24.1.06

kraken e sua figlia

Molli era il nome di sua figlia. kraken s'interrogava se il monologo dell'ulisse fosse il vero pezzo forte della letteratura, dopo l'ultima pagina di un paperino del '68 e la prima di ogni uscita di paz; ma paz e paperino non erano certo nomi per una signorina. così molli si ritrovò senza fasce poichè la pampers aveva chiuso i battenti per riconvertirsi in una multinazionale del tabacco, da quando la beneamata pianta si era estinta per sospette cause. Reazionari, forse ingienisti del ministero per la prevenzione patologica erano all'origine dell'introduzione del secolo: le sigarette di cotone, fatte di solo filtro e alcuni cc. di una soluzione salina.
molli nuda aveva deciso di nutrirsi di granturco quando l'acchiappafulmini impasserato, intimo amico di papà passato per una visita nel week-end, l'aveva rapita e gettata nei campi dell'arkansas. infreddolita e impannocchiatta molli prese la via della strada. divenne presto oscena e brutale. dopotutto la mamma ce l'aveva nel sangue e il destino combaciava con il resto. oz era ancora lontano quando s'incontrò con dorothy. questa spocchiosa andava in giro con un'idiota vestito d'alluminio che non faceva altro che lagnarsi di esser privo delle scarpette rosse. due proiettili ben piazzati lasciarono un filo di fumo dietro le spalle nude di Molli alle cui orecchie penzolavano ora un paio di mocassini color ciliegio. l'odore del sangue la portava verso il padre.
nel frattempo edipo ronfava sotto una salice del quarto secolo.
paz s'accorse che la stretta era vicina e si strinse un laccio al braccio per iniettarsi l'ultima dose di blu di prussia.
soltanto kraken continuava a rovistare dietro un cespuglio in cerca di sua figlia. questa volta kraken era spacciato.
alla pagina 3765423789 del Grande Catalogo lo scrivano annotava l'ultima cospirazione per assassinare kraken.
ma stavolta c'era sua figlia di mezzo, mica cazzi.

continua

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