3.9.07

memorabilia Manga-Man VS Japan Kraken




2.10.06

Sono impreparato a tutto quelo che sta per accadere. Sono qui, in questo pozzo, a pensare a dove è finito il mio bagaglio di esperienze. All'areoporto mi bloccano, gli sbirri aciduli sono precisi e chirurgici nell'analisi della mia esperienza. Mi saggiano, mi analizzano, fanno domande terribili a cui solo io o un hacker fascista potrebbero rispondere...è bizzarro ritrovarsi a ricordare come si chiama l atua vicina di casa o di che colore era il ragnetto che sboccò sangue quell'estate a Rispoli durante la mostra di Francesco Roviello...ecco risposi a tutte le domande come se io fossi me...tutto ok quindi? Faccio al mio caro sberlone in anfibi dentati. Quello stringe il mio passaporto e dice: "Sì il suo bagaglio d'esperienza è in ordine, ma sa, con il sentimento di insicurezzza che corre in questi anni, sono state promulgate nuove leggi ch eci impediscono di farla passare?"
"Cosa ma io ho un appuntamento di lavoro della massima importanza a Minneapolis!" mentì ma non sentii la tipica fanghiglia post menzogna che si abbarbica alle palle...
"Caro signore non si alteri non sono io che secerno le leggi"
"per la grazia del Signore Onnipotente! Altrimenti questo paese sarebbe pieno di bambini sbirri col pene arrotolato nel cuoio anaeastico e ci sarebbe l'obbligo di farsi crescere i baffi alla Frederick Bulsara..."
Lo sbirro non capì il 50 per cento di quello che dissi dato che gli parlai in un linguaggio che solo io e il mio hacker fascista capiamo. Ma probabilmente la combinazione "pene arrotilato" anche se codificata non sfuggi al fiuto promiscuo della sua animaccia laida e pecoreccia.
Chiamò un paio di colleghi e senza dire un aparola mi fece arrestare con l'accusa di aver un bagalgio di esperienze in regola ma troppo pesante per il volo...figlio di puttana! Nemmeno il coraggio di ammettere che lle mie teorie che l'omicidio di JFKennedy fosse correlato con la morte in orbita della cagna (bitch) Laika Monroe lo avessero ridotto ad un crostaceo rettilineo sul mio cranio che urlando sedici bestemmie inventate da un rabbino che morì di occhi cavati bestemmiando i cento Cespugli Infuocati di Marapea striscia incapace di comprendere le sue azioni fino all'orlo dello stagno da cui cento milioni di anni prima i suoi progenitori scannati e monocellulari rotolando e sacrificando la maggior parte di loro decisero di sfidare il naturale procedere degli eventi ed iniziare a respirare il fottuto ossigeno dell'aria tramite una sorta di zampogna elettrica adattata per l'occasione a nuovo organo traspiratorio chiamato da un eunuco-nomenclatore della corte retrograda del re Abbaramoutto: Polmoni.
veramente non capisco. Scusate. Io cioè però kataklò

27.8.06

Kraken scopre Messenger

L’orologio a muro del Kraken era ormai fermo alle 6.Dalla finestra a libro zigrinata le ore erano tutte uguali.
Aveva preso casa in uno scantinato nella piu’sordida periferia di Gissi.
Ci aveva portato tutto in quella cazzo di Casamatta. Aveva il fornello che gli aveva lasciato sua nonna Krakovia prima di morire, il lettino dello zio Osvaldo bagnino di Rimini da generazioni e il Mac che aveva rilevato dal suo ultimo licenziamento al posto della liquidazione. X L’allaccio della luce se l’era vista Dj Fat visto il suo passato da portantino alla Enel di Casalanguida.
Era pomeriggio a giudicare dal rumore delle macchine e dal via vai di gente che passava sopra le nostre testuggini; avevamo mangiato un impepata di cozze cucinate dalla Baldracca di Perpetua ormai figlia adottiva nel suo continuo peregrinare.
Quando il tedio e l’abbandono delle nostre masse informi era ormai palpabile decidemmo di accendere il malefico MAC e vedere cosa diceva l’etere….
verifica password connessione in corso…connessi.

