17.1.06

cloaca maxima

Lei stava cucinando. o meglio facendo finita. In realtà la sua testa si soffermava su cose incomprensibili che mai aveva pensato prima. Guazzabugli tra animali distantissimi: una balenottera che s'incrociava con un pipistrello e si metteva a svolazzare di notte in cerca di insetti minutissimi mentre la gente tranquilla sulle autostrade se ne tornava a casa dal lavoro pregustando il programma di chirurgia sperimentale in prima serata. Le enormi creature cantavano inni ultrasonici impercettibili all'orecchio impuro dell'umanoide e dopo il pasto cercavano di rifugiarsi sotto i tetti smozzicati delle case abbandonate o nei garage di periferia.Enormi masse incastrate al mattino dopo, puzzo come di cesso di treno.
E poi anche cose più regolari: enti geometrici che si intersecavano in vastissimi e commoventi spazi bianchi. Connubi e danze tra triangoli e spirali, fumi che si levavano da campagne in fuoco che si libravano seguendo la successione numerica del guscio del nautilo, santi che s'informavano su riviste di matematica per eseguire i loro discorsi di commiato prima del dirupante e cruento martirio.
Tutto questo calderone di immagini in seguito fu visto come un presentimento di quello che stava per accadere.
Suo marito era uno sbirro. Poco da dire sulla sua vita se non che era corrottissima.
Lei pensava di essere ancora una moglie, in realtà proprio nel momento in cui s'immaginava i connubi e le danze euclidee il suo compagno era sbranato vivo dal Rottwailer del prete feticista e buscadero Don Carrisi. Il prete stava insieme allo sbirro a condividersi i recessi più intimi di una giovinetta, un pò troppo mignotta per la sua età a dire il vero, quando il cane deciso a prendersi la sua parte di ano assale l'allegro terzetto puntando direttamente i genitali arrossati del povero sbirro. Quella è la prima parte che finisce nello stomaco del bastardo a quattrozampe, poi seguono bocconi a caso e senza origine specifica. Il prete se la ride e si consuma dentro la giovinetta con contrizione religiosa.
La donna finisce di arredare la tavola con piatti comprati da ikea, acqua minerale San Pellegrino, vasetti di di una crema al cioccolato&nocciole convertiti in bicchieri, frutta d' importazione e scrigno di stuzzicadenti Samurai. Tutto alla perfezione.
Driiin
-Chi è?
-Il Mossad, servizio segreto israeliano
-Chi?
-Lo scusi signora è un pò ritardato...siamo normalissimi sbirri...
La tipa apre e illuminati dai raggi del sole scintillano tessere di plastica con ragguardevole indice di sbirrosità. Dietro le tessere sorrisi preoccupanti.
La tipa verifica mentalmente se le sue droghe sono al sicuro nello scomparto segreto. Sì. Bene, molto bene.
-Lei è la signora McCormick?
-sì
-suo marito è Alcide McCormick sbirro coi fiocchi?
-Sì, gli è successo qualcosa?
-E' morto divorato dal cane di uno spacciatore proprio lì dietro la chiesa di don Carrisi se guarda ben si vedono gli schizzi di sangue sul muro dell'oratorio...
La cosa non sconvolse la donna. Pensò che finalmente avrebbe potuto fumare tutta l'erba che gli pareva senza dover dire di andare dal fruttivendolo. L'idea che il marito era stato sbranato dal cane, magari idrofobo, di uno spacciatore la fece quasi sorridere, forse era proprio il tipo che la riforniva: aveva un cane, una specie di bassotto incrociato con una iena, occhi rossi da insetto ed assetato di sangue. Per salvare le apparenze si mise a piagnucolare monosillabi.
-va ben va bene signora, la capisco, su su non si butti giù...se vuole il mio collega è uno psicologo della polizia, è un bel maschione potrebbe scoparselo un attimo così per assaggiare i piaceri della vedovanza, e magari io potrei fare delle foto o delle riprese, ho tutto il necessario nella macchina di servizio. Non le piacerebbe, eh? Starebbe molto meglio...
-Magari un'altra volta...- non riusciva a togliersi dalla mente il cane incrociato con una iena e gli occhi di insetti, aveva anche le ali sottili delle mosche e una serie di tic da malato di nervi, adesso che ci pensava meglio.
-Bene vedo che sta già meglio...allora le dispiace firmare questo documento. Le farò vedere una foto di suo marito e lei mi dovrà confermare che lei è la moglie dell'uomo nella foto.
-Ok ok- cercava di ricordare se il cane era un maschio o una femmina ma non riusciva a ricordarlo con precisione...
-Ecco la foto-
nella foto un ottopode, occhi lessi ed acquosi, tentacolare, coperto di liquido colloso, una bocca spalancata con dentro le vele bianchissime di un vascello francese oppure le ali di un enorme albatro, era evidentemente una foto subacquea.
-Ma questo non è mio marito.
I due si scrutarono come per indovinare chi dei due avesse scoreggiato, presero ed esaminarono la foto.
-E' Alcide signora, lo conosco da 15 anni. E' proprio lui. Otto tentacoli, occhi enormi, succhiava sempre vascelli, era un vizio che si portava appresso da bambino m'aveva detto...
-Ma quello non è mio marito, mio marito aveva gambe e braccia, una testa...e succhiava solo quando c'era da dare un tono ai doveri coniugali...
-Signora suo marito è sempre stato così, un Kraken come non ne ho visti mai.
-Ok ok va bene, levatevi dai coglioni eunuchi.
-Come desidera...-un inchino e si ritirarono.
Appese la foto del Kraken all'ingresso con una puntina. Si concentrò e chiamò Lester lo spacciatore:
-Ehi portami l'erba e il tuo cane.
Sospirò e venne la sera. Suo marito crepato, erba in arrivo e cane forse maschio forse femmina. Tutto perfetto.

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