20.1.06

Nell'acqua salmastra il Kraken butta la pasta

Kraken era sul divano di casa. In sottofondo il National geographic gracchiava stronzate su certe rane dell'Amazzonia che tiravano le cuoia a causa della crescita di un certo fungo assassino sulla loro epidermide psichedelica ma in fondo anche psicopatica.
Quando ebbe terminato di contare le bolle d'aria sulla carta da parati cremisi si chiese senza soluzione di continuità: ma dove devo posizionarmi fisicamente nello spazio? Voglio dire: io sono un mollusco e la mia sostanza stessa si diffonde come liquido semifluido, sciroppo, nella tara che lo contiene e ne prende la forma. Ma io, eccomi, sono qui, su di un divano, inscatolato in pochi metri. E il cosmo dov'è? E' questo pezzo di legno imbottito di lana?
La mia stessa sostanza dovrebbe fluire in ogni direzione per migliaia di miglia, travolgendo gli anni luce con furia organica, e macinando i parsec con più calma magari ma con medesima risolutezza e lambire i punti estremi dell'Universo.
Insomma,io il Kraken, l'essere senza spina dorsale che però può tirare con mano tentacolare il barbone matusa di Dio si trova prigioniero di un divano zoppo e sbudellato,che puzza anche un pò di sborra (colpa mia) e vodka (colpa di Lester o Bagascio) come il più losco e sordido dei peepshow? Io che sono cresciuto con la convinzione, inculcatami fin dalla culla larvale, che la mia massa avrebbe annegato lo spazio senza limiti e creato problemi al Motore Immobile stesso, sono ora qui, incongruo inquilino di una stanzetta umida e senza luce elettrica. Che assurdità! E' uno scherzo!

Kraken si guardò attorno muovendo a malapena il collo.
Forse invece si sbagliava. Il cosmo era quel divano, e lui in effetti lo riempiva perfettamente come era nella sua natura molluscoidale, e tutto il resto, la stanza e tutta quella roba fuori dalla finestra, erano invece una sorta di riflesso del fulgore del divano stesso. Dio doveva essere lì da qualche parte...sotto i cuscini,tra i giornaletti di donne nude, sotto la carta delle patatine;
un Dio minuscolo...insignificante...niente a che fare con l'onnipotenza e la magnificenza dei Vecchi Tempi...un tizio stressato e con la gastrite perforante, in braghe di seta grezza e a petto nudo...le costole che si riescono a contare.
Il Kraken per istinto spostò un mocciolio di kleenex e fraffo, un omuncolo s'agitò sotto quelle ombre e si andò a nascondere in uno strappo dell'imbottitura con la dignità tipica dello scarafaggio.
Il kraken espira snodandosi...
-Uhm, buona ques'erba-

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