraken Dio in una sorta di slancio amoroso e fa credere a Kraken Dio di Essere l'unico vero supremo Dio (motore immobile per intenderci) per affetto, riconoscimento di un vecchio debito o vero e proprio mal celato amore, ponendo lui in una posizione di superiorità gerarchica (infinito sacrificio!). Kraken e Dio, nel loro rapporto invertito rispetto alla logica agostiniana delle categorie celesti, sono uniti in un rapporto fatto di menzogna ed inganno ma anche di profondo e purissimo amore. I teologi olandesi però proseguono con le loro idee e stanno già raccimolando fondi presso dignitari svedesi per costruire l'osservatorio celeste a terra più potente del mondo per scorgere almeno l'Occhio del Kraken che studi tratti dai taccuini teologici inediti di Machiavelli posizionano alcuni parsec al di sotto della Stella Polare. Il filgio di Napoleone è stato invece raggiunto dall'ennesima scomunica spiccata davanti a 15 fedeli ubriachi da Papa Lester Bangs VIII.

Nel prossimo numero un disegnino per capirci meglio e le indiscrezioni dal set dove martin Scorsese sta girando "Dio e Kraken: una storia d'amore".

1.2.06

from the harry smith's collection: NEFRITE SOUL BLUES

oh my renis baby
oh my renis baby
oh my renis brother
my raising renis

my renis blood-full
my penis blood-full
my head full of urina blues
my bluesing urina

Oh i can't hold me now baby
oh i can't hold my renis baby now
baby i got you bad
baby i watch the world slowly go mad

and so i can pee all around
i pee on the wall yeah
i pee on the floor yeah
i pee on the roof
i pee in the tooth
i pee in my fucking boots
i pee screming yeah yeah baby
my motherfuckingpenisbaby blues yeah yeah

Yes you know i'm your brother
yes you know i talk about jesus in the church
yes you know i prey god all night
yes i'm your precherman baby
so get down on your knees
get down yeah
get down yeah
and open your sinny mouth
open your sinny yeah
open your sinny yeah
and accept my urina flooding and golding motherfucker out of my penis blue
yeah so blue
yeah so blue...

trad. it.

i miei reni bambina
i miei reni bambina
i mie reni fratello
i mie reni che crescono da me allevati con sangue e merda

i mie reni sbottanti sangue
il mio pene sbottante sangue
la mia testa piena di urina triste e blueseggiante
la mia madonna di urina triste (yeah yeah yeah)

e io sono il capitano cook, si quel gran cazzo di capitano cook
e fratelli devo confessarvi una cosa sul mio cazzo di letto di morte
sono io il porco che ha abbandonato bagascio sull'isola di Minnesota Blues
e a te prete devo dirti una cosa
come closer! Yes priest come closer! Closer!
You are my sister in love i know...don't do that face (non fare quella faccia ndt) lo so che sotto sotto sei una femminella del Tennesee...
Yeah now i can spit my fucking soul...Oh jonny Cash oh Jonny cash here i am here i am my eroina friend...Così cook tira le cuoia e il coro canta:

e così posso pisciare tutt'attorno (ovunque ndt)
pisciare sul muro
sul pavimento
sul soffitto
sul dente
nei miei fottuti stivali
piscio urlando: Sorella! (baby ndt)
il mio figlio di puttana pene blueseggiante e cazzo cazzo (yeah yeah ndt)

SI LO SAI CHE SONO TUO FRATELLO
LO SAI CHE PARLO DI GESU' IN CHIESA
E PREGO DIO OGNI NOTTE
SONO IL TUO PREDICATORE BABY
E ALLORA VA GIù IN GINOCCHIO
GIU' IN GINOCCHIO
GIù IN GINOCCHIO
E APRI LA TUA SINNY BOCCA
SI APRI QUELLA CAZZO DI BOCCA
AH SIì BRAVA BAMBINA COME HAI DETTO CHE TI CHIAMI? CERTO CHE VOGLIO CONOSCERE I TUOI GENITORI...
E ACCETTA JONNY CASH E LA SUA EROINO-MANIA...Sì ACCETTA IL FATTO CHE IL CAPITANO COOK E' STATODIVORATO DA UN CANNIBALE CHE HA POI SPOSATOSUA FIGLIA E DATO VITA AD UNA STIRPE FULGIDA MA BREVISSIMA DI UOMINI A METà STRADA TRA DIO E JONNY CASH.
TU SAI COSA STOPER DIRE SORELLA
TU LO SAI CHE TUTTO VA ALLA PERFEZIONE E CHE QUESTO AFFARE NON è IL MIO PENIS MA IL MIO TENTACOLO.