Lascio a voi immaginare la cronologia dei giorni passati del Kraken,lurido porco di feticci deretani sblusati. Tra un guardare e l’altro chiesi se potevo controllare la posta e magari fare un giro su Messenger,allo scandire della r il il kraken impallidì e mi vomitò addosso tutte le cozze, naturalmente solo i gusci, per poi tornare a respirare come se non fosse successo niente.
Non mi lasciai scalfire dall’evento pensando che fosse stata una coincidenza.

Nella casella una nuova mail di Eno che mi invitava a Berlino per un convegno di Musica Ambientale. Avrei fatto volentieri compagnia a quel “non musicista”da 4 soldi ma non lo digerivo proprio quel pastume di suoni così asettici e privi di nervo.
Cestinai la mail e mi spostai su MSN.
Kraken si appollaiò sullo schienale della mia sedia sdraio mentre un pugno di mosche giocava a girotondo sul vomito. Sembrava un bambino che deve chiedere qualcosa alla mamma ma non trova il coraggio, perchè se ne vergogna. In linea c’erano Krakenb e LadyStardust;
mi girai un attimo e vidi Kraken color crema trasudante plasma e anfetamine, pupille dilatate e respiro azzerato.Vagheggiava ricordi di nautili,oceano indiano e infanzia. In quel momento mi passarono davanti agli occhi tutte le puntate di E.R.K.; un guscio di cozza gli avrà reciso la giugulare krakenica,mi suggeriva il Dott.Doug dall’encefalo.
Contattai krakenb che mi voleva con lui per l’invito di Eno. Glissai spiegandogli la gravità dei fatti.
Disse che sarebbe arrivato di li a poco, era impegnato per la scelta della colonna sonora della rivisitazione in chiave moderna de “I 400 colpi”. Mi consigliò di preparare la siringa di adrenalina e controllare di tanto in tanto lo stato di decomposizione;magari cercare di infilarlo sotto l’acqua fredda e bagnarli la testa con del ghiaccio.

Sullo schermo lo screensaver di Harry Smith, dalla finestra il discorso di un intero appuntamento dal ginecologo di due vecchiacce frigide, e di krakenb neanche l’ombra.
-I believe in a better day…..
-il telefono.
Era Krakenb, bloccato nel traffico di Montesilvano.
Presi coraggio, infilai l’ago, ruppi il cappuccio della fiala, tirai dentro siero e respiro,e puntai contro quel fottuto molosso …….

Mi risvegliai nel’ospedale di Gissi, vicino al letto avevo un’ infermiera-vaiassa, krakenb e kraken, che dal profondo del suo becco corneo avvolto da morbidi strati di melassa gelatinosa mi sussurrava nell’orecchio:
“Please leave us here
close our eyes to the octopus ride!”

24.8.06

Il Kraken sberleffa la portaerei USA.


Il Kraken, il cefaloide più grande della terra
sfida la portaerei più grande della terra!
Il risultato è presto fatto,
gli americani abbassano le loro teste di cazzo!
Con queste brevi parole si può raccontare quanto è accaduto
a largo non so di quanto dell'oceano atlantico.
A bordo della portaerei Kennedy gli americani si grattavano i coglioni dalla noia, pattugliare l'oceano e difendere i figli d'America da minacce incombenti erano gli ordini impartiti dai superiori.
Il Kraken nuotava con leggiadra muovendo i suoi otto tentacoli in maniera ritmica come a scandire il tempo di una danza oceanica, col suo occhio notò una massa in superficie diversa da tutto ciò che aveva visto finora, decise allora di avvicinarsi visto la sua innata curiosità intrinseca nell’istinto krakeniano. Lui ne aveva visti di pescherecci e bagnarole, ma la sua attenzione fu colpita dalle dimensioni di quest’ultima infatti fino a quel momento, non si era sentito alla pari con nessuno. Arrivato sul pelo dell’acqua percepì subito alcuni rutti e diverse scoregge frutto dei membri dell’equipaggio intenti a digerire i loro super hot dog conditi con salse e merda di ogni genere.
Cominciò a girare intorno alla portaerei, come a volerla esaminare meglio, un giro, due giri, tre giri … poi con saggia decisione decise di dare un occhiata all’intera nave, vale a dire a tutta la parte posta oltre il pelo dell’acqua. Per fare questo compì un balzo degno di un delfino e con una parabola pazzesca passò da un lato all'altro della nave. I membri dell'equipaggio assisterono stupefatti al passaggio sopra le loro teste dell’intera massa krakenika, ammirandone comunque tutta la sua composizione organica. Durante quegli istanti, in molti hanno giurato di aver notato che il Kraken indossava un ciondolo su cui era attaccato un teschio umano, una sorta di macabro trofeo di guerra. Ma non è tutto, più di un marinaio è certo di aver identificato in tale teschio il cranio del pirata Bagascio! L’imapavido ed ottimista pirata delle Antille morto appunto in un attacco tentacolare. Su questa controversa storia circolano però molte ambiguità e risulta difficile aggiungere altri particolari.
Col suo balzo raggiunse un centinaio di metri di quota prima di ricadere nell’oceano e quando lo fece sollevò un gigantesco muro d’acqua, che investì gran parte della fiancata della nave. Il comandante Harrison che non si era accorto di nulla, scambiò tale muro d’acqua per il colpo di una cannonata di una nave nemica! “Cazzo! Ci attaccano, tutti ai posti di combattimento luridi vermi rognosi!” I marinai lo informarono subito che non si trattava di una cannonata, ma di un Kraken che era passato sopra le loro teste e che stava ronzando intorno alla portaerei. Il comandante allora chiese quali erano le intenzioni del Kraken, insomma se era ostile o meno. I marinai proseguirono dicendo di non saperne un cazzo!
Il kraken intanto già annoiato dalla nuova scoperta si allontanò con tranquillità a scatti regolari con la solita eleganza nel suo stile kraken libero, ma subito due siluri partirono verso la sua direzione, entrambi diretti nel bel mezzo del suo culo! Il Kraken col suo occhio posto al punto giusto notò la minaccia identificando i due siluri come gli organi genitali della nave. Con una piroetta e una spinta di tentacoli riuscì a schivarli con tale eleganza da suscitare l’applauso di alcuni membri dell’equipaggio posti sul ciglio della nave, fra cui il comandante Harrison. Ma dopo quell’applauso spontaneo, dettato dalla classe e dai movimenti del Kraken, i marinai si rimisero le mani a posto perché il Kraken ora puntava verso di loro e pareva incazzato! A nulla servirono le innumerevoli cannonate, perché il Kraken molto furbamente si era già posto sotto la pancia della nave, l’equipaggio terrorizzato cercò di comunicare con il cefaloide concedendogli in sacrificio il loro comandante, visto che aveva dato l’ordine di aprire il fuoco!
Il Kraken non volle saperne era furioso, da sotto la nave allungò i suoi tentacoli e con le sue ventose afferrò l’intera porterei. Cominciò così a farla girare come una trottola, la velocità fu tale da far schizzare via a destra e a sinistra tutti gli aerei messi in fila sulla pista della portaerei. I passeggeri furono sottoposti ad una forza centrifuga tale che a bordo si raggiunsero i 66 g, molti finirono per vomitarsi addosso anche le budella altri persero i sensi, insomma, in pochi secondi tutto l’equipaggio e non solo anche tutta la flotta aerea della portaerei più potente del mondo era stata messa fuori gioco. Il Kraken soddisfatto per la punizione inflitta (visto l’affronto subito) lanciò in aria la portaerei che come un giocattolo ricadde in acqua subendo ingenti danni.
I marinai intenti a riprendersi e a rapportare i danni dell’orami ex gloriosa portaerei Kennedy, videro nuovamente spuntare dal pelo dell’acqua gli otto lunghi tentacoli, il Kraken li muoveva come fruste avanti e indietro come a voler dimostrare tutta la sua forza e la sua furia funesta! Ormai in preda al panico i membri dell’equipaggio gridavano terrorizzati “ci vuole mangiare tutti!” “finiremo nel suo stomaco” “Fottuto comandante guarda in quale cazzo di fottuto guaio ci hai messo!” ma dopo qualche istante il Kraken cessò la sua furia e tornò nuovamente in profondità, il Kraken a dire il vero aveva voglia di chiudere i conti, ma non lo fece, volle far si che quei marinai potessero raccontare quanto accaduto affinché il suo mito continuasse a crescere a diffondersi in tutto il mondo.
A pericolo sventato gran parte dei marinai furono messi sotto torchio dalla corte marziale per tentato ammutinamento, visto che stavano per barattare la vita del loro comandante con la loro. Il pentagono invece cercò in tutti i modi di non far trapelare la notizia per evitare che la gloriosa marina americana subisse questo smacco colossale. La figuraccia era ormai fatta, l’onnipotente Kraken aveva fatto valere tutta la sua furia e avrebbe continuato a terrorizzare a lungo chiunque si fosse imbattuto sul suo cammino e dopo tutto questo nessuno si sentì più sicuro!

16.8.06

discorso sul secondo comandamento

Erano decenni che Kraken non si faceva vivo. Qualcuno diceva che si fosse arruolato nelal legione straniera, quella di stanza a Marakech piena di arabi finocchi e inglesi mezzo sangue con qualcosa di troppo lercio sulla fedina penale per circoalre per la città senza volatarsi le spalle ogni dieci passi. Altri affermavano di averlo visto in fila presso il Sancto Uffizio Svizzero in tento ad apporre la sua firma sull'infame documentato che lo inchiodava senza scampo al sacro esercito pontificio. Molti dissero: "no non è possibile, kraken vestito così tipo ricchione in gita a Vieste... no non ci credo". Fatto sta che di Kraken si perserò le tracce per tre decenni. Suo nonno, oramai propietario dell'80 % delle case di riposo della città nonchè ospite della più merdosa - si era completamente imballato il cervello tra Formaldeide e Alzehimer, lo riconobbe un giorno in televisione: vestiva di bianco, era il Papa. Gli amici di Kraken non ebbero alcun dubbio, doveva aver ucciso il pontefice che l'aveva precedeto e avergli usurpato il trono secolare. Era rimasto il solito figlio di puttana di un tempo. Quello che ra strano che Kraken era completamente differente rispetto al precednte papastro - salito al soglio col nome di Stanislaski III - addirittura costuiu era un creolo dagli occhi azzurri senza un orecchio, mentre il Krak era... beh sapete tutti com'è il Kraken il bozzo del suo nerbuto frustino dell'amore sporgeva da sotto le vesti talari addirittura! ma il pianeta sembrava non accorgersene. Solo gli amici ed il nonno di Kraken attribuivano a quel ghigno da ricettatore la sua origine stradaiola, mentre il resto del mondo si piegava alle sue sante parole. Che tanto sante non erano nemmeno. Attribuiva ai neri una certa carica sessuale che i bianchi dovevano usurpare con una guerra santa o una risoluzione dell'ONU. Aveva affibbiato a Condoleza Raize l'appellattivo di fica secca, farneticando che si riferiva al suo alto contenuto di energia sotto forma di Kilocalorie. Aveva processato per una seconda volta Giordano Bruno, riesumandone il corpo e giungendo al medesimo risultato: bruciato a campo dei fiori, diretta Tv a pagamento su canale satellitare. Il mondo lo osannava. Era come se il suo abito bianchissimo accecasse gli occhi di tutti e 5 i miliardi di stronzi e non gli facesse vedere che derelitto aveva in pugno il pastorale. Da parte loro gli amici di Kraken e il snonno continuarono a fare quello che facevano sempre: ubriacarsi e amanettarsi ai termosifone a pagamento.
Nella città d'origine di Kraken, dopo mesi,arrivò un nunzio apostolico che annunciava una sua visita.
Il nonno di Kraken aveva completato una raccolta punti dell'esercito ed era dovuto partire per la terza guerra mondiale, quella ceh si svolge in Oceania da deccenni ormai, in silenzio, senza che nulla trapeli, tra protoipi sofisticatissimi ed antichissime risorse sciamaniche. Gli amici accolsero la notizia ruttando.
ILnunzio disse che sarebbe stata una visita con sermone: una predica delucidante sul secondo comandamento. Il Nunzio venne derubato del portafoglio e il sindaco, perverso fan di Pasolini ed in tutto simile ad Aldo Valletti, decise di incularselo prima di rispedirlo in Vaticano con in tasca una banconota da cento.
Giunse Kraken sotto forma di Papa. In città non si conteneva la gioia. Pareva che nessuno riconoscesse lo stronzo che una volta andava in giro pisciando nei giardini, vomitando negli atri, cacando nei salotti bene.
Gli amici di Kraken all'apice della loro attività mentale organizzarono uno striscione con su scritto: - Ehi, ci devi dei quattrini! -
Kraken, che era salito al soglio con il nome di Kraken, scese dall'elicottero. Apparve tutto bianco di un pallore onirico, rapinante.
Gli fu preparato un pulpito tutto fervido di microfoni. Pareva the presidento of united barocchi d'america.
Sul talare aveva scritto a caratteri bianchi, ma più chiari, la frase -Yes god is in the house -, seppur papa era pur sempre Krak.
Iniziò a parlare, e tutte le telecamere ronzavano accese.
-Come detto oggi vi parlerò del secondo comandamento: ma una cosa dovete sapere, io non ricordo affatto il secondo comandamento.-
Nemmeno il pubblico effettivamente lo ricordava, solo una suora paleocristiana lo ricordava, almeno così diceva, ma venne fatta tacere in modo alquanto criminale. Il prete della chiesa dell acittà si rifugiò in campanile pronto a sparare all'impazzata sull'audience. GLi amici di Kraken, sconvolti da un vinello acido e vermiglio, erano più ferrati in ermeneutica. Nessuno sapeva questo fottuto comandamento dunque, e rimasero così, abbarbicati all agrande barba dell'onnipotente che come i capelli di Raperonzolo era discesa sulla terra dall'alto dei Coeli.
Kraken tirò fuori un revolver, ma tutti lo scambiarono per lo strumento che si usa per benedire le case e deumidificare gli ambienti, e senza colpo ferire - s enon a se stesso - si tirò una pallottola in testa.
Aveva scritto le sue ultime volontà su di un folgio A4 che venne però venduto senza pietà su ebay da un inserviente che ci ricavò i soldi per l'ultima dose di Atropina che lo menò sulla strada stordente della morte per intossicazione, quest'ultimo aveva lasciato anch'egli un testamento su di un foglio da bar che venne però raccattato dalla sua vicina per pulire la cacate che il suo gatto siamese non ancora educato aveva abbandonato sullo zerbino, la vecchia schiattò poco dopo di Toxoplasmosi, e anche lei aveva lasciato le sue estreme volontà tatuate sulla pelle del suo fottuto gatto siamese che però s'era involato; dagli erdei venne reclutato Philip Marlowe in persona per recuperarlo ma questi sfortunatamente venne ucciso in una rissa in una locanda per futili motivi.

6.8.06

E' morto Jack Sventura: 18?? - 2006

Dopo la scomparsa del capitano Bagascio, impavido pirata delle Antille, nei giorni scorsi è venuto a mancare, (levandosi finalmente dai coglioni) il famigerato pirata Capitan Jack Sventura.
Ormai pluricentenario, nessuno sa quanti anni avesse di precisione, Capitan Jack Sventura si apprestava a salpare a bordo della sua nave la "Baracca nera" insieme alla sua ciurma composta dagli ultimi quattro poveri stronzi che osannavano ancora le gesta del deceduto!
Al momento di pronunciare la famigerata frase "Issate le vele" un colpo secco al cuore lo ha colto di sorpresa facendolo cadere a faccia in terra sul legno marcio, ormai divorato dai topi, della sua nave trabicolo.
I quattro poveri stronzi in un primo momento hanno pensato ad un colpo di sonno, poi dopo circa una settimana vedendolo non risvegliarsi e soprattutto notando un principio di decomposizione in alcune zone del corpo hanno finalmente intuito che Jack Sventura, una delle ultime leggende di tutti i mari, era finalmente crepato!
Il corpo è stato rapidamente gettato in pasto ai pesci cani, secondo le ultime volontà del Pirata, che amava molto questi animali.
Jack Sventura lascia: la sua nave, che verrà presto usata come legna per la stagione invernale, un paio di bauli pieni di chincaglie e ori arrugginiti che verranno fusi per realizzare delle toilet (più precisamente dei pisciatoi a muro) e quattro poveri stronzi che non hanno più un posto dove vivere.
Una delle sue ultime imprese fu quella di assaltare "l’Achille Lauro" nell’esatto momento in cui a bordo di essa erano presenti i terroristi, che cacciarono letteralmente a calci in culo gli all’ora dodici poveri stronzi! Come non ricordare poi l’assolto all’"Andrea Doria" nel momento esatto in cui essa stava andando a fondo, gli all’ora 35 poveri stronzi furono costretti a rimpugnare le spade in bocca e scappare con la merda nelle calzamaglie.
Di Jack Sventura non ci resta nulla, in tutti i sensi visto che il suo corpo è stato spolpato a dovere, pare però, che gli animali amati da Jack Sventura fossero semplicemente i cani e non i pesci cani. Infatti avrebbe riferito che le sue ultime volontà fossero quelle di essere semplicemente sepolto assieme al suo cagnolino Spotty e non di essere gettato in mare in pasto ai pesci cani. Tutto sommato gli ultimi 4 poveri stronzi erano oltre che poveri e stronzi, totalmente rincoglioniti. Basti pensare che tutto il tempo trascorso col loro capitano morto (steso come un porco sgozzato) sul pavimento lercio della "Baracca Nera" è stato interrotto solo perché la nave stava andando contro una scogliera. Per chiedere istruzioni al loro fido capitano si sarebbero accorti che in effetti non dormiva affatto, il Capitano Jack Sventura aveva tirato le cuoia!
Ci piace ora immaginarlo così: digerito e fatto a pezzetti in più parti all’interno degli intestini di diversi squali, passato infine per gli orifizi anali di quest’ultimi sotto forma di merda!
Addio vecchio pirata bastardo!

15.7.06

pintura de agua in gilipoya

Kraken si destò sul volo per Barcellona sputando gli ultimi resti di una tapas congelata.
Avrebbe ammazzato troppo volentieri quel catalano che leggeva ad alta voce Lavanguardia e che per giunta si era levato gli stivali di cuoio marcati el charro.
Ma sua madre gli aveva raccomandato di non ammazzare nessuno e addirittura gli aveva regalato un tamagogi per calmarlo.
_può sempre servire Kraky, penserai a tuo figlio morto impalato nel vietnam e starai calmo!
kraken si accese immediatamente un Montecristo regalato dal vecchio amico Pistacchio e sputò il fumo sull'oblò per non assistere al macabro scenario dell'atteggiaggio, e accadde un fatto originale, un pezzo di donna da copertina cominciò a parlagli di gran lena una lingua allora sconosciuta,
_Sarà il fascino del tatuaggio sul vello pensò..
Ma la figa cominciò ad alzare il tono della voce, poi gli prese proprio il Montecristo e del resto non ricordò nulla.
appena atterrato kraken si risistemò il pacco e ascoltò un pezzo di Richie Evens provenire dalla toilette per donne dell'aeroporto.
Subito si fiondò nella cueva felsinea e vide il maestro in persona in tunica bianca che si radeva il pelo pubico e canticchiava beato.
Ma Richie fece finta di non averlo riconosciuto.
Kraken prese l'aereobus per Aribau, il quartiere dei maricones, dove abitava il suo fidissimo amico Julio Iglesias.
Ma julio era in Giappone per shopping e gli lasciò un biglietto in una padella incrostata da una quindicina di giorni nascosto sotto i resti di una paella con pescado e carne di coniglio andaluso.
Nel biglietto: tiengo que ir in Tokio por comprar la primera edicion de un libro de cuina de Mishima.
kraken si sentì demasiado solo, si tolse l'orologio e abbassò le tapparelle.
Quando ebbe finito salì del piso e si ritrovò sulla rambla del Raval dove si proiettava la finale dei mondiali di calcio.
A fine partita si ritrovò a pomiciare con la sorella di Zidane, che era a Barcellona per motivi di salute.
Decise di portarla in postaccio vicino al Macba a bere ron a basso costo.
todos emborrachados salirono da lì andarono a la playa di villa olimpica a godere.
-Disinibita la muchera! pensò, ma non glielo disse.
Subito le chiese di raccogliere una conchiglia..per verificare.
la manana successiva la rivide al campetto di Catalunia a parare pallonate di una equipe francese.
Kraken amava il gioco d'azzardo e si comprò all'istante un gratta e vinci spagnolo, vinse un euro e ne comprò un altro, al novantesimo dovettero fracassarli il tamagogi per mandarlo a cacare, ma lì Kraken si incazzò sul serio!
_Nooooooooooooooo!
Prese la chirarra di un barbone uruguaiano e si mise a suonare un pezzo dei Dick Dick in loop fino a quando il colpevole non gli ricompose il regalo della mamma.
Kraken si accese l'ultimo Montecristo del Pistacchio e mandò a puttane quello strano fottuno bel Paese.