25.1.06

tempi e luoghi (ma non quelli giusti)

In un localino di Termoli, aggrappati ad un tavolino come naufraghi, stanno Woody Allen e Kraken, visibilmente rotti dall'alcol. Senza preavviso entrano dieci fanciulli thailandesi, tutti regolarmente abusati dal loro rispettivo turista europeo. Allen si irrigidisce come se gli avessero piazzato una pannocchia su nel suo traforo riecheggiante e francese. Kraken se ne frega. I dieci pargoli offrono sia all'uno che all'altro colla "da fiuto". Allen farfuglia, in un finto italiano che non sa pronunciare, qualcosa a proposito del cinema di Vittorio De Sica; Kraken, ovviamente, accetta.
Il buon vecchio Krak non sa che l'atto di accettare la sostanza da fiuto dal manipolo tailandesoide catapulterà l'intero sistema metrico deciamle (e tutto quello che gli sta attacco sopra) indietro nel tempo fino all'anno 1521; età luminosa in cui il Papa è prigioniero nelle fangose segrete di Castel Gandolfo, mentre i lanzichenecchi si scopano Roma da davanti e da dietro assecondando il loro estro crucco e Riformista. Woody Allen, a discapito del finale di Sciuscià, si ritrova così nei panni rannicchiati e flaccidi del Papa insegregato e Kraken in quelli di un certo capitano di Ventura, tale Heinrich Von Suckergott, che usava far fregio dello scolo che aveva preso in certi bordelli danesi come di una medaglia acquistata sul campo di battaglia.
Gli intrecci e la rete di eventi che porteranno Heinrich-Kraken a diventare il nuovo pontefice e Allen-Papa a diventare Ugola d'oro al Teatro degli Eunuchi dell'Emiro Andaluso Sih Fatt' però appartengono ad altri tempi e ad altri luoghi.

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