18.1.06

The Kraken shall overcome

Allora, vediamo di capirci. C'è questo Kraken sul ciglio della strada; non è nient'altro che un Kraken da marciapiede e la cosa gli va bene così perchè si è appena scolato una cassa di peroni, e consuma pompelmi e sidro e melassa, e qundo ingurgita alcol sputa boli di tabacco da masticare marca Ray Charles.
Kraken si trovava a passare di lì, cazzeggiando, ed era intimamente felice perchè aveva spaccato diverse teste di hippy nel corso della mattinata. Suoi compagni d'avventura Bagascio, Enrico Ghezzi e Linda Lovelace. Bagascio era uscito di scena sul presto, adducendo la sua morte come pretesto, e li aveva lasciati soli.
La cosa a tre non funzionava, e questo lo si era capito subito; nonostante le attrattive che Kraken celava nelle sue mutande, Linda gli aveva preferito Enrico, rimproverando a Kraken la mancanza di sensibilità, di tocco, di savuoir faire, rimproverandogli al totale ignoranza del filmico e del profilmico e del psot coito.
Insomma, Linda aveva scaricato Kraken, e si aggirava come un fantasma dentro Saxa Rubra, seguendo il suo ganzo perennemente in canottiera di spugna. A dire la verità, Linda aveva avuto dei problemi nel capire lo strano linguaggio fuori sincrono parlato da Enrico Ghezzi, il suddetto ganzo appunto, cosa che l'aveva portata a doverselo scrollare di dosso mentre le arrivavano alle orecchie le sue parole "mettiti a pecora, prego". Ma la cosa, dopotutto, non dispiaceva troppo a Linda. E quindi.
Kraken da principio l'aveva presa bene; solite cose, bevute, ammiccamenti, accenni di rissa, molestie gratuite, altro gin fizz, occhiali scuri, qualche telefonata con l'amico Lester Bangs.
-Sbattitente le palle, Krak-, gli aveva detto Lester, ma in quello stesso istante i mugolii di Gola Profonda erano stati captati dalle recchie di Kraken, causandogli disappunto.
-Che cosa stai vedendo?
-Io?-
-Si Lester, che cazzo stai vedendo?-
-Ma, niente, - e aveva abbassato il volume del tv, -sul tre c'è fuori orario, sai?-
-Ah-
-Si una retrospettiva su, beh, cazzo, ...ok.-
-Che retrospettiva?-, aveva proseguito Kraken, che continuava a percepire i mgolii, che trovavano eco nei suoi coglioni sgonfi.
-Che cazzo ne so? Ehi amico, stai prendendo un granchio.-
Kraken rise ADORAVA i granchi, le uniche forme di vita che. Punto.
Lester pensò che Kraken la stesse prendendo bene e gli disse la verità, cioè che stava sprofondando dentro Gola Profonda.
esattamente in quel momento, la Compagnia telefonica staccò la linea, e collegò Kraken alla linea rossa di Nikita Kruscev o come cazzo si scrive.
-Beh Nik, come te la passi?-
-Compagno Kraken!, qual buon vento? vento di rivoluzione eh?-, e rise.
Kraken non volle cogliere il doppel senso e annuì.
-My woman left my this morning-, attaccò, lamentoso e anche intonato, battendo il piede dentro la scarpa sfondata e soffiando in una luccicante armonica che aveva poco prima sotratto ad un Hippy.
-Basta con questa musica da negri-, interloquì Nikita.
-Ehi amico, negro un cazzo-, si inserì la voce di Malcolm X.
-No Reverendo, hai capito male-, disse il vecchio Nik, -non ho detto negro ma prego.-
-Prego?-
-Si prego, prego, come te lo devo drie? Musica da prego.-
Malcolm X non parve soddisfatto, ma abboccò alla retorica ottobrina di Nik; Kraken si intromise.
-Prego un cazzo. Dì un pò Nik, ti sei bevuto il cervello? Ti ho sentito benissimo, hai detto negro.-
Malcolm: -E' vero?-
-Certo che è la verità, lo sai che amo solo te-, disse la voce di Ron Howard.
Ronnie era impeganto in una bollente conversazione con Fonzie, che scroccava la telefonata da casa Cunningham.
-No Ron, stavolta non ti posso credere- disse Fonzie, -vedi mi hai già detto un sacco di balle, e perdio, io mi sono impegnato il mio chiodo per prenderti quella cazzo di cinepresa dal Nat l'ebreo, giù sulla Quindicesima, no, stavolta finisce qui. il mio culo te lo scordi-, e mise giù, con la stessa mossa che usava per far partire il juke box, che prese a suonare Passport nell'interpretazione berbera di Nour eddine supportato dalla sezione ritmica dagli Einsteurzendenneubauten.
Kruscev era ancora in linea, e colse in diretta i primi sintomi del decadimento del modello culturale americano. Nik si fregò le mani, accese un sigaro, bevve a canna dalla pinta di vodka che teneva nel cassetto della sua scrivania, e si rilassò.
-La rivoluzione vincerà-, disse, e scoreggiò.
Kraken si ritrovò così da solo, nella cabina del telefono, e considerò che dopotutto la vita non gli andava così male. Rifece il numero di Lester.
-Ehi Lester, ciao, sempre Kraken-
-Oh Krak, che cazzo succede?-
-Deve essere caduta la linea.-
-Ah ah, ok, ehi amico, non so dirti che piacere mi fa sentirti.-
-Anche a me-, disse Kraken, -e a proposito leva le mani dal tuo scroto quando ti chiamo.- E mise giù.
Dal cielo piovevano fellatio et cunnilingus ora pro nobis, e cazzi e fighe in volo coloravano l'orizzonte acceso di un bellissimo tramonto da quattrocentomila soldi.
Così Kraken si incamminò, scroccando la prima birra del giorno dopo a casa del suo amico Homer Jay.
-Ciao Marge, ciao ragazzi-, disse entrando, -ciao Ned-.
-Kraken krakenino-, disse Ned, -non ti ho visto domenica in chiesa. E' successo qualcosa?-
-Ma levati da coglioni-, gli disse Homer, e fece posto a Kraken sul divano.
-Ciambella?-, gli chiese Homer, e Kraken si trovò a riflettere.
-Perchè no?-

2 Comments:

Blogger skrakenkrac said...

Amico Kraken, mi dispiace... ma una donna rinuncerebbe a shoppingare il primo giorno di saldi pur di uscire con uno che non ha ancora collegatao il cervello alla bocca, e si presneta a tutti gli appuntamenti con indosso la stessa magletta. Me l'ha detto uno che poi qualcosa gli è cambiato.
Skrakencrak

7:19 PM  
Blogger krakenahusen jr said...

certo, deve essere così. l'importante è dare importanza alle cose vramente importanti che uno si porta attaccate alle spalle come pipistrelli.e amico mio, il Kraken ha piena consapevolezza di questo stato di cose, quindi resta gnostico e surgelato. appena un pò quando può.

1:18 AM  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